A cura di Don Antonio Mancuso
Lit. Venerdì – XVII TO A
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,54-58
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Parola del Signore
È una pagina tristissima quella del vangelo di oggi… con un finale terribilmente doloroso ma anche vero e attuale.
Il Signore ci lascia liberi… non ci costringe mai … si propone a noi… non si impone… perché ci ama e il vero amore lascia liberi.
E questa libertà, usata male, può diventare un’arma potente… un’arma di distruzione di massa… perché con la nostra libertà… paradossalmente possiamo limitare la potenza di Dio.
“E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi”: si tratta di incredulità… ma anche di pregiudizi. E il pregiudizio sulle persone ha lo stesso potere distruttivo dell’incredulità.
Quante volte diciamo: quel tizio lo conosco… una volta ha fatto una cosa grave… e lo etichettiamo per sempre con quell’errore, impedendo non a lui ma a noi stessi di vedere e andare oltre… di vedere il bello… non dandoci, e quindi non dando a lui, la possibilità di vedere un suo cambiamento o di conoscere anche la motivazione di una scelta che abbiamo ritenuto sbagliata.
Non chiuderti mai alla possibilità di conoscere fino in fondo una persona!
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