A cura di Don Antonio Mancuso
Lit. Lunedì – XVII TO A
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,31-35
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Parola del Signore
Elogio della piccolezza.
Non è importante quello che fai, ma come lo fai…
Non sono importanti le grandi cose, ma le cose fatte con grande cuore, dedizione e passione…
Ciò che conta è seminare… ma anche seminarsi… scomparire… non apparire… perché se fai le cose per immagine, rimarrà solo la tua immagine ma non ciò che fai…
Il seme riesce a fiorire e diventare albero solo se scompare…
Il lievito riesce a fare fermentare la pasta non per la sua quantità ma per la sua capacità di scomparire… di immischiarsi… di nascondersi…
La presunzione, l’orgoglio, la superbia non hanno mai portato nulla di buono, duraturo e sano. L’umiltà, la semplicità, la piccolezza… anche se agli occhi del mondo sono poca cosa… agli occhi di Dio contano più di successi, cariche e premi.
Vali per quello che sei non per quello che mostri!
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