La Democrazia รจ Donna?

Riflessioni del moderatore Prof. Giancarlo Giamporcaro sull’evento svoltosi sabato 28 febbraio 2026, a Carini

L’intervento del prof. Fabio Giamporcaro รจ stato come
sempre bene articolato e profondamente sviluppato partendo dal mondo classico per giungere ai nostri giorni.

L’avvocata Di Lisi Francesca ha dato il suo contributo riflessivo per ciรฒ che concerne le difficoltร  che il mondo donna subisce nel campo lavorativo.
Sebbene tanto le aziende private sia quelle pubbliche sostengono di difendere e garantire i diritti delle donne.

Per riguarda il prof. Roberto Buccola ha tratto l’argomento in questione dal punto di vista psicologico mettendo in evidenza la fragilitร  dell’uomo che sottolinea la sua forza ormonale.

In conclusione la padrona di casa che ci ha ospitato egregiamente Giusy Musso รจ intervenuta sulla presenza femminile nel benessere dei luoghi pubblici con le dovute difficoltร  di affermazione del proprio ruolo nell’ambito sociale.

Inoltre la parola รจ stata data al pubblico.
Di notevole interesse รจ stato l’intervento del Dottore Gebbia nelle relazioni tra l’universitร  e i giovani fondamenta per una buona organizzazione sociale per un giusto futuro.

Noi di PADD siamo felici di proporvi l’incontro completo al seguente link:

Lingua siciliana. L’unione fa la forza: le lingue storiche dโ€™Italia fanno fronte comune e fondano il CLIRD

Lo scorso 21 febbraio, in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, indetta dallโ€™UNESCO e celebrata in tutto il mondo, lโ€™Italia ha visto nascere il Coordinamento Lingue Regionali e Diritti Linguistici (CLIRD). Per la prima volta, le otto lingue storiche italiane escluse dalla legge 482/1999 (lโ€™unica che tutela le lingue minoritarie) โ€“ emiliano, ligure, lombardo, napoletano, piemontese, romagnolo, siciliano e veneto โ€“ si presentano unite sotto unโ€™unica sigla, con un progetto condiviso e una visione comune.

Tra i membri fondatori del Coordinamento anche lโ€™Accademia della Lingua Siciliana, designata dallโ€™AUCLIS โ€“ Associazioni Unite per la Cultura e la Lingua Siciliana โ€“ a rappresentarla. Lโ€™Accademia, attiva nella ricerca e promozione del siciliano, riunisce studiosi, autori e operatori culturali impegnati nella tutela del patrimonio linguistico regionale. Le altre associazioni fondatrici sono: per la lingua emiliana (cod. ISO: egl): Lรฉngua Mรชdra; per la lingua ligure (lij): Conseggio pe-o patrimรฒnio linguistico ligure; per la lingua lombarda (lmo): Far Lombard; per la lingua napoletana (nap): Accademia Napoletana; per la lingua piemontese (pms): Arcancel; per la lingua romagnola (rgn): Istituto Friedrich Schรผrr; per la lingua veneta (vec): Academia de ล‚a Bona Creansa โ€“ Academia de ล‚a ลengua Veneta.

Il CLIRD ha previsto un organismo, la Consulta, in cui possono confluire altre associazioni che ne condividessero le finalitร .

Il nuovo Coordinamento ha eletto anche i propri vertici: uno dei due Vice Presidenti รจ Fonso Genchi, Presidente dellโ€™Accademia della Lingua Siciliana, figura di riferimento nel panorama dellโ€™attivismo linguistico isolano. Direttore del Collegio Scientifico del CLIRD รจ stato nominato Aurelio La Torre, anchโ€™egli siciliano, giร  promotore dellโ€™AUCLIS.

Una visione comune per il multilinguismo italiano

Il CLIRD nasce con un obiettivo chiaro: riportare al centro del dibattito pubblico il valore del multilinguismo italiano e promuovere iniziative concrete per la tutela delle lingue storiche. ยซLe nostre lingue non sono dialetti dellโ€™italiano, ma lingue sorelle, con oltre mille anni di storiaยป, ricorda il presidente del CLIRD Alessandro Mocellin.

ยซIl Manifesto fondativo richiama i principi della Costituzione e le principali carte internazionali sui diritti linguisticiยป. A sottolinearlo รจ Aurelio La Torre che conclude: ยซRidare dignitร  giuridica e sociale alle lingue storiche รจ una necessitร  culturale e civileยป.

Un passo storico in un momento decisivo

ยซLa nascita del CLIRD โ€“ afferma Fonso Genchi โ€“ segna un momento di svolta: per la prima volta, le lingue regionali dโ€™Italia non riconosciute si muovono insieme, con una strategia condivisa che guarda allโ€™Europa, alla scuola, ai media e alle comunitร  di emigrati. Dโ€™altronde, gli ultimi allarmanti dati ISTAT sullo stato delle nostre lingue ci chiamano ad agire subito e con determinazioneยป. Lโ€™obiettivo รจ chiaro: trasformare un enorme patrimonio, a rischio di estinzione e spesso relegato ai margini, in una risorsa culturale moderna, viva e riconosciuta.

salus Christi urget nos

1^ dom. Quaresima (A)

Mercoledรฌ รจ iniziata la quaresima con la petizione nella preghiera colletta di combattere le forze del male con le armi della penitenza; se questa รจ la nostra domanda, si vede che la tentazione e il peccato non riguarda solo Gesรน nel deserto. Il Vangelo appena letto ci mostra modi errati di rapportarsi con le cose, con Dio, con le persone. E oltre a Gesรน ci mostra che cโ€™รจ qualcun altro che puรฒ operare tanto meglio quanto piรน viene ignorato.

Questo essere viene presentato fin dalle prime pagine della Bibbia. Noi leggiamo il libro della Genesi come cattolici che sanno si tratti di una riflessione (in forma narrativa, eziologica) sulla condizione perenne dellโ€™uomo (la natura umana che non muta nel tempo); un testo che non descrive โ€œcomeโ€ รจ avvenuta la creazione, ricerca il senso delle cose, il โ€œperchรฉโ€. Nel terzo millennio รจ pure passato il tempo del positivismo scientifico: considerava il mito un momento infantile del pensiero umano (cerca spiegazioni con le divinitร ), nella fase adolescenziale la filosofia cerca spiegazioni col ragionamento astratto, infine nellโ€™etร  matura del progresso tecnico-scientifico lโ€™uomo finalmente riesce a conoscere ogni cosa, curare tutte le malattie, essere padrone della vita e della morte. Leggetevi Auguste Comte. E beato chi ci credeโ€ฆ!

Nel genere letterario del mito si colgono quelle veritร  che riempiono di significato la nostra esistenza. La prima lettura presenta un animale viscido che non fa rumore, non lo si nota, piรน astuto di Adamo ed Eva ma non piรน saggio. Li induce a immaginare Dio โ€“ colui che li ha creati per amore, per non stare da solo โ€“ come un loro rivale, come colui che gli impedisce di raggiungere la felicitร : Dio non vuole il bene dellโ€™uomo, รจ geloso del proprio potere e non fa che proibire. Solo quando Dio sarร  eliminato lโ€™uomo potrร  diventare adulto, affermare sรฉ stesso, crescere progredire autonomamente. Il discorso che fa il serpente non รจ altro che il pensiero da cui ha origine ogni peccato: cosa cโ€™รจ di male nel disobbedire a Dio?

La sfiducia in Dio porta a fare scelte contrarie alle sue indicazioni, alla legge morale. Il peccato non nasce da una ricerca del male, ma del benessere, del piacere, la felicitร  che non si raggiungerร  mai allontanandosi dalla veritร . Diffidando di Dio lโ€™uomo punta sul bersaglio sbagliato, fallisce lโ€™obiettivo e si autodistrugge.

Lโ€™albero della โ€œconoscenzaโ€ rappresenta la volontร  di voler decidere da sรฉ ciรฒ che รจ bene e ciรฒ che รจ male. Lโ€™immortalitร  รจ un frutto verso cui lโ€™uomo stende la mano per illudersi che la vita terrena sia eternaโ€ฆ Lโ€™obiettivo ultimo del maligno non รจ qualche cedimento morale (che solo indebolisce la comunione con Dio), il miglior successo รจ minare in radice il rapporto con Dio. Questo obiettivo viene raggiunto quando nella mente dellโ€™uomo si insinua il dubbio che il Signore non mantenga le sue promesse, che non ci sia un solo Dio, che nella vita si puรฒ fare a meno di lui. Cosรฌ lโ€™uomo non crede piรน nel Dio di Gesรน Cristo.

In questi casi la tentazione si dimostra un momento di verifica delle nostre scelte, come unโ€™occasione di crescita nella vita spirituale. Da sempre i maestri di vita interiore hanno visto il demonio come un cane legato, che non va oltre il limite cui Dio gli permette di andare. E sappiamo che Dio non permette siamo tentati oltre le nostre forze. Se noi rifiutiamo la prova per scegliere soluzioni di comodo che non risolvono niente, rifiutiamo Dio stesso. Esempi in particolare: ognuno riflette per sรฉ stesso. Preghiamo perchรฉ Dio ci dia luce e forza per uscire piรน maturi dalla prova, ancora piรน legati alla nostra roccia di salvezza.

Nella seconda lettura รจ ancora San Paolo a contrapporre Adamo e Cristo per spiegare lโ€™opera di salvezza compiuta da Gesรน. Due uomini sono messi a confronto: Adamo decide di seguire i propri giudizi ingannevoli, Cristo fa costante riferimento alla Parola di Dio. Adamo volle essere signore del bene e del male e ottenne come risultato la morte. Cristo, al contrario, riconobbe la propria dipendenza da Dio, fu sempre fedele e obbediente al Padre e divenne Signore della vita. Tutti coloro che lo seguono e ne imitano lโ€™obbedienza saranno costituiti โ€œgiustiโ€, giustificati, perdonati, accolti nella casa del Padre. Fra questi due modi di essere ognuno รจ invitato a fare la sua scelta. La scelta che ogni uomo compie (consapevolmente o inconsapevolmente) รจ fra accogliere o rifiutare il progetto del Padre, lo stesso Dio creatore.

Perchรฉ lโ€™Italia deve mantenere lโ€™unicitร  della carriera dei magistrati: analisi giuridica e prospettiva europea

Ancora per il no: le ragioni contro la separazione delle carriere


Parlamento Europeo e Consiglio dโ€™Europa: la prospettiva europea sullโ€™ordinamento giudiziario

รˆ molto importante ricordare come il modello ordinamentale italiano sia quello verso cui tende la comunitร  europea.

Vanno citati almeno due documenti fondamentali:

  • la Raccomandazione REC (2000)19 del Comitato dei Ministri del Consiglio dโ€™Europa sul ruolo del Pubblico Ministero;
  • il parere del 17 dicembre 2014 del Consiglio Consultivo dei Procuratori Europei, contenente la cosiddetta โ€œCarta di Romaโ€.

Entrambi i documenti valorizzano la complementaritร  tra funzioni giudicanti e requirenti e la possibilitร  di interscambio, nel rispetto delle garanzie.


La Procura Europea e lโ€™armonizzazione degli ordinamenti

Un ulteriore riferimento รจ la nascita della Procura Europea (EPPO), operativa dal 1ยฐ giugno 2021 con sede in Lussemburgo.

La normativa sullโ€™EPPO prevede che i magistrati possano esercitare funzioni sia giudicanti sia requirenti nei rispettivi ordinamenti nazionali, confermando la compatibilitร  tra le due funzioni.

La prospettiva europea diventa dunque parametro di valutazione delle riforme interne, specialmente quando incidono su indipendenza e qualitร  della giurisdizione.


La cultura giurisdizionale deve appartenere anche al PM

Il significato di โ€œcultura della giurisdizioneโ€

Il concetto di cultura giurisdizionale non รจ uno slogan corporativo, ma richiama unโ€™idea precisa: il Pubblico Ministero deve operare con gli stessi criteri di valutazione della prova propri del giudice.

Lโ€™osmosi tra funzioni, nellโ€™ambito di unโ€™unica carriera, garantisce che il PM persegua la veritร  e non il risultato mediatico o investigativo.


Il ruolo di garanzia del Pubblico Ministero

Nel procedimento penale il PM:

  • controlla la legalitร  dellโ€™operato della polizia giudiziaria;
  • puรฒ disporre liberazioni immediate in caso di arresti illegittimi;
  • valuta richieste di intercettazioni;
  • esercita un filtro a tutela dei diritti fondamentali.

Questa funzione di garanzia presuppone appartenenza alla cultura della giurisdizione.


Il rischio di un PM separato e gerarchizzato

Un corpo separato di pubblici ministeri rischierebbe:

  • perdita di indipendenza dallโ€™esecutivo;
  • burocratizzazione;
  • concentrazione di un potere fortemente gerarchico.

Come evidenziato anche da autorevoli giuristi, un PM totalmente separato e strutturato in modo rigidamente gerarchico costituirebbe un potere difficilmente bilanciabile in un sistema democratico.


I dati statistici sul passaggio tra funzioni

Percentuali storiche

Tra il 1993 e il 1999, i trasferimenti tra funzioni oscillavano:

  • dal 6% allโ€™8,5% (giudici verso PM);
  • dal 10% al 17% (PM verso giudici).

I dati dopo le riforme del 2006โ€“2007

Nei periodi 2011โ€“2016 e 2016โ€“2019, le percentuali annue risultano inferiori allโ€™1%.

Anche i dati piรน recenti (2019โ€“2021) confermano che i passaggi sono numericamente marginali.


Quali conclusioni?

  • La โ€œtrasmigrazioneโ€ non รจ massiccia.
  • La specializzazione cresce naturalmente.
  • Lโ€™unitร  della carriera preserva una cultura comune a tutela dei cittadini.

Unica formazione e unico CSM

Lโ€™appartenenza ad unโ€™unica carriera giustifica:

  • un unico percorso formativo;
  • un unico Consiglio Superiore della Magistratura;
  • una formazione comune aperta anche allโ€™Avvocatura.

Carriere definitivamente separate renderebbero incoerente tale assetto.


Il rischio di condizionamento del giudice

Se il PM fosse sottoposto allโ€™esecutivo o influenzato da direttive politiche:

  • le prioritร  investigative diverrebbero politiche;
  • la funzione giudicante ne risulterebbe indirettamente condizionata;
  • la separazione dei poteri sarebbe vulnerata.

La cooperazione giudiziaria sovranazionale

Negli ultimi anni sono stati creati organismi di cooperazione giudiziaria come:

  • Europol
  • Eurojust

In tale contesto, la presenza di magistrati indipendenti dallโ€™esecutivo rappresenta una garanzia imprescindibile.


Rapporti tra politica e magistratura

La storia recente dimostra come il tema della separazione delle carriere sia spesso riemerso in fasi di tensione tra potere politico e magistratura.

Proposte come:

  • elezione politica dei capi delle Procure,
  • prioritร  investigative stabilite dal Parlamento,
  • ridimensionamento del ruolo del PM,

sono state percepite come tentativi di indebolimento dellโ€™autonomia requirente.


Conclusioni

Lโ€™unicitร  della carriera:

  • tutela lโ€™indipendenza del PM;
  • preserva la cultura della giurisdizione;
  • garantisce equilibrio tra poteri;
  • rafforza le garanzie per i cittadini.

La separazione delle carriere, secondo questa prospettiva, non aumenterebbe le garanzie ma rischierebbe di ridurre lโ€™indipendenza complessiva del sistema giudiziario.

Vorrei subito precisare che non sono un massone, e che io sappia, non…


Una premessa personale

Vorrei subito precisare che non sono un massone, e che io sappia, non sono indagato, nรฉ sicuramente imputato.

Eppure voterรฒ sรฌ al referendum per la giustizia.

Sono con orgoglio un avvocato, che per finalitร  esercita la nobile funzione di difesa dei diritti dei cittadini, e alla appartenenza di casta, di ogni tipo e natura, senza paura ho sempre preferito la libertร  e la difesa contro gli abusi.

Perchรฉ gli avvocati per missione difendono le libertร  e la democrazia secondo statuto professionale, e non รจ un caso che la grande maggioranza dei costituenti erano avvocati.

Dunque non massoni.


La riforma e lโ€™attuazione della Costituzione

Ciรฒ precisato, le Istituzioni forensi promuovono la riforma, ingiustamente accusata di essere un attacco alla democrazia, perchรฉ attua pienamente la Costituzione e favorisce la vera autonomia e indipendenza dei giudici, principio assolutamente non negoziabile, e la garanzia dei diritti, “in primis” la presunzione di innocenza, ex art. 27 Costituzione.


La presunzione di innocenza sotto attacco

Quella presunzione di innocenza di rango costituzionale viene ancora una volta ferita da chi a parole difende la Costituzione e poi accomuna dispregiativamente indagati e imputati, equiparandoli ai massoni.

In ciรฒ si accomunano il Procuratore Nicola Gratteri, che ha detto che per il sรฌ votano massoni, indagati e imputati, e il Procuratore Piercamillo Davigo, che sostiene che non esistono imputati innocenti ma imputati che, quando assolti, lโ€™hanno fatta franca.


Presunzione di colpevolezza e โ€œfurore giudiziarioโ€

Mentre la Costituzione afferma che si รจ innocenti sino alla sentenza definitiva e irrevocabile di condanna, una parte della magistratura requirente โ€” per dirla con Giovanni Falcone, il pm non รจ giudice โ€” sembra affermare lโ€™opposto: una presunzione di colpevolezza.

รˆ lโ€™approccio culturale definito in dottrina come โ€œfurore giudiziarioโ€, un giustizialismo che fa coincidere il momento delle indagini con la fine del processo, mentre il vero processo deve ancora iniziare.


Il peso mediatico delle indagini

Lโ€™attenzione dei media si concentra sui primi atti del procedimento, caricandoli di un significato probatorio improprio.

La giustizia, invece, si celebra nel processo, nel pieno contraddittorio tra le parti, in posizione di paritร .

Nella fase delle indagini preliminari, spesso accompagnate da arresti, la difesa ha un ruolo marginale e tempi ristretti. Cosรฌ, per inerzia o difficoltร  oggettive, si arriva al rinvio a giudizio.


Processi lunghi e assoluzioni tardive

Oltre il 50% dei processi si conclude con lโ€™assoluzione.

Ma il danno รจ giร  stato fatto. Seguono appelli, ricorsi in Cassazione, e lโ€™agonia giudiziaria puรฒ durare mediamente tra i 15 e i 17 anni.


Un retaggio inquisitorio

Si tratta di una logica inquisitoria, tipica del sistema medievale e del modello fascista, in cui giudice e pubblico ministero appartengono alla stessa carriera.

Lโ€™unitร  delle carriere fu voluta dal ministro Dino Grandi nel 1941.

La riforma, invece, separa le carriere per attuare pienamente il giusto processo previsto dallโ€™art. 111 della Costituzione.


Il sostegno di autorevoli costituzionalisti

Significative le parole dellโ€™ex Presidente della Corte Costituzionale Augusto Barbera, che afferma di preferire i dettami della Costituzione ai diktat di partito, votando sรฌ.


I numeri delle assoluzioni

Il deputato Enrico Costa riporta dati significativi:
226.823 processi di primo grado conclusi con proscioglimento negli ultimi due anni.

Nel 2024, il 59,1% dei giudizi ordinari si รจ chiuso con assoluzione; nel 2025 oltre il 53%.

Dati che evidenziano un problema strutturale: lโ€™assenza di un filtro effettivo nelle indagini preliminari.


Custodia cautelare e dignitร  della persona

Ogni anno centinaia di migliaia di cittadini entrano in un limbo giudiziario.

Nel 2025 i suicidi in carcere sono stati ottanta.

Secondo indagini dellโ€™Eurispes in collaborazione con lโ€™Unione Camere Penali, solo il 20,5% dei processi penali arriva a sentenza, mentre nel 78,9% dei casi si giunge al rinvio a giudizio.


Il caso Tortora e gli errori giudiziari

Il pensiero corre al caso di Enzo Tortora, simbolo di errore giudiziario.

E ancora alla Calabria, dove durante gli anni di attivitร  del Procuratore Nicola Gratteri si รจ registrata unโ€™alta percentuale di risarcimenti per ingiuste detenzioni.


Le grandi inchieste e i risultati

Tra le inchieste piรน note figura โ€œRinascita Scottโ€, con una percentuale di assoluzioni intorno al 40% nei primi gradi di giudizio.

Secondo dati ufficiali, dal 2018 al 2024 lo Stato ha versato 220 milioni di euro per errori giudiziari, di cui 78 milioni in Calabria.


Una questione di responsabilitร 

Perchรฉ questi approfondimenti non vengono svolti prima del processo?

Perchรฉ, nonostante lโ€™altissimo numero di imputati assolti, nessuno risponde degli errori?


Magistrati e giuristi per il Sรฌ

Tra i sostenitori del sรฌ figurano ex giudici costituzionali, magistrati, giuristi e avvocati che ritengono la riforma coerente con la Costituzione.

Una nota di magistrati critica le dichiarazioni del Procuratore Nicola Gratteri e rivendica la cultura della giurisdizione come valore fondamentale.


Conclusione

Non รจ in pericolo la democrazia.

Al contrario, secondo questa visione, votare sรฌ significa attuare pienamente la Costituzione, rafforzare le garanzie difensive, la terzietร  del giudice e la dignitร  della persona.

Ulteriori approfondimenti seguiranno sulla separazione delle carriere, sul sorteggio e sullโ€™Alta Corte di giustizia.

https://youtu.be/s7BSvmFbKYU

e il prossimo tuo come te stesso

VI dom. Tempo Ordinario (A)

Continua la lettura del discorso della montagna, con un lungo brano di 20 versetti nei quali Gesรน dice davvero tante cose che alla fine riassume lui stesso. Dice Gesรน che lui รจ venuto โ€œa portare a compimentoโ€, cioรจ non a cancellare/demolire tutta la tradizione precedente, piuttosto a farle raggiungere il suo scopo. Dโ€™altronde la sua stessa persona finalizza tutto lโ€™Antico Testamento. Nel discorso di oggi โ€“ che continuerร  ancora domenica prossima (lโ€™ultima prima della quaresima) โ€“ fa quattro esempi di perfezione cristiana, del modo in cui la sua giustizia supera quella di scribi e farisei attaccati a precetti talvolta di loro invenzione. Avete inteso che fu detto non uccidere, non commettere adulterio, non spergiurare, ripudiare la propria moglie; Gesรน non abolisce niente, perรฒ presenta unโ€™interpretazione nuova, molto piรน esigente perchรฉ mette in luce il senso profondo di quei comandi e gli dร  maggior valore.

Chi guarda una donna/uomo per desiderarlo/aโ€ฆ A un penitente che gli confessava peccati contro il 9ยฐcom. padre Pio gli disse che da un solo peccato di pensiero รจ nato lโ€™inferno (la caduta degli angeli). Dal di dentro infatti, cioรจ dal cuore degli uomini, escono i propositi di male Se non si tiene a bada โ€œfrate asinoโ€ (occhio-mano), il peccato porta altro peccato, e dallโ€™adulterio si arriva anche al divorzio. Gesรน ne parla male perchรฉ ciรฒ che da un lato si considera diritto, dal suo punto di vista รจ un delitto. Lโ€™amore che lui ha predicato e dimostrato in croce non รจ stato un sentimento romantico, รจ stato un reale sacrificio per tenere fede agli impegni assunti, perchรฉ quando non va tutto bene si sceglie di amare con forza di volontร .

รˆ facile dire ยซio non ho ammazzato nessunoยป (fisicamente); moralmente Gesรน dice che basta offendere con lingua, la quale esprime pensieri che, per lโ€™appunto, precedono certe azioni: sono le cose che escono dallโ€™uomo a renderlo impuro. La vita umana รจ sacra perchรฉ Dio la dร  e solo Dio la deve togliere. Anche se mi fa tanta pena vedere mia figlia [Eluana Englaro] in coma da 17 anni al punto che le lascio solo le suore a curarla e farle compagnia e a sentire i movimenti, posso non condividere la sua fede ma quando decido che deve morire di fame e di sete, ho una grande responsabilitร  perchรฉ, anche se avessi studiato Legge brillantemente o mi avessero votato milioni di persone, Dio in ogni caso rimane piรน grande di me. Specie poi se le motivazioni espresse lasciarono pochi dubbi su ciรฒ che รจ caritร  e ciรฒ che il mondo chiama/canta โ€œamoreโ€, coerentemente allโ€™inganno che viene il principe di questo mondo. La nostra battaglia infatti รจ contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male (Efesini) che promuovono la cultura della morte.

Se Gesรน riassume 613 precetti (mitzvot) nellโ€™unico comandamento dellโ€™amore รจ perchรฉ questo รจ il fine ultimo da ricercarsi e sarร  il criterio di giudizio se vogliamo entrare nel regno dei cieli. Perchรฉ a ognuno sarร  dato ciรฒ che a lui piacerร  (1^lettura), nella Geenna ci porta inevitabilmente il nostro peccato, non รจ il Signore a mandarci, lui vuole salvarci: non ha dato a nessuno il permesso di peccare (Siracide) piuttosto ci ha lasciato liberi di scegliere ed operare davanti alla vita e la morte.

Il discorso della montagna cominciava due domeniche fa con le Beatitudini nelle quali Gesรน dice โ€œbeati loroโ€ a tutte quelle persone che si considerano normalmente le piรน sfortunate; saranno consolati in misura infinitamente superiore alle sofferenze presenti. Oltre al fatto che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio se noi accogliamo il valore della sofferenza.

Ricordiamoci cosa ha detto la Madonna a Bernardette Soubirou: non prometto di renderti felice in questa vita ma nellโ€™altra. Noi qui possiamo cercare di vivere felici, ma la felicitร  celeste sarร  tuttโ€™altra. Questa speranza รจ per noi anche la motivazione per restare fedeli, se crediamo in Gesรน, nella sua parola e nelle sue promesse. Ci vuole davvero tanta fede per chiedere lโ€™aiuto del Signore mentre si soffrono ingiustizie e indigenze. Eppure bisogna โ€œprovare per credereโ€ e bisogna compiere le opere di misericordia per venire incontro al fratello e rendersi cosรฌ strumenti della Provvidenza.

Responsabilitร  dei Magistrati

giustizia

Tra tutela del cittadino e indipendenza della funzione

Prima del 1988 il sistema prevedeva una responsabilitร  praticamente solo indiretta e difficilmente azionabile. Referendum del 1987: spinta popolare verso una maggiore responsabilitร  dei magistrati. Legge 13 aprile 1988 n. 117 (Legge Vassalli): introduce responsabilitร  civile indiretta, azione contro lo Stato, rivalsa dello Stato sul magistrato in casi gravi. Il magistrato non รจ convenuto direttamente dal cittadino.

La riforma del 2015.

La legge 117/1988 viene modificata nel 2015 ampliando i casi di responsabilitร . Punti chiave: eliminazione del filtro di ammissibilitร ; responsabilitร  anche per violazione manifesta della legge, travisamento del fatto o delle prove; limiti alla rivalsa fino alla metร  dello stipendio annuo. Si rafforza la tutela del cittadino ma si riapre il dibattito sullโ€™indipendenza.

Le forme di responsabilitร .

Responsabilitร  civile: azione contro lo Stato; responsabilitร  per dolo o colpa grave; clausola di salvaguardia per lโ€™attivitร  interpretativa; non รจ responsabile per la mera attivitร  di interpretazione della legge o valutazione del fatto. Responsabilitร  penale: il magistrato risponde come qualunque cittadino. Esempi: corruzione in atti giudiziari, abuso dโ€™ufficio, rivelazione di segreto. Responsabilitร  disciplinare: competenza del CSM. Il sistema disciplinare tutela dignitร  della funzione, correttezza comportamentale, imparzialitร ; qui la responsabilitร  incide direttamente sulla carriera.

Il nodo teorico

Errore giudiziario vs responsabilitร . Dobbiamo distinguere: errore fisiologico (interpretazione opinabile), errore patologico (violazione manifesta). Il diritto vive di interpretazione. Se ogni errore fosse fonte di responsabilitร , il giudice diventerebbe prudente fino allโ€™immobilismo, conformista rispetto alla giurisprudenza dominante, meno innovativo.

Preoccupazione

La qualitร  della decisione considerando molte cause stesso giorno. Partiamo dal fatto: sรฌ, lโ€™udienza รจ โ€œserialeโ€. Nel processo penale italiano il giudice celebra spesso molte cause nella stessa mattinata. รˆ fisiologico nel modello del codice di procedura penale, non una deviazione. Perchรฉ? Il sistema nasce per garantire immediatezza, concentrazione, oralitร . Principi tipici del modello accusatorio introdotto dal Codice di procedura penale italiano. Il giudice non arriva โ€œa freddoโ€ sullโ€™udienza: ha studiato il fascicolo prima. Lโ€™udienza non รจ il momento in cui il giudice capisce il processo ma il momento in cui verifica pubblicamente ciรฒ che ha giร  studiato.

Il fraintendimento dellโ€™obiezione

Chi obietta immagina il processo cosรฌ: il giudice ascolta โ†’ capisce โ†’ decide. Ma il processo funziona cosรฌ: il giudice studia โ†’ verifica in udienza โ†’ decide dopo. La decisione non nasce in aula. Nasce nello studio degli atti, nella camera di consiglio, nella motivazione. Ed รจ proprio la motivazione che impedisce la superficialitร .

La vera garanzia

La motivazione. Un giudice puรฒ avere anche 40 procedimenti in udienza. Ma non puรฒ avere 40 motivazioni uguali. Lโ€™art. 111 Cost. impone la motivazione del provvedimento giurisdizionale. La motivazione รจ la prova scientifica del ragionamento. Se รจ superficiale โ†’ la sentenza viene annullata. La Corte di Cassazione non controlla il risultato, controlla il percorso logico. Quindi il sistema non si basa sulla fiducia nella concentrazione del giudice, ma sulla verificabilitร  della sua decisione.

Perchรฉ molte cause non significano superficialitร .

In realtร  accade spesso il contrario. Il giudice esperto individua subito il punto decisivo, elimina ciรฒ che รจ irrilevante, concentra lโ€™istruttoria. La professionalitร  non รจ ascoltare tutto, รจ capire cosa conta. Un processo non รจ una narrazione continua: รจ una selezione di fatti giuridicamente rilevanti.

Dove sta davvero il rischio

La quantitร  di processi non crea superficialitร . La crea solo se manca studio preventivo, metodo di valutazione della prova, controllo della motivazione. Il sistema processuale italiano prevede tutti e tre.

La risposta che darei allโ€™obiettante

Non รจ il numero delle cause nella stessa udienza a garantire o compromettere la giustizia. La garanzia รจ che ogni decisione debba essere giustificata razionalmente e possa essere controllata da un altro giudice. Il processo penale moderno non si fonda sulla concentrazione psicologica del giudice, ma sulla trasparenza logica della decisione.

Le ragioni tecniche a sostegno del โ€œNOโ€ al referendum sulla giustizia

no referenudm

Premessa: la giustizia come architettura costituzionale.

La giustizia non รจ un comparto amministrativo riformabile per singoli interventi settoriali.
รˆ un sistema costituzionale integrato. Lโ€™art. 104 Cost. stabilisce che: โ€œLa magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.โ€ Questo principio non รจ corporativo, ma strutturale: serve a garantire la libertร  dei cittadini. Come ricordava Piero Calamandrei, โ€œQuando il giudice perde indipendenza, il cittadino perde libertร .โ€ Il voto sul referendum incide su questo equilibrio.

Prima ragione tecnica del โ€œNOโ€: tutela dellโ€™unitร  dellโ€™ordine giudiziario.

Il sistema italiano si fonda sullโ€™unitร  della magistratura: giudici e pubblici ministeri appartengono allo stesso ordine. Fondamento costituzionale. La Corte Costituzionale ha piรน volte chiarito che lโ€™unitร  dellโ€™ordine giudiziario รจ funzionale a: evitare subordinazioni gerarchiche, impedire dipendenze dallโ€™esecutivo, garantire lโ€™autonomia del pubblico ministero. Separare rigidamente funzioni o carriere, se non accompagnato da una riforma costituzionale organica, puรฒ: alterare il disegno dellโ€™art. 104 Cost., indebolire il PM rendendolo piรน esposto al potere politico, creare squilibri sistemici. Luigi Ferrajoli sostiene che lโ€™indipendenza del pubblico ministero รจ presidio contro derive autoritarie. Il โ€œNOโ€ difende questa architettura.

Seconda ragione tecnica del โ€œNOโ€: rischio di frammentazione normativa.

Il referendum interviene per sottrazione o modifica puntuale. Secondo Gustavo Zagrebelsky, lโ€™ordinamento costituzionale รจ un sistema di equilibri interdipendenti: modificare un segmento puรฒ produrre effetti sistemici non previsti. Le riforme parziali rischiano: incoerenza tra norme, necessitร  di interventi correttivi successivi, instabilitร  interpretativa. Il diritto processuale richiede coerenza strutturale, non interventi episodici.

Terza ragione tecnica: la falsa equivalenza tra riforma e miglioramento

Uno degli errori piรน frequenti nel dibattito pubblico รจ pensare che ogni cambiamento produca automaticamente miglioramento. Sabino Cassese distingue tra: riforme strutturali
riforme simboliche Il rischio del โ€œSรŒโ€ รจ incidere su profili ordinamentali senza toccare i veri problemi: durata dei processi, gestione organizzativa, carenza di risorse, digitalizzazione incompleta. Il โ€œNOโ€ afferma che il problema non รจ solo normativo, ma gestionale.
I rischi concreti del โ€œSรŒโ€ a) Politicizzazione indiretta. Se si altera lโ€™equilibrio dellโ€™autogoverno senza una riforma costituzionale organica, si puรฒ: aumentare il peso delle logiche esterne,
accentuare conflitti tra poteri, trasformare la giustizia in terreno di scontro politico permanente. Montesquieu insegna che lโ€™indipendenza รจ condizione di libertร , non privilegio di categoria.

Indebolimento del pubblico ministero.

Nel sistema italiano il PM รจ obbligato allโ€™azione penale (art. 112 Cost.). Un assetto meno unitario potrebbe: rendere lโ€™azione penale piรน esposta a indirizzi politico-criminali,
ridurre la paritร  strutturale rispetto alla difesa, alterare il modello accusatorio in senso squilibrato. Il modello accusatorio presuppone equilibrio tra accusa e difesa, non subordinazione.

Effetto di delegittimazione istituzionale

Una riforma percepita come punitiva verso la magistratura puรฒ: aumentare la conflittualitร  interna ridurre la coesione istituzionale incidere sulla fiducia complessiva nel sistema. La giustizia vive anche di autorevolezza.

I problemi se vincesse il โ€œNOโ€.

Unโ€™analisi seria non puรฒ ignorare le criticitร  del โ€œNOโ€.
a) Mantenimento delle dinamiche correntizie. Il sistema di autogoverno ha mostrato degenerazioni.
b) Persistenza della crisi di fiducia. La percezione di autoreferenzialitร  rimane.
c) Mancata spinta riformatrice. Il rischio รจ che il Parlamento non intervenga successivamente. Tuttavia, queste criticitร  non si risolvono con interventi parziali, ma con una riforma organica e costituzionalmente coerente.

Sintesi tecnica delle ragioni del โ€œNOโ€.

Il โ€œNOโ€ si fonda su quattro pilastri: Difesa dellโ€™unitร  dellโ€™ordine giudiziario. Tutela dellโ€™indipendenza del pubblico ministero. Evitare frammentazioni normative.
Richiesta di riforme organiche, non settoriali Non รจ un โ€œnoโ€ conservativo. รˆ un โ€œnoโ€ prudenziale.

La prudenza costituzionale.

La giustizia non puรฒ essere riformata per impulso emotivo o per risposta contingente a crisi mediatiche. Come ricordava Calamandrei: โ€œLe istituzioni sono vive quando sono rispettate.โ€
Il โ€œNOโ€ rappresenta una scelta di prudenza istituzionale: difendere lโ€™equilibrio costituzionale oggi per riformare con maggiore coerenza domani.

Conclusione sulle ragioni del NO alla riforma della giustizia.

La riforma della giustizia non rappresenta, un semplice intervento organizzativo volto a migliorare lโ€™efficienza del processo penale, bensรฌ una modifica dellโ€™equilibrio dei poteri disegnato dalla Costituzione. Il punto centrale รจ la natura del Pubblico Ministero: nel sistema italiano esso non รจ un accusatore di parte, ma un organo della giurisdizione chiamato a ricercare la veritร  e non la condanna. La separazione rigida delle carriere trasformerebbe inevitabilmente il PM in un avvocato dellโ€™accusa, introducendo una logica di contrapposizione strategica tra le parti e snaturando il processo penale da strumento di accertamento dei fatti a terreno di scontro tra interessi contrapposti. In tale prospettiva il giudice cesserebbe di essere il centro del processo, divenendo arbitro passivo tra due apparati antagonisti. Questa trasformazione incide direttamente sul principio costituzionale dellโ€™obbligatorietร  dellโ€™azione penale, che garantisce lโ€™uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Se lโ€™organo dellโ€™accusa assume una struttura separata e gerarchica, inevitabilmente collegata allโ€™indirizzo politico, le scelte investigative tendono a diventare selettive: non tutti i reati vengono perseguiti nello stesso modo e, soprattutto, non tutti i soggetti risultano ugualmente esposti al controllo penale. La giustizia si sposta cosรฌ da funzione di garanzia a strumento di opportunitร  politica. Il rischio non consiste in un abuso evidente, ma in un fenomeno piรน sottile: lโ€™autolimitazione dellโ€™azione giudiziaria per conformarsi al clima istituzionale e alle aspettative del potere. La magistratura, in questa visione, non รจ un contropotere ostile alla democrazia, ma un limite necessario al potere della maggioranza. La democrazia costituzionale non si fonda infatti soltanto sulla decisione della maggioranza, bensรฌ sulla coesistenza tra sovranitร  popolare e diritti inviolabili garantiti da organi indipendenti. Ridurre lโ€™autonomia della giurisdizione significa trasformare il sistema in una democrazia puramente maggioritaria, nella quale lโ€™autoritร  politica non incontra piรน un controllo effettivo. Lโ€™indipendenza del giudice non costituisce quindi un privilegio corporativo, ma una tutela del cittadino, soprattutto del piรน debole, contro lโ€™arbitrio del piรน forte.
La riforma, inoltre, presuppone lโ€™importazione di un modello accusatorio di tipo anglosassone senza i relativi contrappesi culturali e istituzionali: giurie popolari pervasive, elettivitร  dei procuratori, forte discrezionalitร  negoziale del processo. In assenza di tali elementi il sistema rischia di mantenere gli strumenti repressivi senza conservare le garanzie, alterando lโ€™equilibrio tra accusa e difesa. Il risultato non sarebbe una maggiore efficienza, ma un mutamento qualitativo della funzione giudiziaria.
In conclusione, la contrarietร  alla riforma non nasce da esigenze corporative nรฉ da conservatorismo istituzionale, ma da una preoccupazione costituzionale: la giustizia perderebbe la sua posizione di potere di garanzia e verrebbe progressivamente ricondotta nellโ€™orbita dellโ€™indirizzo politico. Il problema non รจ avere una giustizia lenta o veloce, ma una giustizia imparziale o orientata. Una giurisdizione meno indipendente puรฒ apparire piรน efficiente, ma smette di essere il presidio ultimo di libertร . Ed รจ proprio questa trasformazione silenziosa โ€” non lโ€™organizzazione dei tribunali โ€” a rappresentare il vero nodo democratico della riforma

Quando una diagnosi diventa una lente: L’effetto Rosenhan

lente dei pregiudizi

Cosa succede quando unโ€™etichetta smette di descrivere e inizia a definire? Quando una diagnosi, invece di aiutare a comprendere, diventa una lente che deforma tutto ciรฒ che osserva?

Nel 1973 lo psicologo David Rosenhan mise in scena uno degli esperimenti piรน discussi della storia della psichiatria moderna. Un test semplice, quasi provocatorio, che avrebbe sollevato una domanda scomoda: quanto รจ oggettiva una diagnosi psichiatrica? E quanto, invece, รจ influenzata dalle aspettative di chi guarda?

Il risultato fu sorprendente, e per certi versi inquietante. Non tanto per denunciare un sistema, quanto per mostrare un meccanismo umano universale: tendiamo a vedere ciรฒ che ci aspettiamo di vedere. Una volta applicata unโ€™etichetta, tutto il resto rischia di essere interpretato alla luce di quella definizione.

Lโ€™โ€œeffetto Rosenhanโ€ non parla solo di ospedali psichiatrici. Parla di scuola, di lavoro, di relazioni. Parla di noi. Di quanto sia facile trasformare una parola in una gabbia invisibile.

Qui sotto da un post su FB, possiamo leggere un testo completo che racconta lโ€™esperimento e le sue implicazioni. Vale la pena arrivare fino in fondo. Perchรฉ, a volte, la prigione piรน difficile da riconoscere รจ quella costruita dalle nostre convinzioni.