intercede pro nobis, a Dominum Jesum Christum

Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria SS.

Dopo nove giorni che hanno rinsavito la nostra vita di preghiera col canto dello stellario, durante l’avvento che precede la natività di Nostro Signore, celebriamo colei che a Natale lo diede al mondo. Nello stellario abbiamo pregato Maria come dilettissima Figlia e allo stesso tempo degnissima Madre e nondimeno purissima Sposa. In Sardegna il celebre canto Deus ti salvet Maria la chiama proprio mamma, fizza e isposa. Proprio lo stellario che enumera i privilegi di cui fu arricchita Maria SS. nell’anima e nel corpo ci aiuta a comprendere la grandezza e la bellezza del mistero che celebriamo.

Prima che il Signore ci chiamasse alla vita e prima della creazione del mondo – dice San Paolo agli Efesini – siamo stati predestinati ad essere figli di Dio. Oggi celebriamo una creatura umana predestinata ad essere ricolmata di grazia in misura sovrabbondante. Se la prima lettura ci ha parlato del peccato originale trasmesso a noi da Eva la madre di tutti i viventi, ecco che nel suo disegno d’amore per la creazione, Dio ha voluto che una novella Eva fosse socia del Redentore. Il brano di Vangelo racconta proprio il momento dell’annunciazione, quando la giovane Maria (14-16 anni) accoglie la volontà di Dio per lei, si mette a disposizione della grazia di Dio: ecco la serva del Signore, si compia in me la tua parola. Dio l’aveva da sempre voluta Immacolata e lei liberamente sceglie di aderire alla volontà di Dio, realizzare la vocazione che Dio ha pensato per lei. Liberamente Maria SS. coopera con Dio, come la prima dei credenti.

Dio per realizzare il suo piano di salvezza ha voluto servirsi della collaborazione di una sua creatura: L’angelo fu mandato da Dio a Nazareth, da una vergine che si chiamava Maria. Marìa in ebraico “mare”, un orizzonte sconfinato come l’abbondanza di grazia riversata su di lei (kekaritomene), concepita immacolata, preservata dal peccato originale per essere la madre del figlio di Dio. Or se l’esser dal figlio ebbe la madre, o sà da dir che fu macchiato il figlio, o senza macchia sa da dir la madre.

Gesù in tutto simile a noi fuorché nel peccato, doveva nascere da una donna concepita senza macchia di peccato originale e per intervento divino, senza uomo che avrebbe trasmesso il peccato originale. L’Immacolata sempre vergine Maria non ha sofferto le doglie del parto e senza dubbio non ha commesso in vita sua peccati gravi. Preservata in tutto dal male ha potuto schiacciare la testa del serpente, tentatore nel giardino dell’Eden.

A noi esuli figli di Eva contemplare Maria SS. può non destare ammirazione? Di lei si può dire che è “tutta bella”, perché è “tutta santa”. Lei rappresenta al meglio tutto ciò a cui noi tendiamo nella vita spirituale, quando pratichiamo le virtù cristiane e ricerchiamo la perfezione nella vita cristiana. Lei l’ha vissuta più di qualunque santo, tanto da essere regina di tutti i santi. Lei colmata di ogni grazia, della stessa grazia è nostra mediatrice e avvocata, a lei ricorriamo in questa valle di lacrime come rifugio di noi peccatori. Comprendere questa realtà non è questione di studio, ciascuno ne fa esperienza nella preghiera. A lei rendiamo un culto di iperdulia, ma pregare Maria è un freddo atto di culto?

San Filippo esortava Siate devoti di Maria, so io quel che vi dico! San Filippo per esperienza sua ci consiglia di essere “mariani”, perché diceva Non c’è mezzo più potente di Maria SS. per ottenere le grazie da Dio. E quali sono le grazie più importanti che il Signore ci concede? Forse il benessere materiale? O gli indicatori dell’oroscopo? La salvezza eterna è il primo e più importante bene spirituale, poi tutti quelli nella nostra vita ordinati al servizio di Nostro Signore. Sant’Alfonso Maria De’ Liguori scrive: Fu davvero grande la rovina che il maledetto peccato procurò ad Adamo e a tutto il genere umano poiché, perdendo miseramente la grazia, egli perse insieme tutti gli altri beni di cui era dotato fin dall’inizio (…) Ma Dio da questa comune disgrazia volle esimere la Vergine benedetta, che egli aveva destinato come Madre del secondo Adamo, Gesù Cristo, il quale doveva riparare il danno fatto dal primo.

Quattro anni dopo la proclamazione del dogma da Papa Pio IX, l’Immacolata Concezione apparsa a Lourdes ha chiesto a Bernardette di riparare i peccati degli uomini. Piangere e detestare l’errore è quanto abbiamo pregato per nove giorni, promettendo di non offendere più con il divino aiuto la maestà del redentore. Ci accompagni sempre Maria in questo viaggio verso la patria del Cielo, dove potremo lodarla coronata di stelle.