La miseria umana genera sofferenza e martirio

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Lโ€™escalation in Medio Oriente ha superato il punto di non ritorno, delineando un quadro di miseria umana e politica che va ben oltre il semplice conflitto territoriale. Quella che una volta veniva definita “la sola democrazia del Medio Oriente” e il suo principale alleato sembrano oggi prigionieri di una strategia del caos che sta isolando l’Occidente dal resto del mondo.
Ecco i punti chiave di questa crisi di credibilitร  e umanitร :

Il Crollo della Diplomazia e il “Fattore Martirio”


La scelta di colpire l’Iran attraverso l’eliminazione di figure di alto profilo non ha prodotto il collasso interno sperato. Al contrario si รจ generato l’effetto unificatore: Lโ€™uccisione di un leader che ha scelto di non nascondersi, accettando il rischio del martirio, ha agito da collante sociale.

Cosi anche i settori della popolazione iraniana piรน critici verso il regime teocratico si sono stretti attorno alla bandiera, percependo l’attacco come un’offesa alla sovranitร  nazionale e alla dignitร  del popolo.

La Morte del Dialogo

Il bombardamento a sorpresa ha polverizzato mesi di tentativi diplomatici, rendendo gli Stati Uniti e Israele interlocutori non piรน credibili agli occhi del mondo arabo e non solo.

La Censura e il Buio Informativo


L’immagine di Israele come avamposto dei valori occidentali si sta sgretolando sotto il peso della censura militare. Il tentativo sistematico di oscurare gli effetti dei missili iraniani su Tel Aviv ed Haifa descrive un regime comunicativo piรน vicino a una dittatura che a una democrazia aperta. La diffida rivolta alla propria popolazione dal diffondere immagini o video dei danni subiti รจ un atto di disperazione informativa che mira a mantenere un’illusione di invulnerabilitร  ormai svanita.

La Strategia del “Fuggitivo”: Il Ruolo di Netanyahu


Al centro di questa tragedia siede Benjamin Netanyahu, la cui figura รจ ormai indissociabile dai suoi guai giudiziari, una guerra vista come il suo scudo: รˆ opinione diffusa, sia all’estero che in ampi settori della societร  israeliana, che il Primo Ministro stia prolungando e intensificando il conflitto per evitare il banco degli imputati. Un leader accusato di corruzione nel proprio paese che tiene in ostaggio il destino di milioni di persone per scopi personali rappresenta il punto piรน basso della politica contemporanea.

L’Etichetta del “Nazisionismo”

Questa fusione di nazionalismo estremo e tattiche di aggressione sta alienando anche le ultime simpatie internazionali, dipingendo un quadro di ferocia che non risparmia i civili e ignora le leggi internazionali.

L’Isolamento della “coalizione epstein”


Il termine spregiativo con cui viene ora identificato l’asse USA-Israele riflette un disgusto profondo per una politica estera percepita come ipocrita e predatrice. La perdita di influenza nel mondo arabo non รจ solo politica, ma morale: la fine dell’egemonia culturale occidentale in una regione che non vede piรน nei “liberatori” dei modelli, ma degli aggressori privi di scrupoli.
La miseria umana della guerra non sta solo nelle macerie, ma nella degradazione dei principi di veritร  e giustizia, sacrificati sull’altare della sopravvivenza politica di pochi uomini al potere.

Vi lasciamo con questa intervista di Tucker Carlson fatta al leggendario documentarista Alex Gibney


Grazie agli Holy Light Singer

Holy Light Singer

Un sabato come tanti, di quelli che scorrono veloci tra vetrine illuminate, risate distratte, famiglie con i bambini per mano, coppie che si cercano tra la folla e comitive di giovani che riempiono lโ€™aria di leggerezza. Sacchetti pieni, passi affrettati, pensieri altrove. La quotidianitร , semplice e rumorosa, dentro il grande abbraccio materiale e terreno del centro commerciale.

E poi, allโ€™improvviso, qualcosa cambia.

Non รจ il volume a catturare lโ€™attenzione, ma la profonditร . Una musica che non irrompe, ma si insinua. Si fa spazio tra i rumori, li accarezza e li trasforma. รˆ una melodia che non chiede permesso, ma invita. Invita a fermarsi. A respirare. Ad ascoltare davvero.

รˆ ciรฒ che รจ accaduto al centro commerciale La Torre di Palermo, dove il gruppo Holy Light Singer ha regalato molto piรน di un semplice concerto gospel. Nel cuore pulsante dellโ€™area food, tra tavolini occupati e voci sovrapposte, su un palchetto discreto ma carico di significato, si รจ aperta una parentesi fuori dal tempo.

Le loro voci, dolci e potenti insieme, hanno iniziato a tessere un filo invisibile tra le persone. Sconosciuti che si guardavano, quasi stupiti di condividere lo stesso momento. Mani che smettevano di mangiare, occhi che si alzavano, cuori che si aprivano.

E come in una scenografia perfetta, alle loro spalle il maxi schermo, solitamente dedicato alla pubblicitร , raccontava altro. Immagini di un viaggio di Papa Leone XIV, e ancora folle in cammino per la pace, migliaia di persone unite da un unico desiderio: fermare una guerra assurda. Oltre 3000 manifestazioni negli Stati Uniti. Volti, cartelli, speranza.

Sembrava tutto orchestrato. E invece no. Era semplicemente accaduto.

Musica e immagini si intrecciavano come una preghiera collettiva. Le note salivano leggere, i testi elevavano, e in quella coincidenza quasi irreale si faceva spazio un pensiero semplice ma potente: la pace รจ possibile, se impariamo a cercarla insieme, se troviamo il coraggio di desiderarla davvero.

Un video amatoriale che condivido con Voi, ripreso quasi per caso, diventa allora qualcosa di piรน. Diventa testimonianza. Di come, nel mezzo del nostro cammino distratto, possiamo incontrare qualcosa di grande. O qualcuno.

Perchรฉ forse รจ proprio cosรฌ che accade: senza preavviso, senza preparazione. In un sabato qualunque. Tra un acquisto e una pausa pranzo. E improvvisamente senti che non sei solo. Che puoi fermarti. Che puoi pregare. Che puoi sperare.

E quando tutto finisce, quando le ultime note si dissolvono nellโ€™aria e il brusio riprende il suo posto, resta qualcosa. Un calore leggero, una gratitudine silenziosa.

Non puoi fare altro che avvicinarti, sorridere, dire grazie.

Grazie a chi ha reso possibile tutto questo. Grazie agli Holy Light Singer per aver trasformato un momento ordinario in unโ€™esperienza di elevazione. E un grazie speciale al soprano Beatrice Grimaldi, che con sensibilitร  e maestria ha diretto il gruppo, guidandolo in unโ€™esibizione capace di strappare lunghi e sinceri applausi.

In un giorno come tanti, avete ricordato a tutti noi che la bellezza esiste.
E che la pace, forse, comincia proprio da un canto condiviso.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore

Domenica delle Palme (A)

Se meditassimo seriamente il Vangelo proclamato, secondo me non potremo far altro che piangere tutto il giorno. Nella settimana santa ripercorriamo momento per momento gli ultimi giorni della vita di Gesรน. Se la sua passione vede come primo atto dโ€™inizio lโ€™ultima cena di giovedรฌ, la domenica delle palme รจ come lโ€™anteprima di questa autentica tragedia, che solo apparentemente terminerร  sul Calvario: al triduo pasquale seguirร  domenica prossima la Pasqua.

Dallโ€™inizio della vita pubblica, nei due-tre anni di predicazione itinerante, la fama di Gesรน ha raggiunto un livello tale che quando lui si reca a Gerusalemme per il rituale pellegrinaggio, viene accolto dal popolo che lo acclama osanna al figlio di Davide, benedetto colui che viene nel nome del Signore e stende a terra tappeti. Un proemio trionfale per un epilogo infausto. Lโ€™ultima scena la vediamo raffigurata sul velario quaresimale: la deposizione dalla croce. Lโ€™abbiamo avuta davanti agli occhi per tutta la quaresima, mentre ripetutamente (almeno ogni venerdรฌ nella via Crucis) abbiamo meditato lโ€™intera passione: un periodo di neanche tre giorni il cui racconto occupa un terzo dei Vangeli. Lโ€™agonia nel Getsemani, le accuse al sinedrio, lโ€™erranza tra Caifa, Erode, Pilato, fino alla flagellazione e incoronazione di spine, per poi caricarsi della croce su cui essere inchiodato. Quel legno sul quale essere ucciso, lโ€™ha abbracciato, caricato sulle spalle e trascinato con forza sino in cima al cranio.

Per vedere questa immagine non siamo andati a teatro o al cinema; siamo in chiesa. Qua non si fa solo un gran parlare di Gesรน. Qua non ci ricordiamo di lui solo per le solennitร . Qua il Signore comunica la grazia che Gesรน ci ha meritato nella sua passione e che ci รจ necessaria per la nostra salvezza: per rialzarci dalle cadute nel peccato, per non sprofondare nel baratro delle passioni umane… Con le nostre sole forze non riusciremo mai a vincere il nostro peccato. E non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze (Ebrei). Nellโ€™esperienza del dolore โ€“ immancabile nella vita umana โ€“ Cristo risorto รจ compagno di cammino su questa terra, perchรฉ Dio รจ vicino a chi lo cerca.

Questa particolare vicinanza di Dio ci cambia la vita perchรฉ se vediamo la realtร  coi suoi occhi riconosciamo il bene, il bello, la veritร , di contro alla sozzura del peccato in tutte le sue espressioni. Questa consapevolezza era proprio lโ€™obbiettivo della quaresima: la conversione che ci riporta a Dio. Cosรฌ possiamo adempiere il โ€œprecetto pasqualeโ€ che, assieme al digiuno, elemosina, santificazione delle feste, ci porta a confessarci almeno una volta lโ€™anno e fare la comunione almeno a Pasqua.

La Grazia dellโ€™Audacia

La Costituzione รจ Donna e giovane.

Ma dunque la vittoria dei giovani e del loro No, รจ un rinnovarsi di Antigone contro Creonte? Cosa fare e come reagire alla prepotenza dei tiranni, ai Trump,Meloni, Netanyahu, Orban? Come contenere la hybris se non con il rimando a una legge che non sia quella della polis ma quella di Dike e Themis, una legge universale che sia fatta come diceva Aristotele, per il bene dell’altro; quella di una Costituzione che aiuta i piรน deboli, che preferisce la polifonia delle diverse voci alla monotonia monocromatica?
Come contrastare la tendenza al futuro distopico da blade runner se non con un utopico ma salvifico No grazie?

Venerdรฌ

IL venerdรฌ ha una qualitร  particolare.


Non รจ ancora libertร , ma ne assomiglia molto.


Cosรฌ il venerdรฌ diventa una specie di rito civile.


Si chiude la porta del lavoro con eleganza di chi ha attraversato un’altra settimana fatta di decisioni, responsabilitร  e piccoli equilibri da mantenere tra regole, persone e realtร .


Nel frattempo il venerdรฌ concede una tregua.


E il sorriso torna leggero.

Cose belle dal web – Piccolo Orco di Paolo Gherbassi

Dallโ€™articolo dedicato alla presentazione di Piccolo Orco emerge subito che non siamo davanti a un semplice libro per bambini, ma a unโ€™opera dal respiro piรน intimo e simbolico, capace di parlare ai piccoli con delicatezza e agli adulti con una profonditร  quasi disarmante. Paolo Gherbassi, triestino, qui sembra mettere insieme tutte le sue anime, quella del pittore, dello scrittore, dellโ€™uomo sensibile e osservatore , dando vita a una storia che ha il sapore del viaggio interiore.

Il cuore del libro, per come viene raccontato, รจ una vicenda di crescita, trasformazione e scoperta di sรฉ. Giร  questo basterebbe a farne un testo interessante, ma ciรฒ che colpisce di piรน รจ la figura del protagonista: il Piccolo Orco non appare come una creatura spaventosa o minacciosa, bensรฌ come un bambino che si sente diverso, invisibile, forse fuori posto. E proprio qui il libro sembra trovare la sua veritร  piรน bella: nellโ€™idea che la diversitร  non sia una colpa nรฉ una condanna, ma una condizione profondamente umana, che tutti almeno una volta hanno attraversato.

Lโ€™articolo lascia intuire che Gherbassi affronti queste emozioni con grande dolcezza. Le paure del protagonista non vengono negate nรฉ banalizzate, ma attraversate. Cโ€™รจ in questo un messaggio molto forte: crescere non significa smettere di avere timori, bensรฌ imparare a guardarli, a comprenderli e magari a superarli grazie a una luce interiore. Il riferimento alle stelle, presente giร  nel titolo dellโ€™articolo e nella copertina, รจ molto eloquente: rappresentano qualcosa che viene dallโ€™alto, ma anche qualcosa che puรฒ giร  abitare dentro di noi. รˆ unโ€™immagine poetica e quasi terapeutica, che suggerisce speranza senza mai forzarla.

Un altro elemento che rende Piccolo Orco particolarmente affascinante รจ la sua natura visiva. Il libro contiene dipinti realizzati dallo stesso autore, e questo non รจ un dettaglio secondario: significa che parola e immagine nascono dalla medesima sorgente emotiva. In un tempo in cui spesso testo e illustrazione procedono separati, qui invece sembrano fondersi in unโ€™unica visione. Si avverte lโ€™impronta di un artista completo, capace di tradurre in colori e figure lo stesso mondo interiore che affida alla scrittura. Questo rende il libro non solo una lettura, ma unโ€™esperienza estetica e affettiva.

Molto toccante รจ anche la genesi dellโ€™opera, che lโ€™articolo racconta come un gesto nato per il figlio Gabriele. Questo dettaglio dona autenticitร  al progetto: Piccolo Orco non appare costruito a tavolino, ma nato da unโ€™urgenza vera, da un moto del cuore. รˆ forse proprio per questo che il libro sembra possedere una sinceritร  rara. Quando un autore scrive per lasciare โ€œqualcosa di mioโ€, come viene suggerito nel pezzo, il risultato puรฒ diventare universale proprio perchรฉ parte da qualcosa di profondamente personale.

La recensione, quindi, non puรฒ che essere positiva: Piccolo Orco si presenta come unโ€™opera gentile e significativa, capace di affrontare temi come la paura, lโ€™identitร , il sentirsi diversi e la ricerca di una luce dentro e fuori di sรฉ. รˆ il tipo di libro che puรฒ aiutare un bambino a riconoscere le proprie emozioni, ma anche un adulto a ricordare le proprie fragilitร , e magari a guardarle con maggiore tenerezza.

In Paolo Gherbassi si riconosce la mano di un artista a tutto tondo: non solo autore di una storia, ma creatore di un piccolo universo poetico in cui sensibilitร , immaginazione e arte visiva si tengono per mano. Piccolo Orco sembra cosรฌ essere molto piรน di un esordio editoriale: รจ una dichiarazione di sensibilitร , un invito a non avere paura delle proprie ombre e a tornare, almeno per cinque minuti, ad alzare gli occhi verso le stelle.

Per chi fosse interessato all’acquisto dell’opera di seguito il link di MDSeditore https://mdseditore.it/catalogo/piccolo-orco/

Cose belle dal WEB – Il progetto Theriakรฉ

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Sono fortemente convinto che fare rete con tutto ciรฒ che รจ buono e bello sia fondamentale, come fondamentale sia condividere tutto ciรฒ che รจ buono e bello, perchรฉ ci arricchisce e ci rende liberi di poter ragionare.

D’altronde il manifesto di PADD.IT scritto da Francesco Speciale richiama ad una citazione di Fabio RosiniL’uomo dalle informazioni che ha, decide ciรฒ che รจ

Uscire dall’individualismo dei social, dannati dall’inseguire la crescita dei follower, รจ per certi versi una via per la salvezza, diventa cosi fondamentale condividere fra il buon piccolo resto di menti liberi e pensanti del web, luoghi e siti ricchi di contenuti riflessivi che ci aiutano a non perdere, anzi a far crescere e a difendere quel sentire che ci rende umani.

E’ per questo che quando ricevo d’affettuosi amici e in questo caso mi riferisco ad un link ricevuto dall’illustre Arch. Ciro Lomonte, non mi fermo a leggere il suo ben fatto lavoro, ma vado oltre, scoprendo realtร  piene, solide e fortemente valide e quindi da condividere.

Segnalo quindi “Il progetto Theriakรฉ” un sito ben fatto, con una redazione competente e tanti collaboratori che scrivono articoli di grande spessore di carattere scientifico e culturale. Non mi resta che ringraziare l’Amico Ciro Lomonte che mi ha condiviso un suo articolo e mi ha permesso di conoscere questa realtร  editoriale che seguirรฒ con interesse.

In pieno spirito di condivisione riporto il link dell’ Archivio di questa rivista bimestrale dove poter scaricare in PDF e leggere con tutta comoditร . https://theriake.it/archivio/

et lux perpetua luceat eis

5^ dom. Quaresima (A)

Se non avessimo appena letto una pagina di Vangelo, che effetto ci farebbe sentire di un morto che esce dal sepolcro con mani e piedi ancora avvolti nelle bende? La nostra fantasia ci farebbe pensare a uno zombie come il mostro del lago di Lockness… Lo dico perchรฉ โ€“ come diceva San Paolo ai corinzi โ€“ parlo come a persone intelligenti. Per la terza domenica รจ lโ€™evangelista Giovanni a raccontarci con minuzia di particolari, questo miracolo di Gesรน che resuscita Lazzaro. San Paolo (2^lettura) ci dร  la chiave di lettura utile nel tempo di quaresima in vista della Pasqua e il profeta Ezechiele ci mostra un riferimento veterotestamentario delle stesse parole di Gesรน: verrร  l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Cosa vuol dire aprirรฒ le vostre tombe e vi risusciterรฒ dai vostri sepolcri? Ezechiele si rivolgeva a quegli israeliti sconfitti e avviliti da Nabucodonosor che li aveva fatti prigionieri e deportati. Ritornati a uno stato simile alla schiavitรน dโ€™Egitto vivevano come dei derelitti; erano stanchi di vivere, si lasciavano vivere. Sei secoli prima di Cristo, Dio dice per bocca del profeta: farรฒ entrare in voi il mio spirito e rivivrete. E San Paolo a noi dice che siamo sotto il dominio dello Spirito che abita in noi; imperfetti, limitati ma non schiavi del peccato.

Fin dal nostro concepimento abbiamo unโ€™anima, poi vivificata dallo Spirito di Dio che darร  la vita anche ai nostri corpi mortali alla fine di questa vita terrena ma, per come la intende San Giovanni apostolo, giร  durante questa vita terrena: Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cosรฌ anche colui che mangia me vivrร  per me. Colui che mangia il pane del cielo, non piรน altro cibo… Gesรน ai giudei parla del suo corpo glorioso dopo la risurrezione, infatti nel testo greco รจ scritto sarx (carne) non soma (cadavere). Questa รจ la nuova fede che dimostra di avere Marta, la sorella di Lazzaro.

A Pasqua sarร  sancita proprio questa nuova alleanza, Cristo Sommo Sacerdote celebrerร  il proprio passaggio dalla morte alla vita, mentre Israele celebrava il passaggio del Mar Rosso, con pane non lievitato e quasi cruda la carne dellโ€™agnello che aveva intinto di sangue gli stipiti delle porte in Egitto. Niente ci vieterร  di pranzare agnello (a casa o in ristorante) solo dopo aver fatto la comunione a Pasqua, come indica uno dei cinque precetti della Chiesa. รˆ segno del nostro impegno di purificazione e perfeziona la nostra partecipazione interiore ai misteri che celebriamo.

Se moriamo con Cristo con lui risorgeremo. Intanto perรฒ a chi ama veramente il Signore non cโ€™รจ cosa piรน grave e molesta che il vivere, diceva il profeta della gioia che preferiva il paradiso. Nella vita possiamo lecitamente godere tante gioie che, in realtร , sono distrazioni e diversivi passeggeri rispetto alla felicitร  celeste. Quando perdiamo di vista il premio della vita eterna in paradiso e crediamo che ci rendano piรน felici i beni terreni, cosa succede davanti alla morte? Quando li perdiamo, viene meno la presenza di una persona cara, o quando noi stessi ci andiamo spegnendo? Davanti al dolore โ€œingiustoโ€ si presentano alla mente tante domande e se manca la fede รจ difficile uscirne vittoriosi.

Noi per fede sappiamo che la fine della vita biologica รจ un nuovo inizio, il principio di una condizione infinitamente migliore, eppure a Betania piangono e piange perfino Gesรน (ยซprofondamente commossoยป 2volte). Il Vangelo per Marta, Maria e altri usa il verbo klaiein che intende un pianto sconsolato, disperato; per Gesรน invece edรกkrusen, piangeva umanamente dispiaciuto ma senza dimenarsi, con una speranza piรน grande: lui รจ la risurrezione e la vita, chi crede in lui anche se muore vivrร .

La vita eterna rimane ultimamente un mistero, del quale non possiamo dire piรน di tanto senza usare impropriamente categorie terrene per il mondo ultraterreno: Occhio non vide nรฉ orecchio udรฌ ciรฒ che Dio ha preparato per coloro che lo amano (1Cor). Noi lo amiamo sopra ogni cosa? Riconosciamo in lui il principio e il fine della nostra vita? Allora professiamo la nostra fede come Marta: io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che aspetto di ritrovare nellโ€™ultimo giorno.

Quando un comunicato stampa diventa un incontro: PADD racconta il cinema di Giovanni Battista Pollina.

Giovan Battista Pollina

Cโ€™รจ un motivo in piรน, per PADD, per guardare con particolare attenzione alla notizia che oggi pubblichiamo.
Il comunicato stampa dedicato al cortometraggio โ€œLโ€™invisibileโ€ di Giovanni Battista Pollina รจ infatti il primo comunicato ufficiale che arriva alla nostra redazione. E giร  questo, da solo, rappresenta un piccolo passaggio simbolico, un segnale di fiducia, una forma di riconoscimento che ci fa piacere sottolineare.

Ma, come spesso accade, le cose piรน interessanti iniziano proprio quando si decide di andare oltre la superficie. Per questo non vogliamo limitarci a ospitare una comunicazione: vogliamo cogliere lโ€™occasione per raccontare la figura di un autore che, nel suo percorso, sembra custodire una visione ben precisa del cinema, della memoria e dellโ€™identitร .

Giovanni Battista Pollina, regista siciliano, classe 1970 nato a Palermo ma vive a Castellammare del Golfo, non รจ soltanto un autore cinematografico. รˆ, prima di tutto, un uomo che si definisce appassionato e cultore di sicilianitร . Ed รจ una definizione che non suona come semplice appartenenza geografica, ma come dichiarazione poetica. Nel suo lavoro, infatti, la Sicilia non sembra essere soltanto uno sfondo, bensรฌ una materia viva: lingua, paesaggio, storia, ferita, orgoglio, teatro umano.

Pollina si muove tra regia, sceneggiatura e scenografia, abitando il cinema in maniera totale, quasi artigianale, con quella tensione autoriale che appartiene a chi sente la necessitร  di costruire mondi prima ancora che raccontare storie. A questa vocazione si lega anche il suo impegno culturale: รจ infatti fondatore e presidente dellโ€™associazione culturale Sicilia Incantata, con sede a Valderice, attiva dal maggio 2018. Un dettaglio che aiuta a comprendere meglio il suo profilo: Pollina non lavora solo per produrre opere, ma per alimentare un immaginario, per custodire e rilanciare un patrimonio culturale che considera ancora fertile, ancora necessario.

Nel corso del suo percorso, il suo nome รจ stato segnalato anche per un riconoscimento ricevuto nel 2025 a Favara, a testimonianza di unโ€™attivitร  artistica che continua a generare attenzione. Ma รจ soprattutto guardando alle sue opere che si entra davvero nel cuore della sua ricerca.

Da una parte cโ€™รจ โ€œTuriddu Sunnaturiโ€, cortometraggio ispirato alla leggenda di Salvatore Giuliano, realizzato interamente in lingua siciliana e distribuito sui canali YouTube. Un lavoro che giร  lascia intuire una direzione precisa: recuperare la tradizione, confrontarsi con il mito, restituire dignitร  narrativa e sonora a una lingua che troppo spesso viene relegata ai margini, mentre qui torna a essere veicolo pieno di drammaturgia e identitร .

Dallโ€™altra cโ€™รจ โ€œIDDA (La Baronessa di Linguaglossa)โ€, il progetto che oggi appare come il suo lavoro piรน ambizioso. Un lungometraggio storico, girato tra Linguaglossa e Francavilla di Sicilia nel giugno 2024, tratto dal romanzo di Giovanni Sciara, con un cast che comprende Antonello Puglisi e Mariuccia Cannata. Lโ€™anteprima mondiale รจ prevista per il 12 giugno 2026 a Linguaglossa. Giร  da questi elementi si coglie una tensione importante: il desiderio di confrontarsi con il grande racconto storico, senza rinunciare alle radici territoriali e a una precisa impronta autoriale.

รˆ dentro questo percorso che si inserisce oggi โ€œLโ€™invisibileโ€, cortometraggio scritto e diretto da Pollina e selezionato per un concorso nazionale dedicato alla promozione della cultura della legalitร , promosso dal Ministero dellโ€™Istruzione e del Merito. E qui il discorso si fa ancora piรน interessante, perchรฉ il cinema di Pollina sembra spostarsi, senza perdere la propria coerenza, verso un territorio apertamente civile.

Secondo il comunicato ricevuto, Lโ€™invisibile affronta โ€œtematiche legate al potere, alle dinamiche nascoste delle istituzioni e al coraggio di chi sceglie di opporsi ai sistemi opachiโ€. รˆ una descrizione che lascia intuire unโ€™opera dal forte impatto etico e sociale, collocata in quel punto delicato in cui il cinema non si limita a rappresentare, ma prova a interrogare. Non semplice intrattenimento, dunque, ma racconto come esercizio di consapevolezza.

Ed รจ forse questo uno degli aspetti piรน interessanti del profilo di Pollina: il tentativo di coniugare radice identitaria e tensione civile. Da un lato la Sicilia come luogo dellโ€™anima, della lingua, della memoria; dallโ€™altro il bisogno di affrontare nodi contemporanei, come la legalitร , il potere, la responsabilitร  individuale. In questo senso, il suo cinema sembra voler tenere insieme passato e presente, appartenenza e denuncia, cultura popolare e coscienza critica.

Per PADD, allora, pubblicare questo primo comunicato stampa non significa soltanto dare spazio a una notizia. Significa anche riconoscere il valore di un autore che prova a fare del cinema uno strumento di espressione culturale e di lettura del reale. E significa farlo nel nostro modo: non come vetrina passiva, ma come spazio che accoglie, osserva, approfondisce.

Per questo scegliamo di accompagnare il comunicato con una riflessione: perchรฉ ogni opera merita il suo contesto, e ogni autore merita uno sguardo che sappia andare oltre la scheda tecnica. Giovanni Battista Pollina, con la sua attenzione alla sicilianitร , con il suo lavoro tra immagini, scrittura e memoria, con la sua tensione verso un cinema che abbia ancora qualcosa da dire sul mondo, รจ un nome che vale la pena seguire.

E se questo รจ il primo comunicato stampa che arriva a PADD, ci piace pensare che non sia soltanto un inizio formale. Ci piace leggerlo come un incontro. E, forse, come un piccolo segnale di direzione.


Comunicato stampa

Il cortometraggio โ€œLโ€™invisibileโ€ di Giovanni Battista Pollina in concorso per la promozione della cultura della legalitร 

Il cortometraggio โ€œLโ€™invisibileโ€, scritto e diretto da Giovanni Battista Pollina, รจ stato ufficialmente selezionato per partecipare al concorso nazionale dedicato alla promozione della cultura della legalitร , promosso dal Ministero dellโ€™Istruzione e del Merito.

Lโ€™iniziativa si inserisce in un piรน ampio progetto istituzionale volto a sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della giustizia, del rispetto delle regole e della responsabilitร  civile, attraverso linguaggi espressivi contemporanei e immediati, come quello cinematografico.

โ€œLโ€™invisibileโ€ affronta con sguardo intenso e attuale tematiche legate al potere, alle dinamiche nascoste delle istituzioni e al coraggio di chi sceglie di opporsi ai sistemi opachi. Il cortometraggio si propone come uno strumento di riflessione critica, capace di stimolare consapevolezza e partecipazione attiva nello spettatore.

La partecipazione al concorso rappresenta un importante riconoscimento per il progetto e per il suo autore, confermando il valore del cinema indipendente come mezzo di denuncia sociale e promozione dei valori fondamentali della convivenza civile.

Regia e sceneggiatura: Giovanni Battista Pollina
Titolo: Lโ€™invisibile
Genere: Drammatico / Sociale
Anno: 2026


Una sete immensa di pace

pace in primavera

21 Marzo “la primavera” come vorrei che entrasse la pace nei cuori neri dei leader guerrafondai dell’occidente collettivo.

Cโ€™รจ una sete che attraversa il nostro tempo, silenziosa ma potentissima, รจ la sete di pace. Non una pace astratta o proclamata nei discorsi ufficiali, ma quella concreta, quotidiana, fatta di vite normali, di famiglie che vogliono semplicemente vivere senza paura, di bambini che dovrebbero crescere senza conoscere il rumore delle bombe.

Eppure, guardandoci attorno, sembra che il mondo stia andando nella direzione opposta. I conflitti si moltiplicano, le tensioni aumentano, e lโ€™ombra di una guerra globale che qualcuno teme sia giร  iniziata sotto forme diverse si allunga sulle nostre vite. Quello che piรน colpisce, perรฒ, non รจ solo la violenza in sรฉ, ma ciรฒ che essa rivela, ovvero una profonda miseria umana.

Non si tratta piรน soltanto di guerre per territori o risorse. Sempre piรน spesso, queste tragedie sembrano il frutto delle decisioni di pochi, di รฉlite ristrette che si nascondono dietro parole come โ€œdemocraziaโ€ o โ€œsicurezzaโ€, mentre alimentano dinamiche che portano distruzione e morte. Dietro le strategie geopolitiche e le dichiarazioni ufficiali, resta la sensazione che siano interessi, ambizioni e calcoli di potere a guidare le scelte.

E i popoli? La gente comune?
Il lavoratore che si alza ogni mattina, la madre che accompagna i figli a scuola, lโ€™insegnante, il medico, le forze dellโ€™ordine, persino quei pochi politici onesti che ancora resistono, nessuno di loro vuole la guerra. Nessuno desidera vivere nellโ€™angoscia o mandare i propri figli a combattere. La stragrande maggioranza dellโ€™umanitร  aspira semplicemente a una vita dignitosa e tranquilla.

Eppure, spesso, questa volontร  sembra non bastare. Perchรฉ basta lโ€™aviditร  di pochi, la crudeltร  di pochi, o semplicemente lโ€™indifferenza, per trascinare intere nazioni in conflitti devastanti.

In questo contesto, diventa fondamentale il ruolo dei cittadini, soprattutto nelle democrazie. Votare, informarsi, partecipare, non sono gesti banali. Quando le urne si svuotano, il rischio รจ che a decidere siano sempre meno persone, e che il potere finisca nelle mani sbagliate, influenzato da interessi lontani dal bene comune.

Le parole di figure come Mario Draghi โ€” โ€œvolete la pace o il condizionatoreโ€ โ€” hanno lasciato un segno nel dibattito pubblico, mostrando quanto il linguaggio pseudo politico possa essere percepito distante e provocatorio rispetto alle paure reali delle persone. Allo stesso modo, le scelte e le posizioni di leader come Donald Trump continuano a suscitare discussioni e divisioni profonde sullโ€™equilibrio tra sicurezza, diplomazia e uso della forza.

Quello che appare sempre piรน evidente รจ una frattura, da una parte i popoli, che chiedono stabilitร  e pace, dallโ€™altra, dinamiche di potere che sembrano muoversi in direzioni opposte. Lโ€™occidente, che per anni si รจ presentato come custode di valori di democrazia, di etica e dialogo, oggi viene percepito da molti come contraddittorio, capace di azioni che appaiono incoerenti rispetto ai principi dichiarati.

In mezzo a tutto questo, resta un senso di impotenza. E forse anche di smarrimento.

Quando la politica sembra non ascoltare, quando le istituzioni appaiono lontane, resta una dimensione piรน intima e profonda, quella della coscienza. Per alcuni รจ la preghiera, per altri รจ lโ€™impegno civile, per altri ancora รจ il semplice rifiuto dellโ€™odio. Qualunque sia la strada, cโ€™รจ un bisogno comune, ovvero ritrovare umanitร .

Perchรฉ la pace, prima ancora che nei trattati o nelle strategie, nasce nelle persone. Nella capacitร  di riconoscere lโ€™altro non come un nemico, ma come un essere umano.

E forse รจ proprio da qui che bisogna ripartire.

Vorrei corredare alla fine di ogni mio articolo la condivisione di un video su youtube, non sempre perfettamente aderente all’opinione espressa, ma che aiuti a capire, e sopratutto a tenerci informati e liberi di ragionare, perchรฉ di questi tempi cadere vittime di propagande gigantesche studiate a tavolino per trascinarci in una guerra ci vuole davvero molto poco.