IN ATTESA
Amici, mi sento
un tino bollente
di mosto dopo
felice vendemmia
in attesa del travaso
Già potata è la vite
per una nuova primavera.
da “Ultime poesie”(1991-1992)”

IN ATTESA
Amici, mi sento
un tino bollente
di mosto dopo
felice vendemmia
in attesa del travaso
Già potata è la vite
per una nuova primavera.
da “Ultime poesie”(1991-1992)”


Le parole di padre David risuonano più che mai attuali, il ricorso alla violenza e alla guerra sembra essere diventato purtroppo il tratto distintivo della nostra società.
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Riposati accanto a me.
Non te ne andare.
Rimani!
Ti veglierò
Ti proteggerò
Non ho nessun pensiero che non sia tuo;
Non ho nel sangue nessuno desiderio che non sia per te.
Non vedo nella mia vita altra gioia
Dormi stanotte nel mio cuore…….
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Fa di me, Signore, un fiume
un fiume ampio, disteso,
che dal monte si snodi flessuoso:
e poi si allarghi sulla pianura
e sfoci e ritorni a perdersi
dolcemente sul tuo mare
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E il mare si perde nel cielo.
C’è una strana magia nella domenica d’estate.
Il mondo scorre Senza fretta.
Riaffiorano le parole di Jonathan Sagran Foer: ” Ti amo significa che ti amo più di quanto chiunque altro ti ami, ti abbia amato, ti amerà mai…..
Forse l’amore non è “più ” degli altri.
È semplicemente diverso .
E’ quella presenza silenziosa che riesce a colorare anche i giorni più ordinari.
La città è sempre la stessa.
Le case sono le stesse.
La strada è la stessa.
Eppure basta un solo colore perché tutto cambi.
Così sono le persone che contano davvero.
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Godere delle piccole cose
quotidiane .
Abbracciare il tramonto è sempre una grande emozione…….quante storie ci racconta il mare
la risacca mai stanca.
Saluti da Panarea
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Neppure il poeta a te più caro
è riuscito a dire il vero:
che le cose – se il tuo soffio ritrai –
sono subito polvere:
è già un infinito la polvere
sul ciglio del Nulla.
da “Ultime poesie”

Non credere, America, che ti possa perdonare
Perché sei approdata sulla luna.
Non per i tre fanciulli mostruosamente alati,
Bimbi che mossero i primi passi
Su quel deserto
Ove solo il silenzio di Dio
Fino a ieri regnava inviolato,
E il vento della creazione ancora danzava
Nella libertà delle origini.
Non per quei fanciulli amati,
Nostra carne e speranza
Nella cui faretra tra infiniti
“Brain-tools” di sconfinata potenza
E perfino in mezzo alle molte leccornie
Tu pensavi di nascondere il cianuro:
Non per essi
Ma per te, America!
E mentre nel volo incredibile, sì,
Il mondo intero era fisso al cielo buio,
Tutti gli occhi degli indiani uccisi
Brillavano lucidamente coscienti
Dai vetrini dei tuoi mille apparecchi,
O America, prima nazione del genocidio.
Non credere, America, che possa dimenticare
La tua malizia di animale bianco
Di novella apocalisse:
Io sono la voce di Nagasaki e Hiroshima,
E se ora quei fanciulli tornano
Con le scarpe sporche di luna
Un’altra cenere geme
Sotto i piedi della tua potenza.
Non credere, America, che possa dimenticare
Gli interminabili salmi di schiavi
Le cui lacrime hanno gonfiato i tuoi fiumi.
Tu sai conquistare la luna,
Ma il cuore del tuo fratello negro
E’ più profondo del cielo,
E’ più lontano della luna:
Io sono la voce di Martin Luther King
Che tu, America, hai ucciso,
– Il migliore uomo fiorito
Nella tua landa di grattacieli.
Non credere, America, che possa dimenticare
L’avidità dei tuoi businessmen,
O paese del vitello d’oro
E della “prostituzione proibita”,
(Aerei portano i tuoi falchi
Dalle penne profumate
Nel villaggio delle donne oltre il confine,
E così tutta è pulita e bianca
La facciata della tua casa):
Io sono la voce informale degli slums
Di Ciudad Juàrez e di Acapulco e di Sao Paolo,
Sono un campesino che i tuoi gorilla
Non hanno ancora ucciso,
Spremuto succo della terra.
Non credere, America, che possa dimenticare
Le tue preghiere e il tuo giuramento
Sul libro sacro di Dio:
Così nulla è più salvo,
E Cristo ora per l’oceano dei poveri
E’ incredibilmente bianco,
Sigillo purissimo sui tuoi forzieri;
E nessuno, nessuno di questi affamati
Può sperare ancora nella Sua parola.
Non credere, America, che possa lodarti
Io stesso bianco, fratello tuo
Di John e di Bob, altri figli uccisi da te
Perché non si facesse giustizia.
Non credere, America, che possa dimenticare
I quindici anni di feroce guerra,
Ugualmente feroce che le guerre
Della cristiana Europa.
Ora che l’Europa non è più cristiana
E non pensa ad altre guerre,
E’ dunque tuo retaggio la guerra
Ora che sei il solo continente cristiano?
Io sono la voce di uno dei molti bonzi
Bruciati sulla piazza a Saigon.
David Maria Turoldo
(elegia per 21 Luglio 1969)
in il Sesto Angelo
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Non so quando spunterà l’alba
non so quando potrò
camminare per le vie del tuo paradiso
g
E la mente (oh, la mente! )
già ubriaca, sarà
finalmente calma
e lucida:
e potrò vederti in volto
senza arrossire.
David Maria Turoldo
Per un cantico nuovo
Lodato sia il mio Signore
per l’unità delle cose:
ogni oggetto involge la sua parola,
ogni forma è una sua epifania.
E la terra è il suo paese
e tutti i volti degli uomini
insieme fanno il suo unico volto.
Lodato sia il mio Signore
perché le cose sono buone,
per gli occhi che ci ha dato
a contemplare queste cose.
Lodato sia perché esistono
i fanciulli e le donne:
perché l’uomo è grande
e infinita come lui
è la sua inquietudine.
Lodato sia per le nostre case
e per queste macchine e città:
poiché nulla vi è di profano
nell’opera dell’uomo.
Lodato sia anche l’uomo
fratello di ogni creatura,
aiuto e amico del mio Signore.
Lodatelo perché Egli è ancora più grande
eppure mi parla e mi ama,
perché si è fatto uomo.
Lodatelo perché esiste
e gioca nella creazione
e gode della stessa mia gioia.
Lodate il mio Signore
per ogni tristezza e dolore
per ogni goccia di gioia
nascosta nelle cose. Amen.
David Maria Turoldo
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