A cura di Don Antonio Mancuso
Lit. Lunedì – San Matteo – Festa
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,9-13
In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Parola del Signore
Il peccato non ha mai fermato l’amore di Gesù, mai!
E, infatti, Gesù chiama il base non alle nostre capacità o alla nostra santità… Gesù chiama perché ama.
E questo ha una ricaduta esistenziale ed enorme nella nostra vita: qualunque possa essere il nostro peccato… questo non potrà mai condannarci in eterno.
Lasciare agire Dio nella nostra vita è garanzia del nostro futuro, qualunque sia stato il nostro passato.
Noi non siamo i nostri errori… noi non siamo i nostri peccati… noi siamo ciò che Dio ci chiama a diventare… noi siamo tutto l’amore che Dio sempre e incondizionatamente ci dà!
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