In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Parola del Signore
Il peccato non ha mai fermato l’amore di Gesù, mai!
E, infatti, Gesù chiama il base non alle nostre capacità o alla nostra santità… Gesù chiama perché ama.
E questo ha una ricaduta esistenziale ed enorme nella nostra vita: qualunque possa essere il nostro peccato… questo non potrà mai condannarci in eterno.
Lasciare agire Dio nella nostra vita è garanzia del nostro futuro, qualunque sia stato il nostro passato.
Noi non siamo i nostri errori… noi non siamo i nostri peccati… noi siamo ciò che Dio ci chiama a diventare… noi siamo tutto l’amore che Dio sempre e incondizionatamente ci dà!
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Parola del Signore
Non siamo solo amati da Dio… siamo anche chiamati a fare qualcosa di concreto nella nostra vita… qualcosa di unico e personale…
Insomma, non siamo nati per caso… e la nostra vita, raggiunta dall’amore di Dio, non può essere una semplice attesa passiva e inoperosa di vederlo faccia a faccia.
Ognuno di noi ha un ruolo, un compito, una missione… un servizio… Dio non vuole disoccupati nella chiesa!
Ma che senso diamo al servire il Signore? come lo viviamo? è un obbligo da assolvere per il paradiso? È un peso da subire?
Gli operai della prima ora, infatti, pur ricevendo quanto il padrone della vigna aveva accordato con loro, si lamentano quando vengono a sapere che anche chi ha lavorato per molto meno, riceverà la stessa paga. Questi operai della prima ora, come purtroppo molti cristiani, non hanno compreso niente… non hanno compreso che la vera paga… il vero guadagno… è proprio quello lavorare per il Signore.
Pensiamo al buon ladrone…
È vero che il buon ladrone andrà in paradiso per la conversione all’ultimo momento… come andrà in paradiso un buon cristiano che per molti anni ha cercato di seguire il Signore nonostante le proprie fragilità, ed è vero che il paradiso del buon ladrone sarà identico al paradiso di questo buon cristiano… ma quello che si è perso il buon ladrone… che è quello che si è perso l’operaio dell’ultima ora… è tutto il bello di essere stato cristiano… il bello di avere fatto parte della chiesa… di avere conosciuto il Signore da più tempo. Questo è il vero guadagno!
Quando incontri una bella persona o ti innamori dell’uomo o della donna della tua vita, quello che veramente ti dispiace è non averla conosciuta prima… non averla frequentata prima… non avere passato prima del tempo con lei… così è con il Signore… così è con la fede!
Quando ami profondamente qualcuno gioisci, ti cambia la vita e ti dispiace che non sia accaduto prima. Lo stesso avviene con Dio!
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Anche noi siamo seminatori… con la nostra vita, la nostra testimonianza… abbiamo delle responsabilità nei confronti degli altri… ma ciò che non ci deve incastrare è il desiderio di vedere i frutti. Da noi dipende la semina… non i frutti.
E alla fine della nostra vita, ci verrà chiesto se abbiamo seminato… e non se abbiamo visto o raccolto i frutti!
Ma noi siamo anche il terreno della parabola… un terreno comunque raggiunto da Dio nella maniera più svariata e creativa… ciò che è importante è accogliere questo seme di Dio… e Dio si serve della sua Parola… delle persone che ci mette accanto… delle situazioni che ci accadono… tutto può contenere un messaggio di Dio.
Il problema è che spesso viviamo come se Dio non ci fosse… o come se non comunicasse con noi… come se fosse muto… distante… e viviamo pensando di dovercela cavare da soli… o ci facciamo prendere da mille cose senza pensare che Dio continuamente ci raggiunge.
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In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Parola del Signore.
Il dolore non spegne l’amore, perché l’amore è più forte di tutto.
Maria continua ad amare… accogliendo con sé il discepolo amato.
La fede di Maria la rende feconda anche nello strazio della perdita di un figlio.
Da una parte il dolore di vedere il proprio figlio in croce… dall’altra la fede… la certezza che non tutto finisce né in croce, né sotto la croce. E infatti… l’amore continua!
Maria non fugge… sta sotto la croce… elegante presenza gravida d’amore. Non fugge, vuole stare accanto al figlio amato… per cogliere le sue ultime parole… il suo ultimo respiro… perché chi ama non fugge davanti alla sofferenza. Chi ama ama e basta… ama sempre… in qualunque circostanza.
Maria ci insegna la serietà dell’amore… si è fatta vedere disponibile ad accogliere il discepolo e non si è fatta vedere disperata. Nonostante il dolore, il suo pensiero era a Gesù.
Quando ami, vai oltre te stesso…
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«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Parola del Signore
Salvati da un Dio appeso alla croce. Solo un Dio così può comprenderci… può capire le nostre sofferenze… le nostre delusioni… le nostre paure.
Ogni volta che ci sentiamo così e ci rivolgiamo a Dio… Lui ci risponde non dalla nuvoletta… ma dalla Croce, come a dire: guardami, prima di te ho sofferto anche io… sono stato lasciato solo anche io… sono stato tradito anche io…
Non possiamo non sentirci capiti… e accolti… da un Dio che non solo si è fatto mettere in croce… ma non è sceso dalla croce…
Esaltare la croce, quindi, non è esaltare la sofferenza, ma significa ricordarci che proprio la sofferenza (che comunque ci accomuna tutti) è stata vissuta e assunta da Gesù per amore… perché solo ciò che si vive si può superare… solo ciò che passa attraverso la nostra carne può essere portato a compimento e può portarci a compimento… può farci crescere… può migliorarci!
Esaltare la croce significa esaltare l’amore crocifisso… un amore così grande che per darci la salvezza si è fatto crocifiggere.
Solo il vero amore salva sempre
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«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.
Parola del Signore
La fede non è uno scudo… la preghiera… la messa… l’adorazione… non ci evitano le difficoltà…
Non confondiamo il nostro rapporto con Dio con un porta fortuna… un talismano che ci protegge dai mali… dalle difficoltà… quasi che ce li evita…
Purtroppo, spesso si trovano persone, tra i credenti, che vivono la fede con un pensiero magico… siccome credo e prego non deve accadermi nulla… altrimenti Dio non esiste o se esiste è cattivo…
Il vangelo di oggi ci spiega chiaramente che nella vita ci saranno le tempeste… soffiano i venti e strariperanno i fiumi… ma sarà proprio il nostro rapporto con il Signore a mantenerci saldi… a farci resistere…
Sì, la fede non è uno scudo… ma è una relazione… la relazione con un Dio che ci ama… ci accompagna… ci consola… ci guida… ci sostiene… ci aiuta ad affrontare le difficoltà della vita… un Dio che ci ama… e quando siamo amati… davvero siamo più forti.
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In quel tempo, mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Parola del Signore
O si va fino in fondo… o nessun cammino serve a nulla.
Sì, questo vale per tutto… per tutti i tuoi cammini nella tua vita. Non esiste una relazione a metà… non esiste un’amicizia a metà… non esiste mettersi in discussione se non fino alla fine. Chi torna indietro è perduto… chi si ferma, rischia.
A volte, purtroppo, facciamo il cammino dell’elastico: progrediamo fino ad un certo punto… e poi torniamo indietro… ancora più indietro.
Il tale del vangelo di oggi si comporta così… vuole il massimo, la vita eterna, corre verso Gesù… ha seguito i comandamenti… ma fino a qui era tutta una sequela superficiale… di facciata… perché il suo cuore è da un’altra parte.
Il vangelo di oggi ci dimostra che non è importante quello che fai ma ciò che conta è come lo fai. E anche questo vale per tutte le relazioni: posso fare l’amico, il marito, la moglie, il credente praticante… ma se in ciò che faccio non ci metto tutto me stesso… ho fatto poco… anzi proprio nulla!
In ogni situazione… in ogni relazione… dona tutto te stesso!
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«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da sé stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Parola del Signore
La vita di fede non è semplicemente un dono che si riceve e si apre e tutto finisce qui… non è un pacchetto… la vita di fede è un cammino. Se potessimo descriverla potremmo dire che si tratta di riconoscere Gesù come il Signore della nostra vita e camminare insieme a Lui per le strade della nostra quotidianità!
Detto così, allora si può comprendere meglio il vangelo di oggi: non si tratta di sapere tutto e subito… non si tratta di avere una sfera magica e sapere come vivere e come affrontare le diverse situazioni… ma si tratta di instaurare una relazione continua con Lui e conoscere passo dopo passo come affrontare la vita… le sue difficoltà e rendere la nostra vita e quella degli altri felice.
Ovviamente tutto “funziona” se ci si mette in discussione… se ci si apre alla novità… ma soprattutto se ci si abbandona a Lui e si accetta di essere portati dal Signore verso posti che non avremmo immaginato.
Potrai crescere solo se accetti di non sapere tutto!
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«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
Parola del Signore
L’assenza di una persona cara può diventare l’opportunità per capire su cosa è basata la relazione con quella persona. Infatti…da come si gestisce la mancanza si capisce molto di sé stessi e della relazione. E questo vale per tutti i tipi di relazione… anche per quella con Dio. Ci sono relazioni, infatti, che hanno solo il sapore dell’abitudine… o della convenienza: ti cerco per abitudine… ti cerco perché mi conviene. L’abitudine e la convenienza sono la rovina di ogni relazione!
Cosa accade quando ci manca qualcuno?
Sentire una mancanza, infatti, è una prima manifestazione di affetto: mi manchi è un altro modo di dire ti amo! È importante, quindi, comprendere come riempire quel vuoto. Il vuoto di una persona amata, infatti, può essere riempito da surrogati… da compensazioni… o può essere anestetizzato… oppure, questo vuoto può essere abitato da un’altra forma di presenza della persona amata.
Cosa fai quando senti il bisogno di Dio? cosa fai quando hai bisogno della sua Parola, della sua consolazione, quando hai bisogno di capire qual è la sua volontà? Come riempi questi vuoti? Da come ti comporti di fronte a questo desiderio si comprende veramente la tua fede!
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«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».
Parola del Signore
Il Signore ci tiene tanto a sottolineare che ci saranno persecuzioni… più volte nel vangelo ci ricorda non solo che Lui è stato perseguitato ma che lo saranno tutti coloro che lo seguono…
Lo fa per prepararci… perché non ci scoraggiamo, quando, arrivano i tempi bui… quando siamo minoranza e minoranza perseguitata.
… e ci vuole ricordare un’altra importantissima cosa: non cediamo alla tentazione di piacere a tutti… non vendiamo la verità e quello che siamo per compiacere gli altri. Non giochiamo al ribasso. Gli altri non vanno compiaciuti, vanno amati e amare significa dire la verità e mettere l’altro nella verità… anche quando ci costerà… amare significa volere il bene dell’altro, anche quando questo bene è diverso da quello che l’altro si aspetta.
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