Quarta Festa dellโIdentitร Siciliana โ Leonforte, 16 maggio 2026
Il titolo della mia relazione potrebbe risultare un poโ enigmatico, ma lo scopo non รจ per nulla iniziatico. Lโobiettivo รจ piuttosto sottoporre alla vostra attenzione due esempi distorti di narrazione della realtร , due casi che hanno un denominatore comune: presentare i siciliani come unโaccozzaglia amorfa di esseri umani privi di identitร perchรฉ provenienti da aree geografiche diverse e perchรฉ incapaci di produrre qualcosa di originale e di tipico. Chi osserva gli eventi senza filtri ideologici si rende conto al contrario che esiste unโidentitร siciliana, che esiste un carattere siciliano, che esiste un protagonismo storico siciliano, che esiste unโarte siciliana.
I normanni
I normanni erano un popolo norreno che si stanziรฒ in Neustria, regione nel nord-ovest della Francia, a partire dallโultimo quarto del IX secolo. Lโantica Cronaca anglosassone inglese distingue tra i vichinghi norvegesi pagani, stanziati a Dublino, e i vichinghi danesi cristianizzati stanziati nel Danelaw. ร ragionevole immaginare la migrazione di gruppi famigliari e clan giovani e bellicosi, piuttosto che lo spostamento di masse consistenti di popolazione. Nel 911 Carlo III il Semplice, re dei Franchi Occidentali, concesse ai vichinghi, grazie al trattato di Saint-Clair sur Epte, una piccola porzione di territorio lungo il basso corso del fiume Senna, che andรฒ poi espandendosi, diventando il ducato di Normandia. Gli invasori erano guidati dal principe Hrolf, latinizzato in Rollone, protagonista dellโalleanza con Carlo. Oltre a sostituirsi alla precedente classe aristocratica e guerriera, una rilevante parte dei normanni si dedicรฒ allโagricoltura, fu educata dai benedettini alla religione cristiana e alla lingua galloromanza, diede vita a una nuova identitร culturale, fondendosi con la popolazione locale della Neustria. La maggior parte dei cavalieri rimase povera e senza terra e per questo molti dei loro guerrieri divennero combattenti di professione al fine di procacciarsi ricchezze e terre.
A questi gruppi di irrequieti divoratori di terre, come li definisce lo storico normanno Pierre Aubรฉ, sono collegati due eventi che ci interessano, uno nel 1066 (960 anni fa), lโaltro nel 1166 (860 anni or sono). Cominciamo da Guglielmo il Conquistatore (Falaise, 8 novembre 1028 โ Rouen, 9 settembre 1087), chiamato anche Guglielmo il Bastardo perchรฉ illegittimo o comunque nato da una unione more danico (secondo lโuso vichingo pagano) non canonica e non riconosciuta dalla Chiesa. Era chiamato โil Conquistatoreโ giร prima del 1066, per le sue vittorie sui Bretoni e per la conquista del Maine. Guglielmo โ giร Duca di Normandia โ ascese al trono dโInghilterra dopo la vittoria nella battaglia di Hastings, con la quale cominciรฒ la conquista normanna, sconfiggendo il re sassone Aroldo II. Lโepopea della conquista e le ragioni della guerra sono rappresentate nel cosiddetto โArazzoโ di Bayeux, commissionato per la cattedrale di Bayeux dal vescovo Oddone e fatto eseguire dalla Regina Matilde. Il 14 ottobre del 1066 si combattรจ la suddetta battaglia di Hastings, alla quale seguirono brutali azioni militari per piegare la resistenza degli anglosassoni. Secondo alcune fonti, Guglielmo I รจ stato il primo sovrano dโEuropa a fare uso del coprifuoco, allo scopo di tenere sotto controllo la nascita di eventuali movimenti sediziosi da parte degli Angli. Eppure quello viene sempre definito Regno dโInghilterra. Invece la prima tappa del Regno di Sicilia non ha diritto di cittadinanza, la nostra รจ sempre e comunque โdominazione normannaโ.
Gli Altavilla
Il 10 maggio 1166 il giovane Guglielmo II dโAltavilla (Palermo, dicembre 1153 โ 18 novembre 1189) ascese al trono di Sicilia. Aveva appena dodici anni. Solo tre giorni prima era morto il padre, Guglielmo I, detto โil Maloโ per alcuni episodi funesti del suo regno. Sulle spalle di quel ragazzo veniva improvvisamente addossato il peso di una delle monarchie piรน ricche, progredite e cosmopolite del Mediterraneo. Iniziava cosรฌ il regno di colui che la storia avrebbe ricordato come Guglielmo il Buono.
La Sicilia del XII secolo non era una periferia dโEuropa, ma uno dei suoi centri nevralgici. Era il piรน antico Regno parlamentare del mondo. Palermo era una capitale internazionale. Nelle sue strade si parlavano latino, greco, arabo ed ebraico. Mentre gran parte dellโEuropa medievale viveva ancora in una dimensione feudale frammentata, il Regno di Sicilia aveva giร sviluppato una sofisticata organizzazione statale centralizzata, capace di controllare commerci, fiscalitร , diplomazia e territorio. La corte degli Altavilla rappresentava uno straordinario laboratorio politico e culturale, in cui convivevano Oriente e Occidente. Data la minore etร del sovrano lโamministrazione del governo passรฒ nelle mani della madre, Margherita di Navarra, e in quelle di una rete di consiglieri. Dopo lโincoronazione, avvenuta a dicembre del 1171, il giovane monarca si dedicรฒ a consolidare le condizioni di prosperitร , stabilitร e magnificenza del Regno, dal quale dipendeva tutto il Sud Italia, fino allโAbruzzo.
Fu un sovrano diplomatico e pragmatico. Cercรฒ di mantenere equilibrio tra papato, impero e potenze mediterranee. Rafforzรฒ la marina siciliana e difese i commerci. Confermรฒ lโautoritร della corona con unโaccorta decisione volta a controllare la residua presenza musulmana (la creazione โ in virtรน della legazia apostolica โ della Arcidiocesi di Monreale). La grandezza di Guglielmo II resta impressa non soltanto nello straordinario Duomo di Monreale, ma anche nel sollazzo della Zisa (architettura iniziata da suo padre), nella Cuba, nella Chiesa di Santo Spirito.
Nel 1177 sposรฒ Giovanna dโInghilterra, figlia di Enrico II Plantageneto e sorella di Riccardo Cuor di Leone. Quel matrimonio rafforzรฒ il prestigio internazionale della corona siciliana, ormai pienamente inserita nelle grandi dinamiche diplomatiche europee. Purtroppo Guglielmo II era sterile, morรฌ nel 1189 senza lasciare eredi diretti. Ma qui il punto รจ un altro. Si parla di lui come un esponente della dominazione normanna della Sicilia. Ma Guglielmo nacque e morรฌ a Palermo, si sentiva palermitano, faceva parte di una famiglia che si fece siciliana e non di conquistatori brutali. Gli Altavilla erano una delle famiglie piรน importanti e influenti della Normandia. Lโantenato del clan vichingo รจ Hialtt (898-940), fedele di Rollone. Questo Hialtt ebbe un figlio sconosciuto, padre di Tancredi dโAltavilla, conte di Hauteville nel Cotentin. Tancredi si sposรฒ due volte, generando dodici figli, fra i quali ricordiamo Guglielmo Braccio di Ferro, Roberto il Guiscardo e Ruggero I dโAltavilla, i quali furono abili a raggiungere il controllo dellโItalia meridionale, fino a quel momento in gran parte in mano ai Bizantini (Basilicata, Calabria e Puglia) e ai longobardi (Campania). Da lรฌ mossero nel 1061 per liberare la Sicilia dai musulmani, mentre in una fase successiva perfezionarono lโunificazione politica.
A Monreale verrร inaugurata quanto prima una mostra su Guglielmo II dโAltavilla. Uno degli aspetti da sottolineare sarร proprio questo: la sua รจ una dinastia siciliana, che ha ottenuto il diritto di regnare sullโIsola grazie ad una guerra di liberazione, alla quale parteciparono unanimi gli stessi siciliani, esasperati da un regime violento e oppressivo che durava dallโ827, quando i saraceni sbarcarono a Mazara del Vallo guidati da Asad ibn al-Furฤt, giurista e condottiero persiano.
Leonforte e John Henry Newmann
La Casata dei Branciforte, o Branciforti, รจ una famiglia nobiliare siciliana che la leggenda fa discendere da un ceppo francese e piacentino e che la tradizione epica fa iniziare con Obizzo, alfiere che militรฒ sotto Carlo Magno. Obizzo sarebbe stato un uomo di grande valore e forza fisica. In una delle battaglie combattute nellโesercito di Carlo Magno contro i Longobardi, il cavaliere sarebbe rimasto con entrambe le mani mozzate, ma avrebbe continuato a tenere alte le insegne. Da quel momento Obizzo ebbe il cognome Branciforte, divenne Alfiere generale dellโesercito del Re e ottenne come compenso la cittร di Piacenza. I primi a immigrare in Sicilia furono Aloisia, Guglielmo e Stefano Branciforti. Nel XVII secolo Nicolรฒ Placido Branciforti (1593-1661) fondรฒ la cittร di Leonforte (in omaggio al blasone della sua casata), previa licentia populandi, e ne divenne il primo principe. Leonforte venne scelta nel 1983 dai professori di Harvard Jorge Silvetti e Rodolfo Machado, in collaborazione con la Facoltร di Architettura di Palermo, per elaborare una proposta di quattro nuove piazze coerenti con un tessuto urbano estremamente suggestivo.
Nel XIX secolo a Leonforte era avvenuto un episodio rilevante. Uno dei tanti testimoni ammirati del carattere dei siciliani, piรน unico che raro, fu S. John Henry Newman, oggi Dottore della Chiesa. Nel 1832-33 egli fece un viaggio nel Mediterraneo con lโamico Richard Hurrell Froude. Dopo Gibilterra, Malta e le Isole Ionie, fecero tappa in Sicilia, prima di recarsi a Napoli e Roma. Newman rimase folgorato da ciรฒ che vide nella nostra terra e, dopo il soggiorno romano, decise di tornare da solo in Sicilia, perchรฉ Froude preferรฌ rientrare in Inghilterra. A Leonforte si ammalรฒ gravemente. A Enna alloggiรฒ nella casa di un abitante ospitale del luogo โ con il quale comunicava in latino โ e venne curato con professionalitร da un medico del posto. A quellโepoca Newman era ancora un pastore anglicano, alla ricerca onesta della veritร . In Sicilia comprese che la devozione dei fedeli cattolici e lโarte sacra con la quale si esprimevano erano genuine, filiali, radicate negli insegnamenti dei Padri della Chiesa. Maturรฒ in lui la convinzione che doveva lasciarsi condurre come un bambino e nel viaggio di ritorno compose Lead, Kindly Light (Guidami Tu, Luce Gentile), una struggente poesia che sarebbe divenuta un inno cantato sia dalle comunitร anglicane sia nella Chiesa Cattolica, nella quale chiese di essere ammesso nel 1845.
Cosa mai poteva trovare Newman in una terra di straccioni comโรจ la Sicilia descritta in alcuni testi piรน o meno faziosi? ร utile leggere un passo di una biografia molto documentata, che contestualizza adeguatamente alcuni giudizi. ยซLa scuola di Ealing, dove John Henry Newman viene inviato da suo padre dopo aver compiuto lโetร di sette anni e dove resterร fino al 1816, era un centro piuttosto prestigioso che, senza avere la fama nazionale di Eton o di Rugby occupava un posto di tutto rispetto fra le istituzioni scolastiche private dโInghilterra. Sotto la competente direzione del reverendo George Nicholas, Ealing si occupava dellโeducazione di circa trecento bambini. I suoi locali si trovavano in edifici modesti dagli stili diversi che erano stati aggiunti gradualmente con lโaumento degli alunni. La scuola aveva piรน allievi di quanti fosse in grado di alloggiare in condizioni normali di comoditร e di igiene. Per la sua freddezza e per lโinfelice condizione della sua attrezzatura, lโinfermeria di Ealing sarebbe stata rievocata automaticamente da John Henry, nel 1833, quando si ammalรฒ seriamente in una povera casa delle campagne sicilianeยป (Josรฉ Morales Marรญn, John Henry Newman. La vita, p. 15). Le povere locande, le scuole male attrezzate, le cittร sporche, cโerano dappertutto in Europa. Vogliamo ricordare fra gli altri i romanzi di Charles Dickens (1812-1870)? la Sicilia era una terra ricca, dalla quale peraltro nessuno emigrava. Al contrario attraeva flussi di immigrati, per esempio dal lago di Como.
La vicenda di Newman a Leonforte suona come unโulteriore appello a studiare bene la storia, sugli abbondanti documenti presenti negli archivi siciliani. A non permettere a nessuno di infangare i nostri antenati. A rintracciare nella realtร gli elementi dellโidentitร siciliana. Ad essere ogni giorno un poco di piรน โ non su basi inconsistenti, bensรฌ sulle fondamenta di migliaia di anni di evidenze concrete โ profondamente orgogliosi di essere siciliani. Leonforte, in particolare, non finisce di stupire. La sua bellezza deriva dall’essere stata capitale di un potente principato, che seppe sfruttare bene le ricche risorse idriche di questo territorio.