Mercoledì delle Ceneri
In linea con le migliori tradizioni, per tutta la durata del tempo di quaresima è appeso il velario, il telo che copre le immagini, secondo l’uso liturgico diffuso in Europa fin dal medioevo. Un uso antico poi assunto dal teatro sacro barocco che sostituì alla croce il Risorto, svelato alla veglia pasquale. Coprire le immagini ha un senso penitenziale, per quanto spirituale (non corporale): sottrarre allo sguardo tutte le raffigurazioni di santi, misteri, episodi, per concentrarsi sull’essenziale; Gesù Crocifisso è l’unico necessario dal quale viene il resto.
Per me che trascorro tre ore ogni pomeriggio in oratorio sarà una penitenza non poter ammirare quel colpo d’occhio che si apprezza entrando: la gloria di marmo con la raggiera accesa che rifulge. Dovrò contemplare l’immagine anteposta che si intravede fra le tessiture della tela (blu su blu): la scena del golgota. L’attenzione si volge sull’evento apicale della vita di Gesù ma anche della storia della salvezza. Tutta la Sacra Scrittura ci aiuta a conoscere Dio, ma tutti i santi (da Edith Stein ad Anna Emmerik) ci attestano che la meditazione della passione ci aiuti a comprendere realmente l’amor di Dio per noi. Se noi non abbiamo contezza/sentore dell’amore che Dio ha per noi, resta una divinità lontana, qualunque preghiera rimane una formula e la religione non ci tocca realmente.
La “penitenza spirituale” raggiungerà l’apice dalla I dom. di passione quando saranno velate anche le croci (rimane riverita e incensata ma coperta); così l’immaginazione dovrà sforzarsi anche per visualizzare Cristo crocifisso. Però c’è anche un aspetto materiale: il Vangelo che apre il tempo di quaresima richiama alcune pratiche di pietà note già al tempo di Gesù: digiuno, elemosina, preghiera. Le leggiamo ogni anno ad ogni mercoledì delle ceneri.
Tra i richiami della Parola di Dio che si sono manifestati nel corso del tempo, ultimamente rileggevo un’apparizione mariana non molto celebre: la Madonna della Salette, sulle Alpi francesi nell’anno 1846; cronologicamente tra Caterina Labouré a Rue du Bac (Parigi 1830) e Bernardette Soubirous a Massabielle (Lourdes 1858). Oggi sorge un grande santuario (visitato dal card. Roncalli) nel verdeggiante pascolo della Salette, dove il 15 settembre (B.V.M.Addolorata) due bambini (Massimino e Melania) videro una Signora seduta che piangeva e, avvicinatisi, comincia un dialogo. La Madonna inizia parlando in francese poi siccome erano tanto analfabeti da non capirla, continua nel dialetto di Corps.
Tralascio l’iter canonico durato 5 anni e tutto quello che passarono questi due bambini prima che si giungesse all’approvazione ecclesiastica, piuttosto difficile con questo genere di fenomeni. Dagli atti che certificano l’apparizione mariana vorrei citare solo alcune parole che N.S. della Salette rivolge ai due pastorelli con cui dialoga. La Madonna si lamenta della condotta dei cristiani e dice di soffrire perché a stento riesce a sostenere il braccio di suo Figlio, ovverosia trattenere l’ira di Dio. A Messa, d’estate, vanno solo alcune donne anziane. Gli altri lavorano di domenica, tutta l’estate. [buona stagione per lavori rupestri in montagna] D’inverno quando non sanno che fare, vanno a Messa ma per burlarsi della religione. In Quaresima vanno alla macelleria come cani.
Maria SS. ci sta ricordando che la domenica è giorno di riposo per dedicare del tempo a Dio. Come? Con la Messa celebrata degnamente, non senza voglia, o superficialità nell’accostarsi alla comunione. Poi nomina il tempo liturgico di 40 giorni che precede la Pasqua; come i 40 giorni di Gesù nel deserto prima della salita a Gerusalemme, inizio della fine; come per Israele i 40 anni di esodo nel deserto per giungere nella terra promessa. L’ambiente ostile del deserto è luogo di solitudine dove si fa vivo il demonio e si può sperimentare la vicinanza solo di Dio nella preghiera, che va dalla Bibbia al Rosario. In questo periodo ognuno si regola come crede per la continenza di dolci, alcolici, cibo fuori pasto; in ogni caso il venerdì è giorno di astinenza dalle carni e rinuncia a un intero pasto (tra pranzo e cena), a meno che non vogliamo andare alle macellerie come cani…
Venerdì è anche il giorno in cui meditiamo la passione nella Via Crucis, per poi essere capaci di portare anche noi le nostre croci, soffrire e offrire, per completare la passione di Gesù nel suo corpo mistico che è la Chiesa (San Paolo). Così facendo concretizziamo il discorso. Così si vive la quaresima come tempo forte per tornare a Dio e anche ritornare in sé stessi, tra impegni e distrazioni, fare il punto della propria vita spirituale, fino a concludere il cammino di conversione con la confessione dei peccati prima di Pasqua. Auguri a tutti per elevarsi sempre più verso l’alto ad ogni anno liturgico.
