Lโ€™umanizzazione della cura muove il cuore: PADD.IT alla presentazione del nuovo libro di Vincenzo Cascino

PALERMO โ€“ Cโ€™eravamo anche noi di PADD.IT, lo scorso 26 giugno alle ore 18:00, nella suggestiva cornice del Don Bosco Ranchibile di Palermo (in via Libertร  199), per la presentazione ufficiale del libro “Curare e prendersi cura degli altri: la chiave per la felicitร  – Umanizzazione delle cure”, scritto dal Dott. Vincenzo Cascino.

Un pomeriggio intenso, in cui la medicina ha spogliato i panni della fredda burocrazia per rimettere al centro l’unica cosa che conta davvero: l’essere umano.

Una sinergia di voci tra scienza, etica e spiritualitร 

L’evento, moderato con straordinaria intensitร  e profonda partecipazione emotiva da Erminia Scaglia, ha offerto al pubblico presente un dibattito ricco di spunti e momenti di autentica commozione.

Al tavolo dei relatori, insieme all’autore Dott. Vincenzo Cascino, sono intervenuti esperti d’eccezione che hanno analizzato il tema della cura da prospettive diverse ma convergenti:

  • Il Dott. Sergio Fasullo, che ha portato la sua preziosa visione medica, sottolineando quanto l’empatia e l’ascolto siano strumenti terapeutici efficaci tanto quanto i farmaci.
  • Il sacerdote Don Tonino Romano, che ha richiamato lo spirito salesiano dell’accoglienza, ricordando che “prendersi cura” รจ, prima di tutto, un atto d’amore e una missione spirituale verso il prossimo.

Il messaggio del libro: curare non รจ solo guarire

Al centro del saggio di Cascino c’รจ una forte critica alla sanitร  moderna, spesso troppo focalizzata sui numeri e sulle cartelle cliniche a discapito del rapporto umano. Attraverso storie vere raccolte nei reparti ospedalieri, l’autore lancia un appello accorato: per fare del bene agli altri, il professionista sanitario deve riscoprire l’arte dell’empatia, senza dimenticare di preservare la propria salute mentale ed emotiva per evitare il burnout.

La presentazione ha confermato che questo libro non รจ solo una guida per medici e infermieri, ma una vera e propria bussola etica per chiunque creda nel valore della solidarietร  come chiave per raggiungere la felicitร .

L’evento integrale

Per chi non ha potuto partecipare o per chi desidera riascoltare i passaggi piรน toccanti degli interventi e del dibattito, puรฒ visionarlo tramite il nostro canale youtube.

Come acquistare il libro

Il volume รจ un saggio imperdibile per riscoprire il valore profondo dell’aiuto reciproco. รˆ possibile acquistare la propria copia, sia in formato cartaceo che in versione digitale Kindle, direttamente online su Amazon di seguito il link https://www.amazon.it/CURARE-PRENDERSI-CURA-DEGLI-ALTRI/dp/B0GWW12JLS/

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Palermo, la memoria si fa profumo: grande successo a Palazzo Pantelleria Varvaro per l’opera di Cesare Capitti

il profumo della memoria

Si รจ svolta nella splendida cornice del Piano Nobile di Palazzo Pantelleria Varvaro, a Palermo, la presentazione del libro “Il profumo della memoria” di Cesare Capitti. L’incontro, tenutosi sabato 13 giugno alle ore 17:30, ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico e si inserisce all’interno della rassegna culturale “Fermentu Littirariu”.

Noi di padd.it continuiamo a seguire da vicino questa importante iniziativa: dopo aver documentato il precedente appuntamento in questo articolo, vi proponiamo oggi il resoconto e la registrazione video completa dell’evento.

Un viaggio nei ricordi e nell’identitร 

Il volume di Cesare Capitti rappresenta un’intensa esplorazione del passato, capace di risvegliare sensazioni ed emozioni profonde attraverso il potere dei ricordi. Durante l’incontro sono emersi i temi chiave dell’opera:

Il valore della memoria: intesa come strumento per comprendere il presente.
Le radici del territorio: il legame indissolubile con la storia e le tradizioni locali.
Le relazioni umane: il racconto di generazioni che si intrecciano nel tempo.

I protagonisti del dibattito

La presentazione ha visto il coinvolgimento di autorevoli figure del panorama culturale e accademico, che hanno offerto una chiave di lettura approfondita del testo:

Giancarlo Gianporcaro: il professore ha dialogato a fondo con l’autore, analizzando lo stile e la struttura narrativa del libro.
Giorgio Badalamenti: ha guidato la serata in veste di moderatore, scandendo i tempi degli interventi e stimolando il dibattito

Il video integrale dell’evento

Per chi non ha potuto partecipare o per chi desidera rivivere i momenti piรน significativi della serata, offriamo la documentazione completa dell’incontro. Nel filmato sono inclusi tutti gli interventi dei relatori e le riflessioni dell’autore.

L’evento รจ stato supportato da Siciliani Liberi. Per ulteriori informazioni sulle prossime attivitร  della rassegna รจ possibile scrivere a info@sicilianiliberi.org

Simposio Culturale: disponibile il video integrale dell’evento

Simposio Culturale al Teatrino

Nei giorni scorsi avevamo presentato sulle pagine di PADD.it il Simposio Culturale dedicato ai temi della dicotomia tra individuo e societร , dell’Io e dei suoi sรฉ, dell’appartenenza e dell’alteritร .

Eravamo presenti all’incontro e oggi siamo lieti di condividere con i nostri lettori la registrazione integrale dell’evento, che ha visto la partecipazione della Dott.ssa Miriam Schiera, del Prof. Fabio Giamporcaro e dell’Avv. Massimo Pellingra Contino, con la moderazione del Prof. Giancarlo Giamporcaro.

Un’occasione di confronto e riflessione su temi di grande attualitร , affrontati da prospettive diverse e complementari.

Di seguito รจ possibile visionare il video completo del Simposio.

Buona visione!

Simposio Culturale: la cultura come fondamento di pace e sviluppo della comunitร 

Simposio

In un tempo caratterizzato da profonde trasformazioni sociali e culturali, il dialogo e la riflessione rappresentano strumenti indispensabili per costruire una societร  piรน consapevole, coesa e orientata al bene comune. Con questo spirito nasce il Simposio Culturale che si terrร  domenica 14 giugno presso Il Teatrino, luogo che, pur nelle sue dimensioni raccolte, si distingue da anni come un autentico presidio di cultura, confronto e crescita civile.

La cultura non รจ soltanto trasmissione di conoscenze, ma รจ il terreno sul quale si sviluppano la comprensione reciproca, il rispetto delle differenze e la capacitร  di immaginare un futuro condiviso. รˆ il fondamento della pace sociale e uno dei principali motori dello sviluppo delle comunitร .

Il tema dell’incontro โ€“ “Dicotomia tra individuo e societร . L’Io e i suoi sรฉ. Appartenenza e alteritร ” โ€“ offrirร  l’occasione per approfondire questioni centrali dell’esperienza umana contemporanea attraverso il contributo di autorevoli relatori provenienti da ambiti diversi, dalla salute al diritto, favorendo un dialogo interdisciplinare ricco di spunti e riflessioni.

L’evento conferma la vocazione de Il Teatrino a essere non soltanto uno spazio fisico, ma un vero centro culturale capace di accogliere iniziative di alto profilo e di promuovere quella crescita intellettuale e umana che costituisce la base di ogni autentico progresso collettivo.

Perchรฉ una comunitร  che investe nella cultura investe nel proprio futuro.

Curare e prendersi cura degli altri. La chiave per la felicitร 

Cari amici, vi invito alla presentazione di un libro a cui tengo particolarmente:
โ€œCurare e prendersi cura degli altri. La chiave per la felicitร โ€
di Vincenzo Cascino

๐Ÿ“… 26 giugno 2025, ore 18:00
๐Ÿ“ Istituto Salesiano Don Bosco Villa Ranchibile โ€“ Via Libertร  199, Palermo

Ci sono incontri che cambiano una giornata. Altri che cambiano una vita.

Nelle corsie degli ospedali, nei silenzi delle stanze di degenza, negli sguardi di chi soffre e di chi accompagna la sofferenza, si consumano ogni giorno piccole storie che raramente trovano spazio nei libri.

Eppure sono proprio queste storie a custodire il senso piรน profondo dell’essere umani.
Con “Curare e prendersi cura degli altri. La chiave per la felicitร ”, Vincenzo Cascino ci apre le porte di questo mondo spesso invisibile e ci accompagna in un viaggio fatto di emozioni autentiche, di fragilitร  che diventano forza, di dolore che si trasforma in speranza.

Attraverso esperienze vissute accanto ai pazienti e alle loro famiglie, l’autore ci ricorda una veritร  semplice e straordinaria: nessuna tecnologia, nessuna competenza, per quanto indispensabile, potrร  mai sostituire la forza di una mano tesa, di un sorriso sincero, di una presenza capace di dire: โ€œIo ci sonoโ€.


Queste pagine non raccontano soltanto come si cura una malattia. Raccontano come ci si prende cura di una persona. Raccontano il miracolo quotidiano dell’incontro tra esseri umani che, anche nei momenti piรน difficili, riescono a riconoscersi, a sostenersi e perfino a insegnarsi reciprocamente il significato della vita.


รˆ un libro che commuove, che interroga la coscienza e accarezza il cuore. Un libro che parla agli operatori sanitari, ma anche a chiunque abbia conosciuto la sofferenza, la speranza, la gratitudine e il bisogno di sentirsi accolto e compreso.

Durante la presentazione del 26 giugno, avrรฒ il piacere di dialogare con l’autore insieme a don Tonino Romano, sacerdote salesiano, e al dottor Sergio Fasullo, dirigente medico. Sarร  un momento di confronto e di riflessione sul valore della cura, sull’umanitร  nelle professioni sanitarie e sulla straordinaria capacitร  degli incontri autentici di trasformare la vita delle persone.


Piรน che una presentazione, sarร  un’occasione per lasciarsi toccare da storie vere e per riscoprire una certezza spesso dimenticata: la felicitร  nasce quando qualcuno si sente visto, accolto e amato.


Perchรฉ curare รจ una professione. Ma prendersi cura รจ una scelta del cuore. Ed รจ forse una delle forme piรน alte di umanitร  che possiamo donare agli altri e a noi stessi.

Non mancate! ๐Ÿซต๐Ÿป

Erminia Scaglia

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Dalla battaglia di Hastings a Leonforte

Leonforte Festa dell'Identitร  Siciliana

Quarta Festa dellโ€™Identitร  Siciliana โ€“ Leonforte, 16 maggio 2026

Il titolo della mia relazione potrebbe risultare un poโ€™ enigmatico, ma lo scopo non รจ per nulla iniziatico. Lโ€™obiettivo รจ piuttosto sottoporre alla vostra attenzione due esempi distorti di narrazione della realtร , due casi che hanno un denominatore comune: presentare i siciliani come unโ€™accozzaglia amorfa di esseri umani privi di identitร  perchรฉ provenienti da aree geografiche diverse e perchรฉ incapaci di produrre qualcosa di originale e di tipico. Chi osserva gli eventi senza filtri ideologici si rende conto al contrario che esiste unโ€™identitร  siciliana, che esiste un carattere siciliano, che esiste un protagonismo storico siciliano, che esiste unโ€™arte siciliana.

I normanni

I normanni erano un popolo norreno che si stanziรฒ in Neustria, regione nel nord-ovest della Francia, a partire dallโ€™ultimo quarto del IX secolo. Lโ€™antica Cronaca anglosassone inglese distingue tra i vichinghi norvegesi pagani, stanziati a Dublino, e i vichinghi danesi cristianizzati stanziati nel Danelaw. รˆ ragionevole immaginare la migrazione di gruppi famigliari e clan giovani e bellicosi, piuttosto che lo spostamento di masse consistenti di popolazione. Nel 911 Carlo III il Semplice, re dei Franchi Occidentali, concesse ai vichinghi, grazie al trattato di Saint-Clair sur Epte, una piccola porzione di territorio lungo il basso corso del fiume Senna, che andรฒ poi espandendosi, diventando il ducato di Normandia. Gli invasori erano guidati dal principe Hrolf, latinizzato in Rollone, protagonista dellโ€™alleanza con Carlo. Oltre a sostituirsi alla precedente classe aristocratica e guerriera, una rilevante parte dei normanni si dedicรฒ allโ€™agricoltura, fu educata dai benedettini alla religione cristiana e alla lingua galloromanza, diede vita a una nuova identitร  culturale, fondendosi con la popolazione locale della Neustria. La maggior parte dei cavalieri rimase povera e senza terra e per questo molti dei loro guerrieri divennero combattenti di professione al fine di procacciarsi ricchezze e terre.

A questi gruppi di irrequieti divoratori di terre, come li definisce lo storico normanno Pierre Aubรฉ, sono collegati due eventi che ci interessano, uno nel 1066 (960 anni fa), lโ€™altro nel 1166 (860 anni or sono). Cominciamo da Guglielmo il Conquistatore (Falaise, 8 novembre 1028 โ€“ Rouen, 9 settembre 1087), chiamato anche Guglielmo il Bastardo perchรฉ illegittimo o comunque nato da una unione more danico (secondo lโ€™uso vichingo pagano) non canonica e non riconosciuta dalla Chiesa. Era chiamato โ€œil Conquistatoreโ€ giร  prima del 1066, per le sue vittorie sui Bretoni e per la conquista del Maine. Guglielmo โ€“ giร  Duca di Normandia โ€“ ascese al trono dโ€™Inghilterra dopo la vittoria nella battaglia di Hastings, con la quale cominciรฒ la conquista normanna, sconfiggendo il re sassone Aroldo II. Lโ€™epopea della conquista e le ragioni della guerra sono rappresentate nel cosiddetto โ€œArazzoโ€ di Bayeux, commissionato per la cattedrale di Bayeux dal vescovo Oddone e fatto eseguire dalla Regina Matilde. Il 14 ottobre del 1066 si combattรจ la suddetta battaglia di Hastings, alla quale seguirono brutali azioni militari per piegare la resistenza degli anglosassoni. Secondo alcune fonti, Guglielmo I รจ stato il primo sovrano dโ€™Europa a fare uso del coprifuoco, allo scopo di tenere sotto controllo la nascita di eventuali movimenti sediziosi da parte degli Angli. Eppure quello viene sempre definito Regno dโ€™Inghilterra. Invece la prima tappa del Regno di Sicilia non ha diritto di cittadinanza, la nostra รจ sempre e comunque โ€œdominazione normannaโ€.

Gli Altavilla

Il 10 maggio 1166 il giovane Guglielmo II dโ€™Altavilla (Palermo, dicembre 1153 โ€“ 18 novembre 1189) ascese al trono di Sicilia. Aveva appena dodici anni. Solo tre giorni prima era morto il padre, Guglielmo I, detto โ€œil Maloโ€ per alcuni episodi funesti del suo regno. Sulle spalle di quel ragazzo veniva improvvisamente addossato il peso di una delle monarchie piรน ricche, progredite e cosmopolite del Mediterraneo. Iniziava cosรฌ il regno di colui che la storia avrebbe ricordato come Guglielmo il Buono. La Sicilia del XII secolo non era una periferia dโ€™Europa, ma uno dei suoi centri nevralgici. Era il piรน antico Regno parlamentare del mondo. Palermo era una capitale internazionale. Nelle sue strade si parlavano latino, greco, arabo ed ebraico. Mentre gran parte dellโ€™Europa medievale viveva ancora in una dimensione feudale frammentata, il Regno di Sicilia aveva giร  sviluppato una sofisticata organizzazione statale centralizzata, capace di controllare commerci, fiscalitร , diplomazia e territorio. La corte degli Altavilla rappresentava uno straordinario laboratorio politico e culturale, in cui convivevano Oriente e Occidente. Data la minore etร  del sovrano lโ€™amministrazione del governo passรฒ nelle mani della madre, Margherita di Navarra, e in quelle di una rete di consiglieri. Dopo lโ€™incoronazione, avvenuta a dicembre del 1171, il giovane monarca si dedicรฒ a consolidare le condizioni di prosperitร , stabilitร  e magnificenza del Regno, dal quale dipendeva tutto il Sud Italia, fino allโ€™Abruzzo. Fu un sovrano diplomatico e pragmatico. Cercรฒ di mantenere equilibrio tra papato, impero e potenze mediterranee. Rafforzรฒ la marina siciliana e difese i commerci. Confermรฒ lโ€™autoritร  della corona con unโ€™accorta decisione volta a controllare la residua presenza musulmana (la creazione โ€“ in virtรน della legazia apostolica โ€“ della Arcidiocesi di Monreale). La grandezza di Guglielmo II resta impressa non soltanto nello straordinario Duomo di Monreale, ma anche nel sollazzo della Zisa (architettura iniziata da suo padre), nella Cuba, nella Chiesa di Santo Spirito. Nel 1177 sposรฒ Giovanna dโ€™Inghilterra, figlia di Enrico II Plantageneto e sorella di Riccardo Cuor di Leone. Quel matrimonio rafforzรฒ il prestigio internazionale della corona siciliana, ormai pienamente inserita nelle grandi dinamiche diplomatiche europee. Purtroppo Guglielmo II era sterile, morรฌ nel 1189 senza lasciare eredi diretti. Ma qui il punto รจ un altro. Si parla di lui come un esponente della dominazione normanna della Sicilia. Ma Guglielmo nacque e morรฌ a Palermo, si sentiva palermitano, faceva parte di una famiglia che si fece siciliana e non di conquistatori brutali. Gli Altavilla erano una delle famiglie piรน importanti e influenti della Normandia. Lโ€™antenato del clan vichingo รจ Hialtt (898-940), fedele di Rollone. Questo Hialtt ebbe un figlio sconosciuto, padre di Tancredi dโ€™Altavilla, conte di Hauteville nel Cotentin. Tancredi si sposรฒ due volte, generando dodici figli, fra i quali ricordiamo Guglielmo Braccio di Ferro, Roberto il Guiscardo e Ruggero I dโ€™Altavilla, i quali furono abili a raggiungere il controllo dellโ€™Italia meridionale, fino a quel momento in gran parte in mano ai Bizantini (Basilicata, Calabria e Puglia) e ai longobardi (Campania). Da lรฌ mossero nel 1061 per liberare la Sicilia dai musulmani, mentre in una fase successiva perfezionarono lโ€™unificazione politica.

A Monreale verrร  inaugurata quanto prima una mostra su Guglielmo II dโ€™Altavilla. Uno degli aspetti da sottolineare sarร  proprio questo: la sua รจ una dinastia siciliana, che ha ottenuto il diritto di regnare sullโ€™Isola grazie ad una guerra di liberazione, alla quale parteciparono unanimi gli stessi siciliani, esasperati da un regime violento e oppressivo che durava dallโ€™827, quando i saraceni sbarcarono a Mazara del Vallo guidati da Asad ibn al-Furฤt, giurista e condottiero persiano.

Leonforte e John Henry Newmann

La Casata dei Branciforte, o Branciforti, รจ una famiglia nobiliare siciliana che la leggenda fa discendere da un ceppo francese e piacentino e che la tradizione epica fa iniziare con Obizzo, alfiere che militรฒ sotto Carlo Magno. Obizzo sarebbe stato un uomo di grande valore e forza fisica. In una delle battaglie combattute nellโ€™esercito di Carlo Magno contro i Longobardi, il cavaliere sarebbe rimasto con entrambe le mani mozzate, ma avrebbe continuato a tenere alte le insegne. Da quel momento Obizzo ebbe il cognome Branciforte, divenne Alfiere generale dellโ€™esercito del Re e ottenne come compenso la cittร  di Piacenza. I primi a immigrare in Sicilia furono Aloisia, Guglielmo e Stefano Branciforti. Nel XVII secolo Nicolรฒ Placido Branciforti (1593-1661) fondรฒ la cittร  di Leonforte (in omaggio al blasone della sua casata), previa licentia populandi, e ne divenne il primo principe. Leonforte venne scelta nel 1983 dai professori di Harvard Jorge Silvetti e Rodolfo Machado, in collaborazione con la Facoltร  di Architettura di Palermo, per elaborare una proposta di quattro nuove piazze coerenti con un tessuto urbano estremamente suggestivo.

Nel XIX secolo a Leonforte era avvenuto un episodio rilevante. Uno dei tanti testimoni ammirati del carattere dei siciliani, piรน unico che raro, fu S. John Henry Newman, oggi Dottore della Chiesa. Nel 1832-33 egli fece un viaggio nel Mediterraneo con lโ€™amico Richard Hurrell Froude. Dopo Gibilterra, Malta e le Isole Ionie, fecero tappa in Sicilia, prima di recarsi a Napoli e Roma. Newman rimase folgorato da ciรฒ che vide nella nostra terra e, dopo il soggiorno romano, decise di tornare da solo in Sicilia, perchรฉ Froude preferรฌ rientrare in Inghilterra. A Leonforte si ammalรฒ gravemente. A Enna alloggiรฒ nella casa di un abitante ospitale del luogo โ€“ con il quale comunicava in latino โ€“ e venne curato con professionalitร  da un medico del posto. A quellโ€™epoca Newman era ancora un pastore anglicano, alla ricerca onesta della veritร . In Sicilia comprese che la devozione dei fedeli cattolici e lโ€™arte sacra con la quale si esprimevano erano genuine, filiali, radicate negli insegnamenti dei Padri della Chiesa. Maturรฒ in lui la convinzione che doveva lasciarsi condurre come un bambino e nel viaggio di ritorno compose Lead, Kindly Light (Guidami Tu, Luce Gentile), una struggente poesia che sarebbe divenuta un inno cantato sia dalle comunitร  anglicane sia nella Chiesa Cattolica, nella quale chiese di essere ammesso nel 1845.

Cosa mai poteva trovare Newman in una terra di straccioni comโ€™รจ la Sicilia descritta in alcuni testi piรน o meno faziosi? รˆ utile leggere un passo di una biografia molto documentata, che contestualizza adeguatamente alcuni giudizi. ยซLa scuola di Ealing, dove John Henry Newman viene inviato da suo padre dopo aver compiuto lโ€™etร  di sette anni e dove resterร  fino al 1816, era un centro piuttosto prestigioso che, senza avere la fama nazionale di Eton o di Rugby occupava un posto di tutto rispetto fra le istituzioni scolastiche private dโ€™Inghilterra. Sotto la competente direzione del reverendo George Nicholas, Ealing si occupava dellโ€™educazione di circa trecento bambini. I suoi locali si trovavano in edifici modesti dagli stili diversi che erano stati aggiunti gradualmente con lโ€™aumento degli alunni. La scuola aveva piรน allievi di quanti fosse in grado di alloggiare in condizioni normali di comoditร  e di igiene. Per la sua freddezza e per lโ€™infelice condizione della sua attrezzatura, lโ€™infermeria di Ealing sarebbe stata rievocata automaticamente da John Henry, nel 1833, quando si ammalรฒ seriamente in una povera casa delle campagne sicilianeยป (Josรฉ Morales Marรญn, John Henry Newman. La vita, p. 15). Le povere locande, le scuole male attrezzate, le cittร  sporche, cโ€™erano dappertutto in Europa. Vogliamo ricordare fra gli altri i romanzi di Charles Dickens (1812-1870)? la Sicilia era una terra ricca, dalla quale peraltro nessuno emigrava. Al contrario attraeva flussi di immigrati, per esempio dal lago di Como.

La vicenda di Newman a Leonforte suona come unโ€™ulteriore appello a studiare bene la storia, sugli abbondanti documenti presenti negli archivi siciliani. A non permettere a nessuno di infangare i nostri antenati. A rintracciare nella realtร  gli elementi dellโ€™identitร  siciliana. Ad essere ogni giorno un poco di piรน โ€“ non su basi inconsistenti, bensรฌ sulle fondamenta di migliaia di anni di evidenze concrete โ€“ profondamente orgogliosi di essere siciliani. Leonforte, in particolare, non finisce di stupire. La sua bellezza deriva dall’essere stata capitale di un potente principato, che seppe sfruttare bene le ricche risorse idriche di questo territorio.

โ€œDanisinni โ€“ Alfabeto di Umanitร โ€

Fermentu Littirariu

A Palermo Sabato 9 maggio, nella splendida cornice di Palazzo Pantelleria-Varvaro, si รจ svolta la presentazione del libro โ€œDanisinni โ€“ Alfabeto di Umanitร โ€ di Fra Mauro Billetta. Lโ€™evento, partecipato e sentito, rientra nel ciclo di iniziative culturali denominato โ€œFermentu Littirariuโ€, promosso da Siciliani Liberi, un progetto che negli anni si รจ distinto per la qualitร  e la profonditร  delle proposte culturali.

La sala ha accolto con grande interesse un appuntamento che ha saputo unire riflessione, testimonianza e visione. A moderare lโ€™incontro รจ stata la brillante giornalista Maria Gabriella Ricotta, che il pubblico ha ritrovato con piacere anche nel documentario su Danisinni proiettato durante la serata, ulteriore momento di coinvolgimento e memoria condivisa.

Gli interventi dei relatori hanno offerto spunti di grande spessore. Lโ€™introduzione del Dott. Marco Lo Dico, vicepresidente dellโ€™Accademia della Lingua Siciliana, ha sottolineato il valore culturale e identitario del percorso raccontato nel libro. A seguire, lโ€™Arch. Ciro Lomonte ha offerto una riflessione intensa, ricordando una significativa espressione di San Josemarรญa Escrivรก: lโ€™importanza di piantare alberi anche senza avere la certezza di sedersi un giorno alla loro ombra, perchรฉ altri potranno trovare ristoro sotto la loro chioma. Unโ€™immagine potente che ben sintetizza il senso di impegno a lungo termine che attraversa lโ€™esperienza di Danisinni.

Particolarmente interessante lโ€™intervento di Sebastiano Pippo Morello, della Confraternita di Gesรน Maria e Giuseppe di Danisinni, figura che molti considerano la memoria storica del piccolo rione, capace di raccontarne trasformazioni, fatiche e rinascite. Fondamentale anche la testimonianza di Romina Scamarda, il cui impegno volontario rappresenta uno sguardo concreto e quotidiano sullโ€™evoluzione del quartiere, vissuto dallโ€™interno, con dedizione e continuitร .

Il momento piรน atteso รจ stato naturalmente lโ€™intervento di Fra Mauro Billetta, autore del libro. Il testo si presenta come uno scrigno di esperienze maturate in quasi ventโ€™anni di presenza nel rione Danisinni, una delle periferie storicamente piรน complesse della cittร  di Palermo. Non si tratta soltanto di un racconto, ma della documentazione di un percorso umano, sociale e comunitario nato dallโ€™incontro di molteplici storie e sensibilitร , confluite in un progetto condiviso di rigenerazione e riscatto.

Fra Mauro ha saputo incarnare la propria missione francescana e sacerdotale calandosi nella realtร  del quartiere, condividendone le sfide quotidiane e trasformandole in opportunitร  di crescita collettiva. Il libro racconta il processo di trasformazione socio-urbana, culturale e relazionale di Danisinni, assumendo anche un valore di riferimento dal punto di vista antropologico, utile per comprendere le dinamiche delle periferie urbane contemporanee.

Dalle pagine emerge con chiarezza una convinzione profonda: lโ€™amore per Dio passa attraverso lโ€™amore per lโ€™altro. Un impegno concreto che si traduce in valori universali come caritร , gentilezza, dialogo e pace. โ€œDanisinni โ€“ Alfabeto di Umanitร โ€ rappresenta cosรฌ una risposta autorevole a chi ritiene che la dimensione ecclesiale debba restare distante dallโ€™impegno sociale: al contrario, il libro testimonia come fede e bene comune possano camminare insieme, in modo inscindibile, generando esperienze di autentica comunitร .

La presentazione si รจ conclusa in un clima di partecipazione e gratitudine, confermando ancora una volta il ruolo centrale della cultura come strumento di crescita civile e sociale. Un ringraziamento particolare รจ stato rivolto allโ€™Arch. Amelia Cassataro, ideatrice e promotrice di Fermentu Littirariu, per lโ€™instancabile lavoro organizzativo e per la visione che continua a rendere possibile un percorso culturale di grande qualitร .

Un evento che ha saputo unire riflessione, testimonianza e speranza, lasciando nel pubblico la consapevolezza che il cambiamento, quando nasce dallโ€™incontro e dalla responsabilitร  condivisa, puรฒ diventare realtร  concreta.

Di seguito il video integrale dell’evento.

I Maestri di Gibellina

evento Gibellina

Cโ€™รจ qualcosa di speciale quando arte, memoria e musica si incontrano nello stesso spazio. รˆ esattamente ciรฒ che accadrร  il 16 maggio 2026 al MAC di Gibellina, in occasione della presentazione del libro โ€œI Maestri di Gibellinaโ€ di Davide Camarrone: un evento che non sarร  solo letterario, ma un vero e proprio viaggio emotivo e culturale nel cuore della Sicilia contemporanea.

Lโ€™iniziativa, promossa dallโ€™ULEPE Trapani con il sostegno del Comune di Gibellina, si inserisce in un contesto giร  ricco di significati, dove la riflessione sullโ€™arte e sulla rinascita del territorio trova una voce potente nelle parole, ma soprattutto nelle persone che lo abitano e lo raccontano.

Accanto agli interventi istituzionali e ai contributi di figure di spicco del panorama culturale e giuridico, uno dei momenti piรน attesi e suggestivi sarร  senza dubbio la partecipazione del Coro Polifonico โ€œBelice Cantoโ€ APS di Salaparuta.

Qui il tono cambia: si passa dalla narrazione alla vibrazione.

Diretto dal noto Mยฐ Soprano Antonella Urso, il coro rappresenta oggi una delle realtร  musicali piรน solide e riconosciute non solo nel Belice, ma in tutta la Sicilia. Non si tratta semplicemente di un ensemble vocale, ma di una comunitร  artistica capace di trasformare ogni esecuzione in unโ€™esperienza intensa e coinvolgente.

Le voci che compongono il coro sono il suo vero patrimonio: timbri diversi, personalitร  distinte, unite da una disciplina rigorosa e da una sensibilitร  comune che si percepisce fin dalle prime note. รˆ proprio questa fusione โ€“ tecnica e anima โ€“ a rendere ogni loro intervento qualcosa di piรน di una performance: รจ racconto, รจ memoria sonora, รจ identitร .

Nel contesto della presentazione del libro, il coro non sarร  un semplice intermezzo musicale, ma una presenza capace di amplificare il senso stesso dellโ€™evento. Le loro armonie dialogheranno idealmente con le pagine di Camarrone, evocando quelle stesse stratificazioni culturali e artistiche che hanno reso Gibellina un simbolo di rinascita.

Chi ha giร  avuto modo di ascoltarli dal vivo sa che cโ€™รจ un momento preciso, durante le loro esecuzioni, in cui il pubblico smette di โ€œascoltareโ€ e inizia a sentire davvero. รˆ lรฌ che accade la magia.

Per chi volesse approfondire il percorso artistico del coro, conoscere il repertorio e le attivitร , รจ possibile visitare il loro sito ufficiale Coro Polifonico Belice Canto, dove emerge chiaramente il lavoro costante e la passione che stanno dietro a ogni singola esibizione.

La giornata sarร  inoltre arricchita, giร  a partire dalle 15.30, da una visita guidata al Museo delle Trame Mediterranee, ulteriore tassello di un pomeriggio pensato per intrecciare linguaggi, storie e sensibilitร .

In definitiva, quello del 16 maggio non sarร  solo un appuntamento culturale, ma unโ€™esperienza completa: parole, immagini e soprattutto suoni che si fondono per raccontare un territorio vivo, creativo e profondamente umano.

E se cโ€™รจ un momento da non perdere, sarร  proprio quando le voci del Belice Canto riempiranno la sala: perchรฉ in quel preciso istante, Gibellina non sarร  solo raccontataโ€ฆ sarร  ascoltata.

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La Democrazia รจ Donna?

Riflessioni del moderatore Prof. Giancarlo Giamporcaro sull’evento svoltosi sabato 28 febbraio 2026, a Carini

L’intervento del prof. Fabio Giamporcaro รจ stato come
sempre bene articolato e profondamente sviluppato partendo dal mondo classico per giungere ai nostri giorni.

L’avvocata Di Lisi Francesca ha dato il suo contributo riflessivo per ciรฒ che concerne le difficoltร  che il mondo donna subisce nel campo lavorativo.
Sebbene tanto le aziende private sia quelle pubbliche sostengono di difendere e garantire i diritti delle donne.

Per riguarda il prof. Roberto Buccola ha tratto l’argomento in questione dal punto di vista psicologico mettendo in evidenza la fragilitร  dell’uomo che sottolinea la sua forza ormonale.

In conclusione la padrona di casa che ci ha ospitato egregiamente Giusy Musso รจ intervenuta sulla presenza femminile nel benessere dei luoghi pubblici con le dovute difficoltร  di affermazione del proprio ruolo nell’ambito sociale.

Inoltre la parola รจ stata data al pubblico.
Di notevole interesse รจ stato l’intervento del Dottore Gebbia nelle relazioni tra l’universitร  e i giovani fondamenta per una buona organizzazione sociale per un giusto futuro.

Noi di PADD siamo felici di proporvi l’incontro completo al seguente link:

Un contributo sempre attuale

la moneta fiscale tra benessere e integrazione sociale

Riordinare vecchi archivi, si sa, รจ spesso un viaggio nella memoria. File dimenticati, appunti, fotografie e video che, a distanza di anni, assumono un significato nuovo. รˆ esattamente ciรฒ che รจ accaduto in questi giorni mentre, avendo oggi lโ€™opportunitร  di pubblicare contenuti su PADD.IT, mi sono dedicato a rimettere ordine nel materiale accumulato nel tempo.

Tra i vari file conservati, lโ€™attenzione รจ ricaduta su un video che merita senza dubbio di essere riportato alla luce. Si tratta della registrazione di una conferenza tenuta dal professor Massimo Costa domenica 20 gennaio 2019, presso la residenza universitaria Segesta di Palermo, dal titolo:

โ€œLa moneta fiscale favorisce benessere e integrazione sociale?โ€

A distanza di diversi anni, la domanda posta nel titolo appare tuttโ€™altro che superata. Anzi, in un contesto economico e sociale che continua a interrogarsi su strumenti alternativi alle politiche economiche tradizionali, il tema della moneta fiscale si conferma un argomento sempreverde, capace di stimolare riflessioni attuali e necessarie.

Nel suo intervento, il professor Costa affronta il tema con chiarezza e rigore, offrendo spunti di analisi che vanno oltre la contingenza del momento storico in cui la conferenza รจ stata tenuta. Proprio per questo motivo, riascoltando oggi quelle parole, emerge con forza il valore di un contenuto che non ha perso rilevanza, ma che puรฒ anzi risultare ancora piรน utile per comprendere il dibattito contemporaneo su benessere, inclusione e strumenti di politica economica.

Per questa ragione ho deciso di caricare il video sul canale YouTube di PADD.IT e di condividerlo attraverso il blog, mettendolo a disposizione dei nostri lettori. Lโ€™obiettivo รจ semplice: offrire un contributo di qualitร , capace di arricchire il confronto e stimolare nuove riflessioni, anche a partire da materiali che il tempo non ha reso obsoleti.

A volte guardare indietro serve proprio a capire meglio il presente. Questo video ne รจ un esempio concreto.

Buona visione e buona riflessione.