Pettirosso

Questa mattina, ho visto il primo pettirosso della stagione.
Questo esserino che amo tanto e nel quale, confesso, un po’ mi riconosco.


Io lo chiamo ” pettirosso da combattimento”: piccolo, apparentemente fragile, ma con una gran voglia di resistere e continuare a volare.


Mi fa riflettere sui ritorni.


Forse perchรฉ anch’io con gli anni, ho capito che ci sono persone e luoghi dai quali non ce ne andiamo mai del tutto anche quando la vita ci porta lontani.


E che a volte vorremo tornare non tanto per ritrovare qualcuno, ma per ritrovare quella parte di noi che lรฌ si sentiva in casa.
Perรฒ penso anche che bisogna avere il coraggio di andare avanti, senza rinnegare ciรฒ che ci portiamo dentro.


In fondo il mio pettirosso torna ogni anno, ma non smette mai di volare.

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Il Vangelo del giorno – Venerdรฌ 23 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Venerdรฌ โ€“ XXIX TO A

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 12,54-59

In quel tempo, Gesรน diceva alle folle:

ยซQuando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: โ€œArriva la pioggiaโ€, e cosรฌ accade. E quando soffia lo scirocco, dite: โ€œFarร  caldoโ€, e cosรฌ accade. Ipocriti! Sapete valutare lโ€™aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perchรฉ non giudicate voi stessi ciรฒ che รจ giusto?

Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni allโ€™esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di lร  finchรฉ non avrai pagato fino allโ€™ultimo spiccioloยป.

Parola del Signore

Non sempre sappiamo gestire bene il nostro tempoโ€ฆ non sempre sappiamo dare la giusta importanza alle cose che viviamoโ€ฆ a volte, infatti, pur sapendo che ci sono cose che dobbiamo affrontareโ€ฆ non lo facciamoโ€ฆ rimandiamoโ€ฆ ci prendiamo tempoโ€ฆ

Gesรน non ci invita solo a discernere per capire cosa fareโ€ฆ ma a capire cosa fare adessoโ€ฆ perchรฉ il tempo non รจ illimitato e le cose vanno fatte nel tempo giustoโ€ฆ chiarire con una personaโ€ฆ chiedere scusa o perdonareโ€ฆ dare aiuto a qualcuno o chiedere aiuto per una situazione che stiamo vivendoโ€ฆ

Non tutto dipende da noiโ€ฆ ma possiamo domandarci quale passo ci รจ possibile fare oggi โ€ฆ a noi spetta quelloโ€ฆ senza rimandarlo ancora!

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Il Vangelo del giorno – Giovedรฌ 22 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Giovedรฌ โ€“ XXIX TO A

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 12,49-53

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:

ยซSono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse giร  acceso! Ho un battesimo nel quale sarรฒ battezzato, e come sono angosciato finchรฉ non sia compiuto!

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. Dโ€™ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suoceraยป.

Parola del Signore

Se non cambia le tue scelte, che fuoco รจ?

Nel Vangelo di oggi Gesรน parla di fuoco e divisioneโ€ฆ due immagini fortiโ€ฆ che ci interrogano sul modo di amare e di credere.

Il fuoco richiama lo Spirito Santo e ciรฒ che accende nel cuore: un amore che ci smuove, che ci appassiona alla vita, alla nostra vocazione, alla nostra missioneโ€ฆ perchรฉ quando ami, trovi la forza di metterti in cammino.

La divisione richiama il coraggio di scegliere. Gesรน non ci invita a creare conflittiโ€ฆ ci ricorda che la fedeltร  allโ€™amore puรฒ costare anche fatica e sacrificioโ€ฆ scegliere una persona, una vocazione, il Vangelo significa anche rinunciare a ciรฒ che ci allontana da quel bene.

Chiediamoci allora: che cosa arde nel mio cuore? E quali scelte sono disposto a compiere per custodirlo?

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La visione e le preci leonine


Giร  nel 1859 papa Pio IX decretรฒ che una serie di preghiere venissero recitate dopo tutte le Messe basse: i sacerdoti e i laici dovevano inginocchiarsi e pregare lโ€™Ave Maria tre volte, seguita dal Salve Regina con unโ€™orazione per la Chiesa. Il suo successore, papa Leone XIII, ebbe una mistica apparizione che rivelava unโ€™infiltrazione profondamente demoniaca su Roma. In vista di questa infestazione, Leone XIII nel 1886 aggiunse alla Messa bassa una nuova preghiera composta in onore di San Michele, con la quale si implora lโ€™arcangelo di aiutarci nella battaglia contro il diavolo. รˆ la stessa preghiera a San Michele arcangelo (principe delle milizie celesti) che conosciamo oggi: San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia. Sii tu la nostra protezione contro la malvagitร  e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo potere su di lui, ti preghiamo supplici. E tu, o Principe della milizia celeste, ricaccia con la potenza divina nellโ€™inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che vagano per il mondo per la perdizione delle anime. Amen. Tali preghiere cosรฌ codificate presero il nome di preci leonine.

Taylor Marshall, Gli infiltrati, trad.it. Gaetano Masciullo, Fede&Cultura, Verona 2022, cap.5

Un certo cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano (1872-1952) testimoniรฒ di aver ripetutamente ascoltato esattamente la stessa storia dal segretario personale di papa Leone XIII, monsignor Rinaldo Angeli (1851-1914): Papa Leone XIII ebbe veramente una visione di spiriti demoniaci, che si stavano radunando sulla Cittร  Eterna [Roma]. Da quellโ€™esperienza โ€“ che egli condivise con il prelato e certamente con altri nella riservatezza โ€“ nasce la preghiera che egli volle che tutta la Chiesa recitasse (โ€ฆ) Lโ€™apparizione demoniaca a papa Leone XIII fu abbellita con dettagli apocrifi poco dopo questo periodo. Nel 1947, padre Domenico Pechenino raccontรฒ che papa Leone XIII stava assistendo a una seconda Messa, dopo averne celebrata una egli stesso. Questa versione dei fatti sostiene che il papa avrebbe visto qualcosa al di sopra della testa del sacerdote celebrante e che poi si sarebbe precipitato fuori dalla cappella nel suo studio privato, dove immediatamente compose la preghiera a San Michele. (โ€ฆ) La versione di padre Pechenino riferisce che questa visione leonina avvenne โ€œun poโ€™ di tempo dopo il 1890โ€. Questo non รจ del tutto esatto, poichรฉ la preghiera a San Michele per la Messa bassa fu assegnata nel 1886 e il piรน lungo esorcismo di San Michele fu pubblicato nel 1890. Quindi sappiamo subito che i dettagli di Pechenino non sono del tutto attendibili. Un altro problema della sua versione del โ€œdialogo con Satanaโ€ riguarda il fatto che esso sembra essere derivato dalle visioni della beata Anna Caterina Emmerich (1774-1824)

Il Vangelo del giorno – Mercoledรฌ 21 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Mercoledรฌ โ€“ XXIX TO A

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 12,39-48

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli: ยซCercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perchรฉ, nellโ€™ora che non immaginate, viene il Figlio dellโ€™uomoยป.

Allora Pietro disse: ยซSignore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?ยป.

Il Signore rispose: ยซChi รจ dunque lโ€™amministratore fidato e prudente, che il padrone metterร  a capo della sua servitรน per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverร  ad agire cosรฌ. Davvero io vi dico che lo metterร  a capo di tutti i suoi averi.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: โ€œIl mio padrone tarda a venireโ€, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverร  un giorno in cui non se lโ€™aspetta e a unโ€™ora che non sa, lo punirร  severamente e gli infliggerร  la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontร  del padrone, non avrร  disposto o agito secondo la sua volontร  riceverร  molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrร  fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverร  poche.

A chiunque fu dato molto, molto sarร  chiesto; a chi fu affidato molto, sarร  richiesto molto di piรนยป.

Parola del Signore

Sei responsabile di ciรฒ che ascoltiโ€ฆ di ciรฒ in cui crediโ€ฆ di ciรฒ che professi.

Il vangelo di oggi ci invita a tenerci prontiโ€ฆ a cosa? Alla continua visita di Dio nella nostra vita. E Dio visitaโ€ฆ visita le nostre relazioniโ€ฆ visita il nostro cuore con la sua Parolaโ€ฆ perchรฉ il nostro Dio รจ un Dio attentoโ€ฆ si prende cura di noi.

Il vero problema รจ che noi siamo costantemente distratti e superficialiโ€ฆ presi dalle cose da fare ci dimentichiamo perchรฉ e per chi siamo chiamati a farle.

Dovremmo imparare a vivere costantemente in contatto con Dioโ€ฆ avendo chiaro il senso e il fine del nostro stare nella storiaโ€ฆ avendo chiaro che solo con Dio la vita ha un sensoโ€ฆ solo con Dio la vita non รจ subitaโ€ฆ solo insieme a Dio siamo protagonisti e non passivi osservatori.

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a tista ianca spissu lu sinnu manca

Enciclica “Casti Connubii” del Sommo Pontefice Pio XI, 31 dicembre 1930

Rispetto poi alla preparazione prossima di un buon matrimonio รจ di somma importanza la diligenza nella scelta del coniuge; da essa infatti dipende molto la felicitร  o lโ€™infelicitร  futura del matrimonio, potendo lโ€™un coniuge essere allโ€™altro di grande aiuto a condurre nello stato coniugale una vita cristiana, oppure di grande pericolo ed impedimento. Affinchรฉ dunque non abbia per tutta la loro vita da scontare la pena di una scelta inconsiderata, chi desidera sposarsi sottoponga a matura deliberazione la scelta della persona con la quale dovrร  poi sempre vivere; ed in siffatta decisione abbia anzitutto riguardo a Dio ed alla vera religione di Cristo […]. Implori con fervore il divino aiuto, perchรฉ possa scegliere secondo la cristiana prudenza, e non giร  spinto dal cieco e indomito impeto della passione, o dal mero desiderio di lucro [โ€ฆ].


Lโ€™esame di โ€œGraziaโ€ (un corso di dogmatica) lo feci con un docente diverso da quello che tenne le lezioni durante il semestre. Questi veniva a Cagliari niente meno che da Milano per fare le sue ore di lezione un paio di giorni la settimana. Con tutti i crismi richiesti a docenti di sistematica, teneva delle lezioni alle quali assistevo in religioso silenzio senza capire un โ€œhโ€ di tutto ciรฒ che andava sciorinando. Una digressione in particolare perรฒ la ricordo, quando volle esprimersi in soldoni per illustrare i comuni ragionamenti di una mente a livello zero. Spiegava il professore che unโ€™ottica mondana (e pagana) โ€“ ignorante per definizione โ€“ riduce la vita di grazia a un meccanismo simile al favore degli Dei, ovvero alla fortuna che ci dona la Dea bendata. La mattina mi alzo e trovo i semafori verdi per arrivare puntuale a lavoro, lรฌ perรฒ si scarica la penna, dopo trovo dei soldi per terra, piรน tardi inciampo su una buccia di banana; pare che Dio alterni benedizioni a punizioniโ€ฆ Ma davvero lโ€™onnipotenza di Dio si manifesta in tutto e in modo cosรฌ ingerente nellโ€™arco della giornata? Non dovremmo forse considerare meglio la nostra libertร  e lโ€™opera di Dio? Altrimenti ci troveremo a vivere a tentoni, o per colpi di fortuna, o con un destino scritto non so doveโ€ฆ

La casualitร  con cui si inciampa su una buccia di banana, non รจ equiparabile allโ€™errore commesso sbagliando la persona con cui sposarsi. Tale scelta รจ frutto di un lungo esercizio di intelletto che giudica la realtร  e discerne il bene, che la volontร  si applicherร  a perseguire. Le evidenze della realtร  mettono in luce gli oggetti del giudizio, che non puรฒ essere distorto da nessuna โ€œmisericordiaโ€. La compassione per lโ€™imperfezione altrui non รจ stoltezza, perchรฉ riconosce il dato di fatto, seppure non infierisce. Se noto che il mio promesso sposo ha tendenze violente, posso provare con caritร  ad aiutarlo per cambiare, ma davanti allโ€™insuccesso, sono sicuro di sposarmelo? Nella vita ci sono afflizioni che si scoprono e tribolazioni che ci procuriamo volontariamente, con la nostra propria stoltezza. Inaspettatamente puรฒ essere diagnosticata la sclerosi multipla o la SLA, oppure puรฒ venire la cirrosi epatica e un cancro ai polmoni dopo anni di alcol e sigarette giornaliere; sono situazioni diverse in virtรน della responsabilitร  umana che le causa. E chi รจ causa del suo mal pianga sรฉ stesso, diceva il Divin Cantore al XXIX dellโ€™Inferno: ยซcredo chโ€™un spirto del mio sangue pianga la colpa che lร  giรน cotanto costaยป. Puoi decidere caparbiamente di sposare la persona che tanto ha detto e fatto per dimostrare ciรฒ che รจ, senza perรฒ lamentarti quando ti troverai a tirare innanzi campando di mese in mese, vivendo giorno per giorno un presente di cui non si scorge il futuroโ€ฆ Ai tuoi figli magari leggerai qualche pagina della Bibbia rivisitata allโ€™uopo.

“sotto la copola”

Cesare Catananti, โ€œIl Vaticano nella tormentaโ€, San Paolo 2020, p.70

Non si tratta allora di demonizzare i โ€œveleni vaticaniโ€, ma solo di rendersi conto della realtร  delle cose. Prima tra tutte, piaccia o meno, cโ€™รจ un potere temporale da gestire. Che seppur non รจ piรน quello dello Stato Pontificio, cโ€™รจ ancora. E non potrebbe essere diversamente, perchรฉ quando va governato uno Stato, sia pure della Cittร  del Vaticano, mezzi, sistemi e procedure da mettere in atto, appartengono alle categorie temporali e non a quelle spirituali. E quando le visioni sono diverse, i conflitti ne sono logica conseguenza. Non รจ, pertanto, il โ€œlato oscuro della forzaโ€, ma il lato umano degli uomini di Chiesa, che emerge. รˆ fisiologico. (โ€ฆ) Il Cardinale Pompilj, Vicario di Roma, accusava Pio XI di essere โ€œincapace, rammollito, flagello e rovina della Chiesa โ€ฆ รˆ Pietro che ha rinnegato Cristo per la quarta voltaโ€.

Il testo continua con altri esempi e si dilunga a illustrare la raccolta di aspre critiche rivolte al Sommo Pontefice allโ€™interno dei sacri palazzi in ogni tempo. Alla luce di questo dato storico si relativizza anche lo scandalo che ha potuto dare il cardinal Burke quando, riferito a Francesco I, ha affermato โ€“ in modo piรน o meno pubblico โ€“ che ยซquesto Papa รจ ereticoยป. Io personalmente, come figlio obbediente di Santa Madre Chiesa, ho prestato fedele ossequio della coscienza al Sommo Pontefice regnante, condividendo i โ€œvideo del Papaโ€ pubblicati su Facebook, facendo repost di sue battute, assicurando i miei like nei profili social istituzionali della Santa Sede; ciรฒ detto ammettendo pure la trascuratezza dei tweet che seguo meno. Non solo credo necessario osservare il diritto canonico ma mi sforzo pure di conformare il mio giudizio allโ€™insegnamento del magistero; piรน di cosรฌ cโ€™รจ solo il bacio della pantofola.


Tra non piรน di un secolo, gli storici descriveranno l’inizio del terzo millennio riassumendo quanto dicono giร  i filosofi. In storia della Chiesa non ci si dovrร  scostare molto dal contesto del mondo, inquadrando un periodo di indeterminatezza e opinionismo. Benedetto XVI mise in guardia dal relativismo sociale, che pare abbia piantato radici pure nella Chiesa. Al momento bisogna perรฒ aspettare qualche decade per esprimersi liberamente, perchรฉ al presente si rischierebbe di giudicare fatti o persone. Tuttavia il vocabolo “opinione” non รจ una parolaccia, รจ un giudizio pronunciato con il timore di sbagliarsi. Il timore consiste nel pericolo che il giudizio pronunciato sia falso, cioรจ si teme che le cose siano diverse da come le si sono pensate; in altri termini i motivi di affermazione sono soltanto probabili. Per chi comunque si mette alla ricerca della veritร , lโ€™opinione รจ solo una situazione provvisoria. Lโ€™opinione รจ un passaggio verso la certezza, lo stato mentale di chi รจ sicuro di possedere la veritร , dopo che si sperimenta lโ€™evidenza. Nella certezza lโ€™intelligenza puรฒ riposarsi perchรฉ trova risposta al suo bisogno fondamentale, ma dubbio, sospetto, opinione sono i gradini di una scala ascendente verso lโ€™adesione alla veritร . Solo nella certezza (diversa dalla realtร  perchรฉ possono esserci certezze erronee) si ha la fermezza di adesione; nellโ€™opinione si ha unโ€™adesione imperfetta, nel sospetto unโ€™adesione incipiente, nel dubbio una sospensione di assenso.

Si puรฒ guardare una realtร  da spettatori, seguirla sugli schermi, oppure farne parte vivendone dallโ€™interno i drammi, le situazioni di non-senso. Come quando il Signore volle fare la parte del piรน infimo schiavo, lavando i piedi dei suoi amici: ยซQuello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopoยป (Gv 13,7), replicรฒ Gesรน a Pietro. Sono ancora parole di conforto per il successore di Pietro e per quanti soffrono questa situazione di passeggera confusione. Non si coglie ancora il senso delle cose ma si rimane fedeli, perchรฉ il Signore della Storia darร  il suo regno al piccolo gregge (Lc 12,32), superstite di tante persecuzioni e giunto alla fine attraverso le vie piรน impensabili. Restiamo saldi nel Signore (Fil 4,1), crediamo fermamente al deposito della fede (Sacra Scrittura e Tradizione) che non muta a seconda del Pontefice regnante, perchรฉ il magistero deve solo attualizzare. Il primato petrino รจ tanto piรน controverso per la nostra umana ragione, quanto piรน rappresenta la tentazione/prova della nostra fede nella Chiesa. Allora, sia che la profezia di Malachia sia fasulla o meno, avremo la certezza di un futuro migliore nella Chiesa trionfante.

Ricordi di pandemenza

Ricordi di Pandemenza

Durante la quarantena da Sars-Cov-2 era comparso in un gruppo facebook che tratta storia di Palermo, un post illustrato con foto affermante che in Sicilia nasceva una “specialitร  invidiata da tutto il mondo”: le iris con la ricotta. Evitai di commentare tale contenuto asserente che tutto il mondo invidi Palermo per le iris alla ricotta, ritenendo che mentre il mondo seppellisce migliaia di morti, invidierebbe di piรน chi cura il Covid. Non dico di trovare finalmente la cura del cancro, ma al momento lโ€™umanitร  cerca altro che le iris alla ricotta. Ciรฒ detto con rispetto per gli emigrati in America, che cercarono la fortuna rinunciando tragicamente a cassate, cannoli, sfincione, panelle, arancini, ma forti del motto “cu nesci arrinesci” (“chi esce riesce”).

In Occidente le epidemie appartenevano a capitoli storia passata. L’avvento di una pandemia nel terzo millennio ci ha come riportato indietro nel tempo.

La peste, arrivata in Europa dallโ€™Asia, si scatenรฒ violentemente da metร  del โ€˜300, per riemergere poi a piรน riprese con epidemie piรน o meno estese. Il cristianesimo pone di suo lโ€™accento sulla caritร , sicchรฉ la Chiesa medioevale diede impulso allโ€™assistenza dei malati con la fondazione degli โ€œhospitaliโ€. Il piรน importante ordine religioso furono da sempre gli Ospedalieri di San Giovanni di Dio, ai quali sovvennero le confraternite laicali e gli ordini militari cavallereschi. Negli ospizi od ospitali di allora la scienza medica era ancora in una fase piuttosto arcaica; lโ€™ospedale si configurava come unโ€™istituzione di caritร  con un carattere misto laico-religioso in cui esercitavano pure medici esterni.

Sul finire del โ€™300, dopo lโ€™infuriare della pestilenza in Europa furono introdotte pratiche di disinfezione pubblica e forme di quarantena per le navi provenienti da localitร  infette. Nel 1423 fu aperto a Venezia il primo lazzaretto in cui isolare i malati infettivi. In epoca rinascimentale la politica del principe in materia assistenziale fece sorgere in cittร  accanto agli enti elemosinieri e ospedalieri anche istituzioni complesse come gli ospedali generali (per es. nel 1456 lโ€™Ospedale Maggiore di Milano). Il gran numero delle persone ricoverate allโ€™interno di queste strutture provocava perรฒ piรน celere diffusione del contagio. Nel โ€™500 la fiducia nelle capacitร  terapeutiche dei medici non era certo aumentata, se Michel de Montaigne (1533-1592) parlando di loro sosteneva: Sono dei privilegiati. I loro successi li vedono tutti e i loro errori sono coperti dalla terra.

Il giovane Filippo Neri, giungendo a Roma da Cassino, dopo aver trovato sistemazione dal fiorentino Galeotto Caccia come precettore dei figli, entra a far parte della โ€œConfraternita della Caritร โ€ con sede di riferimento in nella comunitร  presbiterale di San Girolamo della Caritร  al rione la Regola, dove abitava p. Persiano Rosa che dirigeva lโ€™attivitร  e divenne presto padre spirituale di Filippo Neri. La confraternita prestava servizio presso gli ospedali della Consolazione, San Giacomo degli incurabili, Santo Spirito in Sassia, San Giovanni allโ€™isola tiberina. Erano luoghi in cui prestava servizio anche la Compagnia del Divino Amore, di cui faceva parte San Gaetano da Thiene. Lโ€™opera della confraternita romana intanto raggiunse dimensioni tali da valergli nel 1548 il titolo di Compagnia, mutando denominazione in โ€œCompagnia della SS. Trinitร  del sussidioโ€. In vista del grande giubileo dellโ€™anno 1550 il Papa assegna alla compagnia la chiesa di San Salvatore in Campo, perchรฉ potesse avere una sede adeguata per lโ€™accoglienza dei pellegrini, con refezione, pernotto, servizi igienici, dispensario medicoโ€ฆ Si arriva cosรฌ alla โ€œCompagnia di SS. Trinitร  dei Pellegriniโ€ che, terminato il giubileo, aggiunge lโ€™epiteto โ€œdei convalescentiโ€ e si insedia nella chiesa di San Benedetto alla Regola.

Ancora laico Filippo fece la conoscenza di un ex-soldato spagnolo claudicante, che a Roma predicava privatamente i suoi โ€œesercizi spiritualiโ€. Come Santโ€™Ignazio di Loyola era soldato pure un altro giovane che p. Filippo incontra piรน tardi a San Giacomo degli incurabili. Tra gli infermi assistiti, diverrร  padre spirituale di Camillo deโ€™ Lellis. Fu proprio San Filippo ad illuminare San Camillo sulla sua vocazione specifica e indicargli a chiare lettere cosa il Signore voleva da lui.

Quattro anni prima di San Filippo, nel 1591, moriva a Roma contagiato dagli appestati che assisteva, il giovane San Luigi Gonzaga. Studente dei gesuiti, aveva solo 23 anni quando lavorava al fianco di San Camillo, durante lโ€™epidemia di peste che in quindici mesi aveva steso tre Papi (Sisto V, Urbano VII, Gregorio XIV). Padre Filippo ormai anziano, non lo si vedeva piรน tanto in giro per Roma; a 76 anni proprio dal pontefice ebbe il permesso per celebrare privatamente in cappella alla Vallicella. Il Signore gli scansรฒ le malattie, nonostante i malori fisici che patรฌ nel 1595 sul letto di morte.

Il Vangelo del giorno – Martedรฌ 20 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Martedรฌ โ€“ XXIX TO A

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 12,35-38

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:

ยซSiate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverร  ancora svegli; in veritร  io vi dico, si stringerร  le vesti ai fianchi, li farร  mettere a tavola e passerร  a servirli.

E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dellโ€™alba, li troverร  cosรฌ, beati loro!ยป.

Parola del Signore

Come dobbiamo vivere? Nel Vangelo, il Signore ci consegna due immagini: le vesti strette ai fianchi e le lampade accese. Due atteggiamenti da custodire insieme.

Le vesti strette ai fianchi sono quelle di chi si prepara a muoversiโ€ฆ a lavorareโ€ฆ a servire. Non si tratta semplicemente di essere disponibili a dare una mano ma di prepararsi concretamente a farloโ€ฆ organizzare il proprio tempoโ€ฆ accorgersi dei bisogni senza aspettare che qualcuno venga a cercarci, si tratta di prendere lโ€™iniziativa nel bene. Lโ€™amore tiene gli occhi aperti e si mette in cammino.

Le lampade accese richiamano la preghiera e la vigilanza che ci permettono di riconoscere il Signore mentre vieneโ€ฆ anche nel volto di chi ci sta accanto.

Senza la preghiera, il servizio rischia di diventare filantropia e puro affanno, mentre una preghiera che non apre il cuore ai fratelli rischia di fermarsi alle parole.

Vesti strette ai fianchi e lampade acceseโ€ฆ mani pronte a servire e cuore oranteโ€ฆ รจ cosรฌ il discepolo vive beato!

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