Questa mattina, ho visto il primo pettirosso della stagione. Questo esserino che amo tanto e nel quale, confesso, un po’ mi riconosco.
Io lo chiamo ” pettirosso da combattimento”: piccolo, apparentemente fragile, ma con una gran voglia di resistere e continuare a volare.
Mi fa riflettere sui ritorni.
Forse perchรฉ anch’io con gli anni, ho capito che ci sono persone e luoghi dai quali non ce ne andiamo mai del tutto anche quando la vita ci porta lontani.
E che a volte vorremo tornare non tanto per ritrovare qualcuno, ma per ritrovare quella parte di noi che lรฌ si sentiva in casa. Perรฒ penso anche che bisogna avere il coraggio di andare avanti, senza rinnegare ciรฒ che ci portiamo dentro.
In fondo il mio pettirosso torna ogni anno, ma non smette mai di volare.
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ยซQuando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: โArriva la pioggiaโ, e cosรฌ accade. E quando soffia lo scirocco, dite: โFarร caldoโ, e cosรฌ accade. Ipocriti! Sapete valutare lโaspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perchรฉ non giudicate voi stessi ciรฒ che รจ giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni allโesattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di lร finchรฉ non avrai pagato fino allโultimo spiccioloยป.
Parola del Signore
Non sempre sappiamo gestire bene il nostro tempoโฆ non sempre sappiamo dare la giusta importanza alle cose che viviamoโฆ a volte, infatti, pur sapendo che ci sono cose che dobbiamo affrontareโฆ non lo facciamoโฆ rimandiamoโฆ ci prendiamo tempoโฆ
Gesรน non ci invita solo a discernere per capire cosa fareโฆ ma a capire cosa fare adessoโฆ perchรฉ il tempo non รจ illimitato e le cose vanno fatte nel tempo giustoโฆ chiarire con una personaโฆ chiedere scusa o perdonareโฆ dare aiuto a qualcuno o chiedere aiuto per una situazione che stiamo vivendoโฆ
Non tutto dipende da noiโฆ ma possiamo domandarci quale passo ci รจ possibile fare oggi โฆ a noi spetta quelloโฆ senza rimandarlo ancora!
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ยซSono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse giร acceso! Ho un battesimo nel quale sarรฒ battezzato, e come sono angosciato finchรฉ non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. Dโora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suoceraยป.
Parola del Signore
Se non cambia le tue scelte, che fuoco รจ?
Nel Vangelo di oggi Gesรน parla di fuoco e divisioneโฆ due immagini fortiโฆ che ci interrogano sul modo di amare e di credere.
Il fuoco richiama lo Spirito Santo e ciรฒ che accende nel cuore: un amore che ci smuove, che ci appassiona alla vita, alla nostra vocazione, alla nostra missioneโฆ perchรฉ quando ami, trovi la forza di metterti in cammino.
La divisione richiama il coraggio di scegliere. Gesรน non ci invita a creare conflittiโฆ ci ricorda che la fedeltร allโamore puรฒ costare anche fatica e sacrificioโฆ scegliere una persona, una vocazione, il Vangelo significa anche rinunciare a ciรฒ che ci allontana da quel bene.
Chiediamoci allora: che cosa arde nel mio cuore? E quali scelte sono disposto a compiere per custodirlo?
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Giร nel 1859 papa Pio IX decretรฒ che una serie di preghiere venissero recitate dopo tutte le Messe basse: i sacerdoti e i laici dovevano inginocchiarsi e pregare lโAve Maria tre volte, seguita dal Salve Regina con unโorazione per la Chiesa. Il suo successore, papa Leone XIII, ebbe una mistica apparizione che rivelava unโinfiltrazione profondamente demoniaca su Roma. In vista di questa infestazione, Leone XIII nel 1886 aggiunse alla Messa bassa una nuova preghiera composta in onore di San Michele, con la quale si implora lโarcangelo di aiutarci nella battaglia contro il diavolo. ร la stessa preghiera a San Michele arcangelo (principe delle milizie celesti) che conosciamo oggi: San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia. Sii tu la nostra protezione contro la malvagitร e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo potere su di lui, ti preghiamo supplici. E tu, o Principe della milizia celeste, ricaccia con la potenza divina nellโinferno Satana e gli altri spiriti maligni, che vagano per il mondo per la perdizione delle anime. Amen. Tali preghiere cosรฌ codificate presero il nome di preci leonine.
Taylor Marshall, Gli infiltrati, trad.it. Gaetano Masciullo, Fede&Cultura, Verona 2022, cap.5
Un certo cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano (1872-1952) testimoniรฒ di aver ripetutamente ascoltato esattamente la stessa storia dal segretario personale di papa Leone XIII, monsignor Rinaldo Angeli (1851-1914): Papa Leone XIII ebbe veramente una visione di spiriti demoniaci, che si stavano radunando sulla Cittร Eterna [Roma]. Da quellโesperienza โ che egli condivise con il prelato e certamente con altri nella riservatezza โ nasce la preghiera che egli volle che tutta la Chiesa recitasse (โฆ) Lโapparizione demoniaca a papa Leone XIII fu abbellita con dettagli apocrifi poco dopo questo periodo. Nel 1947, padre Domenico Pechenino raccontรฒ che papa Leone XIII stava assistendo a una seconda Messa, dopo averne celebrata una egli stesso. Questa versione dei fatti sostiene che il papa avrebbe visto qualcosa al di sopra della testa del sacerdote celebrante e che poi si sarebbe precipitato fuori dalla cappella nel suo studio privato, dove immediatamente compose la preghiera a San Michele. (โฆ) La versione di padre Pechenino riferisce che questa visione leonina avvenne โun poโ di tempo dopo il 1890โ. Questo non รจ del tutto esatto, poichรฉ la preghiera a San Michele per la Messa bassa fu assegnata nel 1886 e il piรน lungo esorcismo di San Michele fu pubblicato nel 1890. Quindi sappiamo subito che i dettagli di Pechenino non sono del tutto attendibili. Un altro problema della sua versione del โdialogo con Satanaโ riguarda il fatto che esso sembra essere derivato dalle visioni della beata Anna Caterina Emmerich (1774-1824)
In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli: ยซCercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perchรฉ, nellโora che non immaginate, viene il Figlio dellโuomoยป.
Allora Pietro disse: ยซSignore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?ยป.
Il Signore rispose: ยซChi รจ dunque lโamministratore fidato e prudente, che il padrone metterร a capo della sua servitรน per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverร ad agire cosรฌ. Davvero io vi dico che lo metterร a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: โIl mio padrone tarda a venireโ, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverร un giorno in cui non se lโaspetta e a unโora che non sa, lo punirร severamente e gli infliggerร la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontร del padrone, non avrร disposto o agito secondo la sua volontร riceverร molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrร fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverร poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarร chiesto; a chi fu affidato molto, sarร richiesto molto di piรนยป.
Parola del Signore
Sei responsabile di ciรฒ che ascoltiโฆ di ciรฒ in cui crediโฆ di ciรฒ che professi.
Il vangelo di oggi ci invita a tenerci prontiโฆ a cosa? Alla continua visita di Dio nella nostra vita. E Dio visitaโฆ visita le nostre relazioniโฆ visita il nostro cuore con la sua Parolaโฆ perchรฉ il nostro Dio รจ un Dio attentoโฆ si prende cura di noi.
Il vero problema รจ che noi siamo costantemente distratti e superficialiโฆ presi dalle cose da fare ci dimentichiamo perchรฉ e per chi siamo chiamati a farle.
Dovremmo imparare a vivere costantemente in contatto con Dioโฆ avendo chiaro il senso e il fine del nostro stare nella storiaโฆ avendo chiaro che solo con Dio la vita ha un sensoโฆ solo con Dio la vita non รจ subitaโฆ solo insieme a Dio siamo protagonisti e non passivi osservatori.
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Enciclica “Casti Connubii” del Sommo Pontefice Pio XI, 31 dicembre 1930
Rispetto poi alla preparazione prossima di un buon matrimonio รจ di somma importanza la diligenza nella scelta del coniuge; da essa infatti dipende molto la felicitร o lโinfelicitร futura del matrimonio, potendo lโun coniuge essere allโaltro di grande aiuto a condurre nello stato coniugale una vita cristiana, oppure di grande pericolo ed impedimento. Affinchรฉ dunque non abbia per tutta la loro vita da scontare la pena di una scelta inconsiderata, chi desidera sposarsi sottoponga a matura deliberazione la scelta della persona con la quale dovrร poi sempre vivere; ed in siffatta decisione abbia anzitutto riguardo a Dio ed alla vera religione di Cristo […]. Implori con fervore il divino aiuto, perchรฉ possa scegliere secondo la cristiana prudenza, e non giร spinto dal cieco e indomito impeto della passione, o dal mero desiderio di lucro [โฆ].
Lโesame di โGraziaโ (un corso di dogmatica) lo feci con un docente diverso da quello che tenne le lezioni durante il semestre. Questi veniva a Cagliari niente meno che da Milano per fare le sue ore di lezione un paio di giorni la settimana. Con tutti i crismi richiesti a docenti di sistematica, teneva delle lezioni alle quali assistevo in religioso silenzio senza capire un โhโ di tutto ciรฒ che andava sciorinando. Una digressione in particolare perรฒ la ricordo, quando volle esprimersi in soldoni per illustrare i comuni ragionamenti di una mente a livello zero. Spiegava il professore che unโottica mondana (e pagana) โ ignorante per definizione โ riduce la vita di grazia a un meccanismo simile al favore degli Dei, ovvero alla fortuna che ci dona la Dea bendata. La mattina mi alzo e trovo i semafori verdi per arrivare puntuale a lavoro, lรฌ perรฒ si scarica la penna, dopo trovo dei soldi per terra, piรน tardi inciampo su una buccia di banana; pare che Dio alterni benedizioni a punizioniโฆ Ma davvero lโonnipotenza di Dio si manifesta in tutto e in modo cosรฌ ingerente nellโarco della giornata? Non dovremmo forse considerare meglio la nostra libertร e lโopera di Dio? Altrimenti ci troveremo a vivere a tentoni, o per colpi di fortuna, o con un destino scritto non so doveโฆ
La casualitร con cui si inciampa su una buccia di banana, non รจ equiparabile allโerrore commesso sbagliando la persona con cui sposarsi. Tale scelta รจ frutto di un lungo esercizio di intelletto che giudica la realtร e discerne il bene, che la volontร si applicherร a perseguire. Le evidenze della realtร mettono in luce gli oggetti del giudizio, che non puรฒ essere distorto da nessuna โmisericordiaโ. La compassione per lโimperfezione altrui non รจ stoltezza, perchรฉ riconosce il dato di fatto, seppure non infierisce. Se noto che il mio promesso sposo ha tendenze violente, posso provare con caritร ad aiutarlo per cambiare, ma davanti allโinsuccesso, sono sicuro di sposarmelo? Nella vita ci sono afflizioni che si scoprono e tribolazioni che ci procuriamo volontariamente, con la nostra propria stoltezza. Inaspettatamente puรฒ essere diagnosticata la sclerosi multipla o la SLA, oppure puรฒ venire la cirrosi epatica e un cancro ai polmoni dopo anni di alcol e sigarette giornaliere; sono situazioni diverse in virtรน della responsabilitร umana che le causa. E chi รจ causa del suo mal pianga sรฉ stesso, diceva il Divin Cantore al XXIX dellโInferno: ยซcredo chโun spirto del mio sangue pianga la colpa che lร giรน cotanto costaยป. Puoi decidere caparbiamente di sposare la persona che tanto ha detto e fatto per dimostrare ciรฒ che รจ, senza perรฒ lamentarti quando ti troverai a tirare innanzi campando di mese in mese, vivendo giorno per giorno un presente di cui non si scorge il futuroโฆ Ai tuoi figli magari leggerai qualche pagina della Bibbia rivisitata allโuopo.
Cesare Catananti, โIl Vaticano nella tormentaโ, San Paolo 2020, p.70
Non si tratta allora di demonizzare i โveleni vaticaniโ, ma solo di rendersi conto della realtร delle cose. Prima tra tutte, piaccia o meno, cโรจ un potere temporale da gestire. Che seppur non รจ piรน quello dello Stato Pontificio, cโรจ ancora. E non potrebbe essere diversamente, perchรฉ quando va governato uno Stato, sia pure della Cittร del Vaticano, mezzi, sistemi e procedure da mettere in atto, appartengono alle categorie temporali e non a quelle spirituali. E quando le visioni sono diverse, i conflitti ne sono logica conseguenza. Non รจ, pertanto, il โlato oscuro della forzaโ, ma il lato umano degli uomini di Chiesa, che emerge. ร fisiologico. (โฆ) Il Cardinale Pompilj, Vicario di Roma, accusava Pio XI di essere โincapace, rammollito, flagello e rovina della Chiesa โฆ ร Pietro che ha rinnegato Cristo per la quarta voltaโ.
Il testo continua con altri esempi e si dilunga a illustrare la raccolta di aspre critiche rivolte al Sommo Pontefice allโinterno dei sacri palazzi in ogni tempo. Alla luce di questo dato storico si relativizza anche lo scandalo che ha potuto dare il cardinal Burke quando, riferito a Francesco I, ha affermato โ in modo piรน o meno pubblico โ che ยซquesto Papa รจ ereticoยป. Io personalmente, come figlio obbediente di Santa Madre Chiesa, ho prestato fedele ossequio della coscienza al Sommo Pontefice regnante, condividendo i โvideo del Papaโ pubblicati su Facebook, facendo repost di sue battute, assicurando i miei like nei profili social istituzionali della Santa Sede; ciรฒ detto ammettendo pure la trascuratezza dei tweet che seguo meno. Non solo credo necessario osservare il diritto canonico ma mi sforzo pure di conformare il mio giudizio allโinsegnamento del magistero; piรน di cosรฌ cโรจ solo il bacio della pantofola.
Tra non piรน di un secolo, gli storici descriveranno l’inizio del terzo millennio riassumendo quanto dicono giร i filosofi. In storia della Chiesa non ci si dovrร scostare molto dal contesto del mondo, inquadrando un periodo di indeterminatezza e opinionismo. Benedetto XVI mise in guardia dal relativismo sociale, che pare abbia piantato radici pure nella Chiesa. Al momento bisogna perรฒ aspettare qualche decade per esprimersi liberamente, perchรฉ al presente si rischierebbe di giudicare fatti o persone. Tuttavia il vocabolo “opinione” non รจ una parolaccia, รจ un giudizio pronunciato con il timore di sbagliarsi. Il timore consiste nel pericolo che il giudizio pronunciato sia falso, cioรจ si teme che le cose siano diverse da come le si sono pensate; in altri termini i motivi di affermazione sono soltanto probabili. Per chi comunque si mette alla ricerca della veritร , lโopinione รจ solo una situazione provvisoria. Lโopinione รจ un passaggio verso la certezza, lo stato mentale di chi รจ sicuro di possedere la veritร , dopo che si sperimenta lโevidenza. Nella certezza lโintelligenza puรฒ riposarsi perchรฉ trova risposta al suo bisogno fondamentale, ma dubbio, sospetto, opinione sono i gradini di una scala ascendente verso lโadesione alla veritร . Solo nella certezza (diversa dalla realtร perchรฉ possono esserci certezze erronee) si ha la fermezza di adesione; nellโopinione si ha unโadesione imperfetta, nel sospetto unโadesione incipiente, nel dubbio una sospensione di assenso.
Si puรฒ guardare una realtร da spettatori, seguirla sugli schermi, oppure farne parte vivendone dallโinterno i drammi, le situazioni di non-senso. Come quando il Signore volle fare la parte del piรน infimo schiavo, lavando i piedi dei suoi amici: ยซQuello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopoยป (Gv 13,7), replicรฒ Gesรน a Pietro. Sono ancora parole di conforto per il successore di Pietro e per quanti soffrono questa situazione di passeggera confusione. Non si coglie ancora il senso delle cose ma si rimane fedeli, perchรฉ il Signore della Storia darร il suo regno al piccolo gregge (Lc 12,32), superstite di tante persecuzioni e giunto alla fine attraverso le vie piรน impensabili. Restiamo saldi nel Signore (Fil 4,1), crediamo fermamente al deposito della fede (Sacra Scrittura e Tradizione) che non muta a seconda del Pontefice regnante, perchรฉ il magistero deve solo attualizzare. Il primato petrino รจ tanto piรน controverso per la nostra umana ragione, quanto piรน rappresenta la tentazione/prova della nostra fede nella Chiesa. Allora, sia che la profezia di Malachia sia fasulla o meno, avremo la certezza di un futuro migliore nella Chiesa trionfante.
Durante la quarantena da Sars-Cov-2 era comparso in un gruppo facebook che tratta storia di Palermo, un post illustrato con foto affermante che in Sicilia nasceva una “specialitร invidiata da tutto il mondo”: le iris con la ricotta. Evitai di commentare tale contenuto asserente che tutto il mondo invidi Palermo per le iris alla ricotta, ritenendo che mentre il mondo seppellisce migliaia di morti, invidierebbe di piรน chi cura il Covid. Non dico di trovare finalmente la cura del cancro, ma al momento lโumanitร cerca altro che le iris alla ricotta. Ciรฒ detto con rispetto per gli emigrati in America, che cercarono la fortuna rinunciando tragicamente a cassate, cannoli, sfincione, panelle, arancini, ma forti del motto “cu nesci arrinesci” (“chi esce riesce”).
In Occidente le epidemie appartenevano a capitoli storia passata. L’avvento di una pandemia nel terzo millennio ci ha come riportato indietro nel tempo.
La peste, arrivata in Europa dallโAsia, si scatenรฒ violentemente da metร del โ300, per riemergere poi a piรน riprese con epidemie piรน o meno estese. Il cristianesimo pone di suo lโaccento sulla caritร , sicchรฉ la Chiesa medioevale diede impulso allโassistenza dei malati con la fondazione degli โhospitaliโ. Il piรน importante ordine religioso furono da sempre gli Ospedalieri di San Giovanni di Dio, ai quali sovvennero le confraternite laicali e gli ordini militari cavallereschi. Negli ospizi od ospitali di allora la scienza medica era ancora in una fase piuttosto arcaica; lโospedale si configurava come unโistituzione di caritร con un carattere misto laico-religioso in cui esercitavano pure medici esterni.
Sul finire del โ300, dopo lโinfuriare della pestilenza in Europa furono introdotte pratiche di disinfezione pubblica e forme di quarantena per le navi provenienti da localitร infette. Nel 1423 fu aperto a Venezia il primo lazzaretto in cui isolare i malati infettivi. In epoca rinascimentale la politica del principe in materia assistenziale fece sorgere in cittร accanto agli enti elemosinieri e ospedalieri anche istituzioni complesse come gli ospedali generali (per es. nel 1456 lโOspedale Maggiore di Milano). Il gran numero delle persone ricoverate allโinterno di queste strutture provocava perรฒ piรน celere diffusione del contagio. Nel โ500 la fiducia nelle capacitร terapeutiche dei medici non era certo aumentata, se Michel de Montaigne (1533-1592) parlando di loro sosteneva: Sono dei privilegiati. I loro successi li vedono tutti e i loro errori sono coperti dalla terra.
Il giovane Filippo Neri, giungendo a Roma da Cassino, dopo aver trovato sistemazione dal fiorentino Galeotto Caccia come precettore dei figli, entra a far parte della โConfraternita della Caritร โ con sede di riferimento in nella comunitร presbiterale di San Girolamo della Caritร al rione la Regola, dove abitava p. Persiano Rosa che dirigeva lโattivitร e divenne presto padre spirituale di Filippo Neri. La confraternita prestava servizio presso gli ospedali della Consolazione, San Giacomo degli incurabili, Santo Spirito in Sassia, San Giovanni allโisola tiberina. Erano luoghi in cui prestava servizio anche la Compagnia del Divino Amore, di cui faceva parte San Gaetanoda Thiene. Lโopera della confraternita romana intanto raggiunse dimensioni tali da valergli nel 1548 il titolo di Compagnia, mutando denominazione in โCompagnia della SS. Trinitร del sussidioโ. In vista del grande giubileo dellโanno 1550 il Papa assegna alla compagnia la chiesa di San Salvatore in Campo, perchรฉ potesse avere una sede adeguata per lโaccoglienza dei pellegrini, con refezione, pernotto, servizi igienici, dispensario medicoโฆ Si arriva cosรฌ alla โCompagnia di SS. Trinitร dei Pellegriniโ che, terminato il giubileo, aggiunge lโepiteto โdei convalescentiโ e si insedia nella chiesa di San Benedetto alla Regola.
Ancora laico Filippo fece la conoscenza di un ex-soldato spagnolo claudicante, che a Roma predicava privatamente i suoi โesercizi spiritualiโ. Come SantโIgnazio di Loyola era soldato pure un altro giovane che p. Filippo incontra piรน tardi a San Giacomo degli incurabili. Tra gli infermi assistiti, diverrร padre spirituale di Camillo deโ Lellis. Fu proprio San Filippo ad illuminare San Camillo sulla sua vocazione specifica e indicargli a chiare lettere cosa il Signore voleva da lui.
Quattro anni prima di San Filippo, nel 1591, moriva a Roma contagiato dagli appestati che assisteva, il giovane San Luigi Gonzaga. Studente dei gesuiti, aveva solo 23 anni quando lavorava al fianco di San Camillo, durante lโepidemia di peste che in quindici mesi aveva steso tre Papi (Sisto V, Urbano VII, Gregorio XIV). Padre Filippo ormai anziano, non lo si vedeva piรน tanto in giro per Roma; a 76 anni proprio dal pontefice ebbe il permesso per celebrare privatamente in cappella alla Vallicella. Il Signore gli scansรฒ le malattie, nonostante i malori fisici che patรฌ nel 1595 sul letto di morte.
ยซSiate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverร ancora svegli; in veritร io vi dico, si stringerร le vesti ai fianchi, li farร mettere a tavola e passerร a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dellโalba, li troverร cosรฌ, beati loro!ยป.
Parola del Signore
Come dobbiamo vivere? Nel Vangelo, il Signore ci consegna due immagini: le vesti strette ai fianchi e le lampade accese. Due atteggiamenti da custodire insieme.
Le vesti strette ai fianchi sono quelle di chi si prepara a muoversiโฆ a lavorareโฆ a servire. Non si tratta semplicemente di essere disponibili a dare una mano ma di prepararsi concretamente a farloโฆ organizzare il proprio tempoโฆ accorgersi dei bisogni senza aspettare che qualcuno venga a cercarci, si tratta di prendere lโiniziativa nel bene. Lโamore tiene gli occhi aperti e si mette in cammino.
Le lampade accese richiamano la preghiera e la vigilanza che ci permettono di riconoscere il Signore mentre vieneโฆ anche nel volto di chi ci sta accanto.
Senza la preghiera, il servizio rischia di diventare filantropia e puro affanno, mentre una preghiera che non apre il cuore ai fratelli rischia di fermarsi alle parole.
Vesti strette ai fianchi e lampade acceseโฆ mani pronte a servire e cuore oranteโฆ รจ cosรฌ il discepolo vive beato!
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