A cura di Don Antonio Mancuso
Lit. Martedì – XXIX TO A
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,35-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».
Parola del Signore
Come dobbiamo vivere? Nel Vangelo, il Signore ci consegna due immagini: le vesti strette ai fianchi e le lampade accese. Due atteggiamenti da custodire insieme.
Le vesti strette ai fianchi sono quelle di chi si prepara a muoversi… a lavorare… a servire. Non si tratta semplicemente di essere disponibili a dare una mano ma di prepararsi concretamente a farlo… organizzare il proprio tempo… accorgersi dei bisogni senza aspettare che qualcuno venga a cercarci, si tratta di prendere l’iniziativa nel bene. L’amore tiene gli occhi aperti e si mette in cammino.
Le lampade accese richiamano la preghiera e la vigilanza che ci permettono di riconoscere il Signore mentre viene… anche nel volto di chi ci sta accanto.
Senza la preghiera, il servizio rischia di diventare filantropia e puro affanno, mentre una preghiera che non apre il cuore ai fratelli rischia di fermarsi alle parole.
Vesti strette ai fianchi e lampade accese… mani pronte a servire e cuore orante… è così il discepolo vive beato!
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