La legge della pioggia

Tutti lo sanno che la barca sta affondando,
tutti lo sanno che il capitano ha mentito,
e tu te ne stai lรฌ, col tuo bicchiere in mano,
a dire che il rumore in strada รจ solo tempo sprecato.


Dici che la gente che grida non ha stile,
che c’รจ una misura elegante per soffrire.
โ€‹Ma vieni alla finestra, amico mio.


Toglitela dal viso quella graziosa neutralitร .


Guardami negli occhi e dimmi:
โ€‹Quando la storia era ancora viva e faceva male, tu dove saresti stato?


โ€‹Quando gli schiavi di Capua spezzavano i denti sulle catene, saresti andato nei boschi a bere il loro vino amaro, o avresti venduto i loro nomi per tre monete di rame
al console che dorme nella seta?


โ€‹Quando le donne a Londra si facevano spaccare le costole nelle celle, rifiutando il pane per avere una voce, avresti stretto la loro mano bagnata di febbre o avresti detto al club dei gentiluomini che erano solo isteriche?


โ€‹Quando la neve a San Pietroburgo beveva il sangue dei contadini, sotto le icone e sotto le icone dei santi, saresti caduto sulla pancia accanto a quel pane sporco
o avresti lucidato gli stivali del cosacco?


โ€‹Quando Rosa si รจ seduta sul bus come una pietra nel fiume, e tutto il peso dell’impero le chiedeva di alzarsi, ti saresti seduto al suo fianco a dividerne il buio o le avresti sussurrato che la legge รจ la legge, dopotutto?


โ€‹E dimmi, mentre la pioggia cade sulle finestre del tuo salotto:
A vantaggio di chi saresti stato?


โ€‹Quando gli elicotteri volavano alti sopra il palazzo a Santiago, e l’ultimo poeta cantava con le mani spezzate nello stadio, eri nella stanza con la radio accesa a difendere la vita, o a brindare coi generali per la fine della partita?


โ€‹Quando quel ragazzo a Pechino s’รจ messo davanti all’acciaio, con le borse della spesa e il cappotto consunto, eri con lui a fermare il tempo in mezzo al viale, o eri il ragazzo con le mani sulle leve della macchina mortale?


โ€‹รˆ cosรฌ facile piangere sui santi dopo che li hanno sparati.


รˆ cosรฌ dolce portare i fiori sulle tombe dei giusti, quando la loro carne รจ diventata pietra e non chiedono piรน niente da mangiare.


โ€‹Oggi i cieli bruciano, i fiumi sono pieni di fango, vendono i tuoi figli per un quarto d’ora di sconto, e tu guardi questi ragazzi bagnati fino alle ossa e dici che bloccano il traffico, che non รจ questa la mossa.


โ€‹Ma la grazia non รจ un quadro appeso al muro del tuo salotto.
La grazia รจ questo fango, questo grido scontento.


E chi stasera chiude la porta e si mette a dormire, non รจ innocente, amico mio:
ha solo deciso di lasciarli morire.

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Il Vangelo del giorno – Lunedรฌ 19 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Lunedรฌ โ€“ XXIX TO A

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 12,13-21

In quel tempo, uno della folla disse a Gesรน: ยซMaestro, diโ€™ a mio fratello che divida con me lโ€™ereditร ยป. Ma egli rispose: ยซO uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?ยป.

E disse loro: ยซFate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perchรฉ, anche se uno รจ nellโ€™abbondanza, la sua vita non dipende da ciรฒ che egli possiedeยป.

Poi disse loro una parabola: ยซLa campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sรฉ: โ€œChe farรฒ, poichรฉ non ho dove mettere i miei raccolti? Farรฒ cosรฌ โ€“ disse โ€“: demolirรฒ i miei magazzini e ne costruirรฒ altri piรน grandi e vi raccoglierรฒ tutto il grano e i miei beni. Poi dirรฒ a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripรฒsati, mangia, bevi e divรจrtiti!โ€. Ma Dio gli disse: โ€œStolto, questa notte stessa ti sarร  richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarร ?โ€. Cosรฌ รจ di chi accumula tesori per sรฉ e non si arricchisce presso Dioยป.

Parola del Signore

Mente e cuore sono davvero pericolosi. Giร , sono capaci di tanto beneโ€ฆ ma anche di tanto male. Sono capaci di guidare il corpoโ€ฆ sono dei veri e propri timoni! Orientano lโ€™intera personaโ€ฆ verso mete non sempre buone.

Mente e cuore possono agganciarsi a cose e persone diventandone schiavi e dimenticando tutto il restoโ€ฆ dimenticando tutto il belloโ€ฆ facendo dipendere tutta la vita da quelle cose o da quelle persone sulle quali si sono agganciate.

Non รจ esagerazione! Tutti conosciamo il rischio di attaccamenti e fissazioniโ€ฆ affettive e morbose nei confronti delle persone e tutti sappiamo quanto danno รจ capace di fare lโ€™aviditร , il โ€œdesiderio incontrollato che non si placa neanche se soddisfattoโ€ (questa la sua definizione!) nei confronti delle coseโ€ฆ dei beni materialiโ€ฆ della โ€œrobaโ€โ€ฆ delle proprietร โ€ฆ

Molti problemi sono proprio mancanza di libertร โ€ฆ

Attenzione perรฒ, non si tratta di vivere da indifferenti e anaffettiviโ€ฆ non si tratta di non essere di nessuno, al contrarioโ€ฆ si tratta di essere liberi. Si tratta di sapersi legare a cose, progetti e persone senza esserne schiaviโ€ฆ senza perdere la propria individualitร โ€ฆ la propria libertร !

Libertร  รจ rimanere sempre sรฉ stessi con tutti, in ogni circostanza!

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dare a Dio quel che รจ di Dio

XXIX dom. Tempo Ordinario (A)

Is 45,1.4-6; Sal 95; 1Ts 1,1-5b; Mt 22,15-21

La 29^ domenica T.O. presenta un passo di Vangelo piuttosto celebre, direi universalmente noto per la risposta di Gesรน divenuta proverbiale: dare a Cesare quel che รจ di Cesare e a Dio quel che รจ Dio. Parole che richiamano evidentemente alla mente il rapporto Stato-Chiesa che attraversa la storia dellโ€™uomo: dal connubio trono-altare dellโ€™epoca moderna, coi regnanti che volevano farsi incoronare dal Papa (non da altri al loro pari) per avere legittimazione divina e che volevano scegliere i vescoviโ€ฆ Finchรฉ poi in epoca contemporanea abbondano gli esempi di inversione di questo rapporto con la persecuzione della Chiesa (in Inghilterra tra Tudor-Stuart, in est Europa il comunismo, ecc.).

รˆ sempre importante capire cosa intendesse dire Gesรน per non mettergli in bocca parole nostre. Cercavano di coglierlo in fallo, per metterlo in difficoltร  si ritrovano assieme persone agli antipodi: farisei ed erodiani. Cosa accomuna due politici di estrazione opposta se non un fine superiore alla politica stessa? Cโ€™รจ qualcosa di piรน importante. I sostenitori di Erode Antipa – fantoccio alle dipendenze dellโ€™imperatore Tiberio – erano collaborazionisti romani a braccetto coi pii giudei che, in virtรน della loro fede, dovevano provare ribrezzo a maneggiare monete raffiguranti lโ€™imperatore figlio del divino Augusto e sul retro una diva come suo Sommo Pontefice. Unโ€™offesa bella e buona allโ€™unico vero Dio. Per di piรน gli israeliti consideravano unica norma da rispettare la legge di Dio che regolava tutto il vivere sociale, non ammettevano altra autoritร  piรน importante di lui, specie se straniera. Fu lโ€™unica provincia in cui i romani non riuscirono a imporre la loro religione politeista.

A seconda della risposta di Gesรน lโ€™avrebbero accusato di essere un eversivo verso i romani, oppure al contrario loro succube e quindi antipatico al popolo. Il diavolo รจ intelligente, ma il Figlio di Dio lo รจ piรน di lui. Gesรน chiede loro di mostrargli una moneta: lui non ce lโ€™ha, loro invece la tengono addosso e la usano perfino entro il recinto del tempio (luogo santo). Gesรน dice che quei denari li possono rendere come chiede chi li ha coniati. Il โ€œbuon cristianoโ€ รจ anche โ€œonesto cittadinoโ€ โ€“ come insegnava don Bosco โ€“ rispetta i doveri civici, paga le tasse, ricerca il bene comune della societร  in cui รจ inserito (avendo una certa idea di bene morale, desunto dalla fede e non dalla politica).

Ricordiamo la famosa risposta di San Pietro al sinedrio, quando gli vietavano di predicare: bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Unโ€™affermazione importante dalla quale se ne ricava in senso assoluto che il diritto divino รจ superiore al diritto positivo umano. La legge morale non รจ stabilita dalla maggioranza di alcun legislatore, dipende da valori assoluti (non relativi a culture, opinioni…). La legge naturale รจ iscritta nel cuore di ogni uomo, verificabile in coscienza, perchรฉ concreata alla stessa natura umana.

In tal senso comprendiamo anche cosa voglia dire rendere a Dio quel che รจ di Dio. La moneta era fatta a immagine di Cesare, lโ€™uomo รจ fatto a immagine di Dio: รจ lโ€™unica creatura che possa considerarsi โ€œsacraโ€, in quanto fatto poco meno degli angeli รจ simile a Dio. Quindi รจ vero che noi non siamo del mondo, ma siamo pur sempre nel mondo, perciรฒ comprendiamo come lโ€™autoritร  costituita a capo della comunitร  sociale abbia la grande responsabilitร  di regolare/garantire la vita nel pieno rispetto della legge morale.

I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori, ma lo devono essere realmente. Le parole stupende della prima lettura da Isaia sono rivolte a Ciro re di Persia, โ€œeletto del Signoreโ€, al punto che pareva quasi il messia. Sconfigge i babilonesi e libera i deportati, ricostruisce i luoghi di culto, ristabilisce pace e giustizia sociale. La Bibbia considera il re Ciro a tutti gli effetti uno strumento del Signore, il quale vede sempre piรน lontano di noi. Ciro arrivรฒ dopo trentโ€™anni di deportazione in Babilonia, quando tanti avevano perso ogni speranza e potevano pensare qualunque cosa: Dio ci ha abbandonato, non siamo piรน degni dellโ€™alleanza, tanti giร  avevano cambiato religioneโ€ฆ

Il Signore riesce a sorprenderci sempre facendo rientrare tutto in un piano di salvezza: quando fu inequivocabilmente palese a tutti lo stato delle cose, i danni prodotti dalle infedeltร  – dimenticando (o trasgredendo) la legge di Dio – come non rinsavire? Allora si scopre come anche i miscredenti diano un contributo alla purificazione della fede, senza saperlo sono coinvolti nel progetto di Dio per riscoprire ancora la Veritร , dalla quale poi ci verrร  la corona di gloria che non appassisce.

Il Vangelo del giorno – Domenica 18 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Domenica โ€“ XXIX TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 22,15-21

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesรน nei suoi discorsi.

Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: ยซMaestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo veritร . Tu non hai soggezione di alcuno, perchรฉ non guardi in faccia a nessuno. Dunque, diโ€™ a noi il tuo parere: รจ lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?ยป.

Ma Gesรน, conoscendo la loro malizia, rispose: ยซIpocriti, perchรฉ volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributoยป. Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandรฒ loro: ยซQuesta immagine e lโ€™iscrizione, di chi sono?ยป. Gli risposero: ยซDi Cesareยป.

Allora disse loro: ยซRendete dunque a Cesare quello che รจ di Cesare e a Dio quello che รจ di Dioยป.

Parola del Signore

Adulazione e manipolazioneโ€ฆ dire cosa vere con unโ€™intenzione falsaโ€ฆ lodare per manipolare. Farisei ed erodiani, pur distanti tra di loro, si uniscono contro Gesรนโ€ฆ perchรฉ la sua libertร  mette in discussione le loro sicurezze. Succede anche a noiโ€ฆ quando qualcuno sottolinea una nostra incoerenzaโ€ฆ รจ piรน facile screditarlo che lasciarci interrogareโ€ฆ e metterci in discussioneโ€ฆ

Gesรน, invece, Gesรน smaschera lโ€™inganno e ci insegna a mettere confini con caritร  che deve essere chiara e custodire sempre la dignitร  dellโ€™altro anche quando lo correggeโ€ฆ

E poi cโ€™รจ la questione del tributo che da una parte ci ricorda che tutti siamo responsabili del bene comuneโ€ฆ nel nostro piccolo del rispetto delle cose che sono di tuttiโ€ฆ dallโ€™altra parte perรฒ diventa anche lโ€™occasione per ricordarci qual รจ la nostra vera identitร .

Di chi vuoi essere immagine? Sulla moneta cโ€™รจ Cesare, con la corona dโ€™alloro e i titoli della sua grandezzaโ€ฆ che ricorda unโ€™altra immagineโ€ฆ quella di Gesรน con la corona di spine e altri titoli sopra la croceโ€ฆ Di chi vuoi essere immagine? Quale potere vuoi? Quello della forza o quello del servizioโ€ฆ dellโ€™amore?

Lo capisci non solo nelle grandi coseโ€ฆ ma nei tuoi gesti quotidianiโ€ฆ sei presuntuosoโ€ฆ devi fare prevalere le tue ideeโ€ฆ cerchi sempre visibilitร โ€ฆ o sai accogliereโ€ฆ ascoltare lโ€™altroโ€ฆ rispettarloโ€ฆ riconoscere il suo meritoโ€ฆ sai rimanere fedele anche quando costa? Questo significa dare a Dio quello che รจ di Dioโ€ฆ tutto sรฉ stessoโ€ฆ

โ€ฆ.si trattaโ€ฆ di vivere nel mondo di Cesare con lo stile di Gesรนโ€ฆ per potenziareโ€ฆ migliorareโ€ฆ trasformare il mondo di Cesareโ€ฆ insommaโ€ฆ dare il cento per cento nellโ€™aldiquร  per arrivare nellโ€™aldilร !

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Il Vangelo del giorno – Sabato 17 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Sabato โ€“ XXVIII TO A

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 12,8-12

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:

ยซIo vi dico: chiunque mi riconoscerร  davanti agli uomini, anche il Figlio dellโ€™uomo lo riconoscerร  davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherร  davanti agli uomini, sarร  rinnegato davanti agli angeli di Dio.

Chiunque parlerร  contro il Figlio dellโ€™uomo, gli sarร  perdonato; ma a chi bestemmierร  lo Spirito Santo, non sarร  perdonato.

Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autoritร , non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perchรฉ lo Spirito Santo vi insegnerร  in quel momento ciรฒ che bisogna direยป.

Parola del Signore

Nel rapporto con il Signore non ci sono mezze misure. Se credo, mi relaziono con Luiโ€ฆ mi fidoโ€ฆ ci parloโ€ฆ lo pregoโ€ฆ lo ascolto. Poi posso pure cadereโ€ฆ peccareโ€ฆ disobbedireโ€ฆ ma questo non pregiudica la mia fedeโ€ฆ perchรฉ nessuna caduta mi impedisce di tornareโ€ฆ di chiedere perdonoโ€ฆ di lasciarmi rialzare dalla sua misericordiaโ€ฆ a meno che non decida di interrompere la mia relazione con Dio.

Insommaโ€ฆ Dio mi ama per primo e io sono responsabile della mia risposta al suo amoreโ€ฆ ed รจ questa la fedeโ€ฆ ma non costruisco da solo la mia fedeโ€ฆ รจ lo Spirito Santo che mi sostiene e mi rende capace di riconoscere Gesรน davanti agli altriโ€ฆ

Dio non punisceโ€ฆ ci ama e ci lascia liberiโ€ฆ perchรฉ chi ama lascia liberiโ€ฆ un amore costrettoโ€ฆ un amore non liberoโ€ฆ non รจ amore!

Il suo amore prende sul serio la nostra libertร  e la veritร  delle nostre scelteโ€ฆ e anche quando ci allontaniamo, non smette di cercarciโ€ฆ perchรฉ la fede cresce nella libertร  di dire sรฌ a Dioโ€ฆ e nellโ€™umiltร  di lasciarsi rialzare dal suo amore.

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Appunti ignaziani – tentazione

Alcune regole per il “discernimento degli spiriti” dagli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola


326 โ€“ SIMILMENTE SI COMPORTA COME UN SEDUTTORE. EGLI DOMANDA IL SEGRETO E NULLA TEME COME DI ESSERE SCOPERTO; PERCHร‰ IL SEDUTTORE CHE, PARLANDO CON CATTIVA INTENZIONE, ADESCA LA FIGLIA DI UN BUON PADRE O LA MOGLIE DI UN BUON MARITO, CHIEDE CHE LE SUE PAROLE E SUASIONI RESTINO SEGRETE. AL CONTRARIO, GLI DISPIACE ASSAI QUANDO LA FIGLIA AL PADRE O LA MOGLIE AL MARITO RIVELA LE SUE FALSE PAROLE E LA SUA DEPRAVATA INTENZIONE, PERCHร‰ FACILMENTE SI AVVEDE CHE NON POTRร€ RIUSCIRE NELLโ€™IMPRESA COMINCIATA. ALLA STESSA MANIERA, QUANDO IL NEMICO DELLA NATURA UMANA VUOLE INGANNARE CON LE SUE ASTUZIE E SUASIONI Lโ€™ANIMA GIUSTA, DESIDERA E VUOLE CHE SIANO RICEVUTE E TENUTE IN SEGRETO. MA QUANDO Lโ€™ANIMA SCOPRE TUTTO A UN BUON CONFESSORE O AD ALTRA PERSONA SPIRITUALE CHE CONOSCA GLโ€™INGANNI E LE MALIZIE DEL NEMICO, MOLTO GLI PESA; PERCHร‰ SA CHE NON POTRร€ RIUSCIRE NELLA MALVAGITร€ CHE AVEVA COMINCIATA, ESSENDO STATI SCOPERTI E MANIFESTATI I SUOI INGANNI.

Se non fosse falso non sarebbe un buon seduttore. Se fosse trasparente non sarebbe falso. Caratteristica propria dellโ€™inganno รจ la paura di giocare a carte scoperte, di uscire alla luce del sole. Come tutti gli adescatori hanno paura a che si renda pubblica la truffa, cosรฌ il demonio non vuole che i plagi vengano riportati al confessore, al padre spirituale o a un uomo di Dio che riconosca le sue insidie.

Va detto che il confessore deve avere uno specifico attributo: sia santo. Intendendo con ciรฒ che abbia un buon senso del giudizio e sia illuminato nel suo ufficio. Santa Teresa dโ€™Avila soffrรฌ molto a causa di confessori non illuminati e scrisse nellโ€™autobiografia: ยซEโ€™ importante che il direttore sia giudizioso, intendo dire che abbia capacitร  di giudizio, dellโ€™esperienza; e se s questo aggiunge la santitร , รจ perfettoโ€ฆ Lโ€™anima resti piuttosto senza direttore fino a che non ne abbia trovato uno con queste qualitร ยป. Santa Teresa fu molto confusa da confessori non competenti in teologia mistica. Venne poi rassicurata da dotti domenicani e gesuiti, che non erano suoi confessori, ma conoscevano la teologia mistica; le dissero che le sue estasi e visioni, le sue orazioni venivano da Dio.

Quando vi confessate siate impietosi verso voi stessi, un peccato non confessato non รจ perdonato. Non nascondete niente al vostro confessore o direttore spirituale, fosse anche unโ€™occasione prossima di peccato: avete messo una scaletta per saltare il muro, la chiamate tutte le sere, tenete una ciocca dei suoi capelli, avete una sua foto nel comodino; per cose del genere si sono perse vocazioni.

327 โ€“ SIMILMENTE IL DEMONIO SI COMPORTA COME UN CAPOBANDA, CHE SPERA DI VINCERE E DERUBARE QUELLO CHE DESIDERA. INFATTI AGISCE COME UN CAPITANO E CAPO Dโ€™ESERCITO, CHE PIANTANDO IL SUO ACCAMPAMENTO E OSSERVANDO LE FORZE O DISPOSIZIONE DI UN CASTELLO, LO ASSALE DALLA PARTE PIร™ DEBOLE. ALLO STESSO MODO IL NEMICO DELLA NATURA UMANA, GIRANDOCI ATTORNO INCESSANTEMENTE, OSSERVA DA OGNI PARTE CIASCUNA DELLE NOSTRE VIRTร™ TEOLOGALI, CARDINALI E MORALI; E QUANDO HA SCOPERTO IN NOI IL LATO PIร™ DEBOLE E MENO PROTETTO DALLE ARMI DELLA SALVEZZA, LA CI ATTACCA E CERCA DI RIPORTARE SU DI NOI COMPLETA VITTORIA.

Abbiamo quindi la riconferma di come il demonio faccia leva sui nostri peccati veniali abituali. Siamo minati innanzitutto nei nostri tipici punti deboli. Il principio della degenerazione parte proprio dalle nostre solite imprudenze: amate la tavola, vi piace bere, siete pigri, leggete qualsiasi cosa, non badate a chi frequentateโ€ฆ Possiamo anche avere qualitร  e virtรน non comuni, ma basta un piccolo difetto trascurato per mandare tutto allโ€™aria. Capita spesso, ad esempio, di essere suscettibili o permalosi e, cosรฌ, non sopportare i moniti e i richiami dei superiori. Quando questi arrivano, a torto o a ragione, cโ€™รจ chi non li sopporta e abbandona perfino una comunitร . Non solo difficoltร  grandi, sono lievi disordini eppure รจ una rovina, quando peraltro si riuscirebbe a fare sacrifici molto maggiori di una piccola rassegnazione.

Appunti ignaziani – desolazione spirituale

Alcune regole per il “discernimento degli spiriti” dagli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola


319 โ€“ DATO CHE NELLA DESOLAZIONE NON DOBBIAMO MAI MUTARE I NOSTRI PROPOSITI Eโ€™ MOLTO UTILE MUTARE CORAGGIOSAMENTE SEโ€™ STESSI, CIOEโ€™ IL NOSTRO MODO DI AGIRE, E DIRIGERLO INTERAMENTE CONTRO Lโ€™ATTACCO DELLA DESOLAZIONE, COME PER ESEMPIO, DANDO PIUโ€™ TEMPO ALLA PREGHIERA, MEDITANDO CON PIUโ€™ ATTENZIONE, ESAMINANDO CON PIUโ€™ SERIETAโ€™ LA PROPRIA COSCIENZA, DANDOCI A QUALCHE PARATICA CONVENIENTE DI PENITENZA.

In tempo di desolazione non si devono mai mutare i propositi, perchรฉ in quel momento รจ il demonio che ci influenza e siamo sicuri, se seguiamo la spinta dello spirito cattivo, di fare ciรฒ che lui desidera. In una desolazione invece, in un cattivo desiderio, รจ sempre il demonio che ne fa delle sue. Non bisogna mutare i propositi, le proprie intenzioni di vita, ma, come vedremo adesso, mutare noi stessi.

Non solo non bisogna cambiare i propositi nel momento della desolazione, ma neppure rimanere passivi. La regola dโ€™oro della vita interiore รจ il contrattacco. Santโ€™Ignazio in questa regola, indica quattro specie molto facili di contrattacco:

  1. La preghiera – Per gli altri, per il perdono, per ringraziare, per se stessi ma, appunto, per riottenere la grazia sensibile, propria dello stato di consolazione e per allontanare da sรฉ lโ€™insidia del maligno, cui si รจ incappati.
  2. La meditazione – Ponendosi in atteggiamento di ascolto, in silenzio orante, per percepire la voce del Signore, che ci parla attraverso la nostra coscienza.
  3. Lโ€™esame di coscienza – Per accertare se veramente abbiamo peccato. Spesso il demonio ci fa credere di aver peccato mentre, non solo non abbiamo acconsentito, ma abbiamo guadagnato dei meriti reagendo. Se ci sono stati sbagli, lโ€™esame ci dร  fiducia e ci fa ringraziare Dio, ottenendoci il suo perdono con lโ€™atto di contrizione e i fermi propositi.
  4. La penitenza – Nella tentazione moltiplicate gli atti di virtรน contraria. Siete tentato di gola? Digiunate! Tentato di collera? Tacete! Siete preso da rancore? Pregate per il vostro nemico! Da sensualitร ? Fate penitenza in castitร , pudore, continenza! Vi sentite pieno dโ€™orgoglio? Umiliatevi! Il demonio teme tutto questo!


โ€œVegliate e pregateโ€ ha detto e ripetuto Gesรน nel vangelo. Lโ€™atteggiamento di vigilanza รจ quello che ci mette in guardia dai continui attacchi del demonio, dalle ripetute tentazioni che ci propina. La vigilanza ci permette di smascherare il demonio ed evitare lโ€™inganno. Il motto di Santโ€™Alfonso era: chi prega si salva, chi non prega si danna. Vediamo nel Vangelo come Gesรน ne ha avuto cura e cura di insegnarla ai suoi, ma soprattutto di inculcare la fede nellโ€™efficacia della preghiera: Chiedete e riceverete, bussate e vi sarร  aperto, cercate e troverete. E lo ha detto in diversi modi: A chi chiede sarร  dato, a chi bussa sarร  aperto, chi cerca trova. (Mt 7; Lc 11; Mc 11; Gv 14) Ma naturalmente non devono stupirsi gli infedeli o incalliti peccatori se Dio rimane sordo alle loro preghiere, prima di ottenere qualcosa dovrebbero proprio chiedere di ritornare in grazia di Dio. Tantโ€™รฉ vero che piรน si prega con costanza, piรน certezza si ha di essere esauditi, infatti si รจ piรน vicini allโ€™Altissimo.

Le tentazioni dell’uomo sono piuttosto facili da analizzarsi, perchรฉ rientrano sempre in una di queste tre categorie: o riguardano la carne (lussuria e gola), oppure la mente (orgoglio e invidia), oppure l’amore idolatra delle cose(cupidigia). Sebbene per tutta la vita l’uomo sia bersaglio di queste tre specie di tentazioni, esse variano d’intensitร  a seconda degli anni. Nella giovinezza, difatti, l’uomo รจ spesso tentato nel senso dell’impuritร  ed incline ai peccati della carne; nell’etร  media, la carne si fa meno urgente, e cominciano a predominare le tentazioni della mente, come l’orgoglio e la brama del potere; nell’autunno della vita, รจ probabile che si affermino le tentazioni nel senso dell’avarizia. (Fulton J. Sheen)

Appunti ignaziani – introduzione

Alcune regole per il “discernimento degli spiriti” dagli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola


San Paolo, nellโ€™ultimo capitolo della lettera agli Efesini, scriveva: Rivestitevi dellโ€™armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo: perchรฉ non dobbiamo combattere contro forze puramente umane, ma contro i principati e le potestร , contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nellโ€™aria. Rivestitevi dunque dellโ€™armatura di Dio per poter resistere nel giorno maligno.

Il demonio fa di tutto perchรฉ non si creda e non si pensi a lui. Diceva Giovanni Paolo II: la piรน grande vittoria del Maligno nel 2000 รจ far credere che non esiste. Solo cosรฌ puรฒ agire indisturbato. Non cโ€™รจ da stupirsi se perfino sacerdoti relegano il demonio a icona con valore puramente metaforico e figurativo. E tuttavia, dal primo allโ€™ultimo capitolo della Bibbia, si parla di angeli buoni e di angeli cattivi. Sotto diversi nomi, il demonio, viene menzionato centinaia di volte. Non รจ perรฒ sufficiente credere che ci siano angeli e demoni; dobbiamo farcene una ragione. Un proverbio spagnolo dice: Quando qualcuno bussa alla porta, non bisogna limitarsi a sentir bussare, ma sapere anche chi bussa. Innanzitutto distinguere bene ciรฒ:

  • che viene da Dio, diciamo dallo Spirito Buono; sia che Dio agisca direttamente, sia tramite un angelo, un predicatore, un esempio, ecc.
  • vi รจ poi ciรฒ che viene dal demonio, diciamo dallo spirito cattivo; sia che il demonio agisca direttamente, sia tramite i suoi complici, cattivi consigli o esempi, ecc.
  • infine, vi sono gli atti procedenti dalla nostra intelligenza e dalla nostra volontร ; i soli di cui siamo responsabili.

Quanti giovani si turbano perchรฉ hanno cattivi pensieri! Il fatto dโ€™avere cattivi pensieri non รจ un peccato. รˆ il diavolo che fa del cinema, una specie di film che proietta sulle nostre facoltร  sensibili: immaginazione, memoria, ecc. Non siete voi ad essere sconci, bensรฌ il demonio. Se acconsentite e vi compiacete in questi turpi diletti, allora sรฌ che peccate, poichรฉ il consenso viene da voi. Voi ne siete responsabili. Se, al contrario, pregate e fate in modo di cacciare queste tentazioni, non solo non avrete peccato, ma avrete guadagnato meriti. Questo viene da voi; il cinema viene dal demonio.

313 โ€“ REGOLE PER SENTIRE E CONOSCERE IN QUALCHE MODO [si dovrร  dunque fare attenzione alle sfumature], I VARI MOVIMENTI CHE SI PRODUCONO NELโ€™ANIMA [ad esempio: desiderio di partire in missione, cambiare le mie decisioni, ecc. Attenzione prima di agire! Si tratta di Dio o del demonio?]: SIA A CAUSA DELLO SPIRITO BUONO E ALLORA PER ACCETTARLI [se si รจ certi che vengono da Dio, non bisognerร  esitare. La difficoltร  sarร  nellโ€™essere ben sicuri che vengono da Dio], SIA A CAUSA DI QUELLO CATTIVO E ALLORA PER RESPINGERLI.

San Bernardo ha scritto: Nemo repente fit pessimus (โ€œNessuno diventa troppo cattivo da un momento allโ€™altroโ€). Si sente parlare, qualche volta di sacerdoti e di cristiani esemplari, che cadono. Sappiate che non รจ successo di colpo. Da lungo tempo, giocavano con il demonio.

Santโ€™Agostino in una sua celebre frase riassume il gioco del demonio: puรฒ abbaiare, ma non puรฒ mordere, a meno che uno non voglia farsi mordere. รˆ, quindi, un cane legato, sottomesso alla volontร  del Signore, che ha giร  assicurato la sua vittoria finale sul regno delle tenebre, e che consente la tentazione per i motivi oramai risaputi. A San Pio da Pietrelcina il diavolo gli appariva sotto diverse forme, una volta sentendo in continuazione dei passi su e giรน per lโ€™andito delle celle, pensรฒ a un confratello insonne e volle uscire per fargli compagnia. Ecco che come apre la porta gli si presenta dinanzi un cane rabbioso, che dopo una colluttazione viene defenestrato. Pensiamo anche al lupo di Gubbio ammansito da San Francesco. Se noi incontrassimo un cane inferocito in un bosco? รˆ perfettamente in grado di percepire il nostro stato dโ€™animo e noi il suo, anche lui ha una mimica espressiva. Affrontatelo senza timore, con la piรน grande calma. Allora, indispettito nel constatare che non avete paura, il cane abbassa la testa, poi il tonoโ€ฆ e fila via con la coda tra le gambe. Non cedere, neanche un poโ€™, ma fare diametralmente lโ€™opposto di quanto il demonio suggerisce. Pregate, moltiplicate gli atti della virtรน contraria.

Un altro esempio molto importante, ci รจ dato da San Vincenzo deโ€™ Paoli. Cโ€™era a Parigi un giovane professore di filosofia che stava perdendo la fede. San Vincenzo chiese a Dio di liberarlo dalle tentazioni e di inviarle a lui stesso. Fu esaudito ed ebbe le piรน terribili tentazioni e il peso di grandi dubbi, contro la fede. Mentre pregava, predicava, celebrava, si occupava dei poveri, tutte le imposture del demonio gli venivano continuamente alla mente. Che fare? Doveva forse cerare sui libri di teologia tutte le prove per controllare se le avesse ben studiate? Sarebbe divenuto pazzo, perchรฉ il demonio รจ terribile. Esercitรฒ, quindi, inconsapevolmente la dodicesima regola di santโ€™Ignazio: scrisse un atto di fede con ardenti parole, chiedendo a Dio di morire martire per la fede. Firmรฒ il foglio, se lo appuntรฒ sul cuore, e fece questo proposito: ogni volta che metteva la mano sul cuore voleva dire di rinnovare a Dio lโ€™offerta di morire martire per la fede. Quando era tentato portava la mano sul cuore e alla lunga fu liberato da questo fardello.

Non si gioca con il demonio. Intendendo con ciรฒ il fatto di accarezzare un pensiero che si sa non essere buono e perciรฒ del demonio, contando sulla ferma volontร , nella quale ci si trova, di non acconsentire; con questa convinzione ci si permette di girarlo e rigirarlo, di vedere ciรฒ che vโ€™รจ di buono o di gradevole, ben decisi a non acconsentire. Guai a colui che accetta il dialogo col demonio molto piรน astuto di noi.

Appunti ignaziani – pensieri

Alcune regole per il “discernimento degli spiriti” dagli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola



333 โ€“ DOBBIAMO ESAMINARE CON MOLTA CURA IL PROCESSO DEI PENSIERI. SE Lโ€™INIZIO, IL MEZZO E IL FINE SONO TUTTI BUONI E TENDONO PIENAMENTE AL BENE, รˆ SEGNO CHE PROCEDONO DALLโ€™ANGELO BUONO; MA SE IL CORSO DEI PENSIERI CHE CI SONO SUGGERITI TERMINA A QUALCHE COSA CATTIVA O CHE DISTRAE, O MENO BUONA DI QUELLA CHE Lโ€™ANIMA AVEVA PRIMA PROPOSTO DI FARE, O SE QUESTI PENSIERI INFIACCHISCONO O INQUIETANO O CONTURBANO Lโ€™ANIMA, TOGLIENDO LA PACE, LA TRANQUILLITร€ E LA QUIETE CHE PRIMA AVEVA, รˆ CHIARO SEGNO CHE ESSI PROCEDONO DAL CATTIVO SPIRITO NEMICO DEL NOSTRO PROFITTO E DELLA NOSTRA ETERNA SALUTE.

Non bisogna guardare le cose superficialmente. Lโ€™intenzione e il fine, visibilmente buoni, non devono farci concludere subito che โ€œviene da Dioโ€, se c’รจ un mezzo illecito… Questa regola delicata ma molto sicura รจ fondata sul principio di morale: bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu. Ovverosia: il bene viene da ciรฒ che รจ interamente buono, il male da ciรฒ che ha un qualsiasi difetto. Perchรฉ qualcosa meriti lโ€™aggettivo di “buona”, occorre che sia perfettamente buona, perchรฉ sia cattiva basta che vi sia qualcosa di cattivo. Ad esempio un ottimo dolce, un ottimo vino, se ad essi รจ mescolato qualche grammo di stricnina o solo qualche goccia di acido non meritano lโ€™epiteto buono. Del buon Chianti messo in un bidone di benzina sarร  un disastro, lโ€™acquavite confusa col distillato del ferro da stiro altrettanto. Un abito da sposa con una macchia soltanto รจ del tutto inutilizzabile.

Si ricorda a tal proposito che il fine non giustifica i mezzi, non รจ lecito passare dal male per ottenere il bene. Se il principio e il mezzo sono buoni non ci si puรฒ ancora pronunciare, se anche il fine รจ buono occorre una verifica. Bisogna, infatti, applicare lโ€™intuizione o lโ€™idea alla realtร  dei fatti, cioรจ esaminare se, date le condizioni della realtร  effettuale, la nostra idea รจ accettabile e puรฒ andare a buon fine. Esattamente ciรฒ che fanno i moralisti, dopo la formulazione della tesi, la testano alla luce della vita reale per controllare se regge a tutte le complicazioni pratiche. I ogni caso, se il seguito dei pensieri finisce per incontrare qualcosa di cattivo allora รจ segno che non viene da Dio.

Santโ€™Ignazio approfondisce i segni piรน difficili da cogliere. Se questi pensieri indeboliscono la nostra anima, lโ€™inquietano, la turbano, le tolgono la pace, la tranquillitร  di cui godeva allโ€™inizio, รจ un segno che procedono dal cattivo spirito. Anche qui sono innumerevoli gli esempi. Santโ€™Ignazio stesso ebbe questo pensiero: โ€œTu che vuoi fondare un ordine, che vuoi influenzare la classe dirigente in pieno secolo umanista, devi lavorare per diventare un distinto latinista. Dunque, anche tu devi comperare e leggere unโ€™opera del canonico Erasmo cosรฌ lodato da tuttiโ€. Cosรฌ comprรฒ Miles Christi e ogni giorno ne leggeva qualche pagina. Dopo qualche tempo perรฒ, Ignazio si accorse che da quando leggeva Erasmo, non aveva piรน il suo fervore, la sua abituale compunzione. Fece qualche controprova e finรฌ col rinunciare ad Erasmo. Qualche anno dopo si comprese il male che aveva fatto e il suo libro venne condannato; Ignazio lo aveva capito perdendo la sua soavitร . Abbiamo anche lโ€™esempio di Maddalena della Croce che, allโ€™inizio del XVI secolo, aveva ingannato tutta la Spagna. Si innalzava per aria, lโ€™ostia partiva dalla mano del sacerdote per posarsi sulle sue labbra, in certi giorni le comparivano lโ€™estimate, sudori di sangue, annunciรฒ che Francesco I era stato battuto a Pavia e si era consegnato ai soldati spagnoli, chiaramente quando non esisteva ancora il telegrafo. Popolo, sacerdoti, vescovi, imperatrice, tutti la veneravano e la consultavano. Un visitatore apostolico inviato da Roma, entrรฒ in clausura e lei stessa le confessรฒ che aveva dato la sua anima al demonio in cambio di poter compiere prodigi.


334 โ€“ QUANDO IL NEMICO DELLA NATURA UMANA รˆ STATO SCOPERTO E RICONOSCIUTO DALLA SUA CODA SERPENTINA, CIOรˆ DAL CATTIVO FINE AL QUALE CI PORTAVA, GIOVA ALLA PERSONA CHE รˆ STATA DA LUI TENTATA, RIFLETTERE SUBITO SUL CORSO DEI BUONI PENSIERI CHE LE SUGGERรŒ: IL LORO INIZIO E COME, A POCO A POCO, PROCURร’ DI FARLA SCENDERE DALLA SOAVITร€ E GAUDIO SPIRITUALE IN CUI SI TROVAVA, FINO A TRARLA ALLA SUA DEPRAVATA INTENZIONE. Lโ€™ESPERIENZA CHE ESSA ACQUISTERร€ ATTRAVERSO QUESTA RICERCA E QUESTA OSSERVAZIONE LE FORNIRร€ I MEZZI DI TENERSI IN GUARDIA, IN SEGUITO, CONTRO GLI ORDINARI INGANNI DEL NEMICO.

Il serpente si nasconde sotto le foglie, non lo si vede. Ma se solo si sospetta la sua presenza, si guarda con attenzione. Il serpente si nasconde con abilitร , ma non si accorge che la sua coda รจ visibile. Esaminate i sofismi usati per ingannarvi, gli errori fatti, lโ€™abbandono dellโ€™orazione e della lettura spirituale, le perdite di tempo nella visione di cose ameneโ€ฆ Avete tralasciato lโ€™esame di coscienza, non avete confidato quella relazione, quellโ€™imprudenza al padre spirituale? Guadagnerete molto in esperienza, in forze nella lotta, nella conoscenza di voi stessi, se saprete analizzare come il demonio vi ha ingannato.