La sconfitta

la sconfitta

Correvo nel bosco alla luce della luna, incompreso e rassegnato ad una vita di solitudine.
Mi sento sconfitto!
Cosรฌ incompreso che non trovo le parole e mi arrendo, il senso di abbandono si fa sentire e morde.

i miei occhi hanno visto la tua salvezza

Festa liturgica della Candelora

Con la consuetudine di smontare i presepi allโ€™Epifania e un clima piรน che primaverile (senza piรน alberi, renne e pupazzi di neve), a Palermo 40 giorni dopo Natale sembra strano parlare ancora di quellโ€™evento. Ma, secondo la legge di Mosรฉ, per adempiere ogni cosa secondo la legge del Signore, in concomitanza con la purificazione rituale di Maria, la Santa Famiglia di Nazareth si reca a Gerusalemme per presentare il bambino al Tempio. Raccontando il momento lโ€™evangelista Luca nomina la legge di Dio ben cinque volte; quellโ€™antica legge che Gesรน era venuto a portare a compimento e riassumerla nellโ€™unico comandamento dellโ€™amore.

Era consuetudine offrire al Signore ogni maschio primogenito: lโ€™evento era un rito di passaggio, comune a tutti gli israeliti. Ma soltanto con Gesรน si verifica quanto racconta il Vangelo: Simeone e Anna che aspettavano la โ€œredenzione/consolazioneโ€ di Israele, davanti a un neonato si mettono a lodare/benedire Dio. Simeone recita il nunc dimittis (nel breviario cantico di Compieta) perchรฉ puรฒ ora spegnersi serenamente: i miei occhi hanno visto la tua salvezza. Simeone รจ un modello di vecchiaia perchรฉ ricorda le promesse del Signore non come un nostalgico incapace di vivere il suo presente; bensรฌ le riconosce realizzate al momento opportuno.

Nel tempo di Natale abbiamo giร  considerato che dopo i pastori, Simeone e Anna furono senzโ€™altro i primi a riconoscere la venuta del Salvatore atteso. Lโ€™ordine degli eventi nellโ€™anno liturgico non rispetta il reale ordine cronologico perchรฉ noi dopo Natale abbiamo celebrato la strage degli innocenti (sotto i due anni di etร ) compiuta dal Re Erode, seguente lโ€™adorazione dei Magi. Un fatto terribile che dimostra come la luce splende nelle tenebre ma le tenebre non lโ€™hanno accolta.

Dio che nei tempi antichi aveva visitato in vario modo il suo popolo (storia dโ€™Israele), nella pienezza del tempo viene incontro allโ€™uomo con il suo Figlio. Io come luce sono venuto nel mondo, perchรฉ chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Simeone vede conclusa lโ€™attesa e perรฒ annuncia a Maria che lo stesso Gesรน sarร  la risurrezione ma pure la rovina per molti. Infatti la luce รจ venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perchรฉ le loro opere erano malvagie. Se Gesรน Cristo รจ โ€œla via, la veritร , la vitaโ€, chi ignora/rifiuta colui che Dio ha mandato, dimostra come Gesรน sia appunto โ€œsegno di contraddizioneโ€ rispetto al male, perchรฉ siano svelati i segreti di molti cuori, cosa cโ€™รจ al fondo dellโ€™uomo quando deve scegliere la vita e la benedizione.

Durante lโ€™anno liturgico ripercorriamo gli eventi della vita di Gesรน (dallโ€™infanzia sino a passione-morte-risurrezione) perchรฉ tutta la sua vita manifesta il mistero di Dio. Cristo รจ la luce per rivelare Dio alle genti e noi oggi gli andiamo incontro come le vergini sagge con le candele accese per non camminare nelle tenebre e avere la luce della vita. Il prologo di Giovanni il giorno di Natale diceva che veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. E noi 40 giorni dopo Natale siamo qui perchรฉ non abbiamo voluto rallegrarci solo un momento alla sua luce. La nostra religione non riguarda occasioni e ricorrenze. Noi sappiamo che se non siamo illuminati dallo Spirito Santo, santi non ci diventiamo. I cristiani mediocri non hanno niente di piรน degli uomini senza fede.

che se non ha un senso domani arriverร …

IV dom. Tempo Ordinario (A)

Il Vangelo della IV domenica T.O. presenta la pagina delle Beatitudini che non finiremo mai di meditare, se non per la ricchezza di significato, certamente per lโ€™attuazione che dovremo farne nelle circostanze piรน o meno felici della nostra vita. รˆ la cosiddetta โ€œmagna chartaโ€ del cristianesimo perchรฉ compendia lโ€™atteggiamento (spirituale e pratico) con cui vivere le situazioni di indigenza, oppressione, disagio in genere. Le beatitudini sono parte del discorso della montagna in cui Gesรน espone ampiamente il modo di vivere cristiano nel mondo; la nostra religione non si esplica a Messa tra quattro mura e un tetto.

Il profeta Sofonia esorta: Cercate il Signore voi tutti che eseguite i suoi ordini. Sembra un ossimoro: chi obbedisce al Signore lo deve pure cercare? รˆ giร  un timorato di Dio, perรฒ ahinoi รจ anche possibile essere โ€œreligiosi osservantiโ€ senza avere un giusto rapporto con Dio; lโ€™essenziale per qualificarci figli di Dio. Prima di โ€œfareโ€ qualsiasi cosa noi siamo cristiani perchรฉ crediamo in qualcuno che ci ama e lo seguiamo (portando la croce).

Se approfondiamo San Giovanni apostolo vediamo che per lui lโ€™essere umano si distingue dalle altre creature viventi, per la vita interiore/spirituale che ha la sua fonte in Dio. Senza una vita divina per lui non siamo pienamente umani, siamo mezzo morti, zombie che camminano e fanno tante cose ma senza vivere in pienezza. Questa pienezza di vita lui la riconosce nella comunione con Dio che รจ amore. Nella vita terrena il lavoro e le persone ci riempiono il tempo, ci tengono attivi, ma non sono assoluti: possono venire meno, sbagliare, deludere… Come insegna il divino Vasco Rossi la vita ha bisogno di un senso, uno scopo che va oltre essa stessa. La pagina delle beatitudini (tutte coniugate al tempo futuro) ci rimanda a un avvenire oltre questa vita presente, nel quale riceveremo i beni promessi, il premio della vita eterna: grande sarร  la vostra ricompensa nei cieli.

Vivendo ora alla presenza di Dio possiamo dire che tutto รจ grazia quando affidiamo i nostri peccati alla sua misericordia perchรฉ ci dispiace offenderlo, quando cerchiamo di praticare le virtรน per fare ciรฒ che gli รจ gradito. Cosรฌ come abbiamo delle colpe, possiamo accumulare dei meriti, venire giustificatiโ€ฆ La vita di grazia presume una certa maturitร  di fede da parte nostra che usiamo i c.d. โ€œstrumenti di perfezioneโ€. San Filippo Neri credette che anche ai laici fosse possibile lโ€™ascesi, la preghiera, la vita sacramentale. Oggi volgiamo lo sguardo a un santo dellโ€™Oratorio che in tal senso รจ emblematico.

Sabato scorso era San Francesco di Sales, fu grande maestro di direzione spirituale (Filotea e Teotimo), di fatto mettendo per iscritto gli indirizzi di Filippo Neri: sapientia cordis utile alla vita nel mondo. รˆ dottore della Chiesa quindi potremmo passare una vita a leggere e meditare gli scritti. Riguardo a ciรฒ che dicevo vorrei solo leggere due sue righe: I mezzi con cui si deve giungere alla perfezione sono diversi, a seconda della vocazione di ciascuno. Religiosi, vedove e coniugati, tutti devono cercare la perfezione, ma non tutti allo stesso modo. Per voi, signora, che siete sposata, i mezzi sono lโ€™unione con Dio e lโ€™unione col prossimo. (…) Il mezzo per unirsi a Dio devโ€™essere principalmente lโ€™uso dei Sacramenti e lโ€™orazione. (โ€ฆ) Quelli che servono a unirsi bene col prossimo, sono molto numerosi.

Amore di Dio e amore del prossimo vanno di pari passo, siamo incamminati tutti assieme verso la patria del cielo. La dimensione verticale si incrocia con quella orizzontale nel segno della croce, figura della vita donata morendo a sรฉ stessi. รˆ un grande traguardo di santitร  rinunciare del tutto alla propria volontร  per fare solo quella di Dio e lo รจ pure vincere lโ€™amor proprio per amare secondo caritร .

Un contributo sempre attuale

la moneta fiscale tra benessere e integrazione sociale

Riordinare vecchi archivi, si sa, รจ spesso un viaggio nella memoria. File dimenticati, appunti, fotografie e video che, a distanza di anni, assumono un significato nuovo. รˆ esattamente ciรฒ che รจ accaduto in questi giorni mentre, avendo oggi lโ€™opportunitร  di pubblicare contenuti su PADD.IT, mi sono dedicato a rimettere ordine nel materiale accumulato nel tempo.

Tra i vari file conservati, lโ€™attenzione รจ ricaduta su un video che merita senza dubbio di essere riportato alla luce. Si tratta della registrazione di una conferenza tenuta dal professor Massimo Costa domenica 20 gennaio 2019, presso la residenza universitaria Segesta di Palermo, dal titolo:

โ€œLa moneta fiscale favorisce benessere e integrazione sociale?โ€

A distanza di diversi anni, la domanda posta nel titolo appare tuttโ€™altro che superata. Anzi, in un contesto economico e sociale che continua a interrogarsi su strumenti alternativi alle politiche economiche tradizionali, il tema della moneta fiscale si conferma un argomento sempreverde, capace di stimolare riflessioni attuali e necessarie.

Nel suo intervento, il professor Costa affronta il tema con chiarezza e rigore, offrendo spunti di analisi che vanno oltre la contingenza del momento storico in cui la conferenza รจ stata tenuta. Proprio per questo motivo, riascoltando oggi quelle parole, emerge con forza il valore di un contenuto che non ha perso rilevanza, ma che puรฒ anzi risultare ancora piรน utile per comprendere il dibattito contemporaneo su benessere, inclusione e strumenti di politica economica.

Per questa ragione ho deciso di caricare il video sul canale YouTube di PADD.IT e di condividerlo attraverso il blog, mettendolo a disposizione dei nostri lettori. Lโ€™obiettivo รจ semplice: offrire un contributo di qualitร , capace di arricchire il confronto e stimolare nuove riflessioni, anche a partire da materiali che il tempo non ha reso obsoleti.

A volte guardare indietro serve proprio a capire meglio il presente. Questo video ne รจ un esempio concreto.

Buona visione e buona riflessione.

Chiesa siciliana e la rivoluzione francese analogie con lโ€™attualitร ?

Duomo di Monreale

Lโ€™azione religiosa รจ da sempre stata uno strumento per controllare e istruire il popolo.
La chiesa nellโ€™esercizio delle sue attivitร , andava oltre lo stretto insegnamento della fede affrontando temi di attualitร  per la vita della comunitร .

La predicazione di conseguenza rivestiva e riveste un carattere sociale (ad esempio, le misure igieniche per prevenire unโ€™epidemia, le disposizioni contro catastrofi naturali, erano temi che potevano essere diffusi anche dal pulpito) ed in piรน occasioni รจ stata determinante per la formazione dellโ€™opinione pubblica.

La Chiesa risultava essere lโ€™unico canale per informare e formare la popolazione spesso e in fasce estese ancora analfabeta.
I fermenti che la rivoluzione francese innescavano in tutta Europa vedevano negli ambienti ecclesiastici siciliani, un fermo freno al cambiamento e infatti, nonostante gli attacchi congiunti della cultura illuministica e del riformismo caraccioliano di fine settecento, restavano per lo piรน insensibili e consideravano le nuove idee e i loro seguaci nemici dellโ€™ordine.

Lo scoppio della rivoluzione francese segnava, infatti, per lโ€™isola (come ha avuto modo di sottolineare Rosario Romeo in quello che ormai รจ considerato un classico della storiografia sul tema, Il risorgimento in Sicilia) lโ€™inizio della riscossa di quel ยซvecchioยป mondo. Gli eccessi rivoluzionari incutevano paura nellโ€™ambiente ecclesiastico e lโ€™incomprensione dei motivi di una rivoluzione che affondava le radici in un terreno diverso da quello isolano, inducevano gli esponenti del clero siciliano a guardare agli sconvolgimenti di fine โ€˜700 come ad una cospirazione dei filosofi contro il trono e lโ€™altare.

Giuseppe Logoteta ad esempio, canonico della chiesa di Siracusa e lettore di Teologia, in uno scritto del 1790, mentre esaltava la dottrina del diritto divino e i doveri dei sudditi nei confronti del monarca, si scagliava contro le ยซnuove ideeยป e scriveva:

ยซrecano sommo orrore e turbano il riposo del pubblico e dellโ€™Impero, indeboliscono ed annientano i diritti intrinseci della Sovranitร . Alienano i cuori dei sudditi dalla dovuta ubbidienza, fomentano sedizioni e sono diametralmente opposti alla Religione, al diritto pubblico ed al buon sensoยป.
Anche Saverio Scrofani, storico ed economista (da giovane aveva preso i voti ma non aveva mai esercitato il sacerdozio), tra i siciliani piรน aperti alle influenze del tempo, sebbene si fosse battuto per la libertร  del commercio dei grani, manifestava orrore di fronte alla rivoluzione francese e dichiarava speranzoso: ยซQuesta rivoluzione non รจ stata se non lโ€™opera dโ€™un momento, puรฒ un altro momento distruggerlaยป e definiva la costituzione che la rivoluzione aveva introdotto come le ยซleggi di Minosseยป, ยซuna Costituzione veramente degna di un popolo senza costumiยป.
Lโ€™analisi piรน rilevante sulla rivoluzione francese fu rappresentata da Nicola Spedalieri (Prete e professore nel seminario di Monreale, filosofo e teologo), lo Spedalieri, che sosteneva la religione Cristiana era la custode dei diritti dellโ€™uomo e denunciava il carattere deistico e ateo della rivoluzione francese. E pur riconoscendo la sovranitร  popolare come fonte del potere del re, sosteneva che:
ยซ..il Cristiano, che dee guidarsi piรน colla Rivelazione, che colla pura Ragione, facilmente si avvezza a considerare nel Principato piuttosto la volontร  di Dio, che quella degli uomini, a motivo che nelle Divine scritture i Principi vegono sempre rappresentati quali Ministri di Dio, o vi si dichiara che da Dio viene ogni potestร ยป.
Il mondo ecclesiastico siciliano, quindi si opponeva alle idee rivoluzionarie che riteneva contrapposte ai valori tradizionali della chiesa ed al controllo della cultura da parte della stessa.
Se si vuole fare una sintesi le idee rivoluzionarie minacciavano la religione e lo stato, lโ€™altare e il trono.
Proprio a tale scopo, per sottolineare il ruolo del clero nellโ€™importante campo dellโ€™educazione popolare, il Logoteta scriveva:
ยซโ€ฆil Parroco incaricato dโ€™istruire gli abitanti del suo distretto โ€ฆ.debbe concorrere aโ€™ gran disegni della civile legislazione e di buonโ€™ora istillare neโ€™ teneri animi dei giovinetti suscettibili in quellโ€™etร  dโ€™ogni impressione, sentimenti di patriottismo, di attaccamento alla religione, ed al Re, di coraggio, e di virtรน militariยป.

Tratto da: Lโ€™influenza del clero nella Sicilia a cavallo dei secoli XVIII e XIX

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Il nome Francesco

il nome Francesco

Mi trovo a casa, comodamente seduto davanti al camino acceso, leggendo un libro ricevuto in regalo.

Parla di un Santo che porta il mio nome, Francesco.

Mi piace leggerlo, รจ scorrevole e man mano diventa sempre piรน interessante.

Sembra che il Santo sia stato il primo a ricevere questo nome.

Fuori piove, guardo le gocce che tratteggiano delle righe sui vetri, sembrano scrivere il mio nome, Francesco.

Nel ripeterlo ad alta voce, distinguo in quellโ€™unica parola due suoni diversi.

Il primo quasi femminile, ottenuto pronunciando โ€œFranโ€, mi fa pensare a un cielo azzurro con nuvole bianche, unโ€™immagine chiara e luminosa.

Il secondo dato da โ€œcescoโ€ รจ un suono forte che mi richiama alla mente un imperatore seduto sul trono, con scettro e mantello.

รˆ un nome bello, duale, mi evoca la dicotomia dellโ€™uomo: debole e forte al tempo stesso.

Questo รจ qualcosa su cui non avevo riflettuto.

Si dice che il nome ti rappresenti e forse รจ vero.

Chiamerei volentieri mio figlio Francesco, ma in Italia non รจ permesso che i figli abbiano lo stesso nome dei genitori.

Un inseguimento

inseguimento

Mi trovavo di pattuglia in una giornata calda e assolata.
Con il collega parlavamo del piรน e del meno, quando chiamรฒ la centrale per un intervento urgente:
cโ€™era stata una rapina in una via poco distante da noi.
Arrivammo sul posto mentre i malviventi si davano alla fuga su una macchina di colore rosso e blu.
Iniziammo lโ€™inseguimento per le strade della cittร , affiancati da un nostro elicottero, anchโ€™esso chiamato dalla Centrale.
Mi colpii una circostanza bizzarra, ovvero: la livrea dellโ€™elicottero, la macchina dei malviventi, la nostra e le nostre divise avevano gli stessi colori rosso e blu.
Dallโ€™alto ci segnalavano la posizione dei fuggitivi, quando questi sparivano dalla nostra visuale.
La velocitร  era folle per quel dedalo di strade.
Non finii di fare questa considerazione che sentii un grosso boato e poco dopo vidi la macchina che inseguivamo schiantata contro un muro.
Per fortuna, e non si capisce come, date le condizioni della vettura, i malviventi rimasero illesi.
Non ci rimase altro che arrestarli.

Quella sottile linea fra lโ€™odio e lโ€™amore

amore e odio

Cosa sono lโ€™amore, lโ€™odio, se non le facce di una stessa medaglia che chiamerรฒ Coscienza.

Amo la vita e odio lโ€™errore, ma la vita comprende anche questo.

Lโ€™incredibile legame tra lโ€™amore e lโ€™odio รจ un labile confine che pone lโ€™uomo sempre di fronte a una scelta, istante per istante.

La cosa stupefacente รจ che non basta amare per essere una persona buona: si possono amare cose spregevoli e odiare cose bellissime e buone, comportandosi di conseguenza.

I sentimenti si alternano continuamente tra loro senza un confine netto e definito, quali potenti energie che partono dallโ€™uomo condizionando lโ€™ambiente esterno e la stessa umanitร .

Cinque minuti della mia vita da ragno

la_ragnatela

Mi arrampico su un albero, i rami che mi trovo davanti sono perfetti per tessere la mia rete.

Ci impiegherรฒ poco tempo, sono veloce.

Da qui posso prendere molti insetti, si attaccheranno facilmente e io, che sono in attesa, me li papperรฒ.

Inizio a tessere un filo, scendo e salgo con esso intessendo una rete resistente allโ€™acqua e al vento, e anche se si distrugge la rifaccio.

Ecco, ho finito e mi apposto, una coppia di mosche si avvicina, con calma attendo.

Tac, una รจ cascata nella trappola e in men che non si dica gli sono addosso e me la mangio.

Era grossa e sono sazio.

Resto appeso e mi riposo.