conversione continua e WWF

3^ dom. Quaresima (A)

Il grano già biondeggia per la mietitura, dice Gesù. A metà quaresima si avvicina il tempo in cui Gesù deve compiere l’opera di chi lo ha mandato. Eccezionalmente oggi dal Vangelo di Giovanni leggiamo un episodio che lui, a modo suo (non sinottico), descrive con tanti particolari ricchi di significato teologico. Con tutto il rispetto per chi dice che il corpus giovanneo non l’ha scritto lui, noi lo prendiamo come “parola del Signore”.

La Bibbia racconta più incontri presso i pozzi, luogo di ritrovo comune a tutti: chi non ha bisogno dell’acqua per vivere? Com’è oggi in un centro commerciale capita chiunque. Il pozzo era luogo di socialità (tipo bar), di incontro perfino per gli innamorati. C’è allora una interpretazione biblica interessante per questo incontro tra la samaritana peccatrice e il figlio di Dio, giacché nell’A.T. Israele è definita la sposa/amata del Signore. Geremia diceva: mi ricordo dell’amore al tempo del tuo fidanzamento quando mi seguivi nel deserto. Poi erano cominciati rimpianti degli Dei d’Egitto, tradimenti coi Baal cananei, infedeltà con le divinità di assiri, babilonesi, persiani… Osea aggiungeva: Mi chiamerai “marito mio” e non più “Baal, mio padrone”; quando Israele non corrispondeva, rimproverava: non far festa con gli altri popoli, perché hai praticato la prostituzione, abbandonando il tuo Dio. (…) Uno spirito di prostituzione li svia e si prostituiscono, allontanandosi dal loro Dio. Così la sposa del Signore era divenuta prostituta del mondo.

La samaritana al pozzo è al 6° marito, Gesù la vuole ricondurre al suo unico vero amore. Nel dialogo chiama Gesù prima viandante, poi ci vede un signore, lo riconosce come un profeta e infine chiede se non sia lui il messia. Un percorso che la fa andare oltre i bisogni di sussistenza. L’acqua è un bene vitale: chi ha sete venga a me e beva e non avrà mai più sente. Lo stesso evangelista che dice di ricercare non il cibo che perisce (che sazia solo lo stomaco) ma quello che dura per la vita eterna, ci indica pure la sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna. La samaritana lasciò la brocca dell’acqua per annunciare di aver trovato molto di più. Ciascuno di noi le può rispondere: noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo. Il figlio prediletto da ascoltare diceva la voce dal cielo domenica scorsa. Noi ci pensiamo a concentraci su di lui, lasciando perdere ciò che San Paolo considera spazzatura? Penso all’esempio di mia nonna che nel tempo libero restante tra le incombenze domestiche, dopo il tempo dedicato alla preghiera, apriva i pochi libri che trovava a casa.

All’inizio della quaresima abbiamo ricordato alcune pratiche (orazione personale, meditazione della passione, ascolto/lettura PdD, penitenza/digiuno, elemosina) che aiutano la nostra conversione, il nostro ritorno a Dio che solo può guarire il peccato di cui prendiamo coscienza. In Filotea San Francesco di Sales scrive: Le api sono contente quando possono stare intorno al miele, proprio come le vespe intorno al putridume, preferiscono lo sterco. Che cos’è che ci rende più felici? Dov’è il tuo tesoro là sarà anche il tuo cuore. San Francesco di Sales nel suo esame di coscienza quotidiano non ci fa interrogare su quanti combustibili fossili consumati o quanta anidride carbonica emessa durante il giorno. Lui la sera non poteva chiedersi quanto gas avesse usato per cucinare, perché vissuto quasi cinque secoli fa e non ce l’aveva.

Il Vangelo di oggi, al bene prezioso dell’acqua sembra anteporre – come grado di importanza – la nostra salvezza: posso continuare a credere che i peccati mortali per la mia salute siano più gravi dei problemi dell’ecosistema. Il fermo proposito di non commetterne è il fondamento della vita spirituale (Filotea). Nella confessione prima di Pasqua – oltre ai combustibili fossili – parliamo di tutte le mancanze che denotano scarso affetto per Gesù, le realtà mondane che hanno preso il posto del Signore nella nostra vita. A quale temperatura regolare il termostato per attendere alla conversione ecologica, non so se ce lo dicano i moralisti o ci rinviino al WWF. Noi ora professiamo la nostra fede nella Chiesa (corpo mistico di Cristo) e non nell’ONU. Gesù è morto per riaprirci le porte del paradiso, essere lì con lui è la prima preoccupazione della nostra vita terrena.

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