2 giugno 2026. Ore 7:30. Puntuali come un orologio svizzero… rigorosamente made in Sicily! Un folto gruppo di fedeli si ritrova davanti al Convento delle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria, di via Pollaci 46 a Palermo, tutti pronti a salire sul pullman che ci avrebbe condotti all’Eremo di Santa Rosalia, a Santo Stefano Quisquina.
Il gruppo dei pellegrini era composto dai volenterosi dell’Associazione Laici Agostiniani Spinelliani (ALAS), da alcuni parrocchiani della Chiesa Senatoriale di Sant’Antonio Abate, da un gruppo dell’Associazione “I Leoni di Pietratagliata“, con noi anche due suore, Suor Rosa e Suor Mary a cui vanno i nostri auguri per aver da poco compiuto 25 anni della sua professione di fede. A guidarci spiritualmente in questa bella esperienza di fede c’erano, Monsignor Tulipano, e Padre Iozzia rispettivamente parroco e viceparroco di Sant’Antonio Abate.
La partenza avviene puntualissima, pochi minuti prima delle ore 8:00. E qui dobbiamo davvero spendere una parola di apprezzamento per il nostro autista, il buon Stefano Pasta, che con la sua professionalità e la sua abilità alla guida si è meritato più volte gli applausi spontanei dei passeggeri.
Durante il viaggio non poteva certamente mancare la preghiera del Santo Rosario, recitato con devozione lungo il percorso. Ma il bello doveva ancora arrivare.
Giunti all’Eremo siamo stati accolti dai volontari della Pro Loco di Santo Stefano Quisquina, che curano il sito in maniera davvero encomiabile. Si percepisce immediatamente l’amore e la passione che dedicano a questo luogo così speciale. Di loro ricordo in particolare Valentina, Romina e Domenico, che desideriamo ringraziare per la disponibilità, la gentilezza e l’impegno con cui custodiscono questo prezioso patrimonio spirituale e culturale.
Una grande fortuna per noi pellegrini è stata poter celebrare la Santa Messa proprio nel Santuario. Alle ore 11:30 Monsignor Tulipano e Padre Iozzia hanno presieduto la celebrazione eucaristica in una chiesa completamente gremita, non soltanto dal nostro gruppo, ma anche da tanti altri pellegrini e visitatori presenti quel giorno.
La liturgia è stata resa ancora più intensa e partecipata dai canti delle suore Suor Mery e Suor Rosa e dei fedeli presenti. Nessuno me ne voglia, ma avendo accanto mia moglie Antonella, non potevo non riconoscere la sua voce fra tutte, e insieme alla sua sentivo anche quella del buon Erminio un parrocchiano di Sant’Antonio Abate. Mi sento di affermare con certezza: quella Santa Messa è stata gradita al buon Dio e alla nostra amata Santuzza, che siamo andati a trovare nella suggestiva ed emozionante grotta che custodisce il suo ricordo.
Molti, prima della partenza, parlavano delle difficoltà per accedere alla grotta, raccomandando prudenza e attenzione. Eppure posso testimoniare personalmente che, se ci sono riuscito io, con la mia età e con una forma fisica non proprio perfetta, chiunque può farcela. Basta procedere con calma, affidarsi alla Provvidenza e portare nel cuore tanta Fede.
Prima di concludere desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutti i partecipanti che hanno condiviso questa splendida giornata di spiritualità e fraternità. Un grazie particolare va a tutto il gruppo ALAS, una realtà davvero bella e viva che a Palermo umilmente mi onoro di rappresentare, un grazie particolare sento il dovere di esprimerlo per Rosy Pedone e Paola Orlando sicure animatrici di questo gruppo.
Grazie a Monsignor Tulipano e a Padre Iozzia per la loro presenza, per la guida spirituale e per aver condiviso con noi questo pellegrinaggio insieme ai parrocchiani di Sant’Antonio Abate. Un grazie alla madre superiora del Convento delle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria, Suor Dorotea. Un grazie anche a Don Giuseppe Alotto della Chiesa Madre di Santo Stefano Quisquina, per il suo costante contatto e vicinanza spirituale.
Un sentito ringraziamento va inoltre a Maurizio dell’Associazione I Leoni di Pietratagliata, che si è unita con entusiasmo all’iniziativa e che ha voluto omaggiare a ciascun pellegrino un bellissimo quadretto di Santa Rita, un gesto semplice ma ricco di significato.
Infine, un grazie fondamentale per il prezioso supporto logistico che ha reso possibile questa esperienza va all’Onorevole Marco Intravaia e al suo eccellente collaboratore Emanuel Gambino, che hanno contribuito concretamente alla buona riuscita del pellegrinaggio.
Torniamo a casa con il cuore colmo di gioia, di gratitudine e di fede rinnovata. Esperienze come questa ci ricordano quanto sia bello camminare insieme, condividere la preghiera e riscoprire, nei luoghi santi della nostra terra, le radici più profonde della nostra spiritualità.
Arrivederci al prossimo pellegrinaggio!