In quel tempo, si avvicinรฒ a Gesรน uno degli scribi e gli domandรฒ: ยซQual รจ il primo di tutti i comandamenti?ยป.
Gesรน rispose: ยซIl primo รจ: โAscolta, Israele! Il Signore nostro Dio รจ lโunico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forzaโ. Il secondo รจ questo: โAmerai il tuo prossimo come te stessoโ. Non cโรจ altro comandamento piรน grande di questiยป.
Lo scriba gli disse: ยซHai detto bene, Maestro, e secondo veritร , che Egli รจ unico e non vi รจ altri allโinfuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta lโintelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale piรน di tutti gli olocausti e i sacrificiยป.
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesรน gli disse: ยซNon sei lontano dal regno di Dioยป.
E nessuno aveva piรน il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore
Non si tratta di amare Dioโฆ ma di amarlo con tutto sรฉ stessiโฆ
Si tratta di amarlo con il cuore, che non รจ la sede del sentimento ma delle scelteโฆ allora, si tratta di scegliere di amarlo quando รจ difficile farlo spontaneamente perchรฉ emotivamente prevarrebbe la rabbiaโฆ lโincomprensioneโฆ perchรฉ razionalmente prevarrebbero i โperchรฉ?โโฆ allora, quando รจ difficile farlo spontaneamente, sentimentalmenteโฆ si tratta di scegliere di amarlo!
Si tratta di amarlo con tutta lโanima, con quella parta profonda di noi stessiโฆ con quella parte nella quale siamo veri a noi stessiโฆ con quella parte che percepisce di essere amata da Dio che non puรฒ fare altro che rispondere a questo amore con amore! insomma, solo se riusciamo a sentirci amati da Lui possiamo ricambiarlo!
Si tratta di amarlo con tutta la menteโฆ con le nostre convinzioniโฆ con i nostri ragionamentiโฆ con la parte razionale e intelligente e non solo istintivaโฆ
Si tratta di amarlo con tutte le nostre forzeโฆ perchรฉ occorre, a volte, farsi forzaโฆ si tratta di amarlo con coraggioโฆ avendo la forza di andare contro correnteโฆ
E si tratta di considerare lโaltro come parte di sรฉโฆ solo cosรฌ lo si puรฒ amareโฆ accogliereโฆ perdonareโฆ come si accolgono, perdonano i nostri difettiโฆ e come รจ giusto amarsi.
Si tratta di amare Dio e gli altriโฆ ma prima di tutto si tratta di ASCOLTARE Dioโฆ il Suo amore perchรฉ solo cosรฌ possiamo veramente amareโฆ perchรจ il nostro amore รจ lโeco di quello di Dio!
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Robert Hugh Benson, Cristo nella Chiesa, Fede&Cultura, 20181, p. 20
Il cattolico vede nella Chiesa una societร umana (spesso terribilmente umana), ma anche un Corpo nel quale abita Dio, un organismo composto di innumerevoli cellule individuali, nel quale dimora una divina Personalitร ; crede che quella societร svolga unโopera di redenzione del genere umano e che la Chiesa sia piรน una scuola di dottrina o il miglior circolo religioso esistente, piรน che lโambasciatrice di Dio e Sposa di Cristo; per il cattolico โ che vede nella Chiesa non una religione tra tante, ma lโunica, e che crede non ci possa essere paragone tra essa e le altre religioni โ lโessere membro di tale corpo, cellula di tale organismo รจ da preferirsi a tutto, e la perdita di tale bene รจ lโunica suprema sciagura o crimine. Certamente, il cattolico ritiene che sia possibile appartenere allโanima della Chiesa senza appartenere al corpo; รจ possibile quando ciรฒ non dipende dallโindividuo, il quale, pur non appartenendovi esternamente vi appartiene quindi internamente; comunemente perรฒ abbandonare il corpo significa abbandonare lโanima.
Protocollo fissato nel corso della riunione tenutasi a Roma il 4 maggio 1988 tra S. Em. il Cardinale Joseph Ratzinger e S. Ecc. Mons. Marcel Lefรจbvre, e firmato dai due prelati il 5 maggio 1988.
Io, Marcel Lefรจbvre, arcivescovo e vescovo emerito di Tulle, insieme con i membri della Fraternitร Sacerdotale San Pio X da me fondata:
1) promettiamo di essere sempre fedeli alla Chiesa cattolica e al romano Pontefice, suo Pastore Supremo, Vicario di Cristo, Successore del Beato Pietro nel suo primato e Capo del corpo dei vescovi.
2) Dichiariamo di accettare la dottrina contenuta nel nยฐ 25 della Costituzione dogmatica Lumen Gentium del Concilio Vaticano II sul Magistero ecclesiastico e sull’adesione che gli รจ dovuta.
3) A proposito di certi punti insegnati dal Concilio Vaticano II o relativi alle riforme posteriori della liturgia e del diritto, che ci sembrano difficilmente conciliabili con la Tradizione, ci impegniamo ad assumere un atteggiamento positivo di studio e di comunicazione con la Sede Apostolica, evitando ogni polemica.
4) Dichiariamo inoltre di riconoscere la validitร del Sacrificio della messa e dei sacramenti celebrati con l’intenzione di fare ciรฒ che fa la Chiesa e secondo i riti indicati nelle edizioni tipiche del messale romano e dei rituali dei sacramenti promulgati dai Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II.
5) Infine promettiamo di rispettare la disciplina comune della Chiesa e le leggi ecclesiastiche, specialmente quelle contenute nel Codice di Diritto Canonico promulgato dal Papa Giovanni Paolo II, fatta salva la disciplina speciale concessa alla Fraternitร con legge particolare
Collegamenti ad altri articoli relativi ai lefebvriani
In quel tempo, vennero da Gesรน alcuni sadducei โ i quali dicono che non cโรจ risurrezione โ e lo interrogavano dicendo: ยซMaestro, Mosรจ ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. Cโerano sette fratelli: il primo prese moglie, morรฌ e non lasciรฒ discendenza. Allora la prese il secondo e morรฌ senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciรฒ discendenza. Alla fine, dopo tutti, morรฌ anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarร moglie? Poichรฉ tutti e sette lโhanno avuta in moglieยป.
Rispose loro Gesรน: ยซNon รจ forse per questo che siete in errore, perchรฉ non conoscete le Scritture nรฉ la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno nรฉ moglie nรฉ marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosรจ, nel racconto del roveto, come Dio gli parlรฒ dicendo: โIo sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbeโ? Non รจ Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave erroreยป.
Parola del Signore
Siamo natiโฆ viviamo da vivi e vivremo da morti!
La nascita, infatti, non รจ altro che un punto di partenzaโฆ una pedana di lancio. Poi dipende da te come la percorriโฆ puoi decidere di rimanere fermoโฆ di passeggiareโฆ di perdere tempoโฆ o di lanciartiโฆ di attraversare la pedanaโฆ di sfruttarne la possibilitร .
In sintesi, infatti, ci sono tre modi di vivere. Cโรจ chi vive in maniera passiva, guardando la vita passareโฆ subendo le situazioniโฆ lasciandosi trascinare. Cโรจ chi vive decidendo di vivereโฆ vivendo da protagonistiโฆ facendo scelte accollandosi le conseguenze. Infine, cโรจ chi vive in ascolto e in relazione con il Dio della vitaโฆ costruendo insieme a Lui la propria vita, le proprie scelte, la propria quotidianitร e sapendo che la vita non รจ tutta quiโฆ ma รจ qui e anche dopoโฆ e che il dopo, concretamente, lo scegliamo e lo prepariamo qui!
Ciรฒ che sarai domani, dipende dalle scelte di oggi!
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In questi giorni, da quando ho iniziato a parlare di Vetus Ordo, ho voluto chiedere direttamente a persone comuni โ non agli addetti ai lavori โ cosa percepissero in piรน nelle celebrazioni in rito antico rispetto a quelle che si professano conciliari ma che, in realtร , cedono al progressismo. Ho ascoltato persone che, certamente, non aderiscono a nessuna fazione ideologica. Tutte le risposte raccolte appartengono a fedeli che vivono ai quattro angoli del Paese, in cittร molto distanti tra loro e sparse per tutta Italia. Paradossalmente, l’atteggiamento di maggiore chiusura รจ arrivato da chi appartiene a determinate realtร ecclesiali, che ormai sembrano vivere in un mondo a sรฉ stante.Di seguito si riportano i principali fattori emersi da questa consultazione, analizzati punto per punto.
A โข ๐ฌ๐๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐: La motivazione primaria indicata risiede nella necessitร di ritrovare la centralitร di Dio nell’azione sacra. I fedeli dichiarano di aver abbandonato le chiese normali perchรฉ percepiscono la celebrazione rivolta al popolo come un dialogo orizzontale e antropocentrico, focalizzato sul sacerdote o sulla comunitร . L’orientamento ad orientem del rito antico viene scelto perchรฉ sposta visivamente il fulcro sull’altare e sul Tabernacolo.
B โข ๐๐ฅ ๐ช๐ฎ๐๐๐ซ๐จ ๐๐จ๐ง๐๐ข๐ฅ๐ข๐๐ซ๐: Tale orientamento รจ teologicamente coerente con il Concilio Vaticano II, il quale non ha mai decretato l’abolizione della posizione a Oriente nรฉ ha imposto l’altare rivolto al popolo (introdotto solo come opzione e raccomandato, in tempi successivi, dall’Ordinamento Generale del Messale Romano), mantenendo intatta la dottrina della Messa come Sacrificio.
C โข ๐๐ ๐๐๐ซ๐ข๐ฏ๐ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ ๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐: I fedeli motivano il distacco dalle parrocchie denunciando come il progressismo abbia ideologizzato la posizione versus populum, riducendo la Messa a un banchetto comunitario autoreferenziale e alimentando il protagonismo del celebrante.
A โข ๐ฌ๐๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐: Molti intervistati dichiarano di aver cercato il rito antico per fuggire dalla banalizzazione espressiva e dalla totale assenza di silenzio riscontrata nelle chiese ordinarie. Il latino e il Canone (a cui i fedeli si sono riferiti pur senza conoscerne il nome tecnico) recitato a bassa voce sono indicati come elementi fondamentali che favoriscono il raccoglimento interiore, l’adorazione e il senso del mistero. Si rileva come l’uso della lingua latina sia oggi perfettamente accessibile a chiunque, data l’estrema semplicitร dei supporti cartacei bilingui a disposizione dell’assemblea.
B โข ๐๐ฅ ๐ช๐ฎ๐๐๐ซ๐จ ๐๐จ๐ง๐๐ข๐ฅ๐ข๐๐ซ๐: Questo bisogno trova pieno riscontro nei decreti conciliari; la Sacrosanctum Concilium (art. 36 ยง1) impone infatti la conservazione della lingua latina nei riti latini, ammettendo la lingua volgare solo come concessione parziale.
C โข ๐๐ ๐๐๐ซ๐ข๐ฏ๐ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ ๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐: I partecipanti al sondaggio attribuiscono la colpa di questo impoverimento all’ala progressista, la quale ha rimosso interamente il latino e sostituito il silenzio mistico con una verbalizzazione didascalica e continua da parte dei celebranti o dei laici addetti all’animazione.
A โข ๐ฌ๐๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐: Un’alta percentuale di risposte evidenzia il rifiuto dell’arbitrio liturgico e dei personalismi dei sacerdoti o, talvolta, delle assemblee stesse nelle parrocchie ordinarie. I fedeli scelgono il rito antico perchรฉ la rigiditร e la precisione millimetrica delle sue rubriche garantiscono che la Messa sia l’azione della Chiesa, immutabile e dottrinalmente integra, specialmente nelle preghiere dell’Offertorio (sostituito nella forma riformata dalla struttura della Preparazione dei Doni, o presentazione delle offerte).
B โข ๐๐ฅ ๐ช๐ฎ๐๐๐ซ๐จ ๐๐จ๐ง๐๐ข๐ฅ๐ข๐๐ซ๐: Il principio della stabilitร รจ sancito dal Vaticano II (Sacrosanctum Concilium, art. 22 ยง3), che vieta tassativamente a chiunque, compresi i sacerdoti, di aggiungere, togliere o mutare la liturgia di propria iniziativa.
C โข ๐๐ ๐๐๐ซ๐ข๐ฏ๐ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ ๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐: Il sondaggio rileva come l’introduzione progressista della “creativitร liturgica” abbia distrutto la stabilitร del rito, esponendo i fedeli a continue variazioni arbitrarie dei testi e a formule dottrinalmente diluite.
A โข ๐ฌ๐๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐: La modalitร di ricezione dei Sacramenti costituisce un fattore decisivo. I fedeli dichiarano di frequentare il rito antico per poter ricevere la Santa Comunione in ginocchio e sulla lingua, ritenendo che i gesti tradizionali (incluso l’uso del piattino e la rigorosa purificazione dei frammenti) esprimano la retta fede nella presenza reale e nella transustanziazione.
B โข ๐๐ฅ ๐ช๐ฎ๐๐๐ซ๐จ ๐๐จ๐ง๐๐ข๐ฅ๐ข๐๐ซ๐: Nessun testo del Concilio ha mai indebolito la dottrina eucaristica o comandato la ricezione della Comunione sulla mano, la quale รจ stata introdotta nell’uso corrente solo successivamente attraverso specifici indulti.
C โข ๐๐ ๐๐๐ซ๐ข๐ฏ๐ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ ๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐: Le risposte denunciano che nelle chiese normali l’imposizione generalizzata della Comunione in piedi e sulla mano, unita all’abbandono dei piattini, ha causato una grave perdita del senso del sacro e una generale disattenzione verso i frammenti eucaristici.
A โข ๐ฌ๐๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐: Gli intervistati indicano tra le motivazioni principali il desiderio di sperimentare la reale cattolicitร della Chiesa, intesa in senso sia geografico sia storico. I fedeli rilevano che nelle parrocchie ordinarie la liturgia varia vistosamente da una realtร all’altra; tale frammentazione si manifesta in modo estremamente quantificabile soprattutto nell’ambito della Musica Sacra, la quale dovrebbe rivestire un carattere di universalitร . Al contrario, il rito antico offre una struttura e un repertorio musical immutabili in tutto il mondo, garantendo alle persone comuni una continuitร storica oggettiva con la tradizione orante dei secoli precedenti.
B โข ๐๐ฅ ๐ช๐ฎ๐๐๐ซ๐จ ๐๐จ๐ง๐๐ข๐ฅ๐ข๐๐ซ๐: Il Concilio ha escluso ogni principio di rottura con il passato, stabilendo che le riforme dovessero scaturire organicamente dalle forme preesistenti e assegnando al canto gregoriano il posto principale nelle azioni liturgiche (Sacrosanctum Concilium, art. 116).
C โข ๐๐ ๐๐๐ซ๐ข๐ฏ๐ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ ๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐: Il sondaggio evidenzia come la visione progressista abbia imposto una vera e propria rottura storica, frammentando l’universalitร rituale attraverso un’inculturazione esasperata โ e, nella maggior parte dei casi, del tutto inopportuna โ riducendo la liturgia domenicale a una costante sperimentazione sociologica.
๐๐ข๐ง๐ญ๐๐ฌ๐ข ๐ ๐ข๐ง๐๐ฅ๐ – La consultazione dimostra che il passaggio al rito antico รจ una risposta diretta alla destrutturazione liturgica operata nelle parrocchie ordinarie dalle interpretazioni progressiste. I fedeli non cercano un ritorno al passato, ma esigono la tutela della fede e della sacralitร che il Concilio Vaticano II stesso aveva ordinato di preservare. Purtroppo, una vasta parte del clero respinge questa legittima richiesta, liquidandola con derisione come un mero formalismo esteriore o un attaccamento nostalgico a vecchi schemi. Al contrario, i dati dimostrano che i fedeli vogliono semplicemente entrare in un Tempio e stare con Gesรน, e non trovarsi in un’aula multifunzionale o in un salotto sociale dove l’attenzione รจ catalizzata dalle dinamiche umane. Il desiderio emerso con maggiore forza รจ quello di attingere direttamente al Mistero, in uno spazio e in un tempo interamente consacrati all’adorazione, dove il silenzio, la solennitร dei gesti e l’altezza della Musica Sacra non facciano da barriera, ma da via d’accesso immediata alla presenza reale del Signore. La richiesta comune รจ che la liturgia torni a essere ciรฒ che รจ per sua natura: il cielo sulla terra, un luogo d’incontro oggettivo con il sacro, protetto dall’arbitrio e dalle mode del momento.
In quel tempo, mandarono da Gesรน alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: ยซMaestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perchรฉ non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo veritร . ร lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?ยป.
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: ยซPerchรฉ volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederloยป. Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: ยซQuesta immagine e lโiscrizione, di chi sono?ยป. Gli risposero: ยซDi Cesareยป. Gesรน disse loro: ยซQuello che รจ di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che รจ di Dio, a Dioยป.
E rimasero ammirati di lui.
Parola del Signore
Vivi avendo un unico Signoreโฆ e dando la giusta importanza a tutti gli altri signori della vita. Potrebbe essere questa la sintesi del vangelo di oggi.
Credere in Dio, infatti, non significa fregarsene di tutto il resto, significa, invece, saperne dare il giusto pesoโฆ significa sapere vivere nel mondo, da cristiani, ma nel mondo.
La vera sfida del credente, infatti, รจ essere lievitoโฆ fare crescere il mondoโฆ migliorandolo sempre.
Il cristiano non รจ esente dagli obblighi e dagli impegni della societร . Ne รจ libero non nel senso che puรฒ non assumerli, ma nel senso che non ne รจ schiavoโฆ non cerca, in questo mondo, la sua immagineโฆ non cerca consensiโฆ ma si mette a servizio per il bene comune, per i piรน fragili.
Mettersi al servizio degli altri non รจ unโaltra faccia dellโamoreโฆ ne rappresenta la stessa faccia, perchรฉ amare รจ servire.
Vuoi migliorare il mondo? Fai bene il tuo dovere!
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In quel tempo, Gesรน si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:
ยซUn uomo piantรฒ una vigna, la circondรฒ con una siepe, scavรฒ una buca per il torchio e costruรฌ una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andรฒ lontano.
Al momento opportuno mandรฒ un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandรฒ loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandรฒ un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviรฒ loro per ultimo, dicendo: โAvranno rispetto per mio figlio!โ. Ma quei contadini dissero tra loro: โCostui รจ lโerede. Su, uccidiamolo e lโereditร sarร nostraโ. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farร dunque il padrone della vigna? Verrร e farร morire i contadini e darร la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: โLa pietra che i costruttori hanno scartato รจ diventata la pietra dโangolo; questo รจ stato fatto dal Signore ed รจ una meraviglia ai nostri occhiโ?ยป.
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.
Parola del Signore
Siamo persone con una memoria molto cortaโฆ e presi da tante cose della vita ci dimentichiamo spessoโฆ lโessenziale: la vita รจ un dono.
ร un dono essere quiโฆ un insieme di opportunitร . Certo, si sono anche momenti difficili e tristi, ma vale sempre la pena vivereโฆ perchรฉ si incontrano personeโฆ ci si relazionaโฆ si mettono a frutto doni che ci vengono datiโฆ si ama e si riceve amoreโฆ si diffonde il bene. Insomma, si viveโฆ vivere รจ questoโฆ fare circolare vita, bellezza, speranza!
Purtroppo, perรฒ, presi da tante cose, ci dimentichiamo di questi doniโฆ della vita, del tempo e delle relazioni e viviamo tutto col tentativo di possedere, manipolareโฆ stravolgere ciรฒ che abbiamoโฆ e questo lo facciamo anche se ci definiamo credenti.
Insomma, pensiamo di lavorare nella vigna del Signore ma ci dimentichiamo del Signore della vignaโฆ per lavorare, alla fine, solo per noi stessi!
Dona vita in tutto ciรฒ che fai e sarai sempre felice!
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