Il Vangelo del giorno – Mercoledรฌ 07 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Mercoledรฌ โ€“ B.V. Maria del Rosario

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 11,1-4

Gesรน si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: ยซSignore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoliยป.

Ed egli disse loro: ยซQuando pregate, dite:

Padre,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno;

dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,

e perdona a noi i nostri peccati,

anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,

e non abbandonarci alla tentazioneยป.

Parola del Signore

Pregare non รจ semplicemente dire preghiereโ€ฆ

Pregare รจ ascoltare un Padre che parlaโ€ฆ percepirlo nella propria vitaโ€ฆ desiderarlo per sรฉโ€ฆ ma anche per gli altriโ€ฆ per tuttiโ€ฆ

Pregare รจ volere stare con Dioโ€ฆ ogni giornoโ€ฆ

Pregare รจ volere stare bene con tuttiโ€ฆ รจ volere che tutti stiano beneโ€ฆ

Pregare รจ capire che solo con Dioโ€ฆ sto nella paceโ€ฆ nel perdono lo sperimentoโ€ฆ nella comunione lo vivoโ€ฆ

Pregare รจ lโ€™unica strada per non sentirsi ed essere soloโ€ฆ

Pregare รจ lโ€™unica strada per affrontare con Dio le difficoltร  della vitaโ€ฆ

Con un Padre cosรฌ posso affrontare tutto!

In Sicilia, le letture sono diverse e il vangelo รจ: Lc 1,26-38

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Canale Telegram Don Antonio  Mancuso

Il Vangelo del giorno – Martedรฌ 06 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Martedรฌ โ€“ XXVII TO A

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 10,38-42

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesรน entrรฒ in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitรฒ.

Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.

Allora si fece avanti e disse: ยซSignore, non tโ€™importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiutiยป. Ma il Signore le rispose: ยซMarta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola cโ€™รจ bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarร  toltaยป.

Parola del Signore

Non si tratta di scegliere se essere come Marta o come Mariaโ€ฆ si tratta di capire che cโ€™รจ un poโ€™ di Marta e un poโ€™ di Maria in ciascuno di noi e che se รจ vero che a volte convivono pacificamenteโ€ฆ รจ anche vero che spesso diamo piรน spazio alla Marta e ci facciamo prendere dalle molte cose da fare.

Perchรฉ? perchรฉ cโ€™รจ una grande tentazione che si nasconde dentro Marta (e anche dentro di noi) pensare che sia piรน utile il fare rispetto al pregare.

รˆ la tentazione della presunzioneโ€ฆ del sentirsi superiori perchรฉ quando si fa qualcosa se ne vedono concretamente e subito i risultati.

I frutti della preghiera, invece, non sempre si vedono subitoโ€ฆ e non sempre si vedonoโ€ฆ ma รจ proprio questo lโ€™aspetto di fede che emerge dalla preghiera: sapereโ€ฆ avere la certezza e lโ€™importanza della sua utilitร  pur non vedendone i frutti subito.

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Il Vangelo del giorno – Lunedi 05 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Lunedรฌ โ€“ XXVII โ€“ TO A

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 10,25-37

In quel tempo, un dottore della Legge si alzรฒ per mettere alla prova Gesรน e chiese: ยซMaestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?ยป. Gesรน gli disse: ยซChe cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?ยป. Costui rispose: ยซAmerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stessoยป. Gli disse: ยซHai risposto bene; faโ€™ questo e vivraiยป.

Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesรน: ยซE chi รจ mio prossimo?ยป. Gesรน riprese: ยซUn uomo scendeva da Gerusalemme a Gรจrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passรฒ oltre. Anche un levรฌta, giunto in quel luogo, vide e passรฒ oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciรฒ le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricรฒ sulla sua cavalcatura, lo portรฒ in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirรฒ fuori due denari e li diede allโ€™albergatore, dicendo: โ€œAbbi cura di lui; ciรฒ che spenderai in piรน, te lo pagherรฒ al mio ritornoโ€. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che รจ caduto nelle mani dei briganti?ยป. Quello rispose: ยซChi ha avuto compassione di luiยป. Gesรน gli disse: ยซVaโ€™ e anche tu faโ€™ cosรฌยป.

Parola del Signore

Non domandarti chi รจ il tuo prossimoโ€ฆ sii tu prossimo degli altriโ€ฆ di chi ha bisogno.

E per aiutare chi รจ nel bisognoโ€ฆ per diventare prossimo occorre avere occhi che vedono e cuore capace di compassione. Occorre sapere cambiare i propri pianiโ€ฆ occorre sapere coinvolgere anche altri e lavorare in reteโ€ฆ occorre sapere rinunciare alle proprie coseโ€ฆ

Il sacerdote, il levita e il samaritano si accorsero dellโ€™uomo mezzo mortoโ€ฆ tutti e tre lo videroโ€ฆ ma mentre il sacerdote e il levita passarono oltreโ€ฆ solo il Samaritano ha saputo prendersene curaโ€ฆ solo lui si รจ fatto veramente prossimo!

Non passare oltre il dolore degli altri, se lo hai visto รจ perchรฉ tu possa fare qualcosa!

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FRANCESCO

Un pensiero di padre David Turoldo a San Francesco d’Assisi

โ€œTu sei il liuto, Francesco, ma รจ il

Signore che suona il liuto; tu sei un

flauto, Francesco, ma il soffio รจ del

tuo Signore; tu sei un monte sopra la

valle, Francesco, ma lโ€™Eco, lโ€™Eco รจ la

voce sua e del suo silenzioโ€

Amate, solo amate

Francesco, ancora ritorna a dire

ai fiori, agli alberi, al fiume,

a dirlo danzando

come facevi

per le vie e i colli dellโ€™Umbria;

a gridarlo al mondo intero,

a quanti incontri per via;

ma gridarlo danzando

come facevi:

โ€œAmate, solo amate

e amatevi

e date

e donatevi

e perdonate e fate paceโ€

Dire solo questo,

gridarlo anche alle pietre

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Il Vangelo del giorno – Domenica 04 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Domenica โ€“ XXVII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 21,33-43

In quel tempo, Gesรน disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:

ยซAscoltate unโ€™altra parabola: cโ€™era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantรฒ una vigna. La circondรฒ con una siepe, vi scavรฒ una buca per il torchio e costruรฌ una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andรฒ lontano.

Quando arrivรฒ il tempo di raccogliere i frutti, mandรฒ i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandรฒ di nuovo altri servi, piรน numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandรฒ loro il proprio figlio dicendo: โ€œAvranno rispetto per mio figlio!โ€. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: โ€œCostui รจ lโ€™erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua ereditร !โ€. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

Quando verrร  dunque il padrone della vigna, che cosa farร  a quei contadini?ยป.

Gli risposero: ยซQuei malvagi, li farร  morire miseramente e darร  in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempoยป.

E Gesรน disse loro: ยซNon avete mai letto nelle Scritture:

โ€œLa pietra che i costruttori hanno scartato

รจ diventata la pietra dโ€™angolo;

questo รจ stato fatto dal Signore

ed รจ una meraviglia ai nostri occhiโ€?

Perciรฒ io vi dico: a voi sarร  tolto il regno di Dio e sarร  dato a un popolo che ne produca i fruttiยป.

Parola del Signore

Cosa fai di ciรฒ che Dio ti ha affidato?

Quella di questa domenica รจ una parabola che descrive la storia della salvezza. Molto semplice e chiara: il padrone della vigna รจ Dio, la vigna รจ il popolo di Israele, i contadini sono i capi del popolo, i servi sono i profeti e il figlio del padrone รจ Gesรน.

Insomma, da una parte cโ€™รจ la cura di Dio per il popolo eletto, dallโ€™altra, proprio i responsabili politici e religiosi non accolgono nรฉ i profeti nรฉ Gesรน Cristo stesso che metteranno a morte.

Ma oggi questa parabola la leggiamo noi ed รจ a noi destinata. E dobbiamo allora chiederci cosa possa dire a noi oggi.

Dio ci dona la vita con tutto quello che questo significaโ€ฆ una vita allโ€™interno di un condominio, di una cittร , di un pianeta, allโ€™interno di relazioniโ€ฆ

Dio si fida di noiโ€ฆ ci fa sale, lievito, luce perchรฉ nel contesto nel quale ci troviamo possiamo fare la differenza, dando gusto, sapore, ma anche un altro modo di vedere le cose.

Ecco, la nostra missione รจ proprio questa: fare la differenzaโ€ฆ dare una speranzaโ€ฆ portare la luce nuova del vangeloโ€ฆ dellโ€™amore, della misericordia, della veritร โ€ฆ lรฌ dove ci troviamoโ€ฆ che รจ lรฌ dove Dio ci ha messo.

Ma non siamo soliโ€ฆ abbiamo come aiuto: la chiesa, i sacramenti, i profeti della vita ordinariaโ€ฆ

Impariamo a domandarci allora: perchรฉ mi trovo in questa situazione? Come posso fare la differenza in questa relazione? come dare speranza qui ed oggi? Dio si serve di noi per arrivare agli altri. Non รจ una cosa di poco conto.

Il problema nasce queando dimentichiamo di avere una missione e lavoriamo per conto proprio facendo della responsabilitร  ricevuta una proprietร  da gestire come vogliamoโ€ฆ facendo di testa nostra!

Perรฒ facendo cosรฌโ€ฆ quelle persone che Dio mi ha affidato e che dovrebbero con me sperimentare il Suo amoreโ€ฆ alla fine con me non incontrano Lui ma incontreranno solo me. E da me nessuno puรฒ ottenere salvezza!

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meditazione sul Salmo 50

La quaresima inizia il mercoledรฌ delle ceneri con la liturgia che propone come salmo responsoriale il salmo 50 (nella numerazione ebraica n.51), il celebre โ€œmiserereโ€, da sempre salmo penitenziale per eccellenza. La tradizione della Chiesa ha tenuto in gran conto questo salmo (attribuito al re Davide), perchรฉ offre importanti spunti di riflessione per il nostro cammino quaresimale. Riflessione che se noi tralasciamo, a Pasqua non approderemo a niente.

Lโ€™allora arcivescovo di Milano, card. Carlo M. Martini, da biblista qual era, nel 1983 tenne un ciclo di conferenze su questo salmo 50 che attraversa tutta la storia della Chiesa e della spiritualitร : costituisce lo schema interiore delle Confessioni di Agostino; รจ stato amato, meditato, commentato da Gregorio Magno; รจ divenuto segnale di ardente difesa dellโ€™immagine di Dio nelle infuocate prediche del Savonarola e motti di speranza dei soldati di Giovanna dโ€™Arco; รจ stato studiato intensamente da Martin Lutero che vi ha dedicato pagine indimenticabili; รจ lo specchio della coscienza segreta dei personaggi di Dostoevskij e una chiave di lettura dei suoi romanzi. Musicisti come Bach, Donizetti e altri piรน vicini al nostro tempo lโ€™hanno ripensato in musica

Noi che cosa diciamo a Dio quando preghiamo il Miserere? Il testo del salmo 50 รจ comprensibile a tutti sulla scorta dellโ€™esperienza religiosa che ognuno fa nella vita di fede. Lโ€™analisi del testo richiederebbe lโ€™esegesi parola per parola del testo ebraico, ma a noi interessano solo i temi piรน significativi del percorso penitenziale che compiamo in quaresima.

1 โ€“ Il versetto 13 (a metร ) esprime il fine della preghiera: per non essere privati dello Spirito Santo, respinti da Dio, dal 1ยฐ versetto chiediamo subito qualcosa. Nel canto popolare sentiamo risuonare da subito le parole: Pietร  di me o Dio nel tuo amore, nel tuo affetto cancella il mio peccato. Ci suona come una nostra supplica a Dio perchรฉ abbia pietร  di noi, ci compatisca, abbia misericordia delle nostre miserie e voglia quindi perdonare i nostri peccati: cancella, lavami, mondami dalle sozzure che sporcano lโ€™anima e il corpo.

Non cโ€™รจ purificazione rituale efficace quanto lavare le proprie vesti nel sangue dellโ€™agnello, col perdono sacramentale elargito in virtรน dei meriti della passione dellโ€™Agnello di Dio. Gesรน Cristo nella sua passione ci ha meritato la grazia divina che sgorga dal costato trafitto e si comunica nei sacramenti, โ€œdei vivi e dei mortiโ€ in senso spirituale. Il sacramento della confessione รจ stato istituito dal Risorto proprio dopo la sua Pasqua per attuare ancora la salvezza nel tempo seguente, rimettendo il peccato attuale. Perchรฉ o siamo โ€œpieni di Spirito Santoโ€ o saremo pieni di peccato.

2 โ€“ Confessandoci affermiamo implicitamente: riconosco la mia colpa. La presa di coscienza del proprio peccato โ€“ che si riconosce come male โ€“ รจ contestuale al pentimento; per questo il catechismo mette lโ€™esame di coscienza prima del pentimento. Nellโ€™esame di coscienza andiamo a ricercare puntualmente pensieri, parole, opere, omissioni, che contravvengono la legge morale. Guardando la realtร  con lo sguardo della fede riconosciamo: ciรฒ che รจ male ai tuoi occhi io lโ€™ho fatto. Quando รจ piรน evidente la consapevolezza รจ immediata. Dโ€™altronde il mio peccato mi sta sempre dinanzi, ce lโ€™ho sempre sotto gli occhi, perchรฉ nel peccato sono stato generato, mia madre mi ha concepito col peccato originale, non riesco a liberarmene mai per tutta la vita.

La nostra condizione di peccatori รจ permanente, sono disperato a vita? Come vivere questo stato in rapporto a Dio tre volte santo? Come presentarci al cospetto di Dio da peccatori? Come salire allโ€™altare di Dio portandosi appresso i peccati? Potremo forse nascondergli le macchie sulla nostra veste battesimale? Sono domande che non possiamo eludere nella nostra vita spirituale, cioรจ nella vita di grazia quando preghiamo e ci accostiamo ai sacramenti.

3 โ€“ Devo rispondere a quelle domande perchรฉ tu Signore vuoi la sinceritร  del cuore e nellโ€™intimo mi insegni la sapienza. Se penso alla sapienza della croce di cui parla San Paolo, comprendo il mistero della sofferenza, anche quella che viene dai propri peccati, causata da noi stessi. E vedo che anche sulla croce Gesรน ha perdonato i suoi carnefici, manifestando sino allโ€™ultimo misericordia. Allora non mi resta che confidare nella sua misericordia e affidarle i miei peccati.

Il salmo riprende allora la supplica iniziale: Purificami con issopo e sarรฒ mondato, lavami e sarรฒ piรน bianco della neve. Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. Il salmista chiede con insistenza il perdono di Dio, perchรฉ evidentemente รจ fiducioso di poterlo ricevere. Il salmo che si recitava ai piedi dellโ€™altare esprimeva ancora meglio questa certezza e concludeva: Spera in Dio: ancora potrรฒ lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

4 โ€“ Non รจ una cosa che si svolge interamente nellโ€™intimitร  del mio cuore o nel segreto della mia camera. Gesรน non ha solo parlato, ha operato, compiuto dei gestiโ€ฆ La penitenza per noi รจ un sacramento, da celebrarsi con un ministro della riconciliazione, che agisce in persona Christi come ha detto Gesรน a Santa Faustina: Quando vai alla confessione, sappi che io stesso ti aspetto in confessionale, mi copro soltanto dietro il sacerdote, ma sono io che opero nellโ€™anima.

5 โ€“ La remissione dei peccati mi rende la condizione di salvato. Il peccato perdonato รจ cancellato, viene dimenticato da Dio, bisogna impegnarsi per lโ€™avvenire, andare avanti con spirito saldo e cuore puro, camminando in compagnia di Gesรน. Ricadremo altre volte, ma possibilmente in modo meno rovinoso, se desideriamo essere altro rispetto a prima, se desideriamo cambiare e non essere schiavi del peccato.

Lโ€™effetto tangibile del perdono di Dio sarร  la gioia di essere salvati. Riconciliati con Dio possiamo tornare a fare comunione con lui, ricordando 2ยฐ-3ยฐ dei cinque precetti della Chiesa: confessare tutti i peccati almeno una volta lโ€™anno e fare la comunione a Pasqua. Celebrare la passione-morte-risurrezione di Cristo non รจ partecipare a nessuna rappresentazione, รจ sperimentare le conseguenze dellโ€™evento, coinvolti dalla grazia che tocca la nostra vita. Altrimenti Gesรน Cristo rimane chiuso dentro un libro e la nostra fede รจ un bel discorso.

6 โ€“ La conclusione del salmo ci fa cogliere ancora la novitร  cristiana. Liberami dal sangue, uno spirito contrito e affranto vale piรน di tutti gli olocausti e i sacrifici. Gesรน ci ha acquistato la salvezza, per accoglierla nessuno di noi deve ripetere la sua passione, la confessione assolve piรน delle penitenze corporali e mortificazioni. Il card. Martini diceva: il Sacramento della Confessione si colloca tra il primo perdono battesimale e il giudizio finale. In esso si rivela la bontร  di Dio che, mediante la Chiesa, restituisce gradualmente lโ€™uomo alla coscienza della sua dignitร  e lo prepara a un giudizio divino che svelerร  il miracolo di amore che Dio ha fatto in ciascuno di noi, poveri peccatori. Auguri che sia cosรฌ per tutti.


1ย Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.
2ย Quando venne da lui il profeta Natan dopo che aveva peccato con Betsabea.
3ย Pietร  di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontร  cancella il mio peccato.
4ย Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
5ย Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
6ย Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che รจ male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
perciรฒ sei giusto quando parli,
retto nel tuo giudizio.
7ย Ecco, nella colpa sono stato generato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.
8ย Ma tu vuoi la sinceritร  del cuore
e nell’intimo m’insegni la sapienza.
9ย Purificami con issopo e sarรฒ mondo;
lavami e sarรฒ piรน bianco della neve.
10ย Fammi sentire gioia e letizia,
esulteranno le ossa che hai spezzato.
11ย Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe.
12ย Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
13ย Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
14ย Rendimi la gioia di essere salvato,
sostieni in me un animo generoso.
15ย Insegnerรฒ agli erranti le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
16ย Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza,
la mia lingua esalterร  la tua giustizia.
17ย Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode;
18ย poichรฉ non gradisci il sacrificio
e, se offro olocausti, non li accetti.
19ย Uno spirito contrito รจ sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.
20ย Nel tuo amore fa grazia a Sion,
rialza le mura di Gerusalemme.
21ย Allora gradirai i sacrifici prescritti,
l’olocausto e l’intera oblazione,
allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.

amore&psiche

Poichรฉ l’amore s’impone solo amorevolmente, l’amore รจ sรฌ sommamente vulnerabile dall’esterno, ma profondamente indistruttibile dall’interno. Esso rimane nel proprio elemento, irraggia per includere in sรฉ. Esso non puรฒ distruggere, ma solo trasformare ciรฒ che gli si oppone. Lร  dove avviene questo, si compie come da sรฉ quell’allontanamento dal proprio io che supera per radicalitร  la distruzione, si compie la dialettica tra essere e non essere che appartiene all’essenza dell’amore
(Jungle E., “Dio mistero del mondo”)

Albino Sanna, Lettere di adolescenti, Roma

Vi รจ la curiositร  e lโ€™esigenza di conoscere lโ€™altro sesso, nel quale si scopre qualcosa di diverso e di complementare che attira lโ€™attenzione.
In genere il โ€œprimo amoreโ€ nasce in momenti imprevisti e quasi per caso: non รจ tanto โ€œquelโ€ ragazzo che attira lโ€™attenzione, quanto โ€œil ragazzoโ€. Questo รจ un momento entusiasmante e insieme difficile e delicato per ogni ragazza.
Se si ha la fortuna di avere accanto una persona saggia e comprensiva, si puรฒ superare presto questo primo approccio con i ragazzi, vedendo in loro non tanto e non solo le fattezze fisiche, quanto persone di cui si possono apprezzare e valutare el qualitร  piรน profonde e piรน vere, vivendo questo momento con serenitร  e con gioia per il dono dellโ€™amicizia, gustando il piacere dellโ€™incontro e , soprattutto, del rispetto reciproco, accogliendo questo nascere dellโ€™amore senza fretta, senza precipitazione, senza false illusioni per il futuro; non chiudendo lโ€™amicizia a un solo ragazzo ma vivendola con gli altri e con le altre senza sotterfugi, senza โ€œconsumareโ€ lโ€™amore, senza egoismi e senza ricercare solo il proprio piacere, e infine, parlandone con sinceritร  con i genitori o con una persona adulta che merita fiducia.

dal Catechismo dei giovani

C’รจ una silenziosa chiamata di Dio nell’essere uomo e donna. L’incontro tra un ragazzo e una ragazza libera dal disagio della solitudine. Lo sguardo affettuoso dell’altro per me e di me per l’altro, ci fa sentire come due mondi personali interessati, carichi di energie e di valori. Dio ci propone un lungo cammino di maturazione. Essere disponibili all’accoglienza dell’altro รจ una strada impegnativa. Occorre permettere all’altro che si sveli, non soltanto nei suoi impulsi affettivi, ma anche nella sua storia, nel suo mondo interiore, nei suoi interessi e nei suoi progetti. Tanti incontri iniziati con entusiasmo si sono arenati e dissolti proprio di fronte alla fatica quotidiana del comprendersi e dell’accogliersi rispettosamente.

Felice Nuvoli, Veritร  e conoscenza, Ed. Cusl

In realtร , io ho necessitร  dell’altro per diventare me stesso, proprio come egli ha bisogno di me. Si tratta di un bisogno che mi penetra fin nella mia intimitร  vitale piรน profonda. La presenza di questo bisogno si manifesta anche nelle esperienze facilmente soggette all’egoismo e all’egocentrismo. Il desiderio sessuale รจ desiderio dell’altro: esso tende all’incontro, a rispondere all’incompletezza dell’essere individuale con la ricerca della reciprocitร . (…) Soprattutto vale la pena porre in rilievo che l’altro per me รจ una domanda di amore, qualcuno per cui io posso e faccio bene a lavorare: ciรฒ per me costituisce un invito all’attenzione, all’offerta, all’amore appunto!

Benedetto XVI & Francesco I, Enciclica Lumen fidei (2013), n.27

Lโ€™amore risulta oggi unโ€™esperienza legata al mondo dei sentimenti incostanti e non piรน alla veritร .
Davvero questa รจ una descrizione adeguata dellโ€™amore? In realtร , lโ€™amore non si puรฒ ridurre a un sentimento che va e viene. Esso tocca, sรฌ, la nostra affettivitร , ma per aprirla alla persona amata e iniziare cosรฌ un cammino, che รจ un uscire dalla chiusura nel proprio io e andare verso lโ€™altra persona, per edificare un rapporto duraturo; lโ€™amore mira allโ€™unione con la persona amata. Si rivela allora in che senso lโ€™amore ha bisogno di veritร . Solo in quanto รจ fondato sulla veritร  lโ€™amore puรฒ perdurare nel tempo, superare lโ€™istante effimero e rimanere saldo per sostenere un cammino comune. Se lโ€™amore non ha rapporto con la veritร , รจ soggetto al mutare dei sentimenti e non supera la prova del tempo. Lโ€™amore vero invece unifica tutti gli elementi della nostra persona e diventa una luce nuova verso una vita grande e piena. Senza veritร  lโ€™amore non puรฒ offrire un vincolo solido, non riesce a portare lโ€™”io” al di lร  del suo isolamento, nรฉ a liberarlo dallโ€™istante fugace per edificare la vita e portare frutto.

Anselm Grรผn, Affrontare e trasformare il male, Ed. Paoline

Quando parlo di un amore che fa scomparire il male, non parlo di un amore a cui mi costringo. Ci sono persone che cercano di amare ma non ci riescono, perchรฉ il loro amore nasce soltanto dalla volontร  e ignora tutta l’oscuritร  presente nella loro anima. In un simile amore il male e l’oscuritร  si intrufoleranno sempre. Spesso diventa un amore acquistato con un comportamento aggressivo verso chi la pensa diversamente. E’ un amore limitato, che sa amare soltanto gli aspetti positivi, ma ignora quelli negativi. L’amore che fa svanire il male, invece, รจ arrivato in fondo all’anima passando per l’oscuritร  e il caos che essa racchiude. Lร  c’รจ un amore che puรฒ sconfiggere il male partendo dal fondo.

Se non siamo in pace con noi stessi non potremo esserlo neanche con gli altri. Che forma assumerร  allora lโ€™amore che รจ apertura verso lโ€™alteritร ? L’eros cercherร  di sfogarsi con chiunque capiti, la filรฌa si sprecherร  con confidenze gratuite, lโ€™agape รจ annullato.
Eppure per quanto grande sia il numero di persone che circondano, nessuna รจ capace di riempire il vuoto di una in particolare. Chi puรฒ restituisci quello che abbiamo perso? Quando sembra di aver incontrato la persona giusta, ti rendi conto che non รจ la stessa. Non ritrovi piรน la stessa bellezza, la confidenza, intimitร , complicitร  che solo gli affetti piรน stretti sanno dare. Non ritrovi piรน la stessa perchรฉ ogni persona รจ a suo modo unica e inimitabile.

Ad un certo punto della vita impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un’anima. Impari che l’amore non รจ appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non รจ sicurezza. Inizi ad imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse. Cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti, con la grazia di un adulto e non con il dolore di un bambino. Impari a costruire tutte le tue strade di oggi perchรฉ il terreno di domani รจ troppo incerto per fare piani. Perciรฒ pianti il tuo giardino e decori la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti mandi fiori. (V. A. Shoffstall)

profezie e avvertimenti

XXVII dom. Tempo Ordinario (A)

Is 5,1-7; Sal 79; Fil 4,6-9; Mt 21,33-43

Quando il Signore Gesรน parla agli israeliti, gli ricorre sovente sulle labbra questa domanda: non avete letto nella Scrittura… che Dio li creรฒ maschio e femminaโ€ฆ che la pietra scartata dai costruttori รจ divenuta testata dโ€™angoloโ€ฆ? Noi oggi dovremmo farci una domanda intelligente e necessaria per comprendere: cosa cโ€™entra la โ€œpietraโ€ con la parabola della vigna? Apparentemente รจ tuttโ€™altro discorso, sebbene il vero significato della parabola non รจ letterale, รจ quello metaforico che intende dire Gesรน.

Nel brano di Vangelo lโ€™immagine della vigna รจ la stessa di Isaia: la vigna del Signore รจ la casa di Israele; gli abitanti di Giuda la sua piantagione preferita. Le vigne al tempo erano bei luoghi come per noi giardini e parchi, offrivano pure un alimento. In questo carme/poema il Signore della vigna si รจ prodigato per curarla e si aspettava di raccogliere buoni frutti, invece ha prodotto uva selvatica: aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi. Il padrone decide di abbandonarla, non la coltiverร  piรน, la lascerร  alla mercรฉ del bestiame e diventerร  un deserto. Questo disastro predetto dal profeta, Israele lโ€™avrebbe conosciuto nei tempi a seguire. Tuttavia non sarebbe stata la fine di tutto, siamo solo al cap. 5, alla fine del libro (cap.62) scriverร : Nessuno ti chiamerร  piรน Abbandonata, nรฉ la tua terra sarร  piรน detta Devastata, ma tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra avrร  uno sposo.

Anche la parabola espressa da Gesรน sembra avere un lieto fine. Lโ€™immagine si ripropone ancora valida per il Nuovo Israele, il popolo della Nuova Alleanza. Domenica scorsa Gesรน disse a Sommi Sacerdoti e anziani del popolo che i pubblici peccatori gli sarebbero passati avanti nel Regno dei cieli; oggi li paragona ai vignaioli assassini che uccisero (letteralmente) i profeti e da ultimo Gesรน stesso, il Figlio di Dio. Lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero: Gesรน รจ stato portato fuori dalle mura della cittร  e giustiziato. Ma pure eliminandolo, la storia non รจ finita lรฌ, รจ stato un deicidio dal quale Dio comunque non esce sconfitto. Dio รจ amore al punto che neanche un simile rifiuto riesce a renderlo nemico dellโ€™uomo sua creatura.

Il tempio distrutto in tre giorni Dio lo ricostruisce: risuscita Gesรน Cristo che diviene la testata dโ€™angolo, la pietra fondamentale di un nuovo edificio spirituale, perchรฉ lui parlava del tempio del suo corpo mistico. โ€œNon avete letto la Scrittura?โ€ La vigna sarร  data ad altri vignaioli, il regno di Dio a un altro popolo che lo farร  fruttificare. Leggendo queste parole di Gesรน agli israeliti, una brutta tentazione per noi รจ considerarle solo in funzione antisemita, cioรจ una critica valida solo per Israele. Pensando cosรฌ, implicitamente ci consideriamo noi (cristiani, Chiesa di Dio) dei giusti e di diritto una societร  di salvati. Onde per cui per salvare il mondo, basterebbe semplicemente includerlo dentro il recinto, portarlo in Chiesa e benedirlo, con o senza conversione dal peccato.

Invece quando รจ che noi abbiamo la garanzia di essere salvati? Quando abbiamo lโ€™intima certezza di essere in grazia di Dio. Non quando dubitiamo di essere in peccato mortale, quando abbiamo lโ€™intima certezza di essere in grazia di Dio. E la pace di Dio che sorpassa ogni intelligenza – e teoria che noi siamo capaci di elaborare – custodirร  i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesรน, dice oggi San Paolo. Questa รจ davvero la roccia di salvezza quando si agitano le acque e sembra persa la stella polare. Pensando a Dio senza vivo rapporto con lui, senza preghiere, suppliche, ringraziamenti รจ finita la nostra religione. Tra una lettura e lโ€™altra, tra un fioretto e lโ€™altro, ricordiamo cosa diceva Santโ€™Alfonso: chi prega si salva, chi non prega si danna.

Il Vangelo del giorno – Sabato 03 Ottobre 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Sabato โ€“ XXVI TO A

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 10,17-24

In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: ยซSignore, anche i demรฒni si sottomettono a noi nel tuo nomeยป.

Egli disse loro: ยซVedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrร  danneggiarvi. Non rallegratevi perรฒ perchรฉ i demรฒni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perchรฉ i vostri nomi sono scritti nei cieliยป.

In quella stessa ora Gesรน esultรฒ di gioia nello Spirito Santo e disse: ยซTi rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perchรฉ hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sรฌ, o Padre, perchรฉ cosรฌ hai deciso nella tua benevolenza. Tutto รจ stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi รจ il Figlio se non il Padre, nรฉ chi รจ il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrร  rivelarloยป.

E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: ยซBeati gli occhi che vedono ciรฒ che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciรฒ che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciรฒ che voi ascoltate, ma non lo ascoltaronoยป.

Parola del Signore

Insopportabile vanagloriaโ€ฆ odioso orgoglioโ€ฆ rovinate tuttoโ€ฆ non solo relazioniโ€ฆ amicizieโ€ฆ parenteleโ€ฆ ma anche la relazione con il Signoreโ€ฆ

Giร โ€ฆ vanagloriaโ€ฆ orgoglioโ€ฆ superbiaโ€ฆ arroganzaโ€ฆ sono veleni che inquinano la vita relazionale ma possono anche impedire di ascoltare la voce del Signoreโ€ฆ di costruire e vivere un autentico cammino di fedeโ€ฆ

Impariamo a crescere nel dialogo col Signoreโ€ฆ cerchiamo Lui e prima di tutto Luiโ€ฆ il resto รจ tutto un dippiรน!

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