recensione di Roberto De Mattei a “La mafia di San Gallo. Un gruppo riformista allโinterno della Chiesa”, in Libero quotidiano, 15 novembre 2022
La lettura di questo libro รจ appassionante come un romanzo, ma tutto vi รจ documentato secondo un rigoroso metodo storico. Questo aspetto merita di essere sottolineato in un momento in cui certe teorie cospirative sono esposte in maniera superficiale e talvolta fantasiosa. Per supplire alla mancanza di prove, queste teorie utilizzano la tecnica di una narrazione, che fa presa sulle emozioni, piรน che sulla ragione, e conquista chi, con un atto di fede, ha giร deciso di credere allโinverosimile. Julia Meloni racconta invece la storia di una cospirazione reale, di cui espone accuratamente il fine, i mezzi, i luoghi, i protagonisti. ร la storia della โMafia di San Galloโ, come la definรฌ uno dei suoi principali esponenti, il cardinale belga Godfried Danneels.
premessa a Julia Meloni, “La mafia di San Gallo”, trad.it. Stefano Chiappalone, Ed. Fede&Cultura, novembre 2022
Come leggerete nel libro di Julia Meloni, lโagenda di papa Francesco รจ lโagenda del cardinale Martini, cioรจ lโagenda di San Gallo. Praticamente tutto ciรฒ che vi รจ stato detto o non detto su questโagenda รจ stato reso pubblico, oppure no, allo scopo di diffondere la visione di papa Francesco come โil papa delle sorpreseโ. Tra tutti i 265 pontefici risalendo fino a Pietro, nessuno di loro puรฒ eguagliare (almeno da vicino) il livello a cui il pontificato di Francesco era stato ideologicamente preordinato. ร inutile dire che, per chiunque fosse al corrente della mafia di San Gallo, non รจ stato affatto sorprendente quanto accaduto al conclave del marzo 2013. Anche se per il resto del mondo lโesecuzione di una cospirazione mafiosa appare come qualcosa di sconvolgente, concepirla e realizzarla richiedono esattamente lโopposto ai cospiratori: disciplina implacabilmente esigente, linee e sguardi prememorizzati e livelli di determinazione mescolati a scarsa chiarezza. Ora, come Meloni evidenzia efficacemente, lโattuazione dellโagenda di San Gallo era semplicemente questione di โpazienzaโ e di โtempoโ. Lโagenda era cosรฌ ben calcolata che, anche tra gli estranei alla mafia, questo shock puรฒ costituire solo una spiegazione parziale. I piรน acuti oppositori della mafia vedevano che quella fazione prendeva piede.
Julia Meloni, “La mafia di San Gallo”, trad.it. Stefano Chiappalone, Ed. Fede&Cultura, novembre 2022
Pochi mesi dopo lโelezione di Benedetto, che lui stesso aveva paragonato allโabbattersi della lama di una ghigliottina, apparve un misterioso diario del conclave. Molti vi scorsero un precoce assalto al pontificato di Benedetto โ e un elemento della campagna per la successiva ascesa papale di Bergoglio. Dichiarando di presentare il conteggio dei voti di un anonimo cardinale, il diario sosteneva che al primo ballottaggio Ratzinger ne raggiunse 47, Martini 9 e Bergoglio 10. Lโarticolo che lo accompagnava notava il buon auspicio implicito nel voto in piรน di Bergoglio rispetto a Martini โ rivelando che un gruppo di cui faceva parte anche Danneels puntava a sostenere Bergoglio.
Il vescovo svizzero Ivo Fรผrer, vescovo di San Gallo dal 1995 al 2005
โโIl cardinale italiano Carlo Martini, arcivescovo di Milano dal 1980 al 2002 (morto il 31 agosto 2012 a ottantacinque anni)
Il cardinale belga Godfried Danneels, arcivescovo metropolita di Bruxelles dal 1979 al 2010 (morto il 14 marzo 2019 allโetร di ottantacinque anni)
โโIl cardinale tedesco Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dellโunitร dei cristiani dal 2001 al 2010
โโIl vescovo olandese Ad van Luyn, vescovo di Rotterdam dal 1994 al 2011
โโIl cardinale tedesco Karl Lehmann, vescovo di Magonza dal 1983 al 2016 (morto lโ11 marzo 2018 allโetร di ottantuno anni)
โโIl cardinale italiano Achille Silvestrini (segretario amministrativo del Segretario di Stato vaticano Jean-Marie Villot)
Il cardinale britannico Basil Hume, arcivescovo di Westminster dal 1976 al 1999 (morto il 17 giugno 1999 a settantasei anni)
โโIl cardinale britannico Cormac Murphy-OโConnor, arcivescovo di Westminster dal 2000-2009 (morto il 1ยฐ settembre 2017 allโetร di ottantacinque anni)
Il cardinale portoghese Josรฉ Policarpo, patriarca di Lisbona, in Portogallo, dal 1998 al 2013 (morto il 12 marzo 2014 allโetร di settantotto anni)
Il cardinale ucraino Lubomyr Husar, arcivescovo di Kiev dal 2005 al 2011 (morto il 31 maggio 2017 allโetร di ottantaquattro anni)
Leonforte si prepara ad accogliere un evento destinato a lasciare il segno: la quarta edizione della Festa dellโIdentitร Siciliana โ Leonforte e Monti Erei, in programma sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 presso la suggestiva Villa Bonsignore. Due giornate dense di appuntamenti, pensate per riscoprire, valorizzare e condividere le radici culturali, linguistiche e tradizionali della Sicilia.
Lโiniziativa si aprirร sabato 16 maggio alle ore 10:00 con lโinaugurazione ufficiale affidata a Eliana Esposito, accompagnata dai saluti istituzionali del sindaco Piero Li Volsi e dellโassessore alla cultura Sabrina La Ferrara. Fin dal mattino, il programma entrerร nel vivo con interventi di grande interesse: alle 10:30 Fabio DโAngelo parlerร di tradizioni e identitร tra Leonforte e Branciforti, mentre alle 11:00 si terrร il panel โSicilia Anticaโ, con Vito Manuele sullโidioma leonfortese e Serena Milazzo su lingua, storia e identitร siciliana.
A mezzogiorno sarร protagonista la lingua siciliana con Marco Lo Dico, che affronterร il tema della sua vulnerabilitร e della necessitร di rivitalizzazione. Seguirร alle 12:45 lโintervento di Giuliana Di Franco per CNA Orafi Sicilia. Dopo una pausa pranzo libera, il pomeriggio proseguirร presso lโEcomuseo di Via Gran Fonte con una serie di incontri culturali: Alfredo Crimi racconterร โIl lamento a Leonforteโ (16:00), seguito da Fidapa Sicilia con Rosa Maria e Agata Lanza (16:45), Ciro Lomonte con un focus storico sulla Battaglia di Hastings (17:15), Giovanni Luca Sciovรจ con โI semi dellโidentitร โ (18:00) e Massimo Costa con una riflessione storico-storiografica sulla Sicilia (18:45). La giornata si concluderร alle 19:15 con una visita guidata alla Gran Fonte e al Giardino delle Ninfe.
Domenica 17 maggio la manifestazione riprenderร alle 8:00 con il Mercatino dei Coltivatori Diretti presso Villa Bonsignore. Alle 10:00 Salvatore Manna guiderร il pubblico alla scoperta della pesca IGP, della fava larga e della lenticchia di Leonforte. Seguirร alle 10:45 unโescursione in un campo di fave con raccolta diretta, per vivere unโesperienza autentica a contatto con la terra.
Il pranzo si terrร presso lโAgriturismo Villa Artemide, mentre nel pomeriggio, alle 15:00, si tornerร a Villa Bonsignore per lโintervento di Alfredo Crimi dedicato allโaltare di San Giuseppe e ai โcudduriโ. A seguire, laboratorio tradizionale con i โSignuri di li pani di San Giuseppeโ.
La serata si accenderร alle 18:30 con โA Festaโ: protagonisti i Raziuneddi di San Giuseppe, Angelo Cremona, il Gruppo Folkloristico Gran Fonte di Leonforte e lo spettacolo musicale โChista รจ la me terraโ con chitarra e voce di Sciara. Presenterร Irene Varveri. Gran finale alle 20:00 con lโinaugurazione della Tavolata di San Giuseppe, alla presenza di Fabio DโAngelo, Eliana Esposito e Giovanni Luca Sciovรจ.
Durante tutta la manifestazione sarร possibile degustare un menรน tipico a base di fave, lenticchie nere e frittate di verdure di campo (costo fisso, prenotazione obbligatoria).
Lโevento รจ organizzato con il patrocinio del Comune di Leonforte e rappresenta unโimportante occasione per celebrare lโidentitร siciliana attraverso cultura, tradizioni, sapori e memoria collettiva. Un appuntamento imperdibile per cittadini, studiosi e visitatori desiderosi di immergersi nellโanima piรน autentica della Sicilia.
Per informazioni e prenotazioni: WhatsApp 339 574 8018 Delegato per Leonforte: Fabio DโAngelo
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Nel pomeriggio di giovedรฌ 30 aprile, a Palermo, ha preso il via la prima intervista della nuova serie dedicata agli autori di PADD.it. Ad aprire questo percorso รจ stato lโillustre professor Giancarlo Giamporcaro, nella sua abitazione, in unโatmosfera intima e autentica che ha reso lโincontro ancora piรน significativo.
Definire il professor Giamporcaro una persona umanamente straordinaria รจ quasi riduttivo. La sua sensibilitร emerge con forza non solo nei suoi scritti pubblicati su PADD.it, ma anche nella sua opera poetica โIl mio pensiero solitarioโ, una raccolta intensa e profondamente toccante.
Seduti nel suo salone, con lui al centro, abbiamo assistito a un dialogo sincero e ricco di significato. A porre le domande sono stati Tomasella Garofalo, anchโessa autrice di PADD.it, e Francesco Speciale, ideatore e anima del progetto. Le loro domande, delicate e mai invasive, hanno permesso al professore di esprimersi con grande chiarezza e con quella straordinaria umanitร che lo contraddistingue.
Dietro le quinte, cโero anchโio, intento a documentare questo momento con mezzi semplici ma con grande dedizione. Colgo lโoccasione per scusarmi pubblicamente se nella registrazione si percepisce un leggero rumore meccanico, dovuto a un cavalletto non professionale: un dettaglio tecnico che sarร sicuramente migliorato nei prossimi appuntamenti della serie.
Tornando al professor Giamporcaro, ciรฒ che colpisce profondamente รจ la sua completezza umana: il riflesso evidente dei valori ricevuti dalla sua famiglia, che ha saputo trasmettergli principi solidi e autentici. Valori che oggi lui restituisce agli altri con generositร , donandosi con amore e profonditร .
Le sue risposte rappresentano una vera lezione di vita. Ascoltarlo dal vivo รจ stata unโesperienza emozionante, che si rinnova anche rivedendo lโintervista. Si percepisce chiaramente il rispetto profondo per la famiglia, considerata nella sua sacralitร , e il ruolo centrale della fede in Dio Padre, presenza costante nel suo percorso umano e spirituale.
Personalmente, non posso nascondere lโintensa emozione provata durante questo incontro: un momento che lascia il segno e invita alla riflessione.
Un sentito ringraziamento al professor Giancarlo Giamporcaro per ciรฒ che ha saputo trasmettere. Viene spontaneo pensare a quanto siano stati fortunati i suoi allievi ad averlo come guida.
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Proprio nella commemorazione dei fedeli defunti, il 2 novembre 2020, si spegneva il grande Gigi Proietti. Lโattore romano onorato da carriera di lungo corso, tra le sue interpretazioni sul set ci donรฒ quella dellโapostolo di Roma, San Filippo Neri. Il film Preferisco il paradiso prodotto dalla Rai (musiche di Marco Frisina), al momento rimane lโultima rappresentazione cinematografia di San Filippo, che segue al vecchio film State buoni se potete di Luigi Magni (musiche di Angelo Branduardi).
Per buona parte dellโimmaginario comune, formato attraverso i mass-media, pensando a San Filippo Neri, oggi viene in mente quella raffigurazione offerta da Gigi Proietti e trasmessa piรน volte in televisione. Si sa che le sceneggiature del cinema non si attengano al rigore storico, perchรฉ si sa pure che non sia quello il loro scopo. Conoscere con esattezza una storia e con profonditร i protagonisti, richiede un impegno diverso dalla visione di un bel film, il quale puรฒ essere un primo approccio per rispondere allโiniziale curiositร , stimolo per ulteriore approfondimento. Desta facilmente curiositร un prete eccentrico nellโalta societร romana, un pastore che coinvolge tanta gente, un padre che ammaestra altri sacerdoti, un santo singolare tra gli altri. Al desiderio di conoscere qualcosa che si intuisce particolarmente interessante, sovvengono i libri.
Un testo non si genera da solo, รจ prodotto da un autore, cioรจ una persona che, motivata interiormente, รจ mossa a scrivere riguardo un oggetto, a sua volta studiato. Leggere รจ un esercizio di conoscenza che, nel caso di San Filippo Neri, puรฒ portare piacevoli sorprese. Le tele ad olio nelle chiese mostrano un mistico, che perรฒ cela il Pippo Buono salutato da tutti nelle strade di Firenze, il giovane solitario tra la montagna spaccata di Gaeta e Montecassino, il precettore e lโeremita urbano nella cittร eterna, il volenteroso confrate e, solo molto dopo, un santo sacerdote. Conoscendolo da vicino scopriamo una figura di spessore superiore a quanto si creda.
Il frutto dellโopera di San Filippo che oggi riconosciamo nellโOratorio moderno, deriva dallโesperienza di vita condotta nel mondo. Leggendo una sua biografia si nota quale rilievo abbia avuto per lui lโesperienza estetica, il gusto del bello caratteristico dellโetร barocca. Lโarte pittorica, scultorea, architettonica, poetica, musicale, comunica in forme diverse il contenuto che si attua nella celebrazione dei divini misteri. NellโOratorio lโantropologia della salvezza cristiana prende forma visibile e materiale nelle espressioni culturali. Lโattivitร impostata da padre Filippo fu per trattare la fede cristiana a 360ยฐ, come trasposizione dellโumanesimo in ambito cristiano.
Tutti i santi testimoniano qualcosa di arricchente ed edificante per la vita cristiana. San Filippo si presenta come una figura per certi versi poliedrica, ma anzitutto un modello per la cura della vita spirituale e sacramentale, senza trascurare la socialitร e lโaspetto culturale. Il lettore che magari in passato ha avuto esperienze infelici, potrebbe scoprire in San Filippo uno stile ecclesiale a lui confacente, riconoscere unโassonanza spirituale, apprezzare una realtร diversa.
Il libro maneggevole e agile, gli schemi di sintesi, lo stile asciutto e conciso, erano caratteri necessari a una pubblicazione divulgativa, come si esplica giร dallโindice: lโOratorio โche cosโรจ – cosa fa – come lo faโ sono i tre capitoli del testo che abbraccia in uno sguardo dโinsieme la storia, i principi e la prassi, comunicandoli in modo chiaro e accessibile. Ogni figlio amato da Dio รจ chiamato a una vocazione, per essere felice deve trovarla. I santi col loro esempio ci aiutano a rinascere interiormente, dando nuovo slancio alla vita che, quando manca lo Spirito Santo, soffre monotonia. Solo impegnandoci alla sequela di Cristo trarremo buoni frutti per noi e per gli altri, perchรฉ la teologia pastorale scritta nei libri non resti lettera morta.
ยซVoi, principe, una volta avete detto che la bellezza avrebbe salvato il mondo… ร vero? Signori, il principe afferma che il mondo sarร salvato dalla bellezza… Ma io gli rispondo che gli saltano in testa pensieri cosรฌ ameni perchรฉ… perchรฉ รจ innamorato, me ne sono accorto non appena รจ entrato qui. No, principe, se non volete farmi pietร , non arrossite. Quale bellezza salverร il mondo?ยป 1. La domanda che il giovane Ippolit, morente, rivolge al principe Myลกkin โ senza ottenere risposta โ รจ stata interpretata a volte come lโaffermazione perentoria che non รจ. Dostoevskij ha una visione ben piรน sapienziale di quella estetizzante e consumistica che sembra prevalere ai giorni nostri. Egli รจ convinto che, se esiste una bellezza capace di salvare il mondo, quella sprigiona la propria luce intrinseca da chi รจ, di per sรฉ stesso, segno di contraddizione.
ร una delle tante domande che nascono leggendo in questo libro di Irene Luzio la storia delle diverse generazioni dei Fecarotta. Ricostruendo la genealogia della famiglia, lโautrice del saggio ci fa comprendere come si sia passati da Nicola Fecarotta (1777-1830) fino a Fabrizio Fecarotta, attuale titolare dellโazienda Fecarotta Antichitร insieme alla moglie e ai tre figli, e ci permette di affacciarci sul passaggio dalla sola produzione di gioielli alla sensibilitร sopraffina di antiquari attenti alla tutela delle opere dโarte.
Il capostipite fu orafo e cesellatore alla corte di Francesco I di Borbone. Era unโepoca di sinistri presagi per la Sicilia, dopo millenni di ricchezza. Con la soppressione nel 1816 del Regno di Sicilia โ la piรน antica monarchia parlamentare del mondo โ e la creazione del fittizio Regno delle Due Sicilie, si apriva la lunga stagione della colonizzazione italiana dellโIsola, che perdura ancora oggi. Cominciava allora la decadenza dellโimmensa perla che emerge al centro del Mediterraneo. Dopo il 1866 principieranno le emigrazioni di massa, mai registrate prima; dopo il 1910 anche le fiammate di sviluppo economico vertiginoso si spegneranno; dopo il 1946 lโistituzione della Regione Siciliana consentirร una distribuzione effimera di privilegi a pochi collaborazionisti in cambio del consenso per tacitare le istanze di libertร dei siciliani tutti.
Forse bisogna superare un equivoco. ร la cultura โ sempre esuberante, brillante e diffusa in Sicilia โ che produce ricchezza? In realtร รจ la ricchezza, se associata ad anime nobili, che produce cultura. La prova piรน macroscopica del benessere aristocratico, nel senso piรน elevato dellโaggettivo, รจ la produzione di gioielli e di giardini, testimoni eloquenti ed eleganti della radicale โinutilitร โ del bello, o meglio della sua gratuitร . Ecco perchรฉ la densitร di architetture e di opere dโarte presenti nellโIsola, una concentrazione di bellezze piรน unica che rara, costituisce una sfida da far tremare i polsi a chiunque abbia il compito di tutelarla. Il denaro pubblico non รจ sufficiente, oltretutto perchรฉ โ lo ripetiamo โ la Sicilia รจ trattata come una colonia interna dallo Stato Italiano. Per la salvaguardia delle meraviglie del passato e per la creazione di nuove opere dโarte รจ indispensabile il rifiorire dellโeconomia isolana.
1 Dostoevskij Fรซdor Michajloviฤ, Lโidiota , Newton, Roma 2005, p. 302 .
Domus Siciliae
Esistono tuttora palazzi affascinanti e vissuti di casate siciliane in buona salute, per quanto prive dei possedimenti di una volta 1. Esistono dimore complete del loro arredamento trasformate in musei, come Palazzo Mirto a Palermo. Esistono ingenti raccolte che si arricchiscono di anno in anno e poi rischiano di essere disperse. Quando muore un appassionato collezionista, si corre sempre il pericolo che gli eredi vendano i preziosi manufatti senza seguire i criteri originari della raccolta.
Fra quei criteri, a volte inconsapevoli, cโรจ quello della identitร siciliana. ร qualcosa che si puรฒ definire solaritร : gioia, colore, calore, luminositร . Il Gattopardo, con lโironia di Tomasi di Lampedusa, un letterato colto e blasonato, si รจ prestato sin troppo ad alimentare parecchi luoghi comuni. Uno particolarmente dannoso รจ quello delle โdominazioniโ2. La veritร รจ che solitamente in Sicilia ci sono stati passaggi dinastici e che, soprattutto, esiste unโarte siciliana, con alcune caratteristiche precise, realizzata da artisti siciliani, per nascita o per adozione. ร un fenomeno studiato con acribia dalla prof. Maria Concetta di Natale, fondatrice dellโOsservatorio delle Arti Decorative in Italia โMaria Accascinaโ, e dai docenti della sua scuola, per es. dallโinstancabile prof. Sergio Intorre. Si puรฒ affermare che gli artigiani siciliani siano unici al mondo per capacitร di coniugare lโuso della mente, degli occhi, del cuore e delle mani. Le loro opere sono abbondantemente presenti nelle dimore siciliane, insieme a pitture e sculture, a volte accanto a doni delle case reali o nobiliari europee. Un altro stereotipo รจ che i nobili siciliani fossero dei fannulloni che vivevano di rendita. In generale essi erano al contrario governanti e imprenditori capaci di accrescere le loro fortune per centinaia di anni, di generazione in generazione. Erano veri e propri prรฌncipi e distinti mecenati.
Nel passare da Palazzo Larderia, sul Cassaro basso, dove avevano affidato la progettazione del negozio ad Ernesto Basile, ad una traversa (via Principe di Belmonte) dellโaddizione Regalmici, un ramo dei Fecarotta ha sviluppato una competenza specifica da antiquari per acquisire e collocare sul mercato collezioni di pregio, cercando di preservarne lโintegritร . ร il caso, ad esempio, di una raccolta di piรน di un centinaio di prototipi di mobili in scala ridotta, che venivano realizzati un tempo dagli ebanisti per chiarire preventivamente al cliente lโeffetto finale degli arredi a grandezza reale. Questa รจ una delle peculiaritร encomiabili di Fecarotta Antichitร .
Lo studio di Irene Luzio sulla collezione di gioielli inediti di Fecarotta Antichitร โ una collezione arricchita man mano con monili di provenienza differente โ spalanca una nuova finestra sul tema delle collezioni private, stabili e temporanee, impiegando con rigore il metodo di analisi delle arti decorative elaborato dalla prof.ssa Di Natale.
1 Cfr. Camarda Signorino Alessio Maria โ Messina Emilio, Domus Siciliae, Piccolo viaggio sentimentale nel cuore intimo delle dimore storiche siciliane, Dario Flaccovio, Palermo 2023.
2 Cfr. Costa Massimo, Storia di una Nazione. Politica e Istituzioni Siciliane nei secoli, Rise&Press, Capri Leone 2024.
Uno sguardo nuovo
Il mio primo scambio di idee con Irene Luzio risale ad una conferenza del 2014, nella quale mi avevano chiesto di illustrare il simulacro argenteo, a grandezza naturale, dellโImmacolata Concezione, custodito nella Basilica di S. Francesco dโAssisi a Palermo. Lo avevo intitolato Pulchra quoad se, Pulchra quoad nos. Alla fine mi si avvicinรฒ lei, giovane liceale dallโintelligenza molto acuta, per manifestarmi tutto il suo interesse per il modo di affrontare le arti partendo dalla metafisica dellโatto di essere.
Il percorso accademico di Irene Luzio รจ stato sinora molto coerente con la sua formazione classica e con alcune delle sue attitudini intellettuali. Il suo corso di studi puรฒ essere definito un percorso formativo lineare, che le ha permesso di coltivare i suoi talenti. Ha conseguito la laurea di primo livello in Filosofia e quella magistrale in Storia dellโArte. I due ambiti disciplinari, insieme, le consentono di affrontare le ricerche con un approccio che mira allโessenza delle cose. In un momento di grande ambiguitร gnoseologica come quello attuale risulta estremamente importante coltivare la fiducia nella possibilitร di conoscere il reale e alcuni dei suoi trascendentali, quali sono il vero, il buono. il bello. ร altresรฌ fondamentale andare oltre la concezione immanentista della cosiddetta Estetica e occuparsi adeguatamente della Filosofia del Bello 1. Queste acquisizioni gettano nuova luce sulla produzione artistica e su quella artigianale, esaminate con pieno rispetto della realtร , dei materiali e delle tecniche di lavorazione.
A questo contribuiscono inoltre il suo gusto spiccato (sovente alla base di giudizi sorprendenti), la passione per lโoreficeria, il desiderio di cimentarsi nella creazione di manufatti dโarte. Ha giร pubblicato parecchie recensioni sullโopera di artisti contemporanei, oltre ad articoli su architettura, arti applicate, filosofia, che dimostrano unโammirevole capacitร di andare al nocciolo delle questioni. Il suo intuito le ha consentito di osservare con uno sguardo nuovo la collezione di gioielli dellโoreficeria siciliana di Fecarotta Antichitร , prodotti in un periodo compreso tra il tardo Seicento e la prima metร dellโOttocento. In essi coglie almeno due caratteri di sicilianitร . Il primo รจ lโesuberante varietร cromatica e materica, per esempio nellโimpiego degli smalti policromi, delle gemme, delle perline. Il secondo aspetto รจ la fedeltร alla tradizione, pur sotto forma di continuitร nellโinnovazione. Lโautrice sottolinea infatti il permanere e ripetersi delle forme nel tempo, ora semplificate e stilizzate, ora aggiornate alla luce dellโevoluzione del gusto. Bisogna tenere conto che negli ultimi trecento anni si sono succeduti diversi tentativi di quello che potremmo definire โcolonialismo architettonico ed artisticoโ. Nel caso dei monili si registra invece una significativa โresistenzaโ, che si manifesta nellโindipendenza delle linee predilette dagli orafi siciliani, in questa catalogazione scientifica presenti con opere che vanno dal tardo manierismo al neoclassico.
La giovane studiosa si sofferma sulle questioni legate allโestensione ai gioielli della punzonatura (per lโargenteria vigente sin dal XV secolo), che consentono, dal 1758 in poi, di riconoscere lโorafo, la data e il console della Maestranza dellโanno. I marchi di oreficeria ebbero vita breve in quanto scomparvero nel 1822, anno in cui le Maestranze vennero soppresse per il timore che esse incutevano al governo. Le corporazioni dei mestieri, infatti, collaboravano da secoli allโamministrazione della cittร , con facoltร di utilizzare armi. Il regime poliziesco napoletano, instauratosi dopo il 1816, non le tollerava, dato che esse avrebbero potuto fornire un sostegno ai gruppi che reclamavano il ripristino del Regno di Sicilia.
1 Cfr. Papa Rodolfo, Discorsi sullโarte sacra, Cantagalli, Siena 2012.
Metessi dellโidea e mimesi della natura
Per comprendere lo spirito degli artigiani siciliani bisogna assecondare, come fa lโautrice, il desiderio latente di quella unitร del sapere, tipica del pensiero classico, travolta dal principio di immanenza cartesiano e dalla conseguente chiusura dei settori specialistici in sรฉ stessi. Degli orafi e degli argentieri dellโIsola bisogna comprendere specificamente la passione per la mimesi della natura. A maggior ragione sono molto utili i tentativi coraggiosi di recupero della saggezza di sempre in opere come quella dellโarch. Christopher Alexander, in particolare il suo โThe nature of orderโ. Si tratta di uno splendido saggio, diviso in quattro volumi ponderosi, โThe phenomenon of lifeโ, โThe process of creating lifeโ, โA vision of a living worldโ, โThe luminous groundโ. Alexander, matematico e architetto di origine austriaca, ha vissuto e insegnato per lunghi anni negli Stati Uniti, dove le sue teorie e le sue opere hanno influenzato vari settori della conoscenza, dallโarchitettura alla sociologia fino allโinformatica 1.
Un altro grande uomo di cultura del Novecento, il filosofo nisseno Rosario Assunto, aiuta ad impadronirsi di uno sguardo limpido sul bello, che sia parte integrante del processo di conoscenza della realtร . Si tratta di un punto di vista che lascia aperta la strada alla possibilitร di una connessione tra arte e veritร , tra sfera sensibile e dimensione spirituale dellโuomo. Assunto definiva โciviltร esteticaโ il Medioevo, lโepoca nella quale il corpus di opere attribuite a Dionigi Areopagita ebbe un successo notevole, perpetrando e rafforzando la coscienza neoplatonica, e contribuรฌ ad elaborare una originale โmetafisica della Luceโ. Assunto guarda alle opere dโarte secondo la prospettiva neoplatonica della โmetessi dellโideaโ, vale a dire della partecipazione alla perfezione degli attributi divini, in particolare la Bellezza e la Luminositร . La metessi della Luce la troviamo anche nei bagliori policromi delle gemme incastonate nei gioielli.
Leggiamo Omnis mundi creatura, attribuito ad Alano di Lille, uno dei testi piรน significativi della storia della letteratura medioevale. Vi ravvisiamo una sensibilitร molto vicina a quella siciliana.
Ogni creatura dellโuniverso / quasi fosse un libro o un dipinto / รจ per noi come uno specchio; / della nostra vita, della nostra morte / della nostra condizione e della nostra sorte / segno fedele. / La rosa rappresenta il nostro stato / leggiadra glossa della nostra condizione / interpretazione della nostra vita / che mentre รจ fiorente nel primo mattino / fiorisce, sfiorito fiore / con la vecchiaia della sera.
Assunto formula il concetto di โintenzionale polisemia della poesiaโ, in cui il senso non รจ univoco, bensรฌ costruito su letture che toccano piani diversi, anche perchรฉ la vera arte non รจ noiosamente didascalica. Il passaggio dal piano letterale a quello allegorico, fino a quello anagogico, passando per il senso morale, non puรฒ essere considerato un movimento narcotico, ma solo un panorama piรน complesso in cui lโartista e lโartigiano possono sfogliare il libro della natura, foriero di significati e rimandi infiniti. Il simbolo, proprio perchรฉ โ a differenza del simbolismo cerebrale โ aderisce alla realtร , alimenta di continuo e senza stufare le ricerche dei sensi, dellโintelligenza, della volontร e delle emozioni.
ร questo lo sguardo con cui Irene Luzio ha catalogato i preziosi manufatti oggetto della sua indagine. ร questo lo sguardo con cui sfogliare le pagine del libro, se dalle immagini di cui รจ corredato si desidera trarre il massimo godimento estetico.
Adornarsi di gioie
Che ne sarร della collezione di monili di Fecarotta Antichitร ? Di per sรฉ รจ destinata ad una continua mutevolezza, come sistole e diastole del cuore. Alcuni gioielli della raccolta verranno venduti a clienti nuovi o giร affezionati, altri di provenienza imponderabile arricchiranno la raccolta. Per i proprietari dellโelegante negozio di antiquariato la piรน grande gioia รจ che i gioielli siano acquistati da chi saprร indossarli con gusto per valorizzare il proprio modo di essere.
ร lโinvito che sta a cuore ad Irene Luzio, entrata in grande sintonia con i titolari. Non a caso lโautrice del saggio li ha definiti Sicula Ornamenta, decori con personalitร adatti a nuovi proprietari dotati di personalitร . Possono aumentare la solaritร di chi se ne riveste.
In qualche misura รจ una sfida, audace, dal momento che oggi si registrano enormi speculazioni sul prezzo dellโoro e dellโargento. Di conseguenza i gioiellieri vivono una crisi della domanda di preziosi. Ma รจ una crisi temporanea, legata alle circostanze economiche e finanziarie attuali. Il bello non tramonta mai. Il bello non stanca mai. Associato allโeleganza muliebre o al portamento virile o alla contemplazione estetica.
Come scrive John Keats in Endymion, ยซA thing of beauty is a joy for everยป. Gioia e gioiello. In una simbiosi che non finisce di stupire.
A Palermo, la lettura si fa esperienza viva, condivisa, emozione che attraversa le persone e le unisce. ร questo lo spirito di Open Library โ Poli educativi alla lettura โFacciamo Centroโ, un evento che promette di lasciare il segno.
Giovedรฌ 16 aprile, alle ore 17, lโassociazione Il Filo che Unisce apre le porte a un incontro in cui arte e letteratura si fondono armoniosamente, offrendo al pubblico un momento di autentica bellezza culturale. Protagonista della serata sarร la lettura ad alta voce di Nudi e crudi di Alan Bennett, un testo brillante e raffinato che saprร catturare e coinvolgere.
Ma ciรฒ che rende questo evento davvero speciale รจ la presenza della Dott.ssa Sabrina Miriana, interprete sensibile e straordinaria. Chi ha giร avuto modo di ascoltarla sa bene quanto la sua lettura non sia una semplice narrazione, ma un vero e proprio dono. La sua voce, dolce, delicata e autentica, riesce a trasmettere emozioni profonde, a restituire ogni sfumatura del testo e a creare un legame diretto con chi ascolta. Non legge soltanto: vive ogni parola e la offre al pubblico con generositร , coinvolgendo mente e cuore.
Accanto a lei, la presenza artistica di Pietro Sciortino arricchirร ulteriormente lโesperienza, confermando lโintento dellโiniziativa: creare un ponte tra diverse forme espressive, dove la cultura diventa incontro e condivisione.
โArte e letteratura si unisconoโฆโ non รจ solo uno slogan, ma una promessa concreta. Unโoccasione preziosa per riscoprire il valore della lettura ad alta voce, della relazione umana e della cultura vissuta insieme.
Un evento, insomma, che non puรฒ mancare nellโagenda di chi ama lasciarsi sorprendere dalla forza delle parole e dalla magia di chi sa renderle vive.
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Cโรจ unโattesa palpabile attorno al nuovo appuntamento del Laboratorio Teatro Popolare, che torna in scena con una rilettura liberamente ispirata a โLa patenteโ di Luigi Pirandello. Unโattesa che ha un nome ben preciso, “Armando Melodia“.
Figura ormai riconosciuta e amata nel panorama teatrale palermitano e non solo, Melodia si conferma ancora una volta come artista poliedrico, attore, regista, sceneggiatore e autore, capace di dare nuova vita ai grandi classici con uno stile personale, intenso e sempre sorprendente. Il suo pubblico affezionato lo sa bene, ogni suo lavoro รจ un viaggio tra ironia, riflessione e profonditร umana. E anche questa volta, la curiositร รจ alta. Cosa avrร โpartoritoโ la sua fantasia? Quali sfumature avrร scelto di esplorare in un testo giร cosรฌ ricco di significato?
La locandina lascia intravedere un impianto scenico suggestivo e unโatmosfera che promette di restituire tutta la forza grottesca e amara del testo pirandelliano, filtrata attraverso lo sguardo creativo di Melodia. Ma uno degli elementi piรน solidi e rassicuranti di questa produzione รจ senza dubbio il cast: una compagnia affiatata, composta da interpreti che il pubblico ha giร avuto modo di apprezzare in precedenti lavori dello stesso regista.
Tra i nomi in scena troviamo Anacreonte La Mantia nel ruolo del Giudice DโAndrea, Gino Perricone (Marranca), Silvana Cusimano (Primo giudice), Santo Prospero (Secondo giudice), Mariella Lo Verde (Rusinedda), Silvana Catalano (Chiร rchiaro), Giovanna Cammarata (Tavinnu), Maria Somma (D.ssa Erba), Renzo Sanseverino (Bruno Calabrone) e Rosa Mancuso (Prof.ssa La Porta). Un ensemble variegato e collaudato, capace di muoversi con naturalezza tra registri diversi, dalla comicitร piรน sottile al dramma piรน incisivo.
Chi conosce il lavoro di questa compagnia sa che non si tratta solo di interpretazioni, ma di vera e propria condivisione scenica, dove ogni attore contribuisce a costruire un racconto corale, vivo, autentico. ร proprio questa sinergia, unita alla direzione attenta e appassionata di Melodia, a rendere ogni spettacolo unโesperienza coinvolgente.
Lโappuntamento, fissato per Domenica 19 aprile 2026 alle ore 19:00 presso il Salone della Parrocchia Santa Maria delle Grazie a San Lorenzo (Palermo), si preannuncia quindi come uno di quegli eventi da non perdere, non solo per gli amanti del teatro, ma per chiunque voglia lasciarsi sorprendere da una messa in scena che promette emozioni, riflessioni e, perchรฉ no, anche qualche sorriso amaro in perfetto stile pirandelliano.
Il sipario sta per alzarsi. E il pubblico, ancora una volta, รจ pronto a farsi conquistare.
Cโรจ un motivo in piรน, per PADD, per guardare con particolare attenzione alla notizia che oggi pubblichiamo. Il comunicato stampa dedicato al cortometraggio โLโinvisibileโ di Giovanni Battista Pollina รจ infatti il primo comunicato ufficiale che arriva alla nostra redazione. E giร questo, da solo, rappresenta un piccolo passaggio simbolico, un segnale di fiducia, una forma di riconoscimento che ci fa piacere sottolineare.
Ma, come spesso accade, le cose piรน interessanti iniziano proprio quando si decide di andare oltre la superficie. Per questo non vogliamo limitarci a ospitare una comunicazione: vogliamo cogliere lโoccasione per raccontare la figura di un autore che, nel suo percorso, sembra custodire una visione ben precisa del cinema, della memoria e dellโidentitร .
Giovanni Battista Pollina, regista siciliano, classe 1970 nato a Palermo ma vive a Castellammare del Golfo, non รจ soltanto un autore cinematografico. ร, prima di tutto, un uomo che si definisce appassionato e cultore di sicilianitร . Ed รจ una definizione che non suona come semplice appartenenza geografica, ma come dichiarazione poetica. Nel suo lavoro, infatti, la Sicilia non sembra essere soltanto uno sfondo, bensรฌ una materia viva: lingua, paesaggio, storia, ferita, orgoglio, teatro umano.
Pollina si muove tra regia, sceneggiatura e scenografia, abitando il cinema in maniera totale, quasi artigianale, con quella tensione autoriale che appartiene a chi sente la necessitร di costruire mondi prima ancora che raccontare storie. A questa vocazione si lega anche il suo impegno culturale: รจ infatti fondatore e presidente dellโassociazione culturale Sicilia Incantata, con sede a Valderice, attiva dal maggio 2018. Un dettaglio che aiuta a comprendere meglio il suo profilo: Pollina non lavora solo per produrre opere, ma per alimentare un immaginario, per custodire e rilanciare un patrimonio culturale che considera ancora fertile, ancora necessario.
Nel corso del suo percorso, il suo nome รจ stato segnalato anche per un riconoscimento ricevuto nel 2025 a Favara, a testimonianza di unโattivitร artistica che continua a generare attenzione. Ma รจ soprattutto guardando alle sue opere che si entra davvero nel cuore della sua ricerca.
Da una parte cโรจ โTuriddu Sunnaturiโ, cortometraggio ispirato alla leggenda di Salvatore Giuliano, realizzato interamente in lingua siciliana e distribuito sui canali YouTube. Un lavoro che giร lascia intuire una direzione precisa: recuperare la tradizione, confrontarsi con il mito, restituire dignitร narrativa e sonora a una lingua che troppo spesso viene relegata ai margini, mentre qui torna a essere veicolo pieno di drammaturgia e identitร .
Dallโaltra cโรจ โIDDA (La Baronessa di Linguaglossa)โ, il progetto che oggi appare come il suo lavoro piรน ambizioso. Un lungometraggio storico, girato tra Linguaglossa e Francavilla di Sicilia nel giugno 2024, tratto dal romanzo di Giovanni Sciara, con un cast che comprende Antonello Puglisi e Mariuccia Cannata. Lโanteprima mondiale รจ prevista per il 12 giugno 2026 a Linguaglossa. Giร da questi elementi si coglie una tensione importante: il desiderio di confrontarsi con il grande racconto storico, senza rinunciare alle radici territoriali e a una precisa impronta autoriale.
ร dentro questo percorso che si inserisce oggi โLโinvisibileโ, cortometraggio scritto e diretto da Pollina e selezionato per un concorso nazionale dedicato alla promozione della cultura della legalitร , promosso dal Ministero dellโIstruzione e del Merito. E qui il discorso si fa ancora piรน interessante, perchรฉ il cinema di Pollina sembra spostarsi, senza perdere la propria coerenza, verso un territorio apertamente civile.
Secondo il comunicato ricevuto, Lโinvisibile affronta โtematiche legate al potere, alle dinamiche nascoste delle istituzioni e al coraggio di chi sceglie di opporsi ai sistemi opachiโ. ร una descrizione che lascia intuire unโopera dal forte impatto etico e sociale, collocata in quel punto delicato in cui il cinema non si limita a rappresentare, ma prova a interrogare. Non semplice intrattenimento, dunque, ma racconto come esercizio di consapevolezza.
Ed รจ forse questo uno degli aspetti piรน interessanti del profilo di Pollina: il tentativo di coniugare radice identitaria e tensione civile. Da un lato la Sicilia come luogo dellโanima, della lingua, della memoria; dallโaltro il bisogno di affrontare nodi contemporanei, come la legalitร , il potere, la responsabilitร individuale. In questo senso, il suo cinema sembra voler tenere insieme passato e presente, appartenenza e denuncia, cultura popolare e coscienza critica.
Per PADD, allora, pubblicare questo primo comunicato stampa non significa soltanto dare spazio a una notizia. Significa anche riconoscere il valore di un autore che prova a fare del cinema uno strumento di espressione culturale e di lettura del reale. E significa farlo nel nostro modo: non come vetrina passiva, ma come spazio che accoglie, osserva, approfondisce.
Per questo scegliamo di accompagnare il comunicato con una riflessione: perchรฉ ogni opera merita il suo contesto, e ogni autore merita uno sguardo che sappia andare oltre la scheda tecnica. Giovanni Battista Pollina, con la sua attenzione alla sicilianitร , con il suo lavoro tra immagini, scrittura e memoria, con la sua tensione verso un cinema che abbia ancora qualcosa da dire sul mondo, รจ un nome che vale la pena seguire.
E se questo รจ il primo comunicato stampa che arriva a PADD, ci piace pensare che non sia soltanto un inizio formale. Ci piace leggerlo come un incontro. E, forse, come un piccolo segnale di direzione.
Comunicato stampa
Il cortometraggio โLโinvisibileโ di Giovanni Battista Pollina in concorso per la promozione della cultura della legalitร
Il cortometraggio โLโinvisibileโ, scritto e diretto da Giovanni Battista Pollina, รจ stato ufficialmente selezionato per partecipare al concorso nazionale dedicato alla promozione della cultura della legalitร , promosso dal Ministero dellโIstruzione e del Merito.
Lโiniziativa si inserisce in un piรน ampio progetto istituzionale volto a sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della giustizia, del rispetto delle regole e della responsabilitร civile, attraverso linguaggi espressivi contemporanei e immediati, come quello cinematografico.
โLโinvisibileโ affronta con sguardo intenso e attuale tematiche legate al potere, alle dinamiche nascoste delle istituzioni e al coraggio di chi sceglie di opporsi ai sistemi opachi. Il cortometraggio si propone come uno strumento di riflessione critica, capace di stimolare consapevolezza e partecipazione attiva nello spettatore.
La partecipazione al concorso rappresenta un importante riconoscimento per il progetto e per il suo autore, confermando il valore del cinema indipendente come mezzo di denuncia sociale e promozione dei valori fondamentali della convivenza civile.
Regia e sceneggiatura: Giovanni Battista Pollina Titolo:Lโinvisibile Genere: Drammatico / Sociale Anno: 2026
Oggi vogliamo prenderci un momento vero, di quelli che contano. Vogliamo parlare di arte, ma soprattutto di umanitร .
La pagina Facebook di Bennardo Mario Raimondi non รจ solo la vetrina di un artista: รจ il racconto silenzioso e potente di una vita che ha scelto di resistere. Resistere alla violenza della mafia, agli artigli degli usurai, ma soprattutto a quella forma di abbandono piรน subdola e dolorosa: lโindifferenza.
Bennardo รจ un ceramista presepista di Palermo, un artista a tutto tondo, la cui mano delicata modella la terracotta come se dialogasse con lโanima. Le sue opere non sono semplici manufatti: vibrano, raccontano storie, custodiscono fatica, dignitร e bellezza. Ogni presepe รจ unico e irripetibile, perchรฉ nasce da un vissuto autentico, da una sensibilitร rara, da un amore profondo per lโarte e per la vita.
Chi vuole approfondire la sua storia puรฒ trovarla facilmente sul web: รจ una testimonianza forte, vera, che merita di essere conosciuta. Questo il link di un articolo che ha scritto su Bennardo . Ma oggi, qui su PADD.IT, vogliamo soprattutto lodare la sua arte e la straordinaria umanitร che la attraversa.
In particolare, questo splendido presepe in terracotta, attualmente in vendita, รจ una sintesi perfetta del suo talento: equilibrio, espressivitร , calore. Unโopera che parla al cuore prima ancora che agli occhi.
Il presepe รจ acquistabile contattando direttamente Bennardo Mario Rimondi al (339 132 7950). Potete contattarlo anche tramite whatsapp per avere informazioni in merito. Il ricavato della vendita contribuirร a sostenere necessarie cure mediche.
Sostenere Bennardo oggi non significa solo acquistare unโopera dโarte. Significa scegliere da che parte stare. Dalla parte della bellezza, della resistenza, della dignitร umana.
Vogliamo anche segnalare ai nostri Amici e lettori qualora non fossero interessati in questo momento all’acquisto di un opera, che รจ possibile sostenere Bennardo anche tramite una raccolta fondi https://www.gofundme.com/f/famiglia-disagiata-di-palermo-che-ha-perso-tutto