A cura di Don Antonio Mancuso
Lit. Sabato – XXIII TO A
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,43-49
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».
Parola del Signore
Tutti bravi a parole… tutti cristiani a parole… tutti credenti a parole… ma la differenza la fanno i fatti!
La vita è questione di fatti… di azioni concrete… di persone che si mettono in gioco, che si sporcano le mani… che sanno pregare col cuore e nella vita. Persone la cui fede si vede per come agiscono e non per come dicono… per come parlano.
È il cuore a muovere le braccia… le gambe… non le parole!
E la fede vera… quella di chi si fa mettere in discussione dalla Parola di Dio… quella che si fa graffiare dalla Parola… quella che ti fa litigare con la Parola… la fede vera, quella non delle parole ma dei fatti… è la fede delle fondamenta… è la fede di chi soffre ma non si dispera… di chi sa che non sarà mai solo… di chi sa rinunciare ai propri sogni per fare la volontà di Dio… di chi, insomma, alla fine, non sempre si sa quando, ma alla fine… sarà felice… e felice davvero!
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