A cura di Don Antonio Mancuso
Lit. Giovedì – XXII TO A
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5,1-11
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Parola del Signore
“…sulla tua parola getterò le reti”: Ciò che rende la pesca feconda non è la capacità o l’abilità dei pescatori… o di Simone, ma… l’avere avuto fiducia nel Signore. Ciò che rende la tua vita feconda non sta nelle tue capacità, ma nella fiducia che riponi in Lui… anche dopo un fallimento… anche dopo una delusione! Più ti fidi del Signore, più capirai… più sarai pieno di speranza… ottimista… più saprai andare oltre.
“Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli”: viviamo in un circuito di relazioni… per potere portare frutto… per essere felici… occorre chiedere aiuto e saperlo dare. La collaborazione reciproca arricchisce… sempre!
“… sono un peccatore… Non temere…!”: la consapevolezza della nostra fragilità… del nostro peccato… è il primo passo del combattimento che non impedirà mai al Signore di continuare ad amarci… a chiamarci… ad avere fiducia in noi.
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