la toccante storia dell’autore francese

Cesare Fiumi, “Allโ€™etร  di settantโ€™anni il Piccolo Principe perdona chi lโ€™ha ucciso: il nipote di Saint-Exupรฉry ha incontrato il pilota tedesco che abbattรฉ lo scrittore-aviatore. E i due vecchi soldati si sono stretti la manoโ€, in Sette, 26 aprile 2013, n. 17

L’autore immortale

Il braccialetto luccica come lo scrigno dโ€™acqua, trafitto dal sole, nel quale s’aprรฌ una luminosa mattina dโ€™estate: uno di quei giorni che cielo e mare si sottraggono a vicenda lโ€™orizzonte cosรฌ come si portarono via lui, Antoine de Sait-Exupรฉry, senza piรน farlo passare per la terra. Un Icaro generoso e impetuoso, che aveva forzato il suo reintegro nella squadriglia, bruciato allโ€™ultimo volo: quella sera stessa il capitano Gavoille, comandante del gruppo 2/33 di stanza in Corsica, avrebbe appiedato ยซil pilota piรน vecchio del mondoยป โ€“ come Saint-Ex sorrideva di sรฉ, armato anche quel mattino solo di una macchina fotografica e della sua stilografica โ€“ che quel braccialetto americano, addรฌ 31 luglio 1944, portava al polso.

ยซSembrerร  che io mi senta maleโ€ฆ Sembrerร  un poโ€™ che io muoia. รˆ cosรฌ. Non venire a vedere, non vale la penaยป, aveva fatto dire, proprio in America, lโ€™anno prima โ€“ impugnando gli acquarelli oltre alla stilografica โ€“ a un bambino ยซdai capelli dโ€™oroยป, il ritratto di quandโ€™era piccino: al suo Piccolo Principe ยซapparso sulla terra e poi sparitoยป. Epperรฒ, senza mai andarsene davvero, se da 70 anni esatti quel bambino biondo abita ancora questo nostro pianeta โ€“  che scese a visitare dal suo asteroide B612 โ€“ avendolo seminato ormai di 145 milioni di copie con il suo nome in tutte le lingue e i dialetti del mondo, chรฉ le sue traduzioni sono arrivate a essere oggi 270. Inferiori, per numero, soltanto a quelle della Bibbia.  [โ€ฆ]

Cosa vuol dire addomesticare?

L’ultimo volo

Perchรฉ, come disse John Phillips, lโ€™ultimo a fotografarlo prima che si bruciasse le ali, tenendolo inquadrato nel suo obiettivo mentre rullava sulla pista, pronto a decollare verso lโ€™addio, ยซlui e lโ€™aviazione avevano pressappoco la stessa etร  (Saint-Ex era nato il 29 giugno 1900, ndr) ed erano cresciuti insieme, legati da un amore profondo quando lโ€™aviazione francese era agli esordi come servizio postale al tempo in cui gli aerei erano piรน lenti delle auto veloci. Ma quando riprese a volare nel โ€™43, Saint-Exupรฉry e lโ€™aviazione non erano piรน coetanei. E ci teneva col fiato sospeso quando il suo aero compariva sul campoยป. Il suo tempo volante era finito e lui, in qualche modo, lo sentiva. Sicchรฉ su quellโ€™aereo che mai fece ritorno, le leggende crebbero a dismisura. (โ€ฆ) E cosรฌ il destino dellโ€™ultimo volo di Saint-Ex fece precipitare, con lui, pure la fama mondiale di uno scrittore ridotto, da un Paese che non lo ha mai amato troppo, in un romanziere banale e in filosofo-da-boy-scout a vantaggio dellโ€™epico pilota che svanรฌ nel nulla.

E che forse volle suicidarsi, puntando il mare, per congedarsi da un mondo che non riconosceva piรน. O forse finรฌ per schiantarsi sulle Alpi, per mancanza di ossigeno, lui che dal boccaglio americano respirava le vernici ยซe lโ€™aria di New York sul cielo di Franciaยป. O forse venne colpito dal nemico perchรฉ decise di volare, per lโ€™ultima volta, sopra Agay e i luoghi dellโ€™infanzia. O forse perchรฉ il suo aereo fu sabotato, lui e De Gaulle cosรฌ invisi uno allโ€™altro. O forse volรฒ via come il Piccolo Principe โ€“ il libro che in Francia uscรฌ solo dopo la sua morte, il libro che lo consacrรฒ, da disperso della letteratura, ma costringendolo in una taglia troppo stretta, come la sua ultima tuta da pilota โ€“ guadagnando il cielo e le stelle, appeso a uno stormo di uccelli.

Il cielo e le rose

Colpito e affondato

Ogni dieci anni queste versioni si sono date il cambio (ยซVolle sparireยป, ยซLassรน in volo, ucciso dallโ€™ebbrezzaยป, ยซIl rivale di De Gaulleยป, ยซAttaccรฒ er gioco due aerei tedeschi che lo colpironoยป), passandosi un testimone senza testimoni: solo impressioni, illazioni, opinioni in libertร . Fino a quando quel braccialetto, ripescato nel 1998, cominciรฒ a parlare: la tomba di Saint-Ex non era sulle vette alpine, nรฉ in faccia a Hyeres o Frejus, ma davanti a Marsiglia. E difatti su quei fondali, nel 2008, รจ stato localizzato lโ€™aereo e di lรฌ a poco rintracciato, grazie al lavoro di ricerca di Jacques Pradel e Luc Vannel, oltre al relitto anche il nome del pilota tedesco che, ai comandi di un Masserschmitt BF109, quel giorno di luglio trafisse a morte un Lightning P38, facendolo precipitare in mare.

il sicario estimatore

Quel pilota aveva divorato tutti i libri di Saint-Ex, un mito per gli aviatori di ogni Paese. Quel pilota non avrebbe mai voluto uccidere Saint-Ex e decise che non avrebbe raccontato mai ciรฒ che fece e vide: e cioรจ, nessuno che si lanciรฒ col paracadute, nessuno che riapparve in superficie. Spiega Olivier dโ€™Agay [nipote di Antoine], dopo che, per anni, la famiglia non ha voluto sposare alcuna ipotesi: ยซNon ne abbiamo la prova inconfutabile, ma รจ molto probabile che si andata cosรฌ. Quel pilota della Luftwaffe quel giorno era lรฌยป. E solo chi era lร  poteva sapere che il volo di Saint-Ex, quel giorno, era un โ€œvol louvoyantโ€: che procedeva come zigzagando. A quota molto piรน bassa, quindi attaccabile, di quella prevista. E senza mostrare alcuna intenzione di allontanarsi in fretta dal caccia tedesco. Tutte condizioni che, in qualche modo, tengono viva pure la leggenda del Santo Aviatore nelle sue innumerevoli ramificazioni.  [โ€ฆ]

Addio alla mia rosa

Horst Rippert, aviatore tedesco attivo sui cieli di Avignone e di Orange durane la guerra, aveva 19 anni nel โ€™41, quando diventรฒ pilota di guerra. E ne aveva 23 quando, la mattina del 31 luglio 1944, incrociรฒ un Lightning P38 che volava basso. Horst lo colpรฌ senza sapere che avrebbe ucciso Saint-Exupรฉry.

L’incontro col nipote

Oggi [2013] Francois dโ€™Agay [fratello di Antoine] ha 88 anni e Horst Rippert ne ha 91. Lโ€™incontro tra i due vecchi soldati, allora giovani figli di quel folle massacro al quale sono sopravvissuti, รจ stato doloroso ed emozionante. Si lascia scappare Olivier dโ€™Agay: ยซรˆ vero, si sono visti. E si sono trovati di fronte come due vecchi soldati. Si sono raccontati quello che dovevano raccontarsiยป. Horst Rippert ha ripetuto: ยซSe avessi saputo che era su quellโ€™aereo non avrei sparato. Non su quellโ€™uomoยป.  [โ€ฆ]

[Sembra di leggere una storia che Antoine] la sera prima di morire, forse scrisse davvero, sotto forma di una lettera a Pierre Dalloz, che porta la data del 30 luglio 1944: ยซSotto la minaccia della guerra, sono piรน nudo e piรน spoglio che mai. Assolutamente puro. Lโ€™altro giorno mi hanno sorpreso due caccia. Sono sfuggito appena in tempo (โ€ฆ). Ma che solitudine spirituale. Se verrรฒ abbattuto, non rimpiangerรฒ assolutamente niente. Il termitaio futuro mi spaventa. E odio la loro virtรน di robot. Io, io ero fatto per esser un giardiniereยป.

Belle ma vuote

[Era fatto] per il โ€œcultiver votre jardinโ€ come quel candido fanciullo del Piccolo Principe, puro e spregiudicato assieme, che si prese cura della sua rosa. Quella di Saint-Ex aveva nome Consuelo ed era sua moglie, sposato contro il volere di mamma Marie e tradita per le tante Annabella e Sylvia, Vera e Natalie. Il suo mondo fatto di donne che non ha cantato, preso nellโ€™esercizio virile di Terra degli uomini e di Corriere Sud, ma che a quel canto hanno fornito sonoritร  e sensibilitร  tutte femminili. Visibili soprattutto nel Piccolo Principe, che porta i suoi 70 anni a meraviglia. ยซUn libro che sempre incontrato il favore del pubblico femminileยป, spiega Oliver dโ€™Agay, ยซforse perchรฉ รจ un ritorno al mondo dove Antoine รจ cresciuto: circondato da donne dopo la morte del papร  e dellโ€™unico fratello, il 15 enne Francoisยป.

Se viaggiare fu per lo scrittore-aviatore lโ€™unico verbo coniugabile alla sua vita, beh, volare รจ stato il suo ausiliare del cuore. [โ€ฆ] Per questo quel bambino biondo di 70 anni, caduto dal cielo giusto in tempo, prima che il suo creatore si inabissasse โ€“ un bambino, in questo odierno mondo, piรน extra-terrestre di quanto lo fosse allora โ€“ si fa ancora leggere cosรฌ tanto e quasi ovunque: ha ancora parecchio da insegnare, ma con quella sua delicatezza di chi non vuole farti la morale.

Se tu mi addomestichi

Lโ€™umanizzazione della cura muove il cuore: PADD.IT alla presentazione del nuovo libro di Vincenzo Cascino

PALERMO โ€“ Cโ€™eravamo anche noi di PADD.IT, lo scorso 26 giugno alle ore 18:00, nella suggestiva cornice del Don Bosco Ranchibile di Palermo (in via Libertร  199), per la presentazione ufficiale del libro “Curare e prendersi cura degli altri: la chiave per la felicitร  – Umanizzazione delle cure”, scritto dal Dott. Vincenzo Cascino.

Un pomeriggio intenso, in cui la medicina ha spogliato i panni della fredda burocrazia per rimettere al centro l’unica cosa che conta davvero: l’essere umano.

Una sinergia di voci tra scienza, etica e spiritualitร 

L’evento, moderato con straordinaria intensitร  e profonda partecipazione emotiva da Erminia Scaglia, ha offerto al pubblico presente un dibattito ricco di spunti e momenti di autentica commozione.

Al tavolo dei relatori, insieme all’autore Dott. Vincenzo Cascino, sono intervenuti esperti d’eccezione che hanno analizzato il tema della cura da prospettive diverse ma convergenti:

  • Il Dott. Sergio Fasullo, che ha portato la sua preziosa visione medica, sottolineando quanto l’empatia e l’ascolto siano strumenti terapeutici efficaci tanto quanto i farmaci.
  • Il sacerdote Don Tonino Romano, che ha richiamato lo spirito salesiano dell’accoglienza, ricordando che “prendersi cura” รจ, prima di tutto, un atto d’amore e una missione spirituale verso il prossimo.

Il messaggio del libro: curare non รจ solo guarire

Al centro del saggio di Cascino c’รจ una forte critica alla sanitร  moderna, spesso troppo focalizzata sui numeri e sulle cartelle cliniche a discapito del rapporto umano. Attraverso storie vere raccolte nei reparti ospedalieri, l’autore lancia un appello accorato: per fare del bene agli altri, il professionista sanitario deve riscoprire l’arte dell’empatia, senza dimenticare di preservare la propria salute mentale ed emotiva per evitare il burnout.

La presentazione ha confermato che questo libro non รจ solo una guida per medici e infermieri, ma una vera e propria bussola etica per chiunque creda nel valore della solidarietร  come chiave per raggiungere la felicitร .

L’evento integrale

Per chi non ha potuto partecipare o per chi desidera riascoltare i passaggi piรน toccanti degli interventi e del dibattito, puรฒ visionarlo tramite il nostro canale youtube.

Come acquistare il libro

Il volume รจ un saggio imperdibile per riscoprire il valore profondo dell’aiuto reciproco. รˆ possibile acquistare la propria copia, sia in formato cartaceo che in versione digitale Kindle, direttamente online su Amazon di seguito il link https://www.amazon.it/CURARE-PRENDERSI-CURA-DEGLI-ALTRI/dp/B0GWW12JLS/

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chi vuol essere mio discepolo

XIII dom. Tempo Ordinario (A)

Il Sacro Cuore di Gesรน, a chi lo contempla, comunica le sue consolazioni: venite a me voi che siete affaticati e oppressi e io vi darรฒ ristoro. A santa Margherita Alocoque il Sacro Cuore ispirรฒ anche tanta misericordia: amorosissimo mio Gesรน, pensando alla dolcezza del tuo cuore tutto pieno di misericordia e di amore per i peccatori, io mi sento colmare di fiducia di essere da te bene accetto, recita la coroncina. A noi uomini di buona volontร , impegnati alla sequela di Cristo, piuttosto non ci rincuorano le parole severe che oggi Gesรน esprime indicando chi โ€œnon รจ degno di luiโ€.

Il brano dal Vangelo di Matteo ci offre un bel esempio di comprensione del testo nel suo contesto. รˆ il brano conclusivo del secondo di cinque discorsi di Gesรน in Matteo; presenta le esigenze del discepolato, superiori a qualsiasi rabbino del tempoโ€ฆ Lโ€™evangelista scrive in un tempo di persecuzione: i rabbini espellevano dalle sinagoghe i giudeo-cristiani (ovvero gli ebrei che avevano accolto il Vangelo) e diffidavano pure i parenti dei cristiani. Era la prima esclusione sociale, prima delle persecuzioni dei romani; si iniziavano a capire le parole di domenica scorsa: Chi si vergognerร  di me anchโ€™io mi vergognerรฒ di lui davanti al Padre mio. Perchรฉ mai affrontare tante avversitร  per restare fedeli? Per non rinunciare a professare la fede in Cristo? Nel Vangelo di oggi leggiamo una risposta: Chi avrร  perduto la propria vita per causa mia la troverร  e non cโ€™รจ nessuno che non riceva gia al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. Il premio futuro della vita eterna non lo poteva dare nessun rabbino o governatore romano e, se รจ vero che al presente non esenta dalle tribolazioni (non ci fa vivere in una bolla di sapone), la grazia di Dio ci dร  la forza di combattere e vincere in terra, per trionfare poi lieti con lui nel cielo.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato: cโ€™รจ un legame tra il Padre che manda il suo Figlio nel mondo e i discepoli da lui inviati a rendere in ogni tempo presente e operante la sua parola di veritร  e la sua grazia. Chi non crede รจ giร  stato condannato perchรฉ si รจ condannato da solo a restare nei peccati che non crediamo realizziamo al meglio la nostra vita.

Lโ€™invito ad accogliere il Vangelo non รจ davvero declinabile se ne va della nostra salvezza. Io sono venuto perchรฉ abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza anzichรฉ perdersi nei peccati; perchรฉ โ€“ come ci sta ricordando San Paolo queste domeniche โ€“ la nostra umanitร  รจ costitutivamente ferita dal peccato. Dio ha senza dubbio creato una creatura buona (vide quanto aveva fatto ed ecco era cosa molto buona) che perรฒ dal momento del peccato originale, si รจ come debilitata.

Il battesimo della 2^lettura, giร  al tempo di Gesรน era un rito comune e usato per chi si convertiva ad Israele, per gli schiavi liberati dai padroniโ€ฆ Era un gesto contestuale a una scelta di cambiamento, la volontร  di rinnovarsi. Cosรฌ anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Col battesimo non si diventa santi in un attimo: รจ rimesso il peccato originale ma restano gli effetti. Allora il fatto che noi tendiamo alla perfezione senza mai raggiungerla del tutto, non ci deve scoraggiare nel cercarla, perchรฉ siamo giudicati da un Dio che ci ama: siamo viventi per Dio in Cristo Gesรน. Infatti non ci vantiamo di ciรฒ di cui dovremmo vergognarci: i peccati li confessiamo nel sacramento che รจ lavacro dellโ€™anima senza piรน lโ€™acqua lustrale.

Poi gli uomini possono inventarsi tante teorie di antropologia, ma se si discostano dalla Parola di vita, ci raccontiamo favole. Gli antropologi che non comprendono piรน la fede iniziano descrivere la pietร  come folklore, la liturgia come unโ€™espressione culturale, a vederci come dei marziani che si inginocchiano davanti a unโ€™ostia e venerano immaginiโ€ฆ

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato: la Chiesa, fondata da Cristo sugli apostoli, non รจ separabile da Cristo, come lui รจ inseparabile dal Padre. Tutti dobbiamo essere apostoli per i lontani perchรฉ credano in Dio rivelatosi nel suo Figlio, accogliendo chi ha mandato.

animare la partecipazione

Lโ€™introduzione generale al messale romano di Paolo VI (1976) parla di partecipazione dellโ€™assemblea alla liturgia con carattere consapevole, attivo, comunitario. Che cosa significa? La partecipazione interiore ed esteriore alla liturgia celebrata dal popolo di Dio assieme al sacerdote che la presiede agendo in persona Christi, รจ un capitolo importante di liturgia. La comunitร  cristiana suddivide le responsabilitร  tra i vari credenti (christifideles), sempre sotto la guida dello Spirito Santo che โ€œha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristoโ€ (Ef 4,11-12). Proviamo a mettere in luce solo come si esplica materialmente la partecipazione alla liturgia.

Poichรฉ il servizio liturgico รจ fatto di azioni dette โ€œsacreโ€, potremmo essere portati a credere che va curato solo lโ€™elemento soprannaturale dellโ€™uomo, il suo spirito, e non tenere conto che lโ€™uomo รจ costituito di corpo ed anima, di carne e spirito. Ora la partecipazione piena (o consapevole) richiede non solo la presenza del cuore, dellโ€™intelligenza e della fantasia, ma anche del corpo. Si comprende qui lโ€™importanza di saper cogliere il significato dei simboli, riconoscere ogni momento della celebrazione. Anche il nostro corpo deve partecipare alle celebrazioni, poichรฉ ogni gesto ha un suo valore, un suo significato efficace per mezzo dello Spirito Santo, in vario modo e misura donato ai credenti. Lโ€™assemblea che rimane spettatrice della celebrazione, semplicemente non prega: la preghiera comunitaria della Messa รจ vocale. Quindi si afferma la necessitร  della partecipazione attiva alla celebrazione, che รจ interattiva nelle acclamazioni e che richiede ai fedeli di accogliere concretamente la grazia.

Le azioni liturgiche non sono azioni private, ma celebrazioni della Chiesa, che รจ sacramento di unitร , cioรจ popolo santo radunato e ordinato sotto la guida dei pastori. Perciรฒ tali azioni appartengono allโ€™intero corpo della Chiesa, lo manifestano e lo implicano; i singoli membri poi vi sono interessati in diverso modo, secondo la diversitร  degli stati, degli uffici e dellโ€™attuale partecipazione (SC 27). Lo stare in piedi, il sedersi, il fare il segno della croce, la processioneโ€ฆ non sono semplicemente dei gesti: tutto ha un suo significato ed un suo valore. E quando questi gesti li facciamo insieme, come comunitร  credente riunita, indichiamo anche esteriormente lโ€™unitร  di fede. Quelle parole e gesti espressi coralmente diventano segno della โ€œcomunioneโ€: Ogni volta che i riti comportano, secondo la particolare natura di ciascuno, una celebrazione comunitaria, caratterizzata dalla partecipazione attiva dei fedeli, sโ€™inculchi che questa รจ da preferirsi, per quanto รจ possibile, alla celebrazione individuale e quasi privata (SC 27). La partecipazione comunitaria รจ il cavalloo di battaglia della riforma liturgica: Le azioni liturgiche non sono azioni private, ma celebrazioni della Chiesa (SC 27).

Nessuno nega che animare significhi โ€œdare vitaโ€. Il punto รจ un altro: nella liturgia cattolica non siamo noi a โ€œdare vitaโ€ al mistero celebrato. Il mistero della fede รจ giร  vivo ed efficace in sรฉ, per lโ€™azione di Cristo. La musica sacra non โ€œanimaโ€ la liturgia come se questa fosse qualcosa di inerte da rendere interessante. Semmai la serve, la riveste, proclama con pregio le medesime parole del rito. Per questo molti liturgisti e musicisti preferiscono parlare di servizio del canto liturgico o di ministero musicale, evitando lโ€™espressione โ€œanimazione liturgicaโ€, che rischia di suggerire una mentalitร  da intrattenimento o da conduzione assembleare. Una deriva molto novecentesca, dove spesso il protagonismo umano finisce per occupare il centro. Lโ€™essere umano vede un microfono e sviluppa immediatamente la convinzione di dover โ€œcoinvolgere il pubblicoโ€. Tragica costante antropologica.

Il canto sacro autentico non ha il compito di โ€œcaricareโ€ emotivamente lโ€™assemblea, ma di favorire la preghiera, lโ€™adorazione e lโ€™intelligenza del rito. La liturgia non รจ una noia da vivacizzare: รจ azione sacra alla quale ci uniamo. Anche il silenzio, infatti, nella liturgia รจ pienamente vivo. E il gregoriano lo dimostra da secoli senza bisogno di โ€œanimatoriโ€.

Dire quindi che il coro o il cantore โ€œanimanoโ€ la liturgia puรฒ risultare improprio perchรฉ sposta inconsapevolmente lโ€™accento dallโ€™opera di Dio allโ€™azione dellโ€™uomo. Piรน corretto sarebbe dire che il canto: accompagna il rito, sostiene la preghiera dellโ€™assemblea, manifesta la bellezza del mistero celebrato, eleva spiritualmente i fedeli, serve la Parola e lโ€™azione liturgica. Che poi il canto โ€œvivifichiโ€ interiormente chi ascolta, questo รจ verissimo. Ma come frutto della grazia e della partecipazione al rito, non perchรฉ i musicisti abbiano โ€œanimatoโ€ qualcosa. Differenza sottile, ma teologicamente decisiva. La liturgia cattolica vive giร  senza bisogno dei nostri effetti speciali. Fortunatamente.

Le mancate risposte da parte di unโ€™assemblea ammutolita sono situazioni classiche in circostanze ove in genere sono riuniti cristiani non frequentanti che non ricordano le parole del ritoโ€ฆ Pensare tali situazioni nelle Messe domenicali e/o feriali, con fedeli simili a mummie o sordomuti che si sforzano di rispondere appena in labiale quando si accorgono che nessuno lo fa, รจ davvero atterrente. Solo tra parentesi dovremmo sempre ricordarci che la โ€œChiesa crede come pregaโ€; senza mettere il dito nella piaga parlando del canto, eminente apicale espressione di partecipazione alla liturgia.

Cโ€™รจ chi dice che โ€œla riforma liturgica lโ€™abbiano fatta i microfoniโ€. In effetti se si pensa a come si svolgeva la liturgia quando non c’erano (inizio anni โ€™60), il sacerdote risparmiava la voce per quasi tutta la Messa, dovendo sgolarsi per letture, omelia, prefazio, orazioni. Durante le preghiere dal sacerdote recitate sottovoce (da solo o con gli accoliti) la schola cantorum eseguiva brani per lo piรน incantabili e incomprensibili ai fedeli che durante la Messa recitavano per conto proprio il rosarioโ€ฆ Se oggi ci sono cristiani che vorrebbero assistere alla liturgia dimenticando che il Signore gli ha donato la voce, anche il sacerdote potrebbe risparmiarla spegnendo i microfoni, proprio comโ€™era prima. รˆ un controsenso rispetto alla liturgia in lingua corrente, con altare al popolo, udibile e comprensibile da tutti. Ma se questi sono i frutti, tanto vale tornare indietro.

La celebrazione della Messa, in quanto azione di Cristo e del popolo di Dio gerarchicamente ordinato, costituisce il centro di tutta la vita cristiana (Sacrosanctum Concilium n.27)

parole forti

Il โ€œdesertoโ€ per Israele era il tempo dellโ€™esodo dopo la liberazione dalla schiavitรน dโ€™Egitto, quando era ancora fedele al patto di Alleanza. “Israele” (in ebraico รจ sostantivo femminile) era poi diventata come una sposa adultera per le infedeltร  al patto di alleanza, quando tradรฌ il Signore con i โ€œbaalโ€, gli idoli, divinitร  di altri popoli e religioni. Usando il termine “adulterio” si esprime l’infedeltร  di Israele nell’ottica di unโ€™unione sponsale col Signore. Accadde cosรฌ per esempio nel lungo periodo di deportazione in Babilonia e in altri esili prolungati, causa di promiscuitร  sociale con altri popoli, che portarono a dimenticare anche la propria religione.

Ecco allora che i profeti, rammentando quelle infedeltร , annunciano – per conto di Dio – che, nonostante le offese, lui la farร  nuovamente sua sposa: perdona il suo popolo, non lo rinnega. Il Signore rimane fedele, ha un amore piรน grande del nostro peccato e non smette di amare. Per bocca di Isaia dice: ti ho nascosto per un poco il mio volto, ma con affetto perenne ho avuto pietร  di te. Non si allontana da te il mio affetto nรฉ vacilla la mia alleanza di pace.

Nellโ€™Antico Testamento “Israele” era quindi definita la sposa/amata dello sposo/amato che รจ il Signore Dio. I profeti in particolare hanno espresso questo concetto.ย Geremia:ย mi ricordo dellโ€™amore al tempo del tuo fidanzamento quando mi seguivi nel deserto. Poi erano cominciati rimpianti degli Dei dโ€™Egitto, tradimenti coi Baal cananei, infedeltร  con le divinitร  di assiri, babilonesi, persianiโ€ฆ Alloraย Oseaย aggiungeva:ย Mi chiamerai โ€œmarito mioโ€ e non piรน โ€œBaal, mio padroneโ€; quando Israele non corrispondeva, il profeta rimproverava:ย non far festa con gli altri popoli, perchรฉ hai praticato la prostituzione, abbandonando il tuo Dio. (โ€ฆ) Uno spirito di prostituzione li svia e si prostituiscono, allontanandosi dal loro Dio. Cosรฌ la sposa del Signore, infedele, adultera, era divenutaย prostitutaย del mondo.

Alla luce di tale tradizione biblica si comprende l’espressione “casta meretrix” coniata nel IV secolo da uno dei padri della Chiesa, Sant’Agostino d’Ippona. Considerando che nel Nuovo Testamento la sposa di Cristo รจ diventata il popolo della Nuova Alleanza (la Chiesa), nel terzo millennio il significato imperituro della riflessione scritturistica e patristica ci ravvisa unaย Chiesaย che si fa figlia del suo tempo e che, se risente le stesse devianze culturali dellโ€™epoca, si presenta come unaย societร  umanaย tra le altre, insignificante perchรฉ incapace di testimoniare la veritร  atemporale (storica ma eterna).

Il Vangelo del giorno – Domenica 28 Giugno 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Domenica โ€“ XIII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 10,37-42

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi apostoli:

ยซChi ama padre o madre piรน di me non รจ degno di me; chi ama figlio o figlia piรน di me non รจ degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non รจ degno di me.

Chi avrร  tenuto per sรฉ la propria vita, la perderร , e chi avrร  perduto la propria vita per causa mia, la troverร .

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie un profeta perchรฉ รจ un profeta, avrร  la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perchรฉ รจ un giusto, avrร  la ricompensa del giusto.

Chi avrร  dato da bere anche un solo bicchiere dโ€™acqua fresca a uno di questi piccoli perchรฉ รจ un discepolo, in veritร  io vi dico: non perderร  la sua ricompensaยป.

Parola del Signore

Parole forti ma assolutamente vere che vanno comprese fino in fondo: Gesรน non ci chiama ad un amore unico ed esclusivo con Lui, ma ad un amore prioritario. Metterlo al primo posto non significa escludere altre relazioni. Mi spiego meglio:

โ€ฆtutte le relazioni (sane) di affetto, di amicizia, di amore, nutrono e ci nutrono. Tutte lasciano qualcosa di bello dentro.

Ma con veritร  dobbiamo riconoscere che non รจ facile vivere le relazioni in maniera sanaโ€ฆ spesso ci facciamo maleโ€ฆ con il nostro desiderio di affettoโ€ฆ con le nostre fragilitร โ€ฆ con le incomprensioniโ€ฆ le idealizzazioniโ€ฆ le aspettative e tante altre difficoltร  di diversa natura e grado.

Amare Gesรน prima e piรน degli altriโ€ฆ non significa amare gli altri menoโ€ฆ ma meglioโ€ฆ perchรฉ solo alla sua scuola possiamo imparare ad amare veramente, bene e meglio tutte le altre persone. Ecco il perchรฉ della prioritร  di questa relazione con Lui!

E solo Lui, insegnandoci ad amare, ci insegna anche a vivereโ€ฆ spendendoci per gli altriโ€ฆ perchรฉ se la vita non te la giochi per gli altriโ€ฆ alla fine, vivi solo a metร !

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Canale Telegram Don Antonio  Mancuso

Ombre e luci

Godere delle piccole cose
quotidiane .
Abbracciare il tramonto รจ sempre una grande emozioneโ€ฆโ€ฆ.quante storie ci racconta il mare
la risacca mai stanca.
Saluti da Panarea

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“Ti amo” ma fino a un certo punto

dalla lettera agli Efesini (5,21-33)

Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti รจ capo della moglie, come anche Cristo รจ capo della Chiesa, lui che รจ il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, cosรฌ anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia nรฉ ruga o alcunchรฉ di simile, ma santa e immacolata. Cosรฌ anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perchรฉ chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poichรฉ siamo membra del suo corpo. Per questo l’uomo lascerร  suo padre e sua madre e si unirร  alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero รจ grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.

Non sono i pensieri di qualche poeta/filosofo, รจ lโ€™insegnamento di Gesรน che San Paolo cerca di spiegare agli efesini esortandoli: camminate nella caritร  nel modo in cui anche Cristo ci ha amati (Ef 5,2). Lo dice anche a noi oggi, perchรฉ il Vangelo non si puรฒ comprendere secondo gli stereotipi del mondo che non crede nelle virtรน di umiltร  e obbedienza incarnate da Cristo. Gesรน ha fatto il falegname, ma possiamo ragionevolmente credere che abbia fatto anche le pulizie, i piatti e il bucato.

Cristo ha compiuto un atto di umiltร  quando ha obbedito alla volontร  del Padre dando la vita in croce. San Paolo sta dicendo che il marito deve amare la moglie in questo modo come Cristo ha amato la Chiesa dando sรฉ stesso per lei (Ef 5,25). Come ricambia la sposa? In un modo che ci suona male: Sottomessi gli uni agli altri (Ef 5,21; 1Pt 5,5).

La vulgata del mondo cosa predica? Emancipazione da ogni schema, diritto di fare tutto ciรฒ che credo sia giusto, appiattimento delle differenze e confusione dei ruoli. Al punto tale che gli extra-terresti oggi sono gli sposi cristiani, non sono i travestiti che reclamano diritti civili. Da quando il peccato originale ha sconquassato lโ€™ordine della creazione si ha il mondo โ€œsotto-sopraโ€. La disobbedienza dei progenitori รจ la stessa ribellione contro Dio che si protrae nel tempo.

Agli efesini San Paolo cita parole del primo libro della Bibbia, la Genesi che presenta il racconto della creazione: i due diventeranno una sola carne (Gn 2,24). Lo ripete ancora Gesรน nel Vangelo per ribadire lโ€™indissolubilitร  del vincolo coniugale: non cโ€™รจ giudice, parlamento, sindaco piรน importante di Dio. Ripudiare il coniuge con il korban che diceva il libro del Deuteronomio, per Gesรน รจ una pratica che non risponde a caritร : liquidare la moglie che contravviene a norme inventate dagli uomini. Noi osserviamo il comandamento dellโ€™amore nella buona e nella cattiva sorte, quando va tutto bene e quando no, perchรฉ รจ un impegno che richiede buona volontร  con lโ€™aiuto della grazia di Cristo.


Le persone diventano interessanti soloโ€ฆ

Le persone diventano interessanti solo quando smettono di rispondere automaticamente.
Per questo ho smesso di chiedere: “Che lavoro fai?”, “Di dove sei?”.
Domande morte.
Domande da modulistica ministeriale delle emozioni.
Domande prefabbricate.


Preferisco chiedere: “Parli mai con gli elettrodomestici?”, “Qual’e’ il tuo formaggio preferito?”.
Sembra assurdo ma il formaggio racconta meglio di molti il curriculum .
Chi ama il gorgonzola non guarda il mondo come chi sceglie la mozzarella.


Poi certo la liturgia ricomincia.
Le tazzine
I corridoi
Le formule
Ma forse la salvezza sta proprio lรฌ: nel riuscire, una volta ogni tanto a sostituire una frase automatica con una domanda vera.
O almeno con un formaggio.
Buongiorno
๐ŸŒน

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Hope

Siamo stati tutte le nostre speranze e speriamo di aver sperato in eterno nonostante la finitezza di tutti quelli che abbiamo conosciuto cari e non.
Per i primi abbiamo sperato di non perderli mai nonostante la nostra eterna finitezza.

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