Le parole che usiamo per la letteratura dicono come la trattiamo.

Perchรฉ si dice leggiamo un passo e non un brano.

Brano viene da sbranare, fare a pezzi lacerare, dilaniare. Come si puรฒ usare una parola simile per indicare buon testo letterario.

Lโ€™alternativa รจ: Passo. Un tratto di cammino che si percorre insieme all’autore. A questo punto bisogna ricordare che cosa significa Testo. Viene dal latino textum, tessuto, qualcosa di intrecciato, costruito filo dopo filo.

Una parola che sbrani un tessuto non merita di stare vicina alla letteratura. Nella societร  di oggi, si รจ perso il cuore. C’รจ bisogno di educare all ‘empatia. Tutte le materie hanno la loro importanza! Le materie letterarie e artistiche educano all’emotivitร  e al bello. Bisogna essere come l’Uomo Vitruviano, in espansione verso al mondo a 360 gradi.

Mai si potrร  essere piรน moderni e all’avanguardia di quanto non siano stati i nostri grandi geni del passato. C’รจ bisogno di istruire ed educare in maniera consistente ed a tutto tondo, la formazione non necessita di frammentazione trendy.

Inoltre la parola brano e stata largamente usata pure per indicare gliย  “highlightsโ€ musicali di un’opera lirica quando questa veniva registrata e distribuita nei vinili o musicassetta per chi non voleva ascoltare tutta la registrazione e preferiva l’ascolto dei passi piรน famosi “Brani scelti”. Ma raramente si leggeva “Pagine scelte”. Talvolta compariva anche la parola “Seleziona”.

Adesso mi viene in mente il testo di un passaggio della Luisa Miller di Verdi, quando la protagonista, stanca e abbattuta per aver ceduto ai ricatti di Wurm canta: โ€œA brani, a brani  o perfido il cuore tu m’hai squarciato…..”Si deve osservare l’uso appropriato di questi versi di Salvadore Cammararo. Ed ancora i Sepolcri di Ugo Foscolo: quella corrispondenza di amorosi sensi, fa capire il valore della memoria e della poesia eternatrice dell’anima dell’uomo. La poesia vince di mille secoli il silenzio.

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Un incontro speciale con il professor Giancarlo Giamporcaro

intervista autori di padd.it

Nel pomeriggio di giovedรฌ 30 aprile, a Palermo, ha preso il via la prima intervista della nuova serie dedicata agli autori di PADD.it. Ad aprire questo percorso รจ stato lโ€™illustre professor Giancarlo Giamporcaro, nella sua abitazione, in unโ€™atmosfera intima e autentica che ha reso lโ€™incontro ancora piรน significativo.

Definire il professor Giamporcaro una persona umanamente straordinaria รจ quasi riduttivo. La sua sensibilitร  emerge con forza non solo nei suoi scritti pubblicati su PADD.it, ma anche nella sua opera poetica โ€œIl mio pensiero solitarioโ€, una raccolta intensa e profondamente toccante.

Seduti nel suo salone, con lui al centro, abbiamo assistito a un dialogo sincero e ricco di significato. A porre le domande sono stati Tomasella Garofalo, anchโ€™essa autrice di PADD.it, e Francesco Speciale, ideatore e anima del progetto. Le loro domande, delicate e mai invasive, hanno permesso al professore di esprimersi con grande chiarezza e con quella straordinaria umanitร  che lo contraddistingue.

Dietro le quinte, cโ€™ero anchโ€™io, intento a documentare questo momento con mezzi semplici ma con grande dedizione. Colgo lโ€™occasione per scusarmi pubblicamente se nella registrazione si percepisce un leggero rumore meccanico, dovuto a un cavalletto non professionale: un dettaglio tecnico che sarร  sicuramente migliorato nei prossimi appuntamenti della serie.

Tornando al professor Giamporcaro, ciรฒ che colpisce profondamente รจ la sua completezza umana: il riflesso evidente dei valori ricevuti dalla sua famiglia, che ha saputo trasmettergli principi solidi e autentici. Valori che oggi lui restituisce agli altri con generositร , donandosi con amore e profonditร .

Le sue risposte rappresentano una vera lezione di vita. Ascoltarlo dal vivo รจ stata unโ€™esperienza emozionante, che si rinnova anche rivedendo lโ€™intervista. Si percepisce chiaramente il rispetto profondo per la famiglia, considerata nella sua sacralitร , e il ruolo centrale della fede in Dio Padre, presenza costante nel suo percorso umano e spirituale.

Personalmente, non posso nascondere lโ€™intensa emozione provata durante questo incontro: un momento che lascia il segno e invita alla riflessione.

Un sentito ringraziamento al professor Giancarlo Giamporcaro per ciรฒ che ha saputo trasmettere. Viene spontaneo pensare a quanto siano stati fortunati i suoi allievi ad averlo come guida.

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In scena un testo liberamente tratto da “la patente” di Luigi Pirandello

La Patente di Pirandello

Regia di Armando Melodia

Cโ€™รจ unโ€™attesa palpabile attorno al nuovo appuntamento del Laboratorio Teatro Popolare, che torna in scena con una rilettura liberamente ispirata a โ€œLa patenteโ€ di Luigi Pirandello. Unโ€™attesa che ha un nome ben preciso, “Armando Melodia“.

Figura ormai riconosciuta e amata nel panorama teatrale palermitano e non solo, Melodia si conferma ancora una volta come artista poliedrico, attore, regista, sceneggiatore e autore, capace di dare nuova vita ai grandi classici con uno stile personale, intenso e sempre sorprendente. Il suo pubblico affezionato lo sa bene, ogni suo lavoro รจ un viaggio tra ironia, riflessione e profonditร  umana. E anche questa volta, la curiositร  รจ alta. Cosa avrร  โ€œpartoritoโ€ la sua fantasia? Quali sfumature avrร  scelto di esplorare in un testo giร  cosรฌ ricco di significato?

La locandina lascia intravedere un impianto scenico suggestivo e unโ€™atmosfera che promette di restituire tutta la forza grottesca e amara del testo pirandelliano, filtrata attraverso lo sguardo creativo di Melodia. Ma uno degli elementi piรน solidi e rassicuranti di questa produzione รจ senza dubbio il cast: una compagnia affiatata, composta da interpreti che il pubblico ha giร  avuto modo di apprezzare in precedenti lavori dello stesso regista.

Tra i nomi in scena troviamo Anacreonte La Mantia nel ruolo del Giudice Dโ€™Andrea, Gino Perricone (Marranca), Silvana Cusimano (Primo giudice), Santo Prospero (Secondo giudice), Mariella Lo Verde (Rusinedda), Silvana Catalano (Chiร rchiaro), Giovanna Cammarata (Tavinnu), Maria Somma (D.ssa Erba), Renzo Sanseverino (Bruno Calabrone) e Rosa Mancuso (Prof.ssa La Porta). Un ensemble variegato e collaudato, capace di muoversi con naturalezza tra registri diversi, dalla comicitร  piรน sottile al dramma piรน incisivo.

Chi conosce il lavoro di questa compagnia sa che non si tratta solo di interpretazioni, ma di vera e propria condivisione scenica, dove ogni attore contribuisce a costruire un racconto corale, vivo, autentico. รˆ proprio questa sinergia, unita alla direzione attenta e appassionata di Melodia, a rendere ogni spettacolo unโ€™esperienza coinvolgente.

Lโ€™appuntamento, fissato per Domenica 19 aprile 2026 alle ore 19:00 presso il Salone della Parrocchia Santa Maria delle Grazie a San Lorenzo (Palermo), si preannuncia quindi come uno di quegli eventi da non perdere, non solo per gli amanti del teatro, ma per chiunque voglia lasciarsi sorprendere da una messa in scena che promette emozioni, riflessioni e, perchรฉ no, anche qualche sorriso amaro in perfetto stile pirandelliano.

Il sipario sta per alzarsi. E il pubblico, ancora una volta, รจ pronto a farsi conquistare.

locandina evento

Cose belle dal web – Piccolo Orco di Paolo Gherbassi

Dallโ€™articolo dedicato alla presentazione di Piccolo Orco emerge subito che non siamo davanti a un semplice libro per bambini, ma a unโ€™opera dal respiro piรน intimo e simbolico, capace di parlare ai piccoli con delicatezza e agli adulti con una profonditร  quasi disarmante. Paolo Gherbassi, triestino, qui sembra mettere insieme tutte le sue anime, quella del pittore, dello scrittore, dellโ€™uomo sensibile e osservatore , dando vita a una storia che ha il sapore del viaggio interiore.

Il cuore del libro, per come viene raccontato, รจ una vicenda di crescita, trasformazione e scoperta di sรฉ. Giร  questo basterebbe a farne un testo interessante, ma ciรฒ che colpisce di piรน รจ la figura del protagonista: il Piccolo Orco non appare come una creatura spaventosa o minacciosa, bensรฌ come un bambino che si sente diverso, invisibile, forse fuori posto. E proprio qui il libro sembra trovare la sua veritร  piรน bella: nellโ€™idea che la diversitร  non sia una colpa nรฉ una condanna, ma una condizione profondamente umana, che tutti almeno una volta hanno attraversato.

Lโ€™articolo lascia intuire che Gherbassi affronti queste emozioni con grande dolcezza. Le paure del protagonista non vengono negate nรฉ banalizzate, ma attraversate. Cโ€™รจ in questo un messaggio molto forte: crescere non significa smettere di avere timori, bensรฌ imparare a guardarli, a comprenderli e magari a superarli grazie a una luce interiore. Il riferimento alle stelle, presente giร  nel titolo dellโ€™articolo e nella copertina, รจ molto eloquente: rappresentano qualcosa che viene dallโ€™alto, ma anche qualcosa che puรฒ giร  abitare dentro di noi. รˆ unโ€™immagine poetica e quasi terapeutica, che suggerisce speranza senza mai forzarla.

Un altro elemento che rende Piccolo Orco particolarmente affascinante รจ la sua natura visiva. Il libro contiene dipinti realizzati dallo stesso autore, e questo non รจ un dettaglio secondario: significa che parola e immagine nascono dalla medesima sorgente emotiva. In un tempo in cui spesso testo e illustrazione procedono separati, qui invece sembrano fondersi in unโ€™unica visione. Si avverte lโ€™impronta di un artista completo, capace di tradurre in colori e figure lo stesso mondo interiore che affida alla scrittura. Questo rende il libro non solo una lettura, ma unโ€™esperienza estetica e affettiva.

Molto toccante รจ anche la genesi dellโ€™opera, che lโ€™articolo racconta come un gesto nato per il figlio Gabriele. Questo dettaglio dona autenticitร  al progetto: Piccolo Orco non appare costruito a tavolino, ma nato da unโ€™urgenza vera, da un moto del cuore. รˆ forse proprio per questo che il libro sembra possedere una sinceritร  rara. Quando un autore scrive per lasciare โ€œqualcosa di mioโ€, come viene suggerito nel pezzo, il risultato puรฒ diventare universale proprio perchรฉ parte da qualcosa di profondamente personale.

La recensione, quindi, non puรฒ che essere positiva: Piccolo Orco si presenta come unโ€™opera gentile e significativa, capace di affrontare temi come la paura, lโ€™identitร , il sentirsi diversi e la ricerca di una luce dentro e fuori di sรฉ. รˆ il tipo di libro che puรฒ aiutare un bambino a riconoscere le proprie emozioni, ma anche un adulto a ricordare le proprie fragilitร , e magari a guardarle con maggiore tenerezza.

In Paolo Gherbassi si riconosce la mano di un artista a tutto tondo: non solo autore di una storia, ma creatore di un piccolo universo poetico in cui sensibilitร , immaginazione e arte visiva si tengono per mano. Piccolo Orco sembra cosรฌ essere molto piรน di un esordio editoriale: รจ una dichiarazione di sensibilitร , un invito a non avere paura delle proprie ombre e a tornare, almeno per cinque minuti, ad alzare gli occhi verso le stelle.

Per chi fosse interessato all’acquisto dell’opera di seguito il link di MDSeditore https://mdseditore.it/catalogo/piccolo-orco/

Micio Tempio, il poeta che fece parlare la Sicilia senza veli

Ricordo del poeta catanese nel 205ยฐ anniversario della sua morte

Nel panorama letterario siciliano tra Sette e Ottocento, poche figure risultano luminose, scandalose e modernissime allo stesso tempo come Domenico โ€œMicioโ€ Tempio (22 agosto 1750 โ€“ 4 febbraio 1821). A poco piรน di due secoli dalla sua morte, la sua voce continua a sorprendere per libertร , ironia e potenza linguistica: un autore che non si รจ mai piegato ai moralismi del suo tempo e che ha usato la lingua siciliana per raccontare il mondo senza filtri.

Nato a Catania, da Giuseppe (mercante di legna) e Apollonia Arcidiacono, Tempio si formรฒ sui classici latini e italiani e usรฒ il siciliano come strumento di satira politica, di denuncia sociale e di libertร  erotica, anticipando temi che la letteratura italiana avrebbe affrontato solo molto piรน tardi.

Il suo capolavoro รจ “La Caristia”, un poema di venti canti, feroce e lucidissimo, sulla carestia che colpรฌ Catania nel 1797โ€“98 e sulla sommossa popolare che ne seguรฌ. In quelle pagine, Tempio smaschera speculatori, nobili avidi, religiosi corrotti e amministratori incapaci. รˆ un affresco sociale di straordinaria attualitร , in cui la fame diventa lente per osservare le ingiustizie strutturali della societร  siciliana dellโ€™epoca. La lingua รจ tagliente, musicale, ricca di immagini popolari: un documento storico e letterario insieme.

Altro poemetto rilevante รจ “Lu veru piaciri” che inizia cosรฌ, con un proemio che fa satira su quello tassiano de “La Gerusalemme Liberata”:

Non cantu l’armi, li lassamu stari
in manu di li Vappi e Spataccini.
Chi gustu bruttu รจ chistu di cantari
straggi, sbudiddamenti, ammazzatini!
Lu sulu dirlu giร  mi fa trimari
lu piddizzuni, e s’aprinu li rini.
Fora di mia li truci oggetti e l’iri;
amu la Paci e cantu lu Piaciri.

Accanto alla produzione civile, Tempio coltivรฒ un filone che gli costรฒ censura, ostracismo e una lunga damnatio memoriae: le poesie erotiche. Testi espliciti, comici, vitali, che circolavano in manoscritti clandestini e che per decenni furono considerati โ€œosceniโ€. Oggi, invece, dopo essere stampate postume, sono studiati come testimonianza antropologica e come esempio altissimo di libertร  espressiva. In quelle pagine, Tempio non celebra solo il corpo: celebra la vita, la natura, la gioia, la fragilitร  umana. E lo fa con una lingua siciliana piena, viva, capace di passare dal riso alla malinconia in un solo verso.

La sua opera, per lungo tempo dimenticata, รจ stata riscoperta nel Novecento. Oggi Micio Tempio appare come un autore sorprendentemente moderno: un poeta che non teme di denunciare il potere, che difende la dignitร  dei piรน deboli, che usa lโ€™ironia come arma politica e che rivendica la libertร  del corpo e della parola.

In questโ€™epoca in cui la Sicilia sta riscoprendo la propria identitร  linguistica e culturale, Tempio torna a essere un punto di riferimento imprescindibile. Non solo per la sua maestria poetica, ma per il suo coraggio: quello di dire la veritร  senza veli, di ridere dei potenti, di raccontare la vita comโ€™รจ davvero. La sua lezione, oggi piรน che mai, rimane intatta: la lingua siciliana non รจ un residuo folklorico, ma uno strumento potente di pensiero, di critica, di satira e di poesia.

Chiesa siciliana e la rivoluzione francese analogie con lโ€™attualitร ?

Duomo di Monreale

Lโ€™azione religiosa รจ da sempre stata uno strumento per controllare e istruire il popolo.
La chiesa nellโ€™esercizio delle sue attivitร , andava oltre lo stretto insegnamento della fede affrontando temi di attualitร  per la vita della comunitร .

La predicazione di conseguenza rivestiva e riveste un carattere sociale (ad esempio, le misure igieniche per prevenire unโ€™epidemia, le disposizioni contro catastrofi naturali, erano temi che potevano essere diffusi anche dal pulpito) ed in piรน occasioni รจ stata determinante per la formazione dellโ€™opinione pubblica.

La Chiesa risultava essere lโ€™unico canale per informare e formare la popolazione spesso e in fasce estese ancora analfabeta.
I fermenti che la rivoluzione francese innescavano in tutta Europa vedevano negli ambienti ecclesiastici siciliani, un fermo freno al cambiamento e infatti, nonostante gli attacchi congiunti della cultura illuministica e del riformismo caraccioliano di fine settecento, restavano per lo piรน insensibili e consideravano le nuove idee e i loro seguaci nemici dellโ€™ordine.

Lo scoppio della rivoluzione francese segnava, infatti, per lโ€™isola (come ha avuto modo di sottolineare Rosario Romeo in quello che ormai รจ considerato un classico della storiografia sul tema, Il risorgimento in Sicilia) lโ€™inizio della riscossa di quel ยซvecchioยป mondo. Gli eccessi rivoluzionari incutevano paura nellโ€™ambiente ecclesiastico e lโ€™incomprensione dei motivi di una rivoluzione che affondava le radici in un terreno diverso da quello isolano, inducevano gli esponenti del clero siciliano a guardare agli sconvolgimenti di fine โ€˜700 come ad una cospirazione dei filosofi contro il trono e lโ€™altare.

Giuseppe Logoteta ad esempio, canonico della chiesa di Siracusa e lettore di Teologia, in uno scritto del 1790, mentre esaltava la dottrina del diritto divino e i doveri dei sudditi nei confronti del monarca, si scagliava contro le ยซnuove ideeยป e scriveva:

ยซrecano sommo orrore e turbano il riposo del pubblico e dellโ€™Impero, indeboliscono ed annientano i diritti intrinseci della Sovranitร . Alienano i cuori dei sudditi dalla dovuta ubbidienza, fomentano sedizioni e sono diametralmente opposti alla Religione, al diritto pubblico ed al buon sensoยป.
Anche Saverio Scrofani, storico ed economista (da giovane aveva preso i voti ma non aveva mai esercitato il sacerdozio), tra i siciliani piรน aperti alle influenze del tempo, sebbene si fosse battuto per la libertร  del commercio dei grani, manifestava orrore di fronte alla rivoluzione francese e dichiarava speranzoso: ยซQuesta rivoluzione non รจ stata se non lโ€™opera dโ€™un momento, puรฒ un altro momento distruggerlaยป e definiva la costituzione che la rivoluzione aveva introdotto come le ยซleggi di Minosseยป, ยซuna Costituzione veramente degna di un popolo senza costumiยป.
Lโ€™analisi piรน rilevante sulla rivoluzione francese fu rappresentata da Nicola Spedalieri (Prete e professore nel seminario di Monreale, filosofo e teologo), lo Spedalieri, che sosteneva la religione Cristiana era la custode dei diritti dellโ€™uomo e denunciava il carattere deistico e ateo della rivoluzione francese. E pur riconoscendo la sovranitร  popolare come fonte del potere del re, sosteneva che:
ยซ..il Cristiano, che dee guidarsi piรน colla Rivelazione, che colla pura Ragione, facilmente si avvezza a considerare nel Principato piuttosto la volontร  di Dio, che quella degli uomini, a motivo che nelle Divine scritture i Principi vegono sempre rappresentati quali Ministri di Dio, o vi si dichiara che da Dio viene ogni potestร ยป.
Il mondo ecclesiastico siciliano, quindi si opponeva alle idee rivoluzionarie che riteneva contrapposte ai valori tradizionali della chiesa ed al controllo della cultura da parte della stessa.
Se si vuole fare una sintesi le idee rivoluzionarie minacciavano la religione e lo stato, lโ€™altare e il trono.
Proprio a tale scopo, per sottolineare il ruolo del clero nellโ€™importante campo dellโ€™educazione popolare, il Logoteta scriveva:
ยซโ€ฆil Parroco incaricato dโ€™istruire gli abitanti del suo distretto โ€ฆ.debbe concorrere aโ€™ gran disegni della civile legislazione e di buonโ€™ora istillare neโ€™ teneri animi dei giovinetti suscettibili in quellโ€™etร  dโ€™ogni impressione, sentimenti di patriottismo, di attaccamento alla religione, ed al Re, di coraggio, e di virtรน militariยป.

Tratto da: Lโ€™influenza del clero nella Sicilia a cavallo dei secoli XVIII e XIX

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Vlร dimir contro Vladรฌmir, per gli zimbelli dellโ€™intelligenza artificiale

Cโ€™รจ una risposta piccata attribuita generalmente ad Hegel: ยซTanto peggio per i fatti (se non si accordano con la teoria)ยป. Sarebbe la traduzione di (Wenn die Tatsachen nicht mit der Theorie รผbereinstimmen,) um so schlimmer fรผr die Tatsachen. Pare che nel 1801 il filosofo idealista, dopo aver teorizzato nella sua dissertazione di abilitazione allโ€™insegnamento De orbitis planetarum che non poteva esserci un altro pianeta fra Marte e Giove, venisse informato che invece ne era stato scoperto uno da Giuseppe Piazzi โ€“ nellโ€™osservatorio astronomico di Palermo โ€“ il 1ยบ gennaio 1801. Il pianeta si rivelรฒ poi essere lโ€™asteroide Cerere. Se mai fu pronunciata, si trattava di una battuta orale che, in quanto tale, non compare negli scritti di Hegel. Essa tuttavia rende bene il senso delle tragedie degli ultimi trecento anni, nel corso dei quali non poche volte il mancato rispetto della realtร  ha prodotto molteplici mostri della ragione.

Tanto peggio per la pace

Una di queste tragedie รจ la guerra in Ucraina. Essa necessita di essere compresa mettendo a fuoco la veritร  di ciรฒ che accade non troppo lontano dalle nostre case, ove viviamo relativamente tranquilli. In realtร  stiamo pagando caro il prezzo di questa guerra, quanto meno da un punto di vista della crisi economica indotta, benchรฉ ancora le nostre famiglie non siano state coinvolte direttamente con lo spargimento di sangue.
Occorre capire, superando il racconto virtuale, spesso artefatto, che gli accadimenti di questi ultimi tempi racchiudono nella loro concretezza la veritร  di una guerra fatta e subita. Occorre ripristinare quel legame necessario tra la realtร  e la veritร , fonte e origine di ogni libertร . Per fare ciรฒ non รจ sufficiente prestare attenzione solo alle notizie filtrate dai mass-media che inondano di immagini e parole il nostro quotidiano, ma occorre comprendere quali siano state le cause remote e recenti di questo conflitto, i motivi storici, culturali, politici e militari. Occorre comprendere chi sono gli ucraini e i russi e come abbiamo interagito durante il corso della storia; che cosa รจ accaduto in Russia dopo la fine dellโ€™Impero sovietico; chi รจ Putin e quali siano gli aspetti positivi e negativi del suo mandato
presidenziale; quale sia stato il ruolo della NATO, dellโ€™Europa e degli Stati Uniti. Occorre avere chiaro, per quanto รจ possibile, il quadro generale, per evitare di banalizzare o male interpretare un evento che grava sulla vita di milioni di persone, soprattutto della povera gente che combatte o subisce questa guerra decisa da altri.

La tuta anti-G

Quella appena riportata รจ la presentazione del libro di Marco Bertolini e Giuseppe Ghini,
Guerra e pace ai tempi di Putin, pubblicato da Cantagalli nel 2022, vale a dire poco dopo lโ€™invasione dellโ€™Ucraina da parte della Russia e il conseguente amplificarsi del sanguinoso conflitto. Osservando il vorticoso sviluppo esponenziale della tecnologia, cโ€™รจ chi sostiene che dovremmo dotarci tutti di una sorta di tuta antigravitazionale (quella in uso ai piloti di aerei supersonici) per affrontare adeguatamente gli scossoni e lโ€™accelerazione dei cambiamenti. Non si tratta solo del progresso degli strumenti a disposizione, anche gli eventi a volte precipitano senza che riusciamo a seguirne lโ€™evoluzione. Dopo piรน di due anni, ogni mese che passa รจ denso di modifiche dei fronti di guerra. Da ottobre ad oggi assistiamo allโ€™orrendo spargimento di sangue in Terra Santa, che ha tutti i connotati del genocidio. Anche per questo รจ indispensabile disporre di fonti autorevoli per informarsi.
Giuseppe Ghini รจ Professore ordinario di Slavistica allโ€™Universitร  di Urbino. Ha scritto diversi libri e oltre cento articoli scientifici sulla letteratura e cultura russa; di recente ha tradotto per Mondadori il capolavoro di Puลกkin, Evgenij Onegin. Ha ricevuto borse di studio e di ricerca in Russia, Cecoslovacchia, Finlandia, Stati Uniti, tenuto seminari e conferenze in universitร  russe e statunitensi. Da oltre ventโ€™anni svolge attivitร  giornalistica e ha scritto piรน di 900 articoli su cultura e societร  non solo russa. Membro del Nucleo di Valutazione dellโ€™Universitร  di Urbino dal 2007 al 2019, Presidente degli Incontri Internazionali Diego Fabbri dal 1996 al 2003, Consigliere e dal 2017 Presidente della Fondazione Rui.
Marco Bertolini รจ Generale di Corpo dโ€™Armata, ha comandato il 9ยฐ reggimento dโ€™assalto โ€œCol Moschinโ€, il Centro addestramento di paracadutismo, la Brigata Paracadutisti โ€œFolgoreโ€, il Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali e il Comando Operativo di Vertice Interforze dal quale dipendono i contingenti โ€œfuori areaโ€ nazionali. Ha partecipato a Operazioni in Libano, Somalia, Balcani e Afghanistan. รˆ Grande Ufficiale al Merito della Repubblica, Ufficiale dellโ€™Ordine Militare dโ€™Italia ed รจ decorato di Croce al Valor Militare, nonchรฉ di Croci dโ€™Oro e dโ€™Argento al Merito dellโ€™Esercito.

Recuperare lo spirito critico

Oggi che dilaga lโ€™uso dellโ€™intelligenza artificiale, come se fosse una risorsa neutrale da
impiegare ingenuamente, senza verificare le fonti alle quali attinge, risulta ancora piรน necessario ricorrere a testimoni autorevoli, come i brillanti autori di questo libro inchiesta. Che spiegano la vicenda ucraina partendo dal 1989 e dalla caduta del muro di Berlino. E illustrando le caratteristiche della non piรน esistente Unione Sovietica. La logica di giornali e telegiornali รจ circolare: alimentano il mainstream e del mainstream si alimentano. Mai uscire dal coro. Quanti corrispondenti sono stati mandati nel Donbass per riferirci di quella guerra di cui oggi scopriamo lโ€™esistenza? Perchรฉ dal 2014 ad oggi non abbiamo mai visto servizi
sui bambini e gli anziani bombardati a Donecโ€™k? Tanti analisti e commentatori, che neanche sanno pronunciare il nome โ€œVladimirโ€ – che ha lโ€™accento sulla seconda sillaba Vladรฌmir โ€“ e continuano a pronunciarlo con la classica, offensiva storpiatura allโ€™americana, sono passati senza accorgersene a giustificare un intervento bellico in difesa dellโ€™Ucraina senza sottoporre le ragioni dei belligeranti a una rigorosa analisi razionale, vale a dire etica.
Perchรฉ โ€“ si chiede Giuseppe Ghini โ€“ qual รจ lโ€™unico criterio che ci puรฒ dire se una cosa รจ giusta o sbagliata, se non la ragione, la ragione etica?

Il convegno tomista di Santโ€™Antonio Abate: ora la parola ai protagonisti

Dopo aver raccontato lโ€™annuncio e il significato del XXIX Convegno Nazionale di Studi โ€œLa luce della sapienza nel magistero di San Tommaso dโ€™Aquinoโ€, svoltosi nella storica Chiesa di Santโ€™Antonio Abate del Senato Palermitano, manteniamo oggi la promessa fatta nel nostro primo articolo [QUI IL LINK AL PRIMO ARTICOLO].

Abbiamo infatti documentato lโ€™intero evento con riprese video, scegliendo ora di condividere gli interventi singolarmente, seguendo lโ€™ordine del programma ufficiale, per permettere a tutti di apprezzare con calma la ricchezza dei contributi proposti.

Un convegno guidato con rigore e misura

A presiedere e introdurre i lavori รจ stato il professor Tommaso Romano, presidente della Fondazione Thule Cultura e dellโ€™ASCU, che ha svolto un ruolo centrale per tutta la durata del convegno. La sua moderazione, sempre puntuale, elegante e mai invasiva, ha permesso un dialogo armonico tra discipline diverse, mantenendo alta lโ€™attenzione del pubblico e valorizzando ogni relatore. Un lavoro discreto ma fondamentale, che ha dato unitร  e respiro allโ€™intera giornata.

I saluti istituzionali e lโ€™apertura dei lavori

Dopo lโ€™apertura ufficiale, i saluti istituzionali hanno sottolineato lโ€™importanza culturale dellโ€™iniziativa per la cittร  di Palermo e per il mondo accademico, ribadendo il valore di San Tommaso dโ€™Aquino come punto di riferimento ancora attuale nel dibattito tra fede, ragione e societร  contemporanea.

La Lectio Magistralis di Mons. Gaetano Tulipano

Uno dei momenti piรน intensi e carichi di elevazione spirituale รจ stato senza dubbio la Lectio Magistralis di Monsignor Gaetano Tulipano, protonotario apostolico soprannumerario e docente di teologia dogmatica. La sua riflessione sulla teologia perennis di San Tommaso ha creato un clima di profondo ascolto e raccoglimento, trasformando la chiesa in uno spazio non solo di studio, ma anche di meditazione viva e condivisa.

Filosofia, letteratura e politica nel solco tomista

Si sono poi susseguiti gli interventi di:

  • Avv.Prof.Giovanni Condello, dell’Ordine Teutonico di Santa Maria degli Alemanni;
  • Prof. Ciro Romano, Magnifico Rettore e Presidente del CdA dell’Universitร  Popolare Cattolica “Montemurro-D’Ippolito” di Portici (Na);
  • Prof. Carmelo Muscato, che ha esplorato le fonti greche di Agostino e Tommaso;
  • Prof. Daniele Fazio, con una lettura stimolante del tomismo presente in Dante Alighieri;
  • Prof. Antonino Sala, che ha approfondito il tema sempre attuale del rapporto tra ragione e fede;
  • Prof. Tommaso Romano, tornato come relatore per analizzare le forme del regime politico in San Tommaso;
  • Prof. Francesco Pira, che ha messo in luce i riflessi sociali del pensiero tomista nella realtร  contemporanea;
  • Prof.ssa Anna Maria Lo Piccolo, con un intervento dedicato al De Magistro.

Ogni contributo ha aggiunto un tassello prezioso a un mosaico ricco e coerente, capace di parlare tanto agli studiosi quanto al pubblico non specialistico.

Lโ€™attesa per lโ€™intervento di Ciro Lomonte

Particolarmente atteso era lโ€™intervento dellโ€™architetto Ciro Lomonte, che purtroppo, per motivi di salute, non ha potuto essere presente. Il suo contributo, tuttavia, รจ stato in parte condiviso, permettendo comunque al pubblico di cogliere il valore della sua riflessione sul tema dellโ€™arte e dellโ€™analogia in San Tommaso dโ€™Aquino.

Musica e conclusioni

A impreziosire la mattinata, il concerto dellโ€™arpista Ginevra Gilli, che ha offerto un momento di pausa contemplativa, perfettamente in sintonia con lo spirito del convegno.

Il nostro impegno come PADD.IT

Come PADD.IT, abbiamo scelto di documentare questo evento con mezzi semplici, in modo amatoriale ma autentico, con lโ€™unico intento di lasciare una traccia concreta di una giornata che resterร  nella storia recente di una chiesa cosรฌ importante per Palermo.

Vi lasciamo quindi ora alla sequenza dei vari interventi video che stiamo caricando sul canale poco per volta e dopo aver effettuato il rendering dei video stessi, chiedendo fin da subito scusa per eventuali limiti tecnici delle riprese, ma certi del valore culturale e umano di quanto รจ stato condiviso in questa straordinaria occasione.

E’ possibile raggiungere e leggere l’intervento del Prof. Antonino Sala direttamente dal suo BLOG [CLICCANDO QUESTO LINK]

L’intervento dell’Arch. Ciro Lomonte non รจ stato letto integralmente per problemi legati al tempo, ci sembra doveroso per completezza riportare il link al testo integrale pubblicato su Academia.edu basterร  [CLICCARE QUESTO LINK]

“Dio esiste ?”

Presentazione del libro del Cardinale Robert Sarah

In un meraviglioso e solare giorno a Palermo, e piรน precisamente Sabato 8 Novembre alle ore 10:00, presso la chiesa monumentale di “Santa Maria della Pietร ” nel quartiere Kalsa, si รจ tenuto un bellissimo e direi storico incontro con il Cardinale Robert Sarah.

Quando vi gusterete la visione del video integrale a corredo di questo mio modestissimo articolo documentale, da semplici cristiani e peccatori vi farete una domanda, forse non proprio quella a cui risponde il libro del Card. Robert Sarah, ma di sicuro una domanda ve la farete.

Una chiesa stracolma di fedeli, personalmente sono rimasto in piedi per ascoltare con attenzione e filmare per documentare questo storico incontro nella nostra Palermo. Con orgoglio posso dire “io c’ero” ed ho pure documentato per tutti i miei Amici, vicini e lontani che non potendo venire ci tenevano ad ascoltare quanto detto da Robert Sarah.

Non potevo in questa storica occasione approfittare della bontร  del Card. Robert Sarah disponibile ad autografare il suo libro, ed eccomi come in tanti in fila per raggiungere il mio momento, emozionato come un bambino di stare per quell’attimo vicino a lui e documentare la firma sulla mia copia.

Bene, vi starete chiedendo ma che domande mi sono fatto alla fine? Sono domande semplici scaturite da umili osservazioni, magari mi sbaglierรฒ, posso darvi un indizio, guardate tutto il video, ascoltate con particolare interesse le sole ed uniche domande poste alla fine, e poi ditemi se in questo video, in questa chiesa cosi piena di fedeli e di prelati, spicca l’assenza di qualcuno.

Da semplice cristiano mi domando se il “pensiero unico” che in quest’ambito, vuole e pretende una dottrina all’acqua di rose, che schiaccia l’occhio e mette sullo stesso piano qualsiasi religione, che arriva perfino a mortificare la figura della nostra Mamma Celeste, mi domando se questo pensiero unico non sia anch’esso entrato in modo subdolo nella nostra Santa Madre Chiesa.

A Voi il video integrale:

Francesco Speciale

“Antรนra” la voce del vento e della memoria siciliana

Palermo 16/10/2025

Poesie di Enzo Ragno e Musiche di Malanova

Con Antรนra, Enzo Ragno consegna alla parola poetica una forza antica e insieme contemporanea: il siciliano, che si fa lingua madre, canto e preghiera laica. Le venticinque poesie raccolte nel CD recitate dallโ€™autore e accompagnate dalle musiche intense di Malanova formano un viaggio sensoriale e spirituale attraverso la terra, il vento e le stagioni dellโ€™anima.

Ogni testo vibra di una musicalitร  istintiva, scavata nei suoni e nei ritmi della parlata isolana. Titoli come Bruciร ta, Vurrรฌa, Sciroccu, Acqua e Ventu o Spรฌsidda evocano un paesaggio interiore in cui gli elementi naturali diventano specchio dellโ€™esistenza, metafora di unโ€™identitร  sospesa tra memoria e resistenza. La voce di Ragno, aspra e dolce al tempo stesso, restituisce la carne viva delle parole, mentre le sonoritร  di Malanova intrecciano corde e percussioni che amplificano lโ€™emozione e il respiro popolare del progetto.

La cura complessiva dellโ€™opera รจ evidente: dalle registrazioni realizzate al Wave Studio di Pippo Faranda, al progetto artistico e fotografico di Greta Bartuccio, fino al disegno di copertina di DeSanti e alla fotografia dellโ€™autore di Carlo Aloi. Lโ€™attenzione alle lingue, con le traduzioni in italiano di Mimma Gattaino e in inglese di Deborah Kay, rivela la volontร  di portare questa voce siciliana oltre i confini, senza tradirne lโ€™anima.

Antรนra รจ piรน di un disco di poesie: รจ un atto dโ€™amore verso la propria terra e le sue radici linguistiche, un invito ad ascoltare non solo le parole ma ciรฒ che esse trattengono il vento, la polvere, la malinconia e la luce di unโ€™isola che continua a raccontarsi.

Di seguito un video contenente la poesia Bruciata pubblicata sul canale PADD di Youtube