Il Vangelo del giorno – Sabato 04 Luglio 2026

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Sabato – XIII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 9,14-17

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Parola del Signore

Le parole di Gesù aprono ad una bella comprensione del digiuno.

Il digiuno è la privazione volontaria di qualcosa per sentirne il vuoto… il desiderio… la mancanza. Il digiuno è “nostalgia” considerata nel suo senso letterale: dolore per il desiderio di un ritorno.

Così compreso, il digiuno può significare mettersi nelle condizioni di sentire il desiderio di pienezza. E così, posso fare un digiuno (alimentare o altra privazione) perché il mio corpo, sentendo il desiderio del cibo, mi possa ricordare che ho un altro desiderio da colmare, quello di Dio, il desiderio della pienezza di Dio. E difronte a questo desiderio di pienezza mi attivo per colmarlo… pregando, andando a messa, facendo opere di carità, perdonando, mettendo in atto, quindi, tutte quelle azioni che mi fanno incontrare Dio.

Il digiuno, inoltre, mi ricorda che nessuna relazione va data per scontato… non per vivere nella costante paura di un abbandono, ma per godersi ogni giorno la bellezza della presenza.

Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER

Canale Telegram Don Antonio  Mancuso
Cerca l'Amore troverai Dio