Venerdì

IL venerdì ha una qualità particolare.


Non è ancora libertà, ma ne assomiglia molto.


Così il venerdì diventa una specie di rito civile.


Si chiude la porta del lavoro con eleganza di chi ha attraversato un’altra settimana fatta di decisioni, responsabilità e piccoli equilibri da mantenere tra regole, persone e realtà.


Nel frattempo il venerdì concede una tregua.


E il sorriso torna leggero.

Crans Montana

rogo

È avvenuta una tragedia che ha dell’inverosimile a capodanno ragazzi tutti giovani che i familiari avevano messo nelle mani di adulti, che si pensasse fossero consapevoli del loro compito ovvero l’assoluta sicurezza di quei giovani e il totale divertimento di questi.

Ma purtroppo qualcosa va storto e all’improvviso succede l’inferno e il locale prende letteralmente fuoco, ci sono delle vie d’uscita, ristrette da tre metri a un metro e cinquanta e altre bloccate da sgabelli.

Purtroppo, oltre alla negligenza umana e successo l’imponderabile, l’apertura delle porte esterne e la conseguente immissione di aria dall’esterno ha fatto accrescere le fiamme e di conseguenza le vittime.

Succede come al solito lo scambio delle responsabilità, tranne le autorità, che tutti scaricano sugli altri, in primis i proprietari del locale.

Tutti fanno ricadere sugli altri i loro fallimenti nella gestione della serata.
Sono morti giovani che andavano a divertirsi con poco, e senza poter immaginare che sarebbe successo l’inferno.

Stamattina verso le sei è andato a fuoco anche il memoriale alle vittime, non era sorvegliato da nessuno.

Cosa assurda per un memoriale di un evento così drammatico per come sono avvenuti i fatti, anch’esso ha subito la stessa sorte.