Un โ€œsรฌโ€ che continua a fiorire: gli auguri dellโ€™ALAS di Palermo per il 25ยฐ anniversario di professione religiosa

Auguri dal gruppo ALAS di Palermo

Tre cuori, unโ€™unica chiamata, un solo amore donato a Cristo.

Ci sono ricorrenze che meritano di essere celebrate non soltanto con una festa, con dei fiori o con una bella fotografia, ma soprattutto con la preghiera, la gratitudine e il silenzio del cuore.

Il 28 agosto 2026, a Genzano di Roma, Suor Veronique Amisi Mwamini, Suor Virginie Ntumba Lufulwabo e Suor Mary Mathalaimuthu, Suore Agostiniane Serve di Gesรน e Maria, celebreranno il 25ยฐ anniversario della loro professione religiosa.

Ventotto agosto 2026: venticinque anni di un โ€œsรฌโ€.

Un โ€œsรฌโ€ pronunciato un giorno e poi rinnovato, giorno dopo giorno, attraverso la vita, il servizio, la preghiera, le difficoltร , le gioie, le persone incontrate e quelle accompagnate nel cammino.

Per noi del gruppo ALAS di Palermo โ€“ Associazione Laici Agostiniani Spinelliani, questa ricorrenza non puรฒ passare inosservata.

Vogliamo infatti unirci idealmente alla loro celebrazione e far giungere a queste care Suore il nostro piรน affettuoso augurio, assicurando loro ciรฒ che per noi rappresenta uno dei doni piรน preziosi che possiamo offrire: la nostra preghiera.

Venticinque anni di fedeltร 

Venticinque anni sono una parte importante della vita.

Sono migliaia di giorni nei quali quel primo โ€œsรฌโ€ ha dovuto diventare concretezza. Sono mattine iniziate nella fiducia e sere concluse nella gratitudine. Sono passi compiuti nella certezza che la chiamata ricevuta non รจ semplicemente un ricordo del passato, ma una realtร  viva che continua a chiedere disponibilitร , coraggio e amore.

La professione religiosa non รจ soltanto una data da ricordare.

รˆ una storia da raccontare con la vita.

E forse proprio per questo un anniversario come il 25ยฐ non guarda soltanto indietro, ai tanti anni trascorsi, ma guarda soprattutto avanti: verso ciรฒ che ancora il Signore vorrร  affidare, verso nuove persone da incontrare, nuove vite da accompagnare, nuovi semi da piantare.

รˆ il mistero bellissimo di una vocazione: Dio chiama, lโ€™uomo risponde e poi, giorno dopo giorno, quella risposta diventa vita.

In un tempo in cui le vocazioni sono una sfida, un โ€œsรฌโ€ diventa ancora piรน prezioso

Viviamo in un tempo nel quale la vita consacrata attraversa una stagione non semplice.

Le vocazioni diminuiscono, le comunitร  religiose invecchiano, tante realtร  che per generazioni hanno rappresentato un punto di riferimento rischiano di diventare sempre piรน fragili.

E proprio per questo, davanti a una professione religiosa che raggiunge il traguardo dei venticinque anni, sentiamo ancora piรน forte il bisogno di dire grazie.

Grazie perchรฉ una vocazione vissuta con fedeltร  continua a essere una luce.

Grazie perchรฉ, anche in un mondo nel quale sembra sempre piรน difficile scegliere una strada definitiva, esistono ancora donne e uomini capaci di consegnare la propria vita a Dio.

Grazie perchรฉ il loro โ€œsรฌโ€ ci ricorda che non tutto ciรฒ che conta puรฒ essere misurato in termini di successo, carriera, visibilitร  o possesso.

Ci sono vite che acquistano il loro significato piรน profondo proprio nel dono.

E una vita donata a Cristo, quando รจ autentica, non รจ una vita sottratta al mondo: รจ una vita offerta per il mondo.

Come ALAS di Palermo, vogliamo esserci

Noi laici agostiniani spinelliani sappiamo bene che la famiglia spirituale alla quale apparteniamo non รจ fatta soltanto di persone consacrate.

รˆ una famiglia nella quale vocazioni diverse possono camminare insieme, sostenersi, incoraggiarsi e condividere la stessa fede e lo stesso amore per il carisma ricevuto.

Per questo, nel giorno della loro festa, vogliamo sentirci particolarmente vicini a Suor Veronique, Suor Virginie e Suor Mary.

Non potremo forse essere tutti fisicamente presenti a Genzano di Roma, ma la distanza non impedisce alla preghiera di arrivare.

E allora sarร  proprio attraverso la preghiera che lโ€™ALAS di Palermo desidera stringersi attorno a loro.

Pregheremo perchรฉ il Signore continui a custodire la loro vocazione.

Pregheremo perchรฉ doni loro forza quando il cammino sarร  faticoso, gioia quando il servizio sarร  fecondo, pazienza nelle difficoltร  e sempre un cuore capace di ricominciare.

Pregheremo perchรฉ Maria, alla quale guardiamo con particolare affetto, continui ad accompagnarle con la sua materna protezione.

E pregheremo anche per tutte le vocazioni.

Per quelle che stanno nascendo e magari ancora non hanno trovato il coraggio di pronunciare il proprio โ€œsรฌโ€.

Per i giovani e le giovani che cercano una strada.

Per coloro che sentono nel cuore una chiamata e hanno paura di seguirla.

Per le famiglie, perchรฉ sappiano riconoscere e accompagnare i germogli di una vocazione.

E per la Chiesa, perchรฉ non smetta mai di pregare il Signore affinchรฉ mandi operai nella sua messe.

Un grazie che viene dal cuore

Care Suore,

oggi, attraverso queste poche righe, vorremmo dirvi una cosa semplice: grazie.

Grazie per questi venticinque anni.

Grazie per il vostro โ€œsรฌโ€.

Grazie per la vostra fedeltร .

Grazie per tutto ciรฒ che avete vissuto e donato, anche per quello che forse nessuno ha visto e conosciuto.

Perchรฉ nella vita religiosa esistono tanti gesti nascosti che soltanto Dio conosce: una preghiera pronunciata per qualcuno, una parola di conforto, una giornata faticosa offerta in silenzio, una persona accolta, una sofferenza consegnata al Signore.

Sono quei piccoli gesti che, agli occhi del mondo, possono sembrare invisibili e che invece, agli occhi di Dio, possono diventare migliaia di rose sbocciate lungo il cammino.

Nel vostro anniversario, dunque, non vogliamo soltanto augurarvi altri anni di vita consacrata.

Vogliamo augurarvi altri anni pieni di Dio.

Pieni di quella gioia profonda che nasce dal sapere di essere al posto giusto, nella strada che Lui ha indicato.

Pieni di persone da amare e servire.

Pieni di speranza.

Pieni di nuove vocazioni.

Pieni di quel coraggio necessario per continuare a dire ogni giorno:

โ€œSignore, eccomi.โ€

Il nostro augurio

Da Palermo a Genzano di Roma, dalla nostra realtร  di laici agostiniani spinelliani alla vostra comunitร  religiosa, vogliamo farvi arrivare il nostro abbraccio.

Un abbraccio che vorremmo fosse quello di tutta la famiglia ALAS.

Con l’immagine iniziale opportunamente elaborata di questo articolo, abbiamo voluto rendere visibile anche attraverso una fotografia questo nostro sentimento di vicinanza: una fotografia del gruppo ALAS di Palermo che possa accompagnare questo articolo e diventare un piccolo segno concreto del nostro affetto.

Perchรฉ anche una fotografia, a volte, puรฒ raccontare qualcosa di grande: persone diverse, storie diverse, ma unite da una stessa fede e da un legame che va oltre le distanze.

E allora, care Suore, nel giorno del vostro 25ยฐ anniversario, vogliamo dirvelo tutti insieme:

Buon anniversario di professione religiosa!

Il Signore vi benedica e vi custodisca.

Santโ€™Agostino vi accompagni nel cammino.

La Venerabile Madre Maria Teresa Spinelli, madre e ispiratrice della nostra famiglia spirituale, continui a intercedere per voi.

E Maria, Madre del Signore e Madre della Chiesa, vi tenga sempre sotto il suo manto.

Che il vostro โ€œsรฌโ€ continui a fiorire.

E che, attraverso la vostra vita, altri cuori possano trovare il coraggio di pronunciare il proprio.

Con affetto e nella preghiera,

il Presidente e tutto il gruppo ALAS di Palermo
Associazione Laici Agostiniani Spinelliani

Auguri, care Suore, per i vostri 25 anni di professione religiosa.

Il vostro โ€œsรฌโ€ รจ ancora una volta un dono per tutti noi.

Il Vangelo del giorno – Domenica 19 Luglio 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Domenica โ€“ XVI TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 13,24-43

In quel tempo, Gesรน espose alla folla unโ€™altra parabola, dicendo: ยซIl regno dei cieli รจ simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminรฒ della zizzania in mezzo al grano e se ne andรฒ. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntรฒ anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: โ€œSignore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?โ€. Ed egli rispose loro: โ€œUn nemico ha fatto questo!โ€. E i servi gli dissero: โ€œVuoi che andiamo a raccoglierla?โ€. โ€œNo, rispose, perchรฉ non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che lโ€™una e lโ€™altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirรฒ ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponรจtelo nel mio granaioโ€ยป.

Espose loro unโ€™altra parabola, dicendo: ยซIl regno dei cieli รจ simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminรฒ nel suo campo. Esso รจ il piรน piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, รจ piรน grande delle altre piante dellโ€™orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi ramiยป.

Disse loro unโ€™altra parabola: ยซIl regno dei cieli รจ simile al lievito, che una donna prese e mescolรฒ in tre misure di farina, finchรฉ non fu tutta lievitataยป.

Tutte queste cose Gesรน disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perchรฉ si compisse ciรฒ che era stato detto per mezzo del profeta:

ยซAprirรฒ la mia bocca con parabole,

proclamerรฒ cose nascoste fin dalla fondazione del mondoยป.

Poi congedรฒ la folla ed entrรฒ in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: ยซSpiegaci la parabola della zizzania nel campoยป. Ed egli rispose: ยซColui che semina il buon seme รจ il Figlio dellโ€™uomo. Il campo รจ il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che lโ€™ha seminata รจ il diavolo. La mietitura รจ la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, cosรฌ avverrร  alla fine del mondo. Il Figlio dellโ€™uomo manderร  i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquitร  e li getteranno nella fornace ardente, dove sarร  pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!ยป.

Parola del Signore.

Il male esiste e occorre convivere con lโ€™idea che cโ€™รจโ€ฆ che รจ presente nella nostra vita e in ogni ambito della nostra vita. Come combatterlo? La prima parabola ci fa capire chiaramente che il primo passo รจ fare bene il nostro dovere.

Non puoi sconfiggere il male assecondandoloโ€ฆ piegandoti ad essoโ€ฆ adeguandoti. No! La strada รจ quella di dare il nostro massimo in ciรฒ che siamo chiamati a fareโ€ฆ come famiglia, genitori, lavoratori, credenti.

La seconda parabola, invece, sottolinea che le dinamiche del regno dei cieli sono completamente diverse da quelle del mondo. Nella fede, ciรฒ che conta non รจ la grandezza ma la speranza, la capacitร  di cambiamento e i frutti avvengono con un cammino continuo nel tempo.

Se riesci a fecondare di fede la tua vitaโ€ฆ i frutti si vedranno, e ciรฒ che conta (come รจ specificato nella terza parabola) รจ fare entrare Dio in tutti gli ambiti della nostra vita.

La nostra vita non รจ a compartimenti stagni. La fede non รจ qualcosa che riguarda il mio rapporto con Dio, ma la mia vita. Non sono un discepolo del Signore solamente se prego, ma se faccio entrare Dio in ogni ambito della mia vita.

Credere non รจ entrare in contatto con Dio, ma farlo entrare in ogni ambito della nostra vita.

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Concerto Sotto le Stelle – V Edizione

Una rassegna corale che conquista Salaparuta: il sagrato della Chiesa Madre si trasforma in un grande palcoscenico

รˆ stata una serata di grande musica, emozioni e partecipazione quella che ha caratterizzato la quinta edizione di “Concerto Sotto le Stelle”, manifestazione organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Coro Polifonico Belice Canto, ormai divenuta un appuntamento fisso e molto atteso nel panorama culturale del territorio.

Per questa speciale ricorrenza l’evento ha assunto una veste ancora piรน importante, trasformandosi in una vera e propria rassegna corale, ospitando due prestigiose formazioni provenienti da diverse realtร  della Sicilia occidentale.

La crescita della manifestazione ha reso necessario anche un cambio di location. Dopo le precedenti edizioni svoltesi nella suggestiva cornice dei Ruderi di Salaparuta, presso l’ex Convento dei Cappuccini, divenuta ormai insufficiente ad accogliere il numeroso pubblico intervenuto, gli organizzatori hanno scelto il sagrato della Chiesa Madre Santa Caterina V.M. di Salaparuta, che per una sera si รจ trasformato in un autentico teatro all’aperto. Una scelta vincente che ha regalato una scenografia unica, capace di valorizzare le esibizioni dei cori e di creare un’atmosfera davvero suggestiva.

Ad aprire la rassegna รจ stato il Coro Parrocchiale della Chiesa del Purgatorio di Menfi, diretto dal Mยฐ Vincenzo Alesi, che ha proposto un raffinato percorso musicale attraverso il repertorio rinascimentale e contemporaneo eseguendo Mร s vale trocar di Juan del Encina, Il bianco e dolce cigno di Jacques Arcadelt , Matona mia cara e Saccio na cosa di Orlando di Lasso, La canzon della gallina di Tiberio Fabrianese, Capricciata e Contrappunto di Adriano Banchieri e Solitudine, composizione dello stesso Vincenzo Alesi su testo di Nadia La Chiusa. Un programma ricco di sfumature che ha saputo conquistare il pubblico fin dalle prime note.

A seguire รจ salita sul palco la Corale Nostra Principalissima Patrona di Castellammare del Golfo, diretta dal Mยฐ Maria Spataro, che ha presentato un repertorio di musica sacra composto da Ave Maria di Tomรกs Luis de Victoria, Regina Caeli di Gregor Aichinger, Senza Te Sacra Regina di Adam de Antiquis Venetus e Spes Mea Cara, offrendo un’esecuzione intensa e particolarmente apprezzata dagli spettatori.

A chiudere la rassegna sono stati i padroni di casa, il Coro Polifonico Belice Canto, diretto dal Mยฐ Antonella Urso, che ha proposto un programma capace di spaziare dalla musica sacra a quella contemporanea con O Sacrum Convivium di Luigi Molfino, Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart, La pulce d’acqua di Angelo Branduardi e Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno, in un finale coinvolgente accolto da lunghi applausi.

L’inizio della serata ha riservato una sorpresa particolarmente emozionante. Prima dell’avvio ufficiale della rassegna, il soprano Antonella Urso ha regalato al pubblico una splendida interpretazione del brano “Buongiorno a Te”, eseguito con grande intensitร . Una performance che ha riscosso ripetuti applausi a scena aperta e che ha creato fin da subito un clima di forte coinvolgimento.

Ad impreziosire ulteriormente il concerto sono stati anche gli interventi strumentali di Paola Capo al clarinetto e Nicola Di Liberto alla chitarra, che hanno offerto momenti musicali di grande eleganza perfettamente inseriti nel programma della serata.

A guidare il pubblico durante tutto l’evento รจ stato Giuseppe Cataldo, impeccabile nella conduzione della manifestazione. Con professionalitร , competenza e coinvolgimento ha accompagnato ogni momento del concerto, ricordando con emozione e gratitudine di essere stato scelto come presentatore in tutte e cinque le edizioni della manifestazione, diventandone ormai una presenza simbolica.

Un elemento che ha contribuito a rendere ancora piรน suggestiva la serata รจ stata la scenografia allestita per l’occasione. A dominare il palco, la grande ed elegante scritta scintillante “Concerto Sotto le Stelle V edizione”, realizzata interamente a mano da Pieralba Salvaggio, anima creativa del Coro Polifonico Belice Canto. Un manufatto di grande impatto visivo che ha impreziosito la location, diventando parte integrante dell’atmosfera dell’evento e attirando l’attenzione e l’ammirazione del pubblico.

Al termine del concerto รจ intervenuto il Sindaco di Salaparuta, Michele Saitta, che ha espresso il proprio apprezzamento per l’alto livello artistico della manifestazione, congratulandosi con tutti i cori partecipanti e con gli organizzatori per il lavoro svolto. Tra le autoritร  presenti anche il Sindaco di Partanna, Francesco Li Vigni, il Sindaco di Poggioreale, Carmelo Palermo e l’Onorevole Stefano Pellegrino, oltre alle numerose personalitร  del territorio che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza all’iniziativa.

Un sentito ringraziamento รจ stato rivolto anche a Padre Giovanni Butera, parroco della Chiesa Madre di Salaparuta, per l’ospitalitร  e la disponibilitร  che hanno consentito la perfetta riuscita della manifestazione nella splendida cornice del sagrato della chiesa.

L’evento รจ stato promosso con il sostegno di CESVOP, InChorus, e Porte Aperte, realtร  che continuano a credere nella diffusione della cultura musicale e nella valorizzazione del canto corale come importante strumento di aggregazione e crescita sociale.

La quinta edizione di “Concerto Sotto le Stelle” si chiude cosรฌ con un bilancio estremamente positivo: una piazza gremita, tre cori di altissimo livello, un’organizzazione impeccabile e un pubblico caloroso che ha dimostrato quanto questa manifestazione sia ormai entrata nel cuore della comunitร . Un successo che conferma la costante crescita dell’iniziativa e che lascia giร  immaginare una sesta edizione ancora piรน ricca e partecipata.

Riportiamo dalla pagina del Coro Polifonico Belice Canto questo post scritto dal presidente Nicola Di Liberto dove vengono citati tutti gli sponsor che hanno reso possibile questo evento.

Aggiorneremo l’articolo nei prossimi giorni con una documentazione video, mentre vi lasciamo adesso con queste foto significative dell’evento.

Il sacerdote che la gente vorrebbe oggi: riflessioni da una ricerca sul sentire comune

Chiese con fedeli a confronto

Negli ultimi mesi ho raccolto impressioni, opinioni e riflessioni intervistando amici, parenti e conoscenti sul rapporto tra la gente e la Chiesa. Non si tratta di un’indagine scientifica, ma di una ricerca sul sentire comune, utile a comprendere quali siano oggi le aspettative verso il sacerdote e, piรน in generale, verso la comunitร  ecclesiale.

Il primo dato emerso รจ che molte persone non si sono allontanate dalla Chiesa tanto per la fede cristiana in sรฉ, quanto per i cattivi esempi di alcuni suoi rappresentanti. Vicende gravi e casi eclatanti hanno inevitabilmente lasciato un segno profondo nell’opinione pubblica. Molti intervistati ritengono inoltre che tali episodi vengano spesso amplificati da un contesto culturale generalmente poco favorevole alla dimensione religiosa e alla trascendenza, alimentando una diffidenza che finisce per coinvolgere indistintamente l’intero clero.

Da questa sfiducia nascono anche altri luoghi comuni. C’รจ chi rimprovera alla Chiesa di possedere grandi ricchezze, di custodire opere d’arte e tesori, di vedere alcuni sacerdoti ostentare simboli preziosi come crocifissi e collane d’oro. In alcuni casi il giudizio si estende fino a identificare la Chiesa contemporanea con quella di epoche storiche molto diverse, come quella delle Crociate, dimenticando quanto siano cambiati il contesto storico e il ruolo della Chiesa nel corso dei secoli.

Su questo punto nasce anche una riflessione personale. Ci si puรฒ domandare, ad esempio, se la storia del Medio Oriente avrebbe seguito un percorso diverso qualora gli equilibri politici e religiosi dell’epoca fossero rimasti immutati. รˆ una domanda di carattere storico e controfattuale, che non consente risposte certe, ma invita a riflettere sulla complessitร  degli eventi e sulla prudenza con cui andrebbero formulate conclusioni riguardo ai conflitti di ieri e di oggi.

Superati questi temi, emerge perรฒ quello che appare il vero cuore della questione. Quasi tutti riconoscono che, con l’avanzare dell’etร , cresce il bisogno di interrogarsi sul significato dell’esistenza. Piรน ci si avvicina alla fragilitร  della vita e al mistero della morte, piรน l’animo umano cerca risposte sul destino ultimo dell’uomo. La ricerca della trascendenza non scompare: spesso riemerge con maggiore forza proprio nella maturitร .

Sono fortunati quei giovani ai quali la famiglia ha saputo trasmettere i fondamenti della fede cristiana. Tuttavia, come ricorda il proverbio, “le vie del Signore sono infinite”, e molti possono avvicinarsi a Dio anche in etร  adulta, quando la vita conduce a interrogativi piรน profondi. Ciรฒ richiede perรฒ un terreno interiore disposto ad accogliere questa ricerca, un’anima non resa arida dall’indifferenza.

รˆ proprio qui che si colloca la domanda fondamentale emersa dalle interviste: quale dovrebbe essere oggi il Buon Pastore?

La risposta รจ sorprendentemente concorde. Le persone chiedono anzitutto un sacerdote autenticamente vicino alla propria comunitร . Un pastore che conosca i suoi fedeli, che visiti gli ammalati, che sia presente accanto alle famiglie colpite da un lutto, che condivida la gioia di una nascita, di un matrimonio o di altri momenti significativi della vita. Un sacerdote che non si limiti alla celebrazione dei sacramenti, ma accompagni concretamente le persone nel loro cammino umano e spirituale.

La Chiesa continua infatti a essere riconosciuta come un luogo prezioso: con gli oratori, la catechesi, le opere di caritร , il volontariato, i gruppi di preghiera e l’impegno verso gli ultimi. Tutto questo rappresenta ancora un forte motivo di attrazione quando รจ animato da una guida capace di creare relazioni sincere.

Da questa ricerca emerge anche un altro elemento interessante. Molti ritengono importante la bellezza della liturgia, una chiesa architettonicamente armoniosa che favorisca il raccoglimento, paramenti curati e celebrazioni dignitose. Tuttavia questi aspetti vengono percepiti come secondari rispetto alla qualitร  umana e spirituale del sacerdote. La discussione sulla forma della liturgia, sulle diverse sensibilitร  nate dopo il Concilio Vaticano II o sulla maggiore o minore solennitร  della Messa appare, per la maggior parte delle persone ascoltate, meno decisiva di quanto spesso si creda.

Il vero criterio con cui un sacerdote viene giudicato รจ un altro: la sua testimonianza.

Puรฒ definirsi Buon Pastore un sacerdote che non trova mai il tempo di visitare un malato? Puรฒ essere considerato un padre spirituale se rimane distante dal dolore di una famiglia o se non dedica una parola di conforto e di speranza a chi gliela chiede? Allo stesso modo, puรฒ dirsi pienamente vicino alla propria comunitร  se non sa condividere anche i momenti di gioia con una semplice benedizione o una parola di augurio e di incoraggiamento?

La conclusione cui sono giunto รจ che la partecipazione dei fedeli non dipende principalmente da una piรน rigida osservanza di determinati modelli liturgici. Ciรฒ che realmente attrae le persone รจ l’esempio concreto di una vita ispirata al Vangelo.

Le comunitร  cercano sacerdoti che siano padri prima ancora che funzionari del sacro; uomini capaci di ascoltare, consigliare, accogliere e infondere speranza. Vogliono guide spirituali che testimonino con la propria umanitร  l’amore di Cristo.

La forma della liturgia ha certamente il suo valore, ma la forma, da sola, non diventa sostanza. La sostanza รจ il Buon Pastore: colui che, seguendo l’esempio di Cristo, ricorda ai fedeli che siamo figli di Dio e che la nostra fede acquista credibilitร  quando si traduce in gesti concreti di umanitร . Forse รจ proprio questa, oggi, la richiesta piรน autentica che emerge dal sentire comune di tanti credenti e di tante persone in ricerca.

Salaparuta, torna il “Concerto sotto le Stelle”: l’11 luglio la V edizione con rassegna corale

Concerto Sotto le Stelle V Edizione Salaparuta

Cinque anni di musica, condivisione e crescita culturale. Sabato 11 luglio 2026, alle ore 21.00, il sagrato della Chiesa Madre Santa Caterina Vergine e Martire di Salaparuta ospiterร  la V edizione del “Concerto sotto le Stelle”, la rassegna corale organizzata dall’Associazione Coro Polifonico Belice Canto, divenuta ormai uno degli appuntamenti musicali piรน attesi dell’estate belicina.

L’evento, che si svolgerร  all’aperto, vedrร  protagoniste tre importanti realtร  corali siciliane, chiamate a condividere il proprio patrimonio musicale in una serata all’insegna dell’arte e della coralitร .

Accanto al Coro Polifonico Belice Canto di Salaparuta, diretto dal maestro Antonella Urso, si esibiranno la Corale Nostra Principalissima Patrona di Castellammare del Golfo, diretta dal maestro Maria Spataro, e il Coro Parrocchiale della Chiesa del Purgatorio di Menfi, diretto dal maestro Vincenzo Alesi.

Il pubblico potrร  ascoltare un repertorio ricco e variegato che attraversa i secoli e gli stili musicali, spaziando dalla musica sacra a quella profana, fino ai madrigali rinascimentali, offrendo momenti di grande intensitร  artistica ed emotiva.

Come ha evidenziato Nicola Di Liberto, fondatore del Coro Polifonico Belice Canto nel 2019, la manifestazione continua a crescere con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la coralitร  siciliana, creando un vero polo culturale capace di coinvolgere cori provenienti da tutto il territorio e di promuovere la diffusione della musica corale, offrendo nuove opportunitร  di formazione e crescita ai giovani coristi e musicisti.

Quella del 2026 rappresenta una tappa importante di un percorso iniziato cinque anni fa. Era infatti il 2022 quando il “Concerto sotto le Stelle” muoveva i suoi primi passi con la prima edizione, raccontata anche dalla stampa locale e accolta con entusiasmo dalla comunitร . Da quell’esordio la manifestazione รจ cresciuta anno dopo anno, ampliando il numero dei componenti e delle realtร  coinvolte, consolidando il proprio ruolo nel panorama culturale del Belice.

La quinta edizione conferma quindi la volontร  degli organizzatori di fare della musica corale un linguaggio di incontro, dialogo e valorizzazione del territorio, trasformando il sagrato della Chiesa Madre in un suggestivo palcoscenico sotto il cielo stellato di Salaparuta.

L’appuntamento รจ fissato per sabato 11 luglio alle ore 21.00. L’ingresso รจ libero e gli organizzatori invitano cittadini, appassionati e visitatori a partecipare a una serata che unisce musica, cultura e comunitร , nel segno di una tradizione che continua a crescere anno dopo anno.

Noi di PADD.IT saremo presenti all’evento e lo documenteremo per i nostri affezionati lettori.

Palermo, domani la presentazione di Santa Rosalia โ€“ Il testo ritrovato: un viaggio nella storia della Santuzza

La storia ritrovata

Un appuntamento dedicato alla cultura, alla spiritualitร  e alla memoria di Palermo. Domani, martedรฌ 1 luglio alle ore 19.30, sulla terrazza della Casa Vacanza I Sollazzi (Corso Calatafimi 277), sarร  presentato il libro “Santa Rosalia โ€“ Il testo ritrovato” di Davide Campanella, in una serata a ingresso gratuito aperta a tutta la cittadinanza.

Il volume nasce da un lavoro di ricerca che ha riportato alla luce quella che viene indicata come la piรน antica biografia completa di Santa Rosalia, pubblicata nel 1650 dal sacerdote Francesco Forti. Il testo originale, rinvenuto e trascritto da Davide Campanella, viene oggi proposto con traduzione in italiano corrente e accompagnato da riflessioni che ne rendono accessibile il messaggio anche ai lettori contemporanei. L’opera racconta la vita della Santuzza attraverso una narrazione nata dalle rivelazioni mistiche della Serva di Dio Suor Maria Roccaforte di Bivona, raccolte dal suo confessore e successivamente pubblicate nel XVII secolo. Un documento che, dopo quasi quattro secoli, torna a parlare alla cittร  che da sempre riconosce in Santa Rosalia il simbolo della propria fede e della propria identitร .

Ad arricchire la serata saranno gli interventi di Don Natale Fiorentino, reggente del Santuario di Monte Pellegrino e autore della prefazione del volume, dell’artista Sara Cappello, che interpreterร  alcuni passi del testo, e della pittrice Concetta Ducato, che presenterร  un’opera inedita dedicata alla Santuzza.

Sarร  quindi molto piรน di una semplice presentazione editoriale: un’occasione per riscoprire una pagina dimenticata della storia di Palermo, lasciandosi guidare da un racconto che intreccia fede, tradizione e ricerca storica.

L’ingresso รจ libero e la partecipazione รจ aperta a tutti. Un invito rivolto non solo ai devoti di Santa Rosalia, ma anche a chi ama la storia della cittร  e desidera conoscere un testo che, rimasto nell’ombra per secoli, torna oggi a raccontare la voce piรน antica della patrona di Palermo.


Un dettaglio interessante la prefazione del libro รจ firmata da Don Natale Fiorentino, il quale invita il lettore a riscoprire Santa Rosalia non soltanto come patrona di Palermo, ma come figura capace di parlare ancora oggi di libertร  interiore, rapporto con il creato e rinascita spirituale. Questa scelta rende il volume non solo un recupero storico, ma anche una proposta di riflessione per il presente.

Lโ€™illusione del megafono: come i tag di massa stanno uccidendo il dialogo su Facebook

Sindrome di al lupo al lupo su Facebook

C’รจ un silenzio strano, quasi innaturale, che sta avvolgendo i nostri diari di Facebook. Entri sul tuo profilo, guardi le tue condivisioni, pensieri complessi, riflessioni nate da una sensibilitร  profonda e non trovi piรน commenti. Eppure gli amici veri ci sono, i conoscenti storici pure. Dove sono finiti tutti? Perchรฉ quel tessuto connettivo fatto di scambi di opinioni reali sembra essersi dissolto?

La risposta si nasconde dietro un abuso tecnologico diventato ormai sistematico: lโ€™introduzione e lโ€™uso compulsivo di funzioni come @follower e @inprimopiano.

La sindrome del “Lupo, al lupo” nell’era digitale

Nate teoricamente per aiutare i creatori di contenuti a raggiungere il proprio pubblico, queste menzioni collettive sono sfuggite di mano. Oggi, chiunque scriva un post sente il bisogno di attivare il “megafono”, costringendo l’intero elenco contatti a ricevere una notifica prioritaria.

Il risultato รจ una gestione impossibile delle notifiche. Veniamo continuamente trascinati dentro discussioni in diari di conoscenti che magari non seguiamo affatto, per post in cui non siamo mai entrati. Questo eccesso ha generato una saturazione cognitiva. Di fronte a centinaia di falsi richiami personalizzati, l’utente medio ha sviluppato una naturale difesa: ignorare tutto.

รˆ la classica favola del “Al lupo, al lupo!” applicata agli algoritmi. A forza di gridare per attirare l’attenzione su ogni minima sciocchezza, il giorno in cui c’รจ un contenuto vero, valido e profondo, nessuno si gira piรน a guardare.

Il sospetto: un isolamento voluto dall’algoritmo?

L’esasperazione di questi tag ha dato risalto a un individualismo tossico. Ha generato l’illusione ottica che tutti ci leggano, che la nostra voce arrivi ovunque. Ma รจ, appunto, solo un’illusione.

Viene da avanzare un’ipotesi piรน profonda e forse cinica: e se questo cambiamento strutturale di Facebook fosse ampiamente voluto dalla piattaforma stessa?

Spingere gli utenti a gridare nel vuoto, convinti perรฒ di essere ascoltati, รจ il modo perfetto per anestetizzare il social network. Ci si ritrova isolati in tante piccole bolle egoriferite, dove ognuno parla e nessuno ascolta. Un social frammentato, dove il rumore di fondo copre i messaggi importanti, รจ un social politicamente e socialmente innocuo. Non crea massa critica, non unisce le persone attorno a cause comuni, non disturba.

Il coraggio della condivisione vera contro i “politicanti da strapazzo”

Il sano espandersi di un contenuto genuino dovrebbe avvenire in un solo modo: attraverso la condivisione spontanea e coraggiosa.

Oggi condividere pensiero critico richiede coraggio. Non รจ da tutti pubblicare immagini o riflessioni che esprimono una posizione politica netta, o una sensibilitร  umana che urla contro i genocidi e le ingiustizie nel mondo. Spesso si preferisce il silenzio per paura di essere etichettati come “complottisti” o “eversivi” da una narrazione mainstream che tende a normalizzare l’orrore.

Ma la vera eversione non sta nei cittadini che usano la propria voce per indignarsi. L’eversione morale appartiene al potere, a quelli che possiamo definire politicanti da strapazzo. Personaggi squallidi, capaci di vendersi l’anima e il futuro della collettivitร  per un briciolo di potere e vantaggio personale.

Condividiamo solo cose buone, condividiamo pensieri che ci aiutano a riflettere e a capire gli inganni, in questa societร  sempre piรน allo sbando, essere orgogliosamente normali, capaci di discernere e di non essere manipolati รจ un dono prezioso, cerchiamo di coltivare questo dono con coraggio.

โ€œIDDA โ€“ La Baronessa di Linguaglossaโ€ conquista Campobello di Mazara: cinema, identitร  e solidarietร  per una serata speciale

IDDA

Campobello di Mazara (TP) โ€“ Grande partecipazione e calorosa accoglienza al Cinema Olimpia di Campobello di Mazara per la prima proiezione siciliana di โ€œIDDA โ€“ La Baronessa di Linguaglossaโ€, il nuovo film del regista Giovan Battista Pollina, tratto dall’omonimo romanzo storico di Giovanni Sciara.

La serata ha registrato una significativa presenza di pubblico, confermando l’interesse e l’affetto verso un’opera che racconta una storia di coraggio, dignitร  e riscatto ambientata nella Sicilia dei primi del Novecento. Il film, interamente realizzato in lingua siciliana, rappresenta un importante strumento di valorizzazione dell’identitร  culturale e linguistica dell’Isola, rivolgendosi in particolare alle comunitร  siciliane sparse nel mondo.

Tra gli ospiti piรน applauditi della serata il regista Giovan Battista Pollina, che ha incontrato il pubblico condividendo il percorso artistico e culturale che ha portato alla realizzazione dell’opera. Nelle immagini che accompagnano questo articolo sono ritratti alcuni dei momenti piรน significativi dell’evento, insieme agli interventi del regista e degli organizzatori.

Un aspetto particolarmente significativo della manifestazione รจ stato il suo valore sociale e solidale. L’intero incasso della serata รจ stato infatti devoluto a Mariella Gullotta, presidente dell’Associazione CI.TU.LE.VI., realtร  impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne e nel sostegno alle vittime. Un gesto concreto che ha aggiunto ulteriore valore a un appuntamento culturale giร  ricco di significati, unendo cinema, sensibilizzazione sociale e impegno civile.

Un film che parla alle comunitร  siciliane nel mondo

IDDA โ€“ La Baronessa di Linguaglossa racconta la vicenda di Carmela, donna forte e determinata che, dopo aver sposato il barone Emilio Mendola, si trova a combattere contro soprusi familiari e ingiustizie sociali. Una storia di emancipazione femminile che conserva ancora oggi una straordinaria attualitร , affrontando temi come la dignitร , la libertร  e la tutela delle donne.

L’opera si inserisce in un piรน ampio progetto di promozione della lingua e della cultura siciliana, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra la Sicilia e le numerose comunitร  di emigrati che continuano a custodire le proprie radici culturali.

Il tour europeo 2026

Dopo il successo delle prime proiezioni in Sicilia, il film proseguirร  il proprio percorso internazionale attraverso una serie di appuntamenti che coinvolgeranno importanti comunitร  siciliane in Europa.

Le tappe europee risultano collegate alla Rete dei Siciliani in Europa, coordinata da Giuseppe Arnone, con particolare attenzione alle numerose comunitร  siciliane presenti in Germania e Belgio, da sempre protagoniste nella promozione delle tradizioni, della lingua e della cultura dell’Isola.

Calendario delle proiezioni previste

  • Lippstadt (Germania) โ€“ Prima visione europea โ€“ Giugno 2026
  • Favara (Agrigento) โ€“ Prima visione locale โ€“ 24 agosto 2026
  • Colonia (Germania) โ€“ Seconda visione europea โ€“ Agosto 2026
  • Dortmund (Germania) โ€“ Quarta visione europea โ€“ Ottobre 2026
  • Bruxelles (Belgio) โ€“ Quinta visione europea โ€“ Novembre 2026

Questi appuntamenti rappresentano un’importante occasione per far conoscere il patrimonio culturale siciliano oltre i confini nazionali e per rafforzare il senso di appartenenza delle comunitร  siciliane residenti all’estero.

Cultura, memoria e futuro

La serata di Campobello di Mazara ha dimostrato come il cinema possa diventare un potente strumento di aggregazione, memoria e solidarietร . Attraverso IDDA, Giovan Battista Pollina propone non solo un racconto storico, ma anche una riflessione contemporanea sul ruolo delle donne, sull’importanza delle radici culturali e sulla necessitร  di mantenere vivo il legame tra la Sicilia e i suoi figli nel mondo.

Un successo di pubblico e di contenuti che lascia ben sperare per il prosieguo del tour e per la diffusione di un’opera destinata a rappresentare con orgoglio la cultura siciliana in Europa e oltre.

Simposio Culturale: la cultura come fondamento di pace e sviluppo della comunitร 

Simposio

In un tempo caratterizzato da profonde trasformazioni sociali e culturali, il dialogo e la riflessione rappresentano strumenti indispensabili per costruire una societร  piรน consapevole, coesa e orientata al bene comune. Con questo spirito nasce il Simposio Culturale che si terrร  domenica 14 giugno presso Il Teatrino, luogo che, pur nelle sue dimensioni raccolte, si distingue da anni come un autentico presidio di cultura, confronto e crescita civile.

La cultura non รจ soltanto trasmissione di conoscenze, ma รจ il terreno sul quale si sviluppano la comprensione reciproca, il rispetto delle differenze e la capacitร  di immaginare un futuro condiviso. รˆ il fondamento della pace sociale e uno dei principali motori dello sviluppo delle comunitร .

Il tema dell’incontro โ€“ “Dicotomia tra individuo e societร . L’Io e i suoi sรฉ. Appartenenza e alteritร ” โ€“ offrirร  l’occasione per approfondire questioni centrali dell’esperienza umana contemporanea attraverso il contributo di autorevoli relatori provenienti da ambiti diversi, dalla salute al diritto, favorendo un dialogo interdisciplinare ricco di spunti e riflessioni.

L’evento conferma la vocazione de Il Teatrino a essere non soltanto uno spazio fisico, ma un vero centro culturale capace di accogliere iniziative di alto profilo e di promuovere quella crescita intellettuale e umana che costituisce la base di ogni autentico progresso collettivo.

Perchรฉ una comunitร  che investe nella cultura investe nel proprio futuro.

Il linguaggio universale della musica come ponte di pace: L’Ave Maria di Bartolomeo Cosenza unisce i popoli

Ave Maria di Bartolomeo Cosenza

La musica possiede il potere straordinario di superare le frontiere geopolitiche, i conflitti e le divisioni umane per toccare direttamente le corde dell’anima. In un momento storico segnato da profonde tensioni internazionali, l’arte sacra si riscopre come uno dei canali piรน potenti per veicolare un messaggio universale di speranza. Un esempio tangibile di questa forza spirituale e creativa ci viene offerto dal maestro compositore Bartolomeo Cosenza, la cui Ave Maria risuona oggi in tutto il mondo come una preghiera corale e incessante.

Un’armonia che supera i confini del conflitto

La capacitร  creativa del Maestro Cosenza si manifesta nel tradurre la devozione in note capaci di parlare a culture e popoli differenti. Proprio durante il recente mese mariano, la sua Ave Maria รจ stata eseguita cosi come riportato da Radio Taormina sia in Russia che recentemente in Ucraina. Questo evento assume un valore simbolico straordinario: mentre le armi e le complesse dinamiche geopolitiche continuano a dividere i territori, la stessa melodia sacra ha unito le comunitร  di entrambe le nazioni in un unico afflato spirituale.

La musica, legata al valore sacro della vita, lancia cosรฌ un messaggio inesorabile. Essa dimostra che la via per superare le paure reciproche tra i popoli consiste nel volgere lo sguardo verso il Creatore, aprendo i cuori alla grandezza dell’amore divino.

La necessitร  di una guida spirituale

L’attuale scenario internazionale vede spesso il dibattito pubblico focalizzato su strategie diplomatiche complesse e mediazioni politiche affidate a figure tradizionali dai cuori troppo aridi. In questo contesto, emerge la riflessione sulla necessitร  di una mediazione guidata da una personalitร  di profonda statura morale e spirituale, sul modello di grandi figure storiche, quale oggi potrebbe essere Papa Leone XIV, nessuno dimenticherร  i continui richiami alla diplomazia e al dialogo promossi da Papa Francesco.

Di fronte alle sofferenze delle popolazioni e alle dure realtร  vissute dalle generazioni piรน giovani nei territori del conflitto, l’arte e la fede si pongono come baluardi di umanitร . L’auspicio รจ che note nate dall’ispirazione spirituale possano raggiungere i cuori dei leader mondiali e di chi detiene il potere decisionale, risvegliando un profondo senso di onestร , giustizia e rispetto per la vita umana.

Un’opera di respiro internazionale

Il valore dell’opera di Bartolomeo Cosenza รจ testimoniato non solo dalla sua diffusione globale, ma anche dal prestigio delle occasioni in cui viene eseguita. Oltre a risuonare nelle aree di crisi, la sua composizione ha accompagnato momenti di grande rilevanza storica e spirituale, come le celebrazioni per l’ottavo centenario della Chiesa di Sant’Antonio Abate a Palermo, che per l’occasione fu cantata dal Soprano Antonella Urso

L’opera del maestro Cosenza si conferma cosรฌ non solo come un prodotto di altissimo valore artistico, ma come un autentico veicolo di armonia. Una preghiera in musica che, per intercessione della Madre Celeste, continua a invocare il dono della pace e della riconciliazione tra i popoli.