Alcune regole per il “discernimento degli spiriti” dagli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola

333 – DOBBIAMO ESAMINARE CON MOLTA CURA IL PROCESSO DEI PENSIERI. SE L’INIZIO, IL MEZZO E IL FINE SONO TUTTI BUONI E TENDONO PIENAMENTE AL BENE, È SEGNO CHE PROCEDONO DALL’ANGELO BUONO; MA SE IL CORSO DEI PENSIERI CHE CI SONO SUGGERITI TERMINA A QUALCHE COSA CATTIVA O CHE DISTRAE, O MENO BUONA DI QUELLA CHE L’ANIMA AVEVA PRIMA PROPOSTO DI FARE, O SE QUESTI PENSIERI INFIACCHISCONO O INQUIETANO O CONTURBANO L’ANIMA, TOGLIENDO LA PACE, LA TRANQUILLITÀ E LA QUIETE CHE PRIMA AVEVA, È CHIARO SEGNO CHE ESSI PROCEDONO DAL CATTIVO SPIRITO NEMICO DEL NOSTRO PROFITTO E DELLA NOSTRA ETERNA SALUTE.
Non bisogna guardare le cose superficialmente. L’intenzione e il fine, visibilmente buoni, non devono farci concludere subito che “viene da Dio”, se c’è un mezzo illecito… Questa regola delicata ma molto sicura è fondata sul principio di morale: bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu. Ovverosia: il bene viene da ciò che è interamente buono, il male da ciò che ha un qualsiasi difetto. Perché qualcosa meriti l’aggettivo di “buona”, occorre che sia perfettamente buona, perché sia cattiva basta che vi sia qualcosa di cattivo. Ad esempio un ottimo dolce, un ottimo vino, se ad essi è mescolato qualche grammo di stricnina o solo qualche goccia di acido non meritano l’epiteto buono. Del buon Chianti messo in un bidone di benzina sarà un disastro, l’acquavite confusa col distillato del ferro da stiro altrettanto. Un abito da sposa con una macchia soltanto è del tutto inutilizzabile.

Si ricorda a tal proposito che il fine non giustifica i mezzi, non è lecito passare dal male per ottenere il bene. Se il principio e il mezzo sono buoni non ci si può ancora pronunciare, se anche il fine è buono occorre una verifica. Bisogna, infatti, applicare l’intuizione o l’idea alla realtà dei fatti, cioè esaminare se, date le condizioni della realtà effettuale, la nostra idea è accettabile e può andare a buon fine. Esattamente ciò che fanno i moralisti, dopo la formulazione della tesi, la testano alla luce della vita reale per controllare se regge a tutte le complicazioni pratiche. I ogni caso, se il seguito dei pensieri finisce per incontrare qualcosa di cattivo allora è segno che non viene da Dio.

Sant’Ignazio approfondisce i segni più difficili da cogliere. Se questi pensieri indeboliscono la nostra anima, l’inquietano, la turbano, le tolgono la pace, la tranquillità di cui godeva all’inizio, è un segno che procedono dal cattivo spirito. Anche qui sono innumerevoli gli esempi. Sant’Ignazio stesso ebbe questo pensiero: “Tu che vuoi fondare un ordine, che vuoi influenzare la classe dirigente in pieno secolo umanista, devi lavorare per diventare un distinto latinista. Dunque, anche tu devi comperare e leggere un’opera del canonico Erasmo così lodato da tutti”. Così comprò Miles Christi e ogni giorno ne leggeva qualche pagina. Dopo qualche tempo però, Ignazio si accorse che da quando leggeva Erasmo, non aveva più il suo fervore, la sua abituale compunzione. Fece qualche controprova e finì col rinunciare ad Erasmo. Qualche anno dopo si comprese il male che aveva fatto e il suo libro venne condannato; Ignazio lo aveva capito perdendo la sua soavità. Abbiamo anche l’esempio di Maddalena della Croce che, all’inizio del XVI secolo, aveva ingannato tutta la Spagna. Si innalzava per aria, l’ostia partiva dalla mano del sacerdote per posarsi sulle sue labbra, in certi giorni le comparivano l’estimate, sudori di sangue, annunciò che Francesco I era stato battuto a Pavia e si era consegnato ai soldati spagnoli, chiaramente quando non esisteva ancora il telegrafo. Popolo, sacerdoti, vescovi, imperatrice, tutti la veneravano e la consultavano. Un visitatore apostolico inviato da Roma, entrò in clausura e lei stessa le confessò che aveva dato la sua anima al demonio in cambio di poter compiere prodigi.

334 – QUANDO IL NEMICO DELLA NATURA UMANA È STATO SCOPERTO E RICONOSCIUTO DALLA SUA CODA SERPENTINA, CIOÈ DAL CATTIVO FINE AL QUALE CI PORTAVA, GIOVA ALLA PERSONA CHE È STATA DA LUI TENTATA, RIFLETTERE SUBITO SUL CORSO DEI BUONI PENSIERI CHE LE SUGGERÌ: IL LORO INIZIO E COME, A POCO A POCO, PROCURÒ DI FARLA SCENDERE DALLA SOAVITÀ E GAUDIO SPIRITUALE IN CUI SI TROVAVA, FINO A TRARLA ALLA SUA DEPRAVATA INTENZIONE. L’ESPERIENZA CHE ESSA ACQUISTERÀ ATTRAVERSO QUESTA RICERCA E QUESTA OSSERVAZIONE LE FORNIRÀ I MEZZI DI TENERSI IN GUARDIA, IN SEGUITO, CONTRO GLI ORDINARI INGANNI DEL NEMICO.
Il serpente si nasconde sotto le foglie, non lo si vede. Ma se solo si sospetta la sua presenza, si guarda con attenzione. Il serpente si nasconde con abilità, ma non si accorge che la sua coda è visibile. Esaminate i sofismi usati per ingannarvi, gli errori fatti, l’abbandono dell’orazione e della lettura spirituale, le perdite di tempo nella visione di cose amene… Avete tralasciato l’esame di coscienza, non avete confidato quella relazione, quell’imprudenza al padre spirituale? Guadagnerete molto in esperienza, in forze nella lotta, nella conoscenza di voi stessi, se saprete analizzare come il demonio vi ha ingannato.



