Non ci sarร pace
Perdonami se ora vien meno lโamore
dโun tempo, e tentazione mi assale
di sdegnato ripudio, Israele.
Un serpente giallo, โ son certo, โ
ti percorre le viscere, il serpe
di un odio che รจ solo tuo,
di come a te solo รจ dato odiare.
Orgoglio, non piรน
elezione divina fa
che tu sia
questo infelice Israele,
per prodigio sopravvissuto
al genocidio.
Ora di un genocidio tu
artefice,
con perversa passione e fame
โ prima che di morte โ
di umiliare fratelli, di te
in questa causa piรน degni.
Son fratelli tuoi, soli,
senza aiuto di alcuno
senza che un solo paese li accolga.
Sono essi e non tu
il Servo nuovo di Jahvรจ:
il povero e nudo e forte
Cristo che si avvicenda
nel patire del mondo.
Invece i tuoi soldati ora pare di scorgere
tutti con gli stessi occhi azzurri
che avevano i tuoi assassini.
(David Maria Turoldo – “Il grande male” 1988)

