Il Vangelo del giorno – Venerdi 21 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Venerdì – XX TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 22,34-40

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».

Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Parola del Signore

Dall’amore dipende tutto. Non si può vivere senza amare. Nessuno vive senza amore. Vivere… in fondo è proprio amare… Amare a trecentosessanta gradi… amare la vita… amare la creazione… le creature.

Tutti, infatti, sperimentiamo tristezza quando non siamo amati e quando non amiamo.

Mi sono più volte chiesto cosa sia più appagante… amare o essere amati. Non so dare una priorità… forse non si può… del resto, chi ama… chi sa amare… chi ama veramente… crea attorno a sé un clima di amore e necessariamente questo amore torna indietro… nutre… fa vivere.

Cosa conta nella vita per un credente? amare Dio, sé stessi e gli altri come conseguenza dell’amare Dio… Perché… in realtà non si può amare Dio ed essere chiusi, isolati, ed egoisti… non si può amare veramente Dio e disprezzare sé stessi… perché siamo unici e preziosi agli occhi di Dio!

Chi ama Dio non ama una teoria… non ama aria fritta… chi ama Dio, ama l’amore, ama amare…

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Il tempo passa

Il tempo passa mentre siamo impegnati a lavorare, a crescere i figli, a pagare il mutuo.

Ma capita anche altro.
Capita di innamorarsi di nuovo delle persone, delle parole, dei luoghi.
La cosa fantastica è aver ogni giorno la voglia di vivere.


La voglia di vivere di Alda Merini
nonostante tutto: “sono caduta, sono stata ferita, ma mi sono rialzata”.
Parole che un giorno sarebbero diventate rifugio per chi soffre, abbraccio per chi ha paura, specchio per chi è spezzato.


Le Pas:persone altamente sensibili sono destinate alla incomprensione del volgo e alla sofferenza che spesso trasformano in qualche forma d’arte.


La poesia qualche volta resiste e resta quando qualcuno ha cercato di impedirle di parlare.

Where you go. I go
What you see. I see

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Il Vangelo del giorno – Giovedì 20 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Giovedì – San Bernardo

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 22,1-14

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:

«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.

Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.

Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.

Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore

Quando Dio viene percepito soltanto come un dovere, tutto diventa più importante: il lavoro… gli impegni… il riposo… le amicizie… perfino le piccole cose e la fede diventa qualcosa da incastrare nella vita quando rimane un po’ di tempo.

Ma quando il rapporto con Dio è veramente sperimentato e vissuto come gioia, forza, sostegno… come qualcosa che dà senso alla vita… allora cambiano anche le nostre priorità… non perché il resto non sia importante… ma perché abbiamo scoperto e trovato qualcosa che vale di più.

Ma nel vangelo di oggi c’è anche da considerare l’abito nuziale… perché entrare alla festa comporta anche una responsabilità… l’invito è gratuito… tutti sono invitati… ma questo invito… questo evento… non può lasciarci come prima.

La fede è dono rivolto a tutti… ciò che cambia è la risposta… Se Dio è davvero importante per me… questo deve cominciarsi a vedere nel modo in cui vivo… scelgo… amo… perdono… uso il mio tempo.

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Il Vangelo del giorno – Mercoledi 19 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Mercoledì – XX TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 20,1-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.

Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.

Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.

Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Parola del Signore

All’alba, alle nove, a mezzogiorno, alle tre, alle cinque… Gesù passa nella nostra vita, tante volte… tante occasioni… e ci trova in tante situazioni diverse.

Gesù passa… si fa incontrare… fa di tutto… ci cerca… ripassa… ed è sempre disponibile… ma occorre farci trovare… se l’iniziativa è sua… a noi spetta rispondere, accogliere.

È come se organizzasse una festa, ci manda l’invito… ci manda anche a prendere… a noi spetta solo salire in macchina e andare. È sempre un invito, mai una costrizione!

Ma l’altra importante considerazione è che seguire il Signore è un guadagno, non è un sacrificio… è un piacere, non è un dovere… è un onore non una vergogna…

Purtroppo, non sempre è vissuto così… è vero che gli operai dell’ultima ora guadagnano quanto quelli della prima ora, ma si perdono la bellezza del “lavorare” per il Signore, bellezza però che non hanno capito gli operai della prima ora che si lamentano di avere ricevuto quanto quelli dell’ultima ora.

Credere in Dio non è un peso… toglie i pesi… perché ci sono situazioni che non si potrebbero vivere e attraversare senza Dio.

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Il Vangelo del giorno – Martedi 18 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Martedì – XX Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 19,23-30

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».

A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».

Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

Parola del Signore

Abbiamo difficoltà a mollare qualcosa di nostro perché pensiamo di andare in perdita. Con il Signore non è così!

Ciò che si affida a Lui non è e non va perduto… ciò che si rinuncia per Lui è conservato per la vita eterna… ciò che lasciamo per seguirlo in realtà lo ritroviamo.

Non si tratta qui di mollare la zavorra per seguire il Signore, alla fine, questa rinuncia è anche comprensibile… no… qui Gesù non ci chiede né di rinunciare né di sacrificare. Qui Gesù non ci chiede niente… non mette dei vincoli o dei criteri, Gesù non ci sta dicendo di dovere lasciare qualcosa o qualcuno. Come abbiamo detto più volte, sicuramente occorre essere liberi per seguirlo, ma qui, Gesù ci sta facendo una promessa: se per seguire me, avrai dovuto fare dei sacrifici… materiali… relazionali… affettivi… sappi che non sarai né resterai solo.

Nella relazione personale con il Signore, ognuno di noi sa come e dove il Signore chiede di essere seguito. Ad alcuni indicherà una strada… ad altri un’altra strada… ma nessuno rimarrà senza beni e senza affetti… perché Dio ci ama attraverso anche ciò che ci mette davanti e attraverso le persone che ci mette accanto… e dentro il cuore!

Con Dio non si perde niente… perché in Dio si ritrova sempre tutto!

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Il Vangelo del giorno – Lunedi 17 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Lunedì – XX Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 19,16-22

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».

Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».

Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

Parola del Signore

In realtà il giovane del vangelo di oggi non se ne va triste perché possedeva molte ricchezze, ma perché erano le molte ricchezze che possedevano lui.

La vita di fede, la sequela di Gesù, infatti, può essere vissuta solo se si è liberi… liberi dai beni… ma anche liberi dai propri condizionamenti… liberi anche dagli affetti.

Gesù, insomma, non ci vuole poveri ma liberi. A volte, infatti, purtroppo, ci leghiamo a cose, persone, situazioni, progetti, ruoli… che ci impediscono di vedere il cielo…

E se non puoi vedere il cielo… se non puoi seguire il cielo… la tua vita dipenderà solo dalle cose della terra!

Siamo come mongolfiere, possiamo innalzarci solo se rinunciamo alla zavorra!

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Il Vangelo del giorno – Domenica 16 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Domenica – XX TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 15,21-28

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Parola del Signore

A volte la gente si ricorre alla fede e al Signore non perché si crede veramente ma come tentativo di risoluzione dei problemi. Della serie: provo anche questa strada come ho provato o proverei il buddismo… la filosofia orientale… il paranormale… il carismatico o anche il mago di turno.

Di fatto, neanche i discepoli hanno capito niente. Quell'”Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando” sembra volere dire: dalle quello che vuole e ce la togliamo dalle scatole!

A Gesù, invece, non interessa esaudire le preghiere, le richieste, i bisogni… a Gesù interessa la salvezza delle persone che può ANCHE passare dall’esaudimento di una preghiera.

A Gesù interessa la fede… la relazione con Lui. Se si comprendesse questo… tutto il resto passerebbe in secondo piano.

Si dice spesso: l’importante è che ci sia la salute… forse un credente dovrebbe potere arrivare a dire: l’importante è che ci sia la salvezza. Certo, non è facile…è necessaria una salda relazione in Cristo e comunque sarebbe più bello averle entrambe. Ma sempre meglio una salvezza senza salute che una salute senza salvezza!

Cerchiamo prima di tutto la salvezza e poi tutto il resto.

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Il Vangelo del giorno – Sabato 15 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Sabato – Assunzione della Beata Vergine Maria

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 1,39-56

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Allora Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome;

di generazione in generazione la sua misericordia

per quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo,

ricordandosi della sua misericordia,

come aveva detto ai nostri padri,

per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Parola del Signore

La solennità di oggi ci ricorda che siamo fatti per il cielo… che quella è la nostra destinazione… la nostra vera casa e che qui siamo solo in viaggio.

E il vangelo di oggi ci dice come dobbiamo fare questo viaggio… con quale spirito dobbiamo percorrerlo… e anche con quali compagni e con quale bagaglio.

Siamo fatti per il cielo, ma in cielo ci si va camminando insieme… trasmettendo pace e gioia, quella pace e gioia che viene dal sapere che non siamo soli… che Dio ci accompagna… ci guida… ci viene in soccorso e quando non combatte i nostri nemici al posto nostro, li combatte insieme a noi!

Siamo fatti per il cielo ed è bello andarci insieme… perché insieme è più facile ed è anche più bello… e quando si condivide la fede… quando si condivide l’opera di Dio… il cielo si fa più vicino!

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Canale Telegram Don Antonio  Mancuso

un caso emblematico

Fin dall’indulto di “Agatha Cristie” e ancor di più in seguito al Summorum Pontificum, nel mondo anglosassone il “bi-ritualismo” è la norma: nelle medesime chiese, gli stessi sacerdoti a orari diversi celebrano vetus e novus ordo. Per di più anche nella liturgia riformata si conservano elementi dell’usus antiquior, come l’orientamento, la lingua sacra, i paramenti, la comunione in ginocchio e sulla lingua… Tale realtà rappresenta la piena realizzazione dell’ottica di Benedetto XVI che parlava di forma ordinaria ed extra-ordinaria del medesimo rito romano latino.

Nella Carolina del Nord (USA) questo stato delle cose non è gradito al nuovo vescovo diocesano Michael Thomas Martin (O.F.M. Conv.), insediatosi in maggio 2024. Il 17 dicembre 2025 ha messo nero su bianco i suoi personali orientamenti nella lettera pastorale in cui chiede di vietare inginocchiatoi e balaustre durante la liturgia, disponendo la rimozione (dal 16/01/26) in modo tale che si debba ricevere la comunione in piedi. Sacerdoti del presbiterio diocesano hanno poi raccontato altre “indicazioni” date a voce, come non mettere la stola sotto la casula o, se c’è caldo, fare a meno della casula.

La crisi si è palesata quando il 5 gennaio 2026 trentuno sacerdoti (circa un quarto del clero diocesano) hanno presentato dei dubia al Dicastero per i Testi Legislativi, chiedendo se un vescovo diocesano abbia davvero l’autorità di proibire pratiche consentite dal diritto universale. Come ha osservato il canonista p. Gerald Murray, si tratta di un legittimo appello nell’ordinamento giuridico della Chiesa; mentre p. Pius Pietrzyk OP, canonista a Washington DC, ha messo in dubbio che la lettera pastorale abbia forza di legge vincolante.

Il malcontento diffuso tra i laici ha trovato come portavoce un padre di famiglia che, a Messa presso la Our Lady of Grace Church di Greensboro, insieme alla moglie incinta e tre figli, ha continuato ad avvicinarsi alla Santa Comunione come aveva fatto per anni, se non che il 30 aprile, il 10 maggio e il 17 maggio 2026, per tre volte si sono visti negare la comunione sacramentale. Il laico allora ha voluto reclamare rivolgendosi direttamente al vescovo e poi procedere con un ricorso gerarchico al Dicastero del Culto Divino e Disciplina dei Sacramenti (il 20 giugno 2026), dal quale si attende il responso.

sul modo di comunicarsi:

Il ricorso dei fedeli alla Santa Sede si inserisce nel contesto di crescente tensione data dalla zelante applicazione del motu proprio Traditionis Custodes, per cui a maggio 2025 il vescovo ha ridotto i luoghi di celebrazione della Messa tridentina, da quattro, a una sola unica cappella in tutta la diocesi. Senza parlare delle distanze da coprire, il luogo ha capienza sufficiente a neanche un terzo dei fedeli interessati.

In realtà non si tratta solo di una questione TLM–Novus Ordo. Le percezioni iniziali secondo cui il vescovo Michael Martin semplicemente non gradisse la Messa tradizionale latina avevano portato molti sacerdoti a rispondere con obbedienza e pazienza. Poi sono seguite ulteriori pretese. La rimozione del suono delle campanelle, l’eliminazione della preghiera a San Michele, commenti sulle donne che indossano il velo, la critica a chi si inginocchia davanti al Santissimo Sacramento. (Jason Murphy, coordinatore di lunga data della “Catholic Men’s Conference of the Carolinas“)

recenti sviluppi:

Proprio in Carolina del Nord è presente fin dal 1981 la Fraternità Sacerdotale di San Pio X che il 13 luglio 2026 ha stipulato l’acquisto di 26 acri di terreno (per l’importo di 2mln800mila dollari) ove ha in progetto di edificare un complesso residenziale per religiosi e laici, con istituti di formazione e annesso cimitero. I fedeli della Chiesa Cattolica troveranno senza limiti presso i lefebvriani tutta la liturgia tradizionale, dalla Messa ai sacramenti, inclusa l’iniziazione cristiana per le famiglie con bambini. Tenendo fermo il principio suprema lex salus animarum rimane da capire come il vescovo Martin promuova il bene delle anime e l’unità della Chiesa.

ampliamento del priorato FSSPX:

Il Vangelo del giorno – Venerdi 14 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Venerdì – XIX TO A

San Massimiliano Maria Kolbe

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 19,3-12

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».

Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».

Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».

Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».

Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».

Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Parola del Signore

Tutto ciò che vive in Dio, viene da Dio… è voluto da Lui e a Lui è affidato… è per sempre.

Non c’è tempo, volontà umana, fragilità e anche separazione che possa vincere la volontà di Dio, il suo per sempre.

Ogni per sempre… per essere vissuto per sempre… si sceglie ogni giorno e ogni giorno si costruisce… con amore… un amore fatto di volontà… impegno… sacrificio… intelligenza… pazienza

Tutto questo vale sicuramente per il matrimonio… ma anche per qualunque altra relazione voluta da Dio e vissuta in Dio…

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