Il Vangelo del giorno – Sabato 8 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Sabato – XVIII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 17,14-20

In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».

E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.

Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».

Parola del Signore

Chi agisce da solo… farà affidamento solo sulle sue forze! La verità è che la nostra vera forza non sta in noi stessi, ma nelle nostre relazioni. Io sono forte quanto sono forti i miei amici… i miei punti di riferimento.

E questo vale per tutto ciò che riguarda la mia vita. Se ho un problema devo chiedere aiuto e se non lo so fare, dovrò imparare a farlo… se voglio aiutare qualcuno… dovrò imparare a lavorare in rete…

Insomma, da soli non si va lontano… le relazioni sono vitali!

I discepoli non sono riusciti a guarire il figlio di quell’uomo perché hanno provato a farlo senza Gesù… non hanno capito nulla. Dovevano portarlo da Gesù. Dovevano fare solo questo.

Anche noi dobbiamo imparare prima di tutto a portare in preghiera… a portare al Signore tutto ciò che c’è nel nostro cuore… e solo dopo, se necessario, agire…

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Il Vangelo del giorno – Venerdì 7 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Venerdì – XVIII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 16,24-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.

In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».

Parola del Signore

È una delle pagine più forti per un cristiano… sono parole che rendono in maniera chiara l’idea di cosa significhi essere cristiano. Gesù oggi non chiede semplicemente di sopportare la sofferenza. Dice qualcosa di molto più impegnativo: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua”. La croce, prima di essere il dolore che la vita ci mette davanti, è la fatica, l’impegno e la responsabilità di scegliere ogni giorno il Vangelo.

Vuoi amare tuo marito o tua moglie come Cristo ama? Ci sarà la croce della fedeltà, del perdono, della pazienza, del resistere alle tentazioni e all’egoismo. Vuoi essere un sacerdote, un genitore, uno studente, un lavoratore cristiano? Ci sarà la fatica… la croce di dire qualche “no” per un “sì” più grande a Dio, anche quando questo ti porta fuori dai tuoi programmi e dalla tua zona di comfort.

Essere cristiani significa accettare che Dio abbia un progetto su di noi. Non basta credere che Dio esista; bisogna credere che la sua volontà è più grande… migliore della nostra e avere il coraggio di seguirla, anche quando ci conduce su strade che non avremmo mai scelto. Non possiamo vivere sempre cercando di controllare tutto o di difendere i nostri interessi. Gesù ci ricorda che una vita vissuta solo per sé è una vita che, alla fine, si perde.

che cosa vuoi fare della tua vita? conservarla gelosamente o spenderla? Il Vangelo è chiaro: la fede non si conserva chiudendosi, ma donandosi. Chi vive solo per i propri comodi finisce per svuotare la propria esistenza; chi, invece, si spende per amore di Cristo e degli altri, scopre la gioia più grande. Perché la vera vita non nasce dall’evitare la croce, ma dall’avere il coraggio di portarla per amore

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San Cremeti abati

Santi Siciliani a cura di Ugo Russo




Icona bizzantina di San Cremeti


Francavigghia di Sicilia, 6 di austu 1116 o secunnu àutri mortu ntô 1099) è nu Santu viniratu da Cresia Cattolica e Ortudossa.

Aggiografia

Ebbi nomu Clementi, comu si leggi nò Diploma di funnazzioni du Munasteriu di San Sarvaturi dittu di Placa du 1092. Era un rimitu di l’Ordini Basilianu, e abbitava dintra na grutta, supra na roccia vicinu na Cresia, nà zona ditta Placa vicinu a Francavigghia. Oj si vidi sta roccia na cuntrada Badiazza, vicinu lu biviu Nucara – Moju. Ntô misi di dicemmiri dû 1092 lu Cunti Ruggeru d’Autavilla passau cu l’esercitu di Truina a Taurmina e ncuntrò lu rimitu Clementi, ca ci dunau nà pocu di sirvaggina viva, ca addivintò mansa. Lu Cunti ci dissi: “Sta cuntrata sarà du Munasteriu ca tu funnirai pâ gloria di Diu “. Ci detti na pocu di terri, comu lu Feudu di Placa, un territoriu versu Taurmina e Ciumifriddu e li decimi di Castigghiuni. Clementi fu chiamatu Cremeti o Climi, pi ricurdari lu vecchiu nomu e fu eliggiutu Abbati. Pari ca li monaci, ‘mmidiusi e stanchi dî custuma siveri di l’abbati ficiru di tuttu pi gghittallu dâ muntagna ma nun lu pottiru ammazzari e foru pirdunati. Muriu lu 6 di austu du 1166 e fu sippillutu ê pedi di l’artaru da Cresia du Sarvaturi, dunni sgurgàu na surgenti d’acqua purissima, ca sirvìu e malati pa frevi quartana. Ntô 1131 lu Munasteriu fu aggregatu a chiddu dû Salvaturi di Missina e doppu tri anni fu autonomu. Appi setti monaci ntô 1336, ca ntô 1693 pû tirrimotu si nni jeru a Francavigghia e Castigghiuni e ntô 1770 a Rannazzu. La festa si celebbra lu 6 di austu. Finu a mità dû 1800 la sò festa fu cilibbrata a Francavigghia, ca intitulò o Santu nà strata ntô 1991.

Li Riliquii

La Riliquia da testa, dintra nu riliquiariu d’argentu du 1656 câ scritta “Testa di San Cremeti, Abbati e Cunfessuri “ è sarbata ntâ Cresia dû Cullegiu Salisianu di San Basiliu a Rannazzu, ntitulata o SS. Sarvaturi di Placa e si esponi lu 6 di austu.

Bibbliografia

Ottaviu Caetani, Vite di Santi Siciliani, Palermu pressu li Cirilli, 1657

Il Vangelo del giorno – Giovedì 6 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Giovedì – Trasfigurazione del Signore

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Parola del Signore

Ci sono momenti nei quali è necessario fermarsi per fare il punto della situazione… per fare un esame della propria vita… perché si sta attraversando un momento particolarmente difficile…

Salire sul monte è come prendersi del tempo… distaccarsi… guardare la propria vita e i propri problemi dall’alto. Ed è bello e importante che lo si faccia con poche persone… solo con chi si può condividere la fede… solo con chi si può comprendere quello che si sta facendo.

Salire sul monte significa, quindi, connettersi con Dio per acquisire nuovi occhi per vedere la propria vita… la propria storia… con occhi nuovi… trasfigurati.

Il monte, però, è solo un tempo… uno spazio… un’esperienza… per sentirsi particolarmente amati da Dio e confermati da Lui… non deve trasformarsi in una fuga… poi occorre tornare alla vita ordinaria… con occhi nuovi… con uno spirito nuovo… e tutto sarà diverso!

Impariamo a fermarci e metterci in ascolto di Dio nella nostra vita!

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Il Vangelo del giorno – Mercoledì 5 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Mercoledì – XVIII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 15,21-28

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Parola del Signore

Spesso consideriamo la preghiera come una semplice richiesta e Dio come il genio della lampada… e risolviamo così tutta la nostra fede!

Il vangelo di oggi, invece, ci apre una prospettiva nuova… ci mette davanti a una delle esperienze più difficili della vita di fede: quella di una preghiera che sembra non ricevere risposta.

La donna cananea non interpreta quel silenzio come un rifiuto definitivo, ma continua a fidarsi. La sua preghiera non nasce dalla pretesa di ottenere qualcosa, ma dalla certezza che solo Gesù può salvarla. Questa donna ci insegna che il silenzio di Dio non coincide con la sua assenza… la vera fede non è legata al dono o ai doni… ma al donatore… perché la preghiera non serve a cambiare Dio ma il nostro cuore che deve imparare a fidarsi anche quando non comprende… perché non tutto si può comprendere… ma tutto con Dio si può vivere.

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Il Vangelo del giorno – Martedi 4 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Martedì – XVIII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 15,1-2.10-14

In quel tempo, alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!».

Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!».

Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?».

Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».

Parola del Signore

Il cuore è una bomba… capace di bene o di male… capace di esplodere in amore o in odio e indifferenza. È lui il motore di tante nostre parole… scelte… ed è lui che muove anche le nostre reazioni… come ci comportiamo a ciò che ci accade.

Non è quello che ci viene detto o che ci accade dall’esterno a rovinarci ma è proprio la nostra reazione a queste situazioni che dicono ciò che siamo veramente…

Come reagisco a ciò che mi accade? Rabbia o preghiera? Rispondo al male col male o cerco di dare senso a tutto quello che mi accade? Se dentro il mio cuore c’è Dio… c’è amore… se sono una persona di pace… equilibrata… in pace con sé stessa e con la propria storia… niente potrà rovinarmi davvero.

Forse ci vorrà tempo e preghiera… ma alla fine la pace e la comunione vinceranno sempre su tutto!

Se dentro di me c’è amore… reagirò sempre con amore!

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Appuntamento con padre David MariaTuroldo

Le parole di padre David risuonano più che mai attuali, il ricorso alla violenza e alla guerra sembra essere diventato purtroppo il tratto distintivo della nostra società.

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Il Vangelo del giorno – Lunedi 3 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Lunedì – XVIII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 14,22-36

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.

La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».

Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

Parola del Signore

Non sempre riusciamo a mettere a bada la paura… non sempre siamo capaci di scacciarla da soli. Ci sono volte in cui vengono toccati proprio i punti deboli e tutto sembra crollare… e i pensieri si fanno sempre più confusi e pericolosi…

In questi momenti occorre ricentrarsi su Gesù, farlo rientrare nella propria vita e non perdere di vista la sua presenza… il suo sguardo sempre su di noi… la sua mano sempre tesa…

In questi momenti… quando la nostra mente e il nostro cuore perdono la memoria della nostra fede… ecco, proprio in questi momenti, riallacciamo e rinsaldiamo la nostra relazione con il Signore… non ci risolve i problemi con la bacchetta magica… non ce li fa evitare ma ci aiuta ad attraversarli.

Non ti bloccare sui tuoi problemi, portali al Signore e attraversali con Lui.

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Il Vangelo del giorno – Domenica 2 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Domenica – XVIII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 14,13-21

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.

Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.

Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».

E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Parola del Signore

È un vangelo pieno di umanità.

Gesù è raggiunto da una dolorosa notizia e sente il bisogno di raccogliersi in preghiera… ma ciò che accade e come si comporta ci è di grande insegnamento…

Uno dei modi per affrontare un dolore… non è chiudersi ma continuare ad amare…

Gesù non si chiude… non si isola… ma continua a svolgere la sua missione…

Il suo dolore non gli impedisce di continuare a sentire compassione per la folla… ed è proprio questo sentire compassione… questo farsi raggiungere dal dolore… dai bisogni… dai sentimenti della folla che darà avvio al miracolo…

Il più famoso miracolo di Gesù… raccontato sei volte nei vangeli… parte proprio dalla sua empatia… dalla sua capacità di immedesimarsi negli altri… Gesù non è un vip che si fa acclamare dalle folle… non è colpito dal suo grande seguito… a lui non interessano i numeri… ma le persone.

Non permettere mai ad un dolore o ad un successo… di impedirti di vedere il cuore di chi hai davanti.

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Il Vangelo del giorno – Sabato 1 Agosto 2026

Vangelo del Giorno

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Sabato – XVII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 14,1-12

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».

Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni, infatti, gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.

Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».

Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.

I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

Parola del Signore

Non tutte le verità sono facili da accettare… ma la verità è necessaria per un autentico cammino di crescita umana e sprituale…

Sì… la verità, spesso, è dura da digerire, ma produce i suoi frutti… sempre…

è un po’ come una medicina, amara come prima impressione, ma che poi fa bene… guarisce… risana…

La verità ci costringe ad uscire dalle nostre comodità… ci richiede autenticità nella nostra vita… e spesso ci impegna al cambiamento…

E se riconoscere la verità costa… costa anche dirla e testimoniarla. Ogni verità detta, infatti, anche quando è detta con carità… comporta una conseguenza molto spesso non piacevole. Non tutti, infatti, accettano di essere messi nella verità… e reagiscono… e proprio per questo non sempre si è disponibili a mettere altri nella verità… occorre coraggio, maturità… e amore.

Chi si allontana da te perché sei vero, non cercava veramente te ma una sua idea di te!

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