A cura di Don Antonio Mancuso
Lit. Sabato – XVIII TO A
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 17,14-20
In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».
Parola del Signore
Chi agisce da solo… farà affidamento solo sulle sue forze! La verità è che la nostra vera forza non sta in noi stessi, ma nelle nostre relazioni. Io sono forte quanto sono forti i miei amici… i miei punti di riferimento.
E questo vale per tutto ciò che riguarda la mia vita. Se ho un problema devo chiedere aiuto e se non lo so fare, dovrò imparare a farlo… se voglio aiutare qualcuno… dovrò imparare a lavorare in rete…
Insomma, da soli non si va lontano… le relazioni sono vitali!
I discepoli non sono riusciti a guarire il figlio di quell’uomo perché hanno provato a farlo senza Gesù… non hanno capito nulla. Dovevano portarlo da Gesù. Dovevano fare solo questo.
Anche noi dobbiamo imparare prima di tutto a portare in preghiera… a portare al Signore tutto ciò che c’è nel nostro cuore… e solo dopo, se necessario, agire…
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