A cura di Don Antonio Mancuso
Lit. Lunedì – XXII TO A
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,16-30
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Parola del Signore
Spesso ci facciamo l’idea di qualcuno in base alla conoscenza che abbiamo. E questo non è un problema… il vero problema è che molto spesso, di una persona conosciamo solo alcuni momenti della sua vita… alcune scelte che ha fatto… alcune cose che ha detto e rischiamo di giudicare tutta la persona da pochi fatti!
Insomma, dimentichiamo due cose fondamentali… che le persone possono cambiare… crescere… ravvedersi… convertirsi… e non si può “fotografare” la conoscenza o il giudizio di una persona credendo che rimanga sempre la stessa… e dimentichiamo anche che noi siamo solo osservatori esteriori… guardiamo e giudichiamo solo quello che vediamo… ma non possiamo mai sapere cosa ha spinto una persona a parlare o ad agire in un modo piuttosto che in un altro.
La cosa più interessante è che questo stile del pregiudizio spesso lo abbiamo non solo sulle persone… ma anche su noi stessi… sulla vita e su Dio.
Frasi come: non cambio mai… mi conosco… per me non c’è felicità… a me le cose non vanno mai bene… Dio non mi dà mai qualcosa di bello… etc. sono la dimostrazione che a motivo di esperienze passate giudichiamo in maniera pesante anticipatamente il nostro futuro vivendo male già il nostro presente!
Lasciati stupire da ciò che Dio può fare nella tua vita e in quella degli altri!
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