A cura di Don Antonio Mancuso
Lit. Domenica – IV TP A
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,1-10
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
Parola del Signore
Ognuno di noi ha delle pecore da pascolare… perché noi non viviamo da soli ma in relazione e in società. E non è vero che è importante vivere facendosi i fatti propri. C’è una via di mezzo tra l’egoistica chiusura e l’invadenza pseudo altruistica e questa via di mezzo è la responsabilità nei confronti degli altri.
Sì, perché anche se non sempre direttamente, tutti, comunque, abbiamo delle responsabilità nei confronti delle persone della nostra vita, anche quelle che incrociamo solamente.
Genitori-figli, marito-moglie, amici… ma anche colleghi, utenza nel lavoro, vicini di casa e conoscenti… perché qualunque relazione ci rende responsabili dell’altro.
Le parole di Gesù ci indicano anche il “come”. Si tratta di diventare pastori assumendo lo stile di Gesù che possiamo riassumere così: conoscenza, esemplarità e vita
Conoscenza: una qualunque relazione non ci può scivolare addosso… siamo chiamati a conoscere l’altro e a farci conoscere. La conoscenza e la condivisione sono alla base della fiducia.
Esemplarità: gli altri noteranno se siamo solo parole o se siamo di parola. La coerenza con quello che diciamo e diciamo di essere è la nostra carta d’identità.
Vita: siamo chiamati a dare vita alle persone che ci vengono affidate e dare vita significa dare tempo, speranza, sollievo… incoraggiare.
Insomma… in ogni tipo di relazione siamo responsabili dell’altro… anche di quello che semplicemente incrociamo nella nostra vita.
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