A cura di Don Antonio Mancuso
Lit. Sabato fra l’ottava di Pasqua
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 16,9-15
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».
Parola del Signore
Non possiamo ridurre la nostra fede ad un fatto intimistico. Se abbiamo incontrato il Signore e se questo incontro e questa relazione ci hanno cambiato la vita, questo fatto non va taciuto ma va testimoniato.
Siamo capaci di condividere tutto e oggi, più che mai attraverso i social, ancora di più… condividiamo una storia… condividiamo quello che mangiamo… condividiamo stati emotivi… condividiamo anche cose che non andrebbero condivise… ma abbiamo difficoltà a dare testimonianza dell’opera di Dio nella nostra vita!
Dio si serve di tante strade per incontrare le persone… una di queste strade siamo noi… la nostra testimonianza.
Non si tratta di vantarsi o di ostentare qualcosa… si tratta solo di riconoscere ciò che Dio ha fatto… ciò che siamo stati capaci di fare insieme a Lui.
Si tratta di restituire a Dio ciò che ci ha dato…
Un gesto di carità, una vita cambiata parlano di Dio più di tante parole.
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