15 Maggio 2026
La casa non è fatta solo di pareti, ma di parole dette e non dette.
Ed è proprio in questo disordine emotivo che troviamo le radici di ciò che siamo.
Natalia Ginzburg, mette in luce il potere intimo della lingua familiare, quella che resta con noi anche da adulti.
Ogni famiglia è una piccola patria linguistica, dove ogni parola assume un significato unico e irripetibile.
“La lingua di mio padre era aspra, aggressiva, ma per noi era casa”.
Ogni famiglia ha la sua ritualità, le sue conoscenze, le sue espressioni.
Nonostante il tempo e la distanza basta una parola per ricordarsi e riconoscersi fratelli, genitori, figli.
IL linguaggio ruvido del padre non annulla l’amore.
Anzi, lo incarna. Gli affetti familiari spesso si trasmettono in modo non convenzionale: non con gesti dolci, ma con ruvidità che diventano carezze a posteriori.
Ed è così anche per Eugenio Montale quando l’amore per la moglie diventa poesia, la sua follia, la sua ispirazione, la sua intuizione. La sola arte di cui si sia mai voluto lasciare attraversare.
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