L’episodio Donald Trump – Giorgia Meloni

L’episodio che ha visto Donald Trump rivolgere parole sprezzanti nei confronti della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni merita una riflessione che vada oltre la contingenza politica e l’immediata polemica mediatica.


Quando un capo di governo di una nazione fondatrice dell’Europa viene pubblicamente mortificato, il tema non riguarda soltanto la persona che ricopre quella funzione, ma la dignitĆ  delle istituzioni che essa rappresenta. Per questa ragione, la solidarietĆ  espressa nei confronti della Presidente del Consiglio appare doverosa e necessaria.


Tuttavia, la vicenda pone interrogativi più profondi. Da tempo assistiamo a una progressiva trasformazione degli equilibri internazionali. Le categorie tradizionali dell’Occidente politico, della cooperazione multilaterale e del diritto internazionale sembrano attraversare una fase di crisi. In questo contesto, il trumpismo non rappresenta una semplice alternanza politica americana, ma l’emersione di una visione fondata sulla forza, sulla transazione e sulla subordinazione dell’interesse collettivo alla logica del potere.


Il problema non ĆØ l’alleanza con gli Stati Uniti, che resta un pilastro strategico della collocazione internazionale dell’Italia. Il problema nasce quando l’alleanza si trasforma in adesione acritica e quando il rapporto tra Stati smette di essere dialogo tra soggetti sovrani per assumere i tratti di una relazione asimmetrica.


Da giurista ritengo che la sovranitĆ  democratica non consista nell’obbedienza, ma nella capacitĆ  di cooperare senza rinunciare alla propria autonomia di giudizio. La fedeltĆ  a un’alleanza non può comportare la rinuncia alla libertĆ  critica. Al contrario, i rapporti più solidi sono quelli nei quali il dissenso può essere espresso con chiarezza e rispetto reciproco.


L’errore della politica europea degli ultimi anni ĆØ stato forse quello di immaginare che la stabilitĆ  delle relazioni internazionali potesse essere affidata ai rapporti personali tra leader. La storia insegna invece che la tenuta degli equilibri dipende dalla forza delle istituzioni, dal rispetto del diritto e dalla capacitĆ  delle comunitĆ  politiche di costruire interessi condivisi.


La questione centrale, pertanto, non riguarda chi abbia vinto o perso una scommessa diplomatica. Riguarda piuttosto il ruolo che l’Italia intende svolgere nel mondo che emerge dalla crisi dell’ordine internazionale novecentesco.


L’Italia non può essere mera periferia di altri centri di potere. Deve ritrovare una propria funzione autonoma all’interno di un’Europa più forte, più democratica e più capace di incidere sugli equilibri globali.

Un’Europa che non sia soltanto mercato o apparato burocratico, ma comunitĆ  politica fondata sulla dignitĆ  della persona, sulla pace, sui diritti umani e sulla cooperazione tra i popoli.


Nella prospettiva culturale della Scuola di Pensiero Immaginazione Attiva, a cui appartengo, ritengo che la politica non dovrebbe limitarsi alla gestione dell’esistente. Essa dovrebbe essere esercizio di immaginazione istituzionale, capacitĆ  di anticipare il futuro e di costruire nuovi equilibri tra libertĆ , giustizia, sicurezza e felicitĆ  collettiva.


Per questo motivo, più che indignarci per l’ennesimo incidente diplomatico, dovremmo interrogarci sul modello di societĆ  e di ordine internazionale che vogliamo contribuire a edificare. PerchĆ© il vero tema non ĆØ Trump, Meloni o il conflitto tra leadership contingenti. Il vero tema ĆØ se intendiamo accettare un mondo governato dalla forza o lavorare per un ordine fondato sul diritto, sulla responsabilitĆ  e sul riconoscimento reciproco tra persone, popoli e nazioni.
ƈ questa, oggi, la sfida politica, giuridica e culturale che abbiamo davanti.

Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER

L’importanza dei classici.

Leggere i classici significa entrare in dialogo con le radici della nostra societĆ .


Comprendere che molte delle conquiste che oggi consideriamo naturali: la democrazia, il diritto, la riflessione filosofica, il valore della parola, affondano le loro radici nel mondo greco e romano.


Ma significa guardare noi stessi con maggiore profonditĆ .
Per questo considero i classici non semplici testimonianze del passato, ma autentici compagni di viaggio.

Essi continuano a indicarci che la vera modernitĆ  non consiste nel dimenticare le proprie origini, ma nel saperle comprendere e rinnovare.


Ogni volta che li leggo, ho l’impressione opposta: non incontro delle voci del passato, ma uomini e donne che continuano a parlare al presente.


I Greci ci hanno trasmesso il valore della ricerca, del confronto e del dubbio.
Socrate, con il suo invito a conoscere sƩ stessi, ci ricorda che la vera sapienza nasce dalla consapevolezza dei propri limiti.


I Latini, invece ci hanno insegnato il senso del dovere, della responsabilitĆ  e della misura.
I classici educano all’ascolto, alla lentezza della riflessione.


Ci ricordano che il progresso tecnologico non basta a rendere migliore l’umanitĆ  se non ĆØ accompagnato da una crescita morale e culturale.

Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER

In merito al reato di favoreggiamento della immigrazione clandestina

Il favoreggiamento dell’immigrazione irregolare

Overcriminalisation, crimmigration e criminalizzazione della solidarietĆ  nello Stato costituzionale contemporaneo

Fabio Giamporcaro

Giurista

Il contributo analizza la disciplina del favoreggiamento dell’immigrazione irregolare nel diritto internazionale, europeo e italiano. L’indagine evidenzia come l’espansione del diritto penale dell’immigrazione abbia determinato fenomeni di sovra-criminalizzazione, estendendo l’area del penalmente rilevante a condotte caratterizzate da finalitĆ  umanitarie e solidaristiche.
Il lavoro affronta il tema da una prospettiva interdisciplinare, ponendo in dialogo diritto penale costituzionale, diritto dell’immigrazione e filosofia del diritto, con particolare attenzione al principio di proporzionalitĆ , al diritto d’asilo, al principio di non-refoulement e alla tutela della dignitĆ  umana.

This paper examines the criminal offence of facilitating irregular migration under international, European and Italian law. It argues that the expansion of migration-related criminal law has generated significant phenomena of overcriminalisation, extending criminal liability to conduct inspired by humanitarian and solidarity purposes. The paper adopts an interdisciplinary perspective combining constitutional criminal law, migration law and legal philosophy, focusing on proportionality, the right to asylum, the principle of non-refoulement and the protection of human dignity.

1. Introduzione

Le migrazioni internazionali costituiscono uno dei fenomeni strutturali della contemporaneitĆ . L’intensificarsi dei flussi migratori e la crescente centralitĆ  politica della gestione delle frontiere hanno favorito una progressiva espansione del diritto penale quale strumento di governo della mobilitĆ  umana. In questo contesto si ĆØ sviluppato il fenomeno della cosiddetta crimmigration, ossia la progressiva convergenza tra diritto penale e diritto dell’immigrazione.

La risposta degli ordinamenti contemporanei ĆØ stata caratterizzata da un marcato approccio securitario. Il contrasto al traffico di migranti ĆØ divenuto uno degli obiettivi prioritari delle politiche nazionali ed europee, ma tale finalitĆ  ha spesso prodotto un’estensione del penalmente rilevante che trascende le ipotesi di criminalitĆ  organizzata.

La ricerca si propone di verificare se l’attuale disciplina del favoreggiamento dell’immigrazione irregolare sia compatibile con i principi fondamentali dello Stato costituzionale di diritto e se il bilanciamento tra sicurezza e diritti umani sia oggi soddisfacente.

2. La costruzione internazionale ed europea del reato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare

Il Protocollo di Palermo del 2000 costituisce il principale strumento internazionale di contrasto al traffico di migranti. La Convenzione si fonda sull’idea che l’immigrazione irregolare debba essere contrastata principalmente mediante la repressione delle organizzazioni criminali che traggono profitto dal trasporto illegale di persone.

Il quadro europeo, invece, ĆØ stato fortemente influenzato dal Facilitators Package del 2002, che ha introdotto obblighi di incriminazione particolarmente ampi. La disciplina europea ĆØ stata oggetto di numerose critiche per la sua capacitĆ  di attrarre nella sfera del penalmente rilevante condotte profondamente eterogenee.

L’evoluzione normativa dimostra come il controllo delle frontiere sia progressivamente divenuto una funzione condivisa tra Stati e Unione europea, con un crescente ricorso a strumenti repressivi e amministrativi.

3. Il modello italiano e l’espansione del diritto penale dell’immigrazione

L’art. 12 del d.lgs. n. 286 del 1998 rappresenta il perno della disciplina italiana sul favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. La disposizione, modificata più volte dal legislatore, ha progressivamente ampliato il proprio ambito applicativo e irrigidito il trattamento sanzionatorio.

Le riforme succedutesi nel tempo sono state spesso giustificate dall’emergenza migratoria e dalla necessitĆ  di contrastare il traffico di esseri umani. Tuttavia, l’inasprimento delle pene e l’estensione delle aggravanti hanno prodotto una disciplina scarsamente sensibile alle differenze tra le situazioni concrete.

La legislazione più recente, inclusi gli interventi successivi al naufragio di Cutro, conferma la tendenza a utilizzare il diritto penale come strumento simbolico di rassicurazione sociale e di gestione dell’allarme pubblico.

4. Overcriminalisation e principio di proporzionalitĆ 

L’overcriminalisation costituisce uno dei problemi centrali del diritto penale contemporaneo. Il principio di proporzionalitĆ  impone che l’intervento punitivo sia necessario, adeguato e ragionevole rispetto agli interessi protetti.

La giurisprudenza costituzionale italiana ha più volte affermato che il legislatore non dispone di un potere illimitato nella configurazione delle fattispecie incriminatrici. La sentenza n. 63 del 2022 della Corte costituzionale ha rappresentato un importante richiamo alla necessità di differenziare le condotte effettivamente riconducibili alla criminalità organizzata da quelle prive di particolare disvalore.

L’anticipazione della tutela penale e l’ampiezza delle fattispecie di favoreggiamento rischiano di compromettere i principi di offensivitĆ  ed extrema ratio, che costituiscono elementi essenziali del diritto penale costituzionale.

5. Diritti fondamentali e criminalizzazione della solidarietĆ 

La disciplina del favoreggiamento dell’immigrazione irregolare incide su una pluralitĆ  di diritti fondamentali. Particolare rilevanza assumono il diritto d’asilo, il principio di non-refoulement, il diritto alla vita e all’integritĆ  personale, l’unitĆ  familiare e il dovere di soccorso in mare.

La criminalizzazione delle attivitĆ  di ricerca e soccorso svolte dalle organizzazioni non governative ha posto in evidenza le tensioni esistenti tra politiche di sicurezza e tutela dei diritti umani. I casi Iuventa, Open Arms e Sea Watch hanno mostrato i limiti di una disciplina incapace di distinguere adeguatamente tra attivitĆ  criminali e condotte solidaristiche.

Non esiste, nel diritto internazionale, un diritto assoluto all’ingresso nel territorio di uno Stato straniero. Tuttavia, la repressione penale non può comprimere in maniera sproporzionata altri diritti fondamentali costituzionalmente garantiti.

6. Profili filosofico-giuridici

Il rapporto tra controllo delle frontiere e tutela della dignitĆ  umana costituisce uno dei principali nodi teorici delle democrazie contemporanee. Da un lato, gli Stati rivendicano il potere sovrano di determinare le condizioni di ingresso e soggiorno degli stranieri; dall’altro lato, l’universalitĆ  dei diritti fondamentali impone limiti alla discrezionalitĆ  statale.

La filosofia del diritto contemporanea ha evidenziato come il migrante rischi di trasformarsi in una figura paradigmatica dell’esclusione giuridica. Il diritto penale dell’immigrazione tende talvolta a costruire il migrante come fattore di rischio piuttosto che come soggetto titolare di diritti.

L’equilibrio tra sicurezza e libertĆ  richiede pertanto un modello di governo delle migrazioni fondato sulla dignitĆ  della persona e sul rispetto dei principi costituzionali.

7. Conclusioni e prospettive de jure condendo

La lotta al traffico di migranti costituisce un obiettivo legittimo e necessario. Tuttavia, il ricorso al diritto penale non può trasformarsi in uno strumento di criminalizzazione della solidarietà o di repressione indiscriminata della mobilità umana.

Appare necessario ripensare la nozione di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare mediante l’introduzione di criteri selettivi che consentano di distinguere le condotte realmente espressive di sfruttamento criminale dalle attivitĆ  di assistenza umanitaria e di tutela dei diritti fondamentali.

Una riforma in tal senso permetterebbe di ricondurre la disciplina entro i limiti propri dello Stato costituzionale di diritto, restituendo centralitĆ  ai principi di proporzionalitĆ , ragionevolezza e dignitĆ  della persona.

Bibliografia essenziale

• Ambrosini M., Sociologia delle migrazioni, Il Mulino, Bologna, 2020.

• Bauman Z., Dentro la globalizzazione, Laterza, Roma-Bari, 2007.

• Donini M., Il cittadino extracomunitario da oggetto materiale a tipo d’autore nel controllo penale dell’immigrazione, in Questione Giustizia, 2009.

• Gatta G.L., La pena nell’era della crimmigration, in Studi in onore di Emilio Dolcini, GiuffrĆØ, Milano, 2018.

• Mitsilegas V., The Criminalisation of Migration in Europe, Springer, Cham, 2015.

• Risicato L., Diritto alla sicurezza e sicurezza dei diritti: un ossimoro invincibile?, Giappichelli, Torino, 2019.

• Spena A., Migrant Smuggling: a Normative and Phenomenological View from Italy, Brill, Leiden, 2018.

• Stumpf J., The Crimmigration Crisis: Immigrants, Crime and Sovereign Power, in American University Law Review, 2006.

• Zirulia S., Il favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. Tra overcriminalisation e tutela dei diritti fondamentali, Giappichelli, Torino, 2023.

Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER

La cultura non consola, inquieta.


E l’inquietudine ĆØ diventata impopolare.
Preferiamo le esperienze che si chiudono bene, che non lasciano strascichi, che finiscono con una foto istagrammabile.


Il teatro, un romanzo, un concerto, quando funzionano davvero, ti lasciano con una domanda che non avevi portato con te, ed ĆØ esattamente quello che la maggior parte delle persone non vuole pagare il biglietto per sentire.


Chi non tollera l’inquietudine finisce per tollerare tutto il resto, gli slogan, le urla, il vuoto travestito da opinione.

Insomma, tutto quello che quotidianamente riempie le nostre giornate su TV, giornali e social.
Viviamo in un tempo in cui la felicitĆ  sembra avere un prezzo accessibile: uno spritz, due olive, una foto al tramonto e la sensazione di aver vissuto qualcosa di memorabile.


Uno spettacolo teatrale può lasciarti inquieto per settimane.


Un romanzo può smontare le tue certezze.
Un balletto può raccontarti il dolore senza pronunciare una sola parola.


La cultura non serve a distrarti dalla vitae. Serve a viverla meglio.

Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER

SETTE OSTACOLI MORBOSI ALLA COMUNICAZIONE NON VERBALE

  • Sindrome del Marchese del Grillo: io sono io e voi…
  • Sindrome di Hermione: so giĆ  cosa volete dire, ĆØ superfluo ascoltarvi
  • Sindrome del Bastian contrario: non so cosa stiate dicendo, ma non sono d’accordo
  • Sindrome di Cartesio: lasciatemi vagare nei miei pensieri
  • Sindrome di Homer Simpson: perchĆ© perdersi in sottigliezze?
  • Sindrome dell’occhio di pesce: vi vedo ma non vi guardo
  • Sindrome di Vittorio Alfieri: pazienza, vi ascolto perchĆ© devo farlo

A maggior ragione ĆØ sorgente di consolazioni l’amicizia autentica

Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER

Sull’orlo del baratro: la veritĆ  nascosta sulla guerra e il sonno profondo dell’Occidente

Fungo Atomico sull'Europa

La situazione geopolitica attuale non è più una crisi localizzata, ma una dichiarata escalation globale. Quello che i media ufficiali continuano a dipingere come un conflitto circoscritto tra Russia e Ucraina si rivela ogni giorno di più per ciò che probabilmente è sempre stato: uno scontro diretto tra il blocco UE-NATO e la Russia. Stiamo camminando a occhi bendati verso un punto di non ritorno, anestetizzati da una narrazione unica che impedisce di vedere la gravità della realtà.

Un invito alla consapevolezza: il controcanto di Visione TV

Non si tratta di fare inutile allarmismo, ma del dovere morale di condividere informazioni che il mainstream occidentale palesemente occulta o distorce. Per questo motivo, invito caldamente amici e conoscenti a fermarsi un momento e a guardare con estrema attenzione i contenuti di Visione TV.
Da tempo, il giornalista Francesco Toscano tiene il punto con coraggio e luciditĆ  su questa complessa situazione. ƈ una questione di onestĆ  intellettuale riconoscerlo: fino ad oggi, le sue lucide valutazioni geopolitiche e i tantissimi approfondimenti portati avanti in questi anni sono stati tragicamente premonitori di ciò che ĆØ poi puntualmente accaduto. Mentre i canali principali deviavano l’attenzione, lƬ si tracciava la rotta degli eventi reali.

Il rischio di un risveglio traumatico

Il pericolo più grande è quello di svegliarsi un giorno nel bel mezzo di un disastro senza nemmeno capire il perché. Quando la propaganda assorbe e copre qualsiasi verità, diventa quasi impossibile ricostruire i fatti e comprendere le reali responsabilità.
Oggi l’Italia si ritrova, purtroppo ancora una volta, dalla parte sbagliata della storia. Ci troviamo alleati e complici di fazioni e nazioni dalle condotte palesemente estremiste e terroriste. I nostri governanti avrebbero potuto e dovuto evitare di far toccare un fondo simile al nostro Paese, proteggendo la nostra Costituzione e il nostro ruolo di mediatori di pace.

Una regia unica contro il nostro futuro

L’impressione rimasta ĆØ quella di una regia unica, un disegno prestabilito che vuole a tutti i costi spingerci dentro un conflitto totale. Le conseguenze di questa cecitĆ  politica ricadranno sulle spalle dei nostri giovani e sul nostro futuro, sacrificati sull’altare di interessi geopolitici globali che non ci appartengono.

Miei cari amici, prendetevi un attimo di tempo libero dalla narrazione ufficiale. Spegnete per un momento la TV di Stato e ascoltate i video di approfondimento di Visione TV. Aprire gli occhi oggi ĆØ l’unico modo che ci resta per difendere il domani.

Al cinema con la scuola Camera di Consiglio

IL legame profondo tra l’antica Grecia e il Maxi Processo di Palermo (1986-1992) ĆØ nell’assenza di diritto (dikaion): il passaggio della giustizia privata (vendetta) a quella pubblica, e l’affermazione della legge come supremo strumento di garanzia democratica e paritĆ  dei cittadini.

1) L’Agora come aula di giustizia.

Ad Atene i processi venivano celebrati nell’Eliea (tribunale popolare) o all’aperto.
Centinaia di cittadini giudicavano i reati .
La storica Aula Bunker di Palermo costruita appositamente per ospitare centinaia di imputati mafiosi, riflette lo stesso spirito: la celebrazione del giudizio come rito pubblico, trasparente e collettivo dello Stato.

2) La giuria popolare

Nella democrazia ateniese il sorteggio dei giudici popolari garantiva l’imparzialitĆ  contro la corruzione e pressioni oligarchiche.
Nei processi di Corte d’Assisi (come nel Maxi Processo), i giudici popolari affiancano quelli togati (magistrati di carriera) con la medesima funzione di rappresentanza della societĆ  civile.

3) IL ruolo dell’accusa.

Nel mondo greco non esisteva un vero e proprio Pubblico Ministero (PM magistrato che rappresenta l’accusa e perseguire i reati per conto dello Stato).
Erano i cittadini (spesso a rischio della propria inculuminita’) a farsi accusatori.
Nel Maxi Processo, l’accusa fu portata avanti con enorme rischio personale dal pool antimafia guidato da G. Falcone e P. Borsellino, veri e proprio” accusatori pubblici” in nome dell’interesse collettivo.
(ritorna il bene comune auspicato anche dall’architetto Truman per la creazione dell’Unione Europea).

4) Democrazia e Poteri forti.

Entrambi i contesti dimostrano come il diritto sia il baluardo contro chi vuole imporre regole alternative a quelle statali.
Ad Atene le riforme di Efialte e Solone limiteranno il potere dell’Areopago (tribunale aristocratico): il Maxi Processo ha segnato la fine del mito dell’imputato e dell’invulnerabilitĆ  di Cosa Nostra, dimostrando che la mafia ĆØ un fenomeno umano e non un invivibile destino.

5) IL costo della giustizia.

Nell’antica Grecia l’accusatore doveva dimostrare la bontĆ  della sua azione per non subire pene a sua volta.
Nella storia dell’antimafia italiana l’inquisizione giudiziaria ha preteso il prezzo più alto, costando la vita ai magistrati stessi.

6) La crisi della polis e l’ordine pubblico.


Entrambi i sistemi processuali evidenziano come, nei momenti di crisi istituzionale (la guerra del Peloponneso per Atene, l’espansione criminale a Palermo), la risposta della comunitĆ  si sia concentrata sul potenziamento dell’apparato giudiziario ,cercando nella Legge l’unico strumento in grado di ripristinare l’ordine e la coesione sociale.

Concludo con l’espressione di Immanuel Kant (Critica della ragione pratica)
“Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione, sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di essere: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”.

Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER

Non ĆØ vero che l’arte ĆØ neutrale.

Non ĆØ vero che l’arte ĆØ neutrale. L’arte ĆØ di parte. Ora, alla biennale di Venezia, sono stati accolti artisti nel padiglione russo e dunque consentiti se non sponsorizzati dal governo di Putin.
Non sono invece stati invitati artisti dissidenti come Nadia Tolokonnikova,
Katia Margolis, Aleksandr Sokurov
Pavel Talankin . ƈ come se nel padiglione germanico si fosse invitato il famoso architetto del nazismo Albert Speer e si fosse escluso Kandinsky.
Quanto sopra vale come ovvio per tutti i padiglioni di governi dittatoriali.
L’arte ĆØ sempre di parte. La biennale ha deciso da quale parte stare.

Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER

Giornata mondiale della famiglia

15 Maggio 2026

La casa non ĆØ fatta solo di pareti, ma di parole dette e non dette.
Ed è proprio in questo disordine emotivo che troviamo le radici di ciò che siamo.
Natalia Ginzburg, mette in luce il potere intimo della lingua familiare, quella che resta con noi anche da adulti.
Ogni famiglia ĆØ una piccola patria linguistica, dove ogni parola assume un significato unico e irripetibile.
“La lingua di mio padre era aspra, aggressiva, ma per noi era casa”.
Ogni famiglia ha la sua ritualitĆ , le sue conoscenze, le sue espressioni.
Nonostante il tempo e la distanza basta una parola per ricordarsi e riconoscersi fratelli, genitori, figli.
IL linguaggio ruvido del padre non annulla l’amore.
Anzi, lo incarna. Gli affetti familiari spesso si trasmettono in modo non convenzionale: non con gesti dolci, ma con ruviditĆ  che diventano carezze a posteriori.
Ed ĆØ cosƬ anche per Eugenio Montale quando l’amore per la moglie diventa poesia, la sua follia, la sua ispirazione, la sua intuizione. La sola arte di cui si sia mai voluto lasciare attraversare.

Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER

In sala professori pensando ad Omero.

Le parole non sono mai soltanto parole ma orizzonti e le parole che usi creano il tuo mondo.
Usa le parole giuste.
Si parla spesso di mascolinitĆ  tossica.
Non capisco cosa si voglia dire, se Omero ĆØ considerato in questa visione.
La guerra, eterno abisso degli umani, ĆØ solo portatrice di ferite Gli eroi sono uomini che sacrificano tutto per onore e amore.
ƈ per il sacrificio massimo ci vuole coraggio e umiltƠ per farlo.
Coraggio ĆØ affrontare il proprio dovere, umiltĆ  ĆØ non crederai eterno.

Omero ci insegna questo ĆØ molto altro.
Possibile che non si capisca che il poeta cieco ha giĆ  detto tutto sulla guerra e i sentimenti umani.


Io l’ho capito quando ancora adolescente ho letto l’ultimo incontro tra Ettore e Andromaca sotto le mura ascee.
Infatti le porte ascee “mancine” ovvero oblique ostacolavano l’uso dello scudo agli assalitori rendendoli vulnerabili.
In realtĆ  non erano solo a Troia, perfino i castra romani usavano lo stesso accorgimenti.


Gente con qualitĆ  intellettive senza alcuna facoltĆ  critica vorrebbero toglierci anche il piacere di letture bellissime ed imprescindibili.
Cancel Culture.
Siamo in tanti ad aver studiato ed essere cresciuti con Omero.
Si studiava, era un mondo per esorcizzare la violenza e bandire la guerra.


ƈ grave abbandonare li studio dei classici, togliere Omero e le sue opere dalla scuola.
La storia non può essere riscritta secondo le teorie della nuova moda woke.
Togliere la potenza emotiva dei classici significa togliere la possibilitĆ  di concretizzare, con le parole, gli stati d’animo.
Non siamo fatti di sole cellule ma anche di turbamenti e pensieri.


Forse il futuro ĆØ fatto di ariditĆ , di un pensare schematico, di un soffocare quello che i classici hanno cercato di descrivere.
La mente degli uomini può essere un giardino ma pure un deserto.
Nei classici c’ĆØ tutto, amore, furia, pietĆ  e si impara a capire le emozioni e a farle proprie.
IL dolore non porta solo alla violenza, ma all’accettazione di ciò che accade, e la vendetta non serve ma la compassione, nel senso buddista,ti riconcilia.

Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER