Il Vangelo del giorno – Domenica 04 Ottobre 2026

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Domenica – XXVII TO A

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 21,33-43

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:

«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».

Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:

“La pietra che i costruttori hanno scartato

è diventata la pietra d’angolo;

questo è stato fatto dal Signore

ed è una meraviglia ai nostri occhi”?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Parola del Signore

Cosa fai di ciò che Dio ti ha affidato?

Quella di questa domenica è una parabola che descrive la storia della salvezza. Molto semplice e chiara: il padrone della vigna è Dio, la vigna è il popolo di Israele, i contadini sono i capi del popolo, i servi sono i profeti e il figlio del padrone è Gesù.

Insomma, da una parte c’è la cura di Dio per il popolo eletto, dall’altra, proprio i responsabili politici e religiosi non accolgono né i profeti né Gesù Cristo stesso che metteranno a morte.

Ma oggi questa parabola la leggiamo noi ed è a noi destinata. E dobbiamo allora chiederci cosa possa dire a noi oggi.

Dio ci dona la vita con tutto quello che questo significa… una vita all’interno di un condominio, di una città, di un pianeta, all’interno di relazioni…

Dio si fida di noi… ci fa sale, lievito, luce perché nel contesto nel quale ci troviamo possiamo fare la differenza, dando gusto, sapore, ma anche un altro modo di vedere le cose.

Ecco, la nostra missione è proprio questa: fare la differenza… dare una speranza… portare la luce nuova del vangelo… dell’amore, della misericordia, della verità… lì dove ci troviamo… che è lì dove Dio ci ha messo.

Ma non siamo soli… abbiamo come aiuto: la chiesa, i sacramenti, i profeti della vita ordinaria…

Impariamo a domandarci allora: perché mi trovo in questa situazione? Come posso fare la differenza in questa relazione? come dare speranza qui ed oggi? Dio si serve di noi per arrivare agli altri. Non è una cosa di poco conto.

Il problema nasce queando dimentichiamo di avere una missione e lavoriamo per conto proprio facendo della responsabilità ricevuta una proprietà da gestire come vogliamo… facendo di testa nostra!

Però facendo così… quelle persone che Dio mi ha affidato e che dovrebbero con me sperimentare il Suo amore… alla fine con me non incontrano Lui ma incontreranno solo me. E da me nessuno può ottenere salvezza!

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