IL legame profondo tra l’antica Grecia e il Maxi Processo di Palermo (1986-1992) è nell’assenza di diritto (dikaion): il passaggio della giustizia privata (vendetta) a quella pubblica, e l’affermazione della legge come supremo strumento di garanzia democratica e parità dei cittadini.
1) L’Agora come aula di giustizia.
Ad Atene i processi venivano celebrati nell’Eliea (tribunale popolare) o all’aperto.
Centinaia di cittadini giudicavano i reati .
La storica Aula Bunker di Palermo costruita appositamente per ospitare centinaia di imputati mafiosi, riflette lo stesso spirito: la celebrazione del giudizio come rito pubblico, trasparente e collettivo dello Stato.
2) La giuria popolare
Nella democrazia ateniese il sorteggio dei giudici popolari garantiva l’imparzialità contro la corruzione e pressioni oligarchiche.
Nei processi di Corte d’Assisi (come nel Maxi Processo), i giudici popolari affiancano quelli togati (magistrati di carriera) con la medesima funzione di rappresentanza della società civile.
3) IL ruolo dell’accusa.
Nel mondo greco non esisteva un vero e proprio Pubblico Ministero (PM magistrato che rappresenta l’accusa e perseguire i reati per conto dello Stato).
Erano i cittadini (spesso a rischio della propria inculuminita’) a farsi accusatori.
Nel Maxi Processo, l’accusa fu portata avanti con enorme rischio personale dal pool antimafia guidato da G. Falcone e P. Borsellino, veri e proprio” accusatori pubblici” in nome dell’interesse collettivo.
(ritorna il bene comune auspicato anche dall’architetto Truman per la creazione dell’Unione Europea).
4) Democrazia e Poteri forti.
Entrambi i contesti dimostrano come il diritto sia il baluardo contro chi vuole imporre regole alternative a quelle statali.
Ad Atene le riforme di Efialte e Solone limiteranno il potere dell’Areopago (tribunale aristocratico): il Maxi Processo ha segnato la fine del mito dell’imputato e dell’invulnerabilità di Cosa Nostra, dimostrando che la mafia è un fenomeno umano e non un invivibile destino.
5) IL costo della giustizia.
Nell’antica Grecia l’accusatore doveva dimostrare la bontà della sua azione per non subire pene a sua volta.
Nella storia dell’antimafia italiana l’inquisizione giudiziaria ha preteso il prezzo più alto, costando la vita ai magistrati stessi.
6) La crisi della polis e l’ordine pubblico.
Entrambi i sistemi processuali evidenziano come, nei momenti di crisi istituzionale (la guerra del Peloponneso per Atene, l’espansione criminale a Palermo), la risposta della comunità si sia concentrata sul potenziamento dell’apparato giudiziario ,cercando nella Legge l’unico strumento in grado di ripristinare l’ordine e la coesione sociale.
Concludo con l’espressione di Immanuel Kant (Critica della ragione pratica)
“Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione, sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di essere: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”.
Per quanti nostri lettori volessero rimanere aggiornati su iniziative e rubriche di PADD.IT vi invitiamo a iscrivervi alla nostra NEWSLETTER