Il penultimo giorno della sua vita, p. Filippo chiese al confratello p. Pietro Consolini che celebrasse una Messa per lui: โla Messa che chiedo รจ quella per i defuntiโ. Giร il 15 maggio p. Filippo aveva predetto la sua dipartita dopo dieci giorni. E cosรฌ avvenne allโalba seguente la solennitร di Corpus Domini, 26 maggio 1595. Dice il biografo Antonio Gallonio che aspettava ยซla morte non come cosa spiacevole, ma come cosa da lui per lungo tempo desiderataยป.
Durante il 25 maggio fino allโultimo continuรฒ ininterrotto in camera il flusso di suoi penitenti e figli spirituali; si confessarono quel giorno i cardinali Agostino Cusano e Federico Borromeo, di sera altri padri della Vallicella. Con tutti quelli che passarono in camera si intrattenne familiarmente, scambiando qualche parola e dispensando le sue benedizioni.
La notte fu proprio p. Antonio Gallonio che aveva la camera sotto la sua ad alzarsi e precipitarsi da p. Filippo che sentiva camminare avanti e indietro per la stanza: โAntonio io me ne vรฒโ disse p. Filippo. Assieme corsero pure gli altri padri che assistettero al capezzale. Allora Cesare Baronio chiese al Padre di dire qualcosa, dare almeno una benedizione e, appena aperto il breviario, gli cadde lโocchio sul versetto: โProteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivatoโ (Sal 79,16).
Il p. Pietro Bacci che pubblicรฒ la sua biografia nellโanno di canonizzazione di San Filippo (1625), racconta cosรฌ il suo ultimo giorno: Giunto dunque il giorno della solennitร del Santissimo Sacramento [Corpus Domini], (festa ad esso di molta particolare devozione) che in quellโanno venne alli venticinque di Maggioโฆ Dopo tanta devozione avuta in vita verso il SS. Sacramento dellโaltare, San Filippo termina il suo pellegrinaggio terreno la notte di Corpus Domini.
Se lo ricordiamo ancora laico che si faceva animatore della preghiera durante le SS. Quarantore di adorazione eucaristica, da sacerdote si moltiplicarono i fenomeni mistici durante la Messa; specie negli ultimi quattro anni che ottenne dal vescovo di Roma il permesso di celebrare privatamente in una cappella di casa. Le testimonianze rese a processo riguardo le Messe celebrate da San Filippo sono centinaia. Dal chierico che racconta di avergli dovuto tirare la pianeta alla consacrazione per distoglierlo dallโassortimento in cui era immerso, a quando sbatteva i piedi alla predella per distrarsi ed evitare le estasi. Giร in sacrestia in preparatio ad Missa San Filippo andava in estasi.
Ancora avevano visto il vino nel calice assumere la parvenza di sangue umano, mentre si conservano ancora i calici morsicati, col segno dei denti nella coppa. Chi serviva la Messa (che sfiorava talora le due ore) si allontanava al Sanctus e poi San Filippo aveva lรฌ una campana da suonare dopo la consacrazione per avvisare di tornare. AllโAgnus Dei uscendo dalla cappella appendevano un cartello sulla porta: โSilenzio, che โl padre dice Messaโ.

