FRANCESCO

Un pensiero di padre David Turoldo a San Francesco d’Assisi

“Tu sei il liuto, Francesco, ma è il

Signore che suona il liuto; tu sei un

flauto, Francesco, ma il soffio è del

tuo Signore; tu sei un monte sopra la

valle, Francesco, ma l’Eco, l’Eco è la

voce sua e del suo silenzio”

Amate, solo amate

Francesco, ancora ritorna a dire

ai fiori, agli alberi, al fiume,

a dirlo danzando

come facevi

per le vie e i colli dell’Umbria;

a gridarlo al mondo intero,

a quanti incontri per via;

ma gridarlo danzando

come facevi:

“Amate, solo amate

e amatevi

e date

e donatevi

e perdonate e fate pace”

Dire solo questo,

gridarlo anche alle pietre

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La società occidentale

Noi, come società occidentale cosiddetta avanzata, abbiamo progressivamente smarrito il senso del limite. La natura è stata ormai ridotta, nella nostra visione culturale, a semplice strumento da consumare fino all’esaurimento, non è più percepita come spazio di vita e di coabitazione, ma come insieme di risorse da sfruttare in modo totale, in ogni sua forma e qualità.
Occorre riconoscere che le ferite inflitte alla Terra non riguardano soltanto l’individuo come cittadino di uno Stato, ma l’essere umano in quanto appartenente alla specie. Le crisi del pianeta non mi interpellano perché faccio parte di una nazione, ma perché appartengo all’umanità nel suo insieme.

La specie umana può essere preservata solo a una condizione: che venga preservata la Terra, altrimenti anche la specie è destinata al declino.
Non va interpretata in modo estremistico l’idea del superamento degli Stati, perché in realtà la tecnica ha già oltrepassato questi confini. Ogni innovazione tecnologica, appena nasce, diventa immediatamente globale e non resta mai circoscritta a un solo territorio.
Il modello tecnico ha già superato la logica statuale; allora ci si può chiedere perché non estendere lo stesso principio anche a una logica di fraternità.

Orizzonte cosmopolita di fraternità

Tuttavia questo passaggio non può avvenire solo a partire dai valori, perché i valori cambiano tra culture ed etnie diverse, mentre può essere costruito su un interesse comune, dato che la salvaguardia della Terra è interesse di tutti. Non è possibile salvarla con politiche “verdi” isolate se poi grandi potenze come la Cina non adottano criteri simili.
Ci troviamo già in una condizione di rischio elevato, perché manca una vera cultura ecologica: non si comprende fino in fondo che la biosfera è minacciata non solo dalle emissioni di anidride carbonica, ma anche e soprattutto dai conflitti armati.


L’essere umano deve superare una visione culturale fondata sull’opposizione e avvicinarsi a un orizzonte cosmopolita di fraternità. Questa impostazione deve necessariamente includere anche gli enti naturali, perché da essi dipendiamo. Diventa quindi inevitabile abbandonare una prospettiva antropocentrica per adottarne una biocentrica, altrimenti ogni programma resta insufficiente e il destino della Terra appare compromesso.

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