La visione e le preci leonine


Già nel 1859 papa Pio IX decretò che una serie di preghiere venissero recitate dopo tutte le Messe basse: i sacerdoti e i laici dovevano inginocchiarsi e pregare l’Ave Maria tre volte, seguita dal Salve Regina con un’orazione per la Chiesa. Il suo successore, papa Leone XIII, ebbe una mistica apparizione che rivelava un’infiltrazione profondamente demoniaca su Roma. In vista di questa infestazione, Leone XIII nel 1886 aggiunse alla Messa bassa una nuova preghiera composta in onore di San Michele, con la quale si implora l’arcangelo di aiutarci nella battaglia contro il diavolo. È la stessa preghiera a San Michele arcangelo (principe delle milizie celesti) che conosciamo oggi: San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia. Sii tu la nostra protezione contro la malvagità e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo potere su di lui, ti preghiamo supplici. E tu, o Principe della milizia celeste, ricaccia con la potenza divina nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che vagano per il mondo per la perdizione delle anime. Amen. Tali preghiere così codificate presero il nome di preci leonine.

Taylor Marshall, Gli infiltrati, trad.it. Gaetano Masciullo, Fede&Cultura, Verona 2022, cap.5

Un certo cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano (1872-1952) testimoniò di aver ripetutamente ascoltato esattamente la stessa storia dal segretario personale di papa Leone XIII, monsignor Rinaldo Angeli (1851-1914): Papa Leone XIII ebbe veramente una visione di spiriti demoniaci, che si stavano radunando sulla Città Eterna [Roma]. Da quell’esperienza – che egli condivise con il prelato e certamente con altri nella riservatezza – nasce la preghiera che egli volle che tutta la Chiesa recitasse (…) L’apparizione demoniaca a papa Leone XIII fu abbellita con dettagli apocrifi poco dopo questo periodo. Nel 1947, padre Domenico Pechenino raccontò che papa Leone XIII stava assistendo a una seconda Messa, dopo averne celebrata una egli stesso. Questa versione dei fatti sostiene che il papa avrebbe visto qualcosa al di sopra della testa del sacerdote celebrante e che poi si sarebbe precipitato fuori dalla cappella nel suo studio privato, dove immediatamente compose la preghiera a San Michele. (…) La versione di padre Pechenino riferisce che questa visione leonina avvenne “un po’ di tempo dopo il 1890”. Questo non è del tutto esatto, poiché la preghiera a San Michele per la Messa bassa fu assegnata nel 1886 e il più lungo esorcismo di San Michele fu pubblicato nel 1890. Quindi sappiamo subito che i dettagli di Pechenino non sono del tutto attendibili. Un altro problema della sua versione del “dialogo con Satana” riguarda il fatto che esso sembra essere derivato dalle visioni della beata Anna Caterina Emmerich (1774-1824)

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