Se pensi che Dio stia in un solo luogo, abbia una sola pelle ed una sola lingua, ti sbagli: vende fiori al Marais, ascolta musica di Leonard Cohen a New York ed è impiccato in differita da qualche parte al centro di uno stadio in Africa dove poi giocheranno una partita in diretta.
Erano quindi presuntuosi quelli della torre di Babele: volevano parlare una sola lingua ed essere un solo popolo; per questo Dio li ha fatti impazzire e non si sono poi più capiti.
Non amavano. Gli innamorati infatti si capiscono sempre, baciano tutti allo stesso modo anche se parlano lingue diverse. Mi piace quella lapide nella Università di Roma; occorrerebbe scolpirla in ogni luogo di pensiero.
Se pensi che Dio non abbia figli, ti sbagli: ne ha moltissimi; partorisce di continuo uomini e donne come giochi pirotecnici di margherite in primavera. Sono suoi figli pure quelli che lo uccidono e che lui incatena con abbracci senza mai stancarsi ma loro non lo sanno.
Non credere quindi a quelli prigionieri dentro i loro muri incipriati di sangue, a coloro che rispettano l’ordine pubblico vivendo in un disordine privato; hanno paura di se stessi e non escono fuori, non vedono mai l’alba, chiudono gli occhi prima di ogni tramonto e non mangiano bignè.
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