Il Vangelo del giorno – Domenica 19 Aprile 2026

A cura di Don Antonio Mancuso

Lit. Domenica – III TP A

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 24,13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».

Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Parola del Signore

Dalla tristezza alla gioia… dal dubbio alla certezza… dalla dipendenza all’autonomia: è questo il percorso che ognuno di noi è chiamato a fare come fanno i discepoli di Emmaus.

Sono due discepoli… in cammino… non hanno compreso tutto. E come ogni discepolo… sperimentano che quando non possono farlo dietro a Gesù, è Gesù che cammina accanto a loro. Non siamo soli mai!

Non sempre è tutto chiaro… spesso si passano momenti di forte cecità! A volte si hanno difficoltà a riconoscere Dio e le cose di Dio! Ma i due discepoli di oggi ci fanno capire che per uscire dal buio nel quale a volte ci troviamo… occorre affrontare i problemi: è necessario parlare e non smettere di farsi le domande… quelle giuste, in attesa di risposte… quelle vere, quelle che si riconoscono come vere perché sono risposte che ci riempiono e fanno ardere il cuore!

Non basta allontanarsi dai problemi… perché spesso ce li portiamo dentro… spesso le angosce, le fatiche, la rabbia che proviamo non ci fa essere obiettivi né ci fa vedere la soluzione anche quando l’abbiamo a portata di mano.

Ciò che occorre è trovare la chiave di lettura, il senso di ciò che ci è accaduto. E in molte occasioni… l’unico che può darci il senso, la direzione, la forza di andare avanti è proprio il Signore, che, il più delle volte, non cambia la nostra storia ma ci aiuta a guardarla con occhi di misericordia… e anche questo è un miracolo… più grande di tanti altri!

Ma il vangelo di oggi ci lascia anche un altro bel messaggio… imitare lo stile di Gesù: si avvicina in punta di piedi e ascolta, mostra chiarezza e senza ambiguità chiama le cose per nome, fornisce con precisione ogni spiegazione, non crea dipendenza ma suscita autonomia. La sua parola riscalda i cuori, la sua vita è donazione… e proprio da questo lo riconoscono… e una volta che lo hanno incontrato… si sono relazionati con lui… hanno acquisito lo stile dentro di loro… sono diventati autonomi e hanno capito dove andare e cosa fare… hanno riscoperto la bellezza del presente… adesso non hanno più bisogno di averlo accanto perché ce l’hanno dentro!

Non farti appesantire da quei fatti tristi che non puoi cambiare, guardali con misericordia e se non basta, guardaTi con misericordia!

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